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Julian Lage e lo spazio tra le note | Note Sparse EP05
Julian Lage e lo spazio tra le note | Note Sparse EP05
di [user #65794] - pubblicato il

Julian Lage è l’ospite della quinta puntata di Note Sparse. Tra chitarra elettrica e acustica, spazio lasciato alle note che non vengono suonate e un quartetto nato quasi per gravità naturale, il chitarrista americano racconta il processo creativo dietro "Scenes From Above". Un album che guarda alla musica come a un sistema di relazioni più che a una dimostrazione di individualità.
C’è un momento, ascoltando la quinta puntata di Note Sparse, in cui emerge con chiarezza una delle caratteristiche più affascinanti del percorso artistico di Julian Lage: la sua capacità di rimettere continuamente in discussione il proprio ruolo all’interno della musica. Il pretesto della conversazione è Scenes From Above, pubblicato il 23 gennaio 2026 per Blue Note Records e realizzato insieme a John Medeski, Jorge Roeder e Kenny Wollesen. Ma già nei primi minuti diventa evidente che questo lavoro rappresenta qualcosa di più di un semplice nuovo capitolo discografico: è il tentativo di ridefinire la posizione della chitarra e del suo autore dentro un organismo collettivo.



Se Speak To Me (2024) era stato un lavoro centrato sulla figura del leader, il nuovo album nasce invece da un movimento opposto. 
“Il precedente Speak To Me era quasi un autoritratto in musica. Dopo averlo ascoltato a lungo e averlo portato sul palco, ho capito una cosa importante: mi piace molto di più la libertà che può offrire una formazione più ridotta.”

In questo contesto la leadership assume una forma diversa, quasi invisibile. Non si tratta di guidare attraverso istruzioni o arrangiamenti rigidi, ma attraverso l’ascolto reciproco. Gran parte del disco nasce proprio da questa fiducia, l’improvvisazione non è mai una dimostrazione tecnica, ma un modo per far emergere lo spazio tra gli strumenti.
Ed è proprio lo spazio uno dei temi più interessanti della conversazione.
“Credo che uno dei motivi per cui spesso suoniamo tante note senza lasciare spazio sia che pensiamo che le note siano la parte davvero importante. Il problema è che questo modo di pensare ignora una realtà fondamentale: è nello spazio che elaboriamo la musica.”

In questo senso, Scenes From Above si muove spesso su una linea sottile tra presenza e sottrazione. La musica non si impone mai con forza, ma si sviluppa per stratificazione, attraverso piccoli spostamenti di equilibrio tra i quattro strumenti.



Alla fine della conversazione resta una sensazione precisa: quella di un musicista che, invece di occupare tutto lo spazio possibile, ha imparato a muoversi dentro lo spazio della musica con rispetto e curiosità. In Scenes From Above la chitarra di Julian Lage non cerca mai di dominare il quadro, ma di contribuire a una forma più ampia, costruita nota dopo nota – e, soprattutto, pausa dopo pausa. È un modo di intendere la musica che somiglia più a un paesaggio in movimento che a un esercizio di stile.

La quinta puntata di Note Sparse si chiude così, con l’impressione di aver osservato per un momento quel paesaggio dall’alto, proprio come suggerisce il titolo del disco.
Come sempre, oltre alla versione video, Note Sparse è disponibile anche in formato podcast su Spotify, Apple Podcast e – a breve – su tutte le principali piattaforme di ascolto.


 
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di lbaccarini [user #14303]
commento del 13/03/2026 ore 21:08:28
ho avuto la fortuna di sentirlo live, assolutamente incredibile. E parlo della musica, non solo di come suona
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di GigioBigio [user #60117]
commento del 14/03/2026 ore 15:42:30
Gioco assurdo, diamo un punteggio da 1 a 10, per personalità/gusto, composizione, tecnica, teoria. È difficile pensare di non dare a Lage almeno 9,5 in tutte queste categorie, ergo, complessivamente il miglior chitarrista oggi al mondo e con margine.
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di lbaccarini [user #14303]
commento del 16/03/2026 ore 17:53:03
Ci metto anche Marcus King allora!
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di Cukoo [user #17731]
commento del 13/03/2026 ore 22:38:15
Un colpaccio questa intervista. Bravo Francesco.
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di superloco [user #24204]
commento del 14/03/2026 ore 22:06:15
Parlare di Lage dal mio punto di vista è complicato perchè non saprei come definirlo...
forse come un pittore che sa usare tutti i colori possibili e tutte le sfumature di luce. Definirlo solo un chitarrista mi sembra limitato.
Musicista ai massimi livelli.
Rispondi
di giamp28guitar [user #51047]
commento del 15/03/2026 ore 10:16:1
Concordo con i commenti precedenti. Lo ascolto spesso da un annetto a questa parte: la sua musica crea un senso quasi di sospensione portandoti fuori dallo spazio fisico in cui ti trovi e trascinandoti “nel suo mondo”. Riascoltando i suoi brani trovo sempre qualcosa di nuovo e di diverso…difficile da spiegare a parole…per me è uno dei chitarristi contemporanei più grandi in assoluto
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