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Yamaha Pacifica SC Standard Plus sul banco di prova
Yamaha Pacifica SC Standard Plus sul banco di prova
di [user #116] - pubblicato il

Due Pacifica SC Standard Plus, stesso progetto e due voci diverse: acero e palissandro mettono in luce sfumature reali più che rivoluzioni. Costruzione solida, elettronica intelligente e dettagli funzionali disegnano uno strumento pensato per il lavoro quotidiano, il Focus Switch e l’hardware ampliano il range timbrico senza complicare l’esperienza d’uso.
Con la nuova linea Pacifica SC, Yamaha torna a parlare il linguaggio scritto da un design ormai inconfondibile, ma lo fa con specifiche moderne e una filosofia costruttiva che mette al centro chi suona davvero. In questo video Riccardo Gioggi mette a confronto le due versioni della Pacifica SC Standard Plus — una in Pink con tastiera in acero, l'altra in Mint Green con tastiera in palissandro — per raccontarvi cosa cambia e, soprattutto, cosa le accomuna.

Costruzione e materiali
Il corpo è in ontano (3 pezzi) con finitura lucida in poliuretano: un abbinamento collaudato che punta all'equilibrio tra calore e chiarezza timbrica. Il manico bolt-on in acero, con finitura satinata, scorre benissimo ed è tra i dettagli che si apprezzano subito al tatto. Scala da 648 mm (25,5", Fender-style), 22 tasti medium jumbo in acciaio inox e una tastiera con radius fisso di 12": una geometria che favorisce bending fluidi e fraseggi tecnici su tutta la lunghezza del manico. Il capotasto è un GraphTech TUSQ, e le corde installate di fabbrica sono D'Addario XL-110.



Hardware e elettronica
La configurazione è S-H, con pickup Reflectone™ — single coil HT7b al ponte, humbucker EH7n al manico — sviluppati in collaborazione con Rupert Neve Designs. La risposta è equilibrata e lineare: bassi presenti, medie a fuoco, alte senza eccessi. Il vero jolly è il Focus Switch, un push-pull sul potenziometro del tono che agisce sul single coil al ponte: in una posizione suona più aperto e brillante, nell'altra più carico e compresso, quasi come un pickup sovravvolto. Utilissimo per passare da suoni clean a situazioni con più gain, senza toccare altro nella catena del segnale. Completa l'elettronica un condensatore Hi-Pass sul volume, che mantiene presenza e chiarezza anche rollando il controllo.

Yamaha Pacifica SC Standard Plus sul banco di prova

Completano in quadro meccaniche autobloccanti Gotoh, capotasto GraphTech TUSQ e sellette in ottone al ponte (Gotoh BC-TS1S, 3 sellette compensate), dettaglio spesso sottovalutato che - però - riesce a farsi sentire sia in termini di sustain che di risposta delle singole note. La Standard Plus viene fornita con custodia morbida.

Acero o palissandro?
La differenza esiste, anche se non è abissale. La versione Pink con tastiera in acero ha una risposta leggermente più incisiva, con l'attacco del plettro più in avanti — si nota soprattutto in clean e con overdrive leggeri. La Mint Green con palissandro suona un po' più piena e calda, con l'attacco leggermente arretrato. Due caratteri distinti per contesti diversi, entrambi convincenti.
 
Yamaha Pacifica SC Standard Plus sul banco di prova

Il primo elemento che salta all'occhio è la provenienza. La Professional è assemblata in Giappone con un corpo in ontano a due pezzi, una costruzione tradizionalmente associata a una maggiore cura nella selezione del legno e nella qualità di finitura rispetto alla produzione indonesiana dei modelli Standard Plus.
Sul piano della suonabilità, la differenza più rilevante riguarda il radius della tastiera. La Professional monta un radius compound che passa da 9,5" nelle posizioni basse a 12" in quelle alte: una geometria che favorisce la comodità negli accordi vicino al capotasto e riduce al minimo il rischio di note soffocate durante i bend nelle posizioni più alte.

La Standard Plus mantiene invece un raggio fisso da 12" lungo tutta la tastiera, una scelta comunque moderna e ben bilanciata, ma meno raffinata. A questo si aggiunge il trattamento I.R.A. — Initial Response Acceleration — riservato esclusivamente alla Professional: un processo che sottopone ogni strumento a vibrazioni calibrate per ridurre le tensioni interne tra legno, finitura, manico e hardware. Il risultato è uno strumento nuovo che si comporta già come se fosse rodato, con una risposta risonante più pronta e immediata fin dalle prime note.

Infine, la dotazione: la Professional è fornita con una custodia rigida, la Standard Plus con una morbida. Chi sceglie la Professional paga essenzialmente per tre cose: la manifattura giapponese, il radius compound e il trattamento I.R.A. In definitiva, chi sceglie la Standard Plus ottiene uno strumento con hardware e pickup identici a una frazione del costo, rinunciando però a quei dettagli costruttivi che fanno la differenza soprattutto nel lungo periodo.
La Pacifica SC Standard Plus è disponibile a 949 € (IVA esclusa). Per chi vuole il vertice della linea, la Professional è venduta a 2.150 € (IVA esclusa).

Ulteriori informazioni: www.yamaha.com

Yamaha Pacifica SC Standard Plus sul banco di prova
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