JHS Double Dragon: l’octaver analogico che riscopre l’imperfezione
di redazione [user #116] - pubblicato il 26 febbraio 2026 ore 17:08
Con il Double Dragon Lo-Fi Octave Device, JHS riscopre l’approccio analogico degli octaver vintage, puntando su carattere e imprevedibilità invece che sulla precisione digitale. Un pedale pensato per chi cerca peso, personalità e nuove idee tra riff massicci e sperimentazione.
Mentre il mercato continua a spingere su algoritmi sempre più affinati, JHS Pedals decide di fare un passo in una direzione già conosciuta. Nel 2026 Josh Scott presenta il Double Dragon Lo-Fi Octave Device e lo fa senza inseguire il digitale a tutti i costi. Niente DSP, niente tracciamento “chirurgico”: qui si torna all’analogico puro, con tutto quello che comporta. Il riferimento affonda le radici nei grandi octaver prodotti tra anni Settanta e Ottanta – MXR Blue Box, Boss OC-2, Ibanez OT10, Electro-Harmonix Micro-Synth – pedali tutt'altro che perfetti, ma avevano una personalità inconfondibile.
Il Double Dragon parte proprio dalla volontà di offrire una personalità tangibile. Su linee singole l’ottava inferiore monofonica aggiunge peso e spinge il segnale in territori solitamente proprietà del basso, ma è sugli accordi che il pedale promette di mostrare davvero il suo carattere (e non è per tutti): il divider analogico non “insegue” ogni nota con fedeltà matematica, ma inizia a esitare, a "rompersi", a generare interazioni imprevedibili tra le frequenze. Non è un limite da correggere, è il motivo per cui - eventualmente - si sceglie questo tipo di octaver.
L’architettura sonora è semplice e mirata: un’ottava inferiore interamente analogica, spessa e ruvida quanto basta, e un’ottava superiore con una distorsione che sta a metà tra Octavia e Superfuzz. I due lati del pedale sono attivabili separatamente, i controlli offrono un master volume, un clean blend, e un mix separato per ottava alta e ottava bassa. Una cosa da menzionare è che per potere utilizzare esclusivamente l'ottava alta è obbligatorio anche avere attivo il lato octave down con il mix completamente settato per non far passare alcun segnale con effetto.
Per JHS è anche una prima volta: è il primo pedale del marchio dedicato esclusivamente all’octave. Una scelta ponderata, che punta a proporre qualcosa di identitario, con un approccio è dichiaratamente lo-fi, con tutto il fascino che ne deriva. A chi si rivolge? A chitarristi che amano riff massicci e perforanti, ma anche bassisti che conoscono le potenzialità di un vecchio OC-2 e sanno quanto possa essere espressivo se usato con criterio. In generale, musicisti che preferiscono un effetto capace di ispirare, piuttosto che uno semplicemente impeccabile.