Dai single coil al doppio humbucker: la Schecter Nick Johnston Traditional HH completa la trasformazione
di redazione [user #116] - pubblicato il 05 febbraio 2026 ore 10:26
A un anno dall’esordio con i Mastodon, Nick Johnston aggiorna la sua signature Schecter e cambia pelle: addio alle vecchie ricette Strat-style, benvenuti due humbucker.
La Traditional HH introduce i Nick Johnston Atombucker, manico in wenge, 22 tasti jumbo stainless steel e switching 5-way orientato al palco. La finitura Atomic Mercury richiama la tradizione “Silver Burst” legata all’immaginario della band: una scelta estetica che diventa dichiarazione d’intenti.
Per i fan dei Mastodon è difficile pensare di dimenticare Brent Hinds, ma allo stesso tempo è quasi impossibile voler male ad un chitarrista così preparato come Nick Johnston. A un anno scarso dal suo debutto on stage con i Mastodon, Johnston smette definitivamente i panni del “fedelissimo dei single-coil” e porta la sua signature Schecter nel territorio che oggi, volente o nolente, è diventato casa: quello del prog metal ad alto volume, fatto di accordature tese, muri di armoniche e riff che pretendono più massa sotto le dita.
La nuova Schecter Nick Johnston Traditional HH (finitura Atomic Mercury) nasce infatti come una versione “a pieno carico” della sua signature: stessa idea di base, ma con una sterzata netta sia sul piano timbrico sia su quello estetico. Johnston ha suonato i primi concerti con i Mastodon nel marzo 2025, dopo l’uscita di scena del co-fondatore Brent Hinds. Da allora, le sue Schecter sono rimaste centrali nel rig live: questa HH è, di fatto, la dichiarazione che quel periodo di transizione è diventato una nuova normalità.
Dalla ricetta Strat-style alla conversione humbucker
La sigla HH dice tutto: addio alle precedenti configurazioni SSS e HSS, benvenuta coppia di humbucker. Schecter e Johnston introducono per l’occasione i Signature Atom-Bucker, pensati per reggere compressione, gain e palm-muting senza perdere definizione sulle articolazioni (un punto sensibile per un chitarrista dalla mano notoriamente “pulita”, anche quando spinge).
La trasformazione non si ferma all’elettronica. Il classico “trio” di legni viene aggiornato: corpo in ontano e tastiera in ebano restano, ma il manico passa a wenge (al posto del roasted maple), scelta coerente con l’obiettivo di maggiore solidità e risposta secca, oltre che con un look meno vintage e più “scuro”. Sulla tastiera arrivano anche dettagli più dichiaratamente moderni: 22 tasti jumbo in acciaio inox (prima volta su questo modello, secondo la presentazione) e ring inlays metallici.
Specifiche tecniche
Corpo
Legno: ontano (Alder)
Costruzione: bolt-on (manico avvitato)
Manico e tastiera
Legno manico: wenge
Profilo: Nick Johnston “C”
Spessore manico: 20,32 mm (1° tasto) / 21,59 mm (12° tasto)
Tastiera: ebano (Ebony)
Raggio tastiera: 14"
Tasti: 22 Jumbo in acciaio inox
Intarsi: anelli metallici (Metal Rings)
Scala: 25,5"
Capotasto: Graph Tech Black Tusq XL
Larghezza capotasto: 42 mm
Truss rod: dual-action con spoke wheel di regolazione al tacco del manico
Hardware
Ponte: Schecter Nouveau Tremolo
Meccaniche: Schecter Nouveau Locking
String retainer: Music City Bridge Three String Tree
Finitura hardware: cromata (Chrome)
Elettronica
Pickup ponte: Schecter Nick Johnston Atombucker humbucker
Pickup manico: Schecter Nick Johnston Atombucker humbucker
Controlli: Volume, Tone
Selettore: 5-way Superswitch con le seguenti posizioni:
Ponte (humbucker)
Ponte (single-coil)
Entrambi (single-coil)
Manico (single-coil)
Manico (humbucker)
Silver Burst: tradizione e non nostalgia
Il punto interessante è che, pur trattandosi di una chitarra “più metal”, Johnston non la racconta come una fuga in avanti fine a sé stessa. Al contrario: la finitura Atomic Mercury viene presentata come prosecuzione di una tradizione visiva legata ai Mastodon, richiamando l’immaginario “Silver Burst” reso popolare anche dalla signature di Bill Kelliher. «Il Silver Burst è una colorazione associata alla band… sarebbe stato bello continuare quella tradizione», spiega Johnston, aggiungendo che sarà la sua principale per il futuro prevedibile. E come dargli torto, è un passaggio che vale più della semplice palette: nel metal – soprattutto in formazioni con identità forte – certe scelte estetiche diventano una forma di continuità quasi “araldica”.
Sul fronte funzionale, la Traditional HH punta alla concretezza: meccaniche locking, capotasto GraphTech, ruota di regolazione del truss rod al tacco (soluzione da palco/road case), e ponte Schecter Nouveau hardtail.
Il contesto Mastodon: conferme, polemiche e una pagina dolorosa
Nel frattempo, la presenza di Johnston sembra destinata a diventare strutturale: Bill Kelliher ha lasciato intendere che il chitarrista canadese comparirà sul prossimo album della band, rafforzando l’idea di un ruolo non più soltanto “da tournée”. Sul lato più amaro della cronaca recente, Brann Dailor, batterista della band, non ha risparmiato critiche per l’esclusione di Brent Hinds dal segmento “In Memoriam” dei Grammy 2026. Hinds è morto nell’agosto 2025 in un incidente stradale (motocicletta) ad Atlanta, pochi mesi dopo la separazione dai Mastodon. In questo quadro, la Schecter Nick Johnston Traditional HH sembra voler fare una cosa semplice e antica, nel senso migliore: fissare un momento preciso. Una chitarra che fotografa il passaggio dall’era precedente a quella nuova, con l’evoluzione tecnica necessaria… ma anche con quel rispetto implicito per i simboli di band che, nel metal, contano quasi quanto le note.