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Cosa verifica davvero un rivenditore prima di spedire una chitarra?
Cosa verifica davvero un rivenditore prima di spedire una chitarra?
di [user #116] - pubblicato il

Una chitarra nuova non è necessariamente una chitarra pronta: tra produzione, trasporto e stoccaggio, molto può cambiare. Questo articolo analizza cosa include concretamente un Quality Check pre-spedizione e perché fa differenza.
Prima di iniziare vi ricordiamo che questo articolo nasce dalla collaborazione con Musicalstore2005. Le parole "nuovo di fabbrica" descrive lo stato burocratico di un prodotto, non la sua condizione reale. Tra linea di produzione, imballaggio, container, magazzino e corriere, una chitarra accumula settimane o mesi di esposizione a variazioni termiche e igrometriche che i legni assorbono senza chiedere il permesso. È fisica, non sfortuna. Chi lavora in questo settore da abbastanza tempo ha smesso di sorprendersi. Il Quality Check nasce proprio da questa consapevolezza: non per vendere un'idea di perfezione, ma per intercettare quello che non funziona prima che diventi un problema del cliente.

Cosa si controlla, concretamente
Il processo adottato da MusicalStore2005 segue un iter semplice ed efficace.
  • Finiture: ispezione visiva per anomalie che esulano dalle tolleranze di fascia.
  • Elettronica: pickup, potenziometri e selettori vengono testati uno per uno. Se qualcosa è intermittente, si vede.
  • Hardware: meccaniche, ponti, sistemi vibrato e Floyd Rose vengono verificati per funzionamento stabile. Non per estetica.
  • Capotasto e tastiera: due elementi che influenzano tutto il resto e che nessuno guarda abbastanza.
  • Suonabilità: prova pratica. Le vibrazioni parassite e i comportamenti anomali non si nascondono.
  • Dotazione: si verifica che ci sia tutto quello che dovrebbe esserci.
Tolleranze di fabbrica: imparare a leggere uno strumento senza drammi
Una micro-imperfezione nella finitura di uno strumento entry level non è un difetto: è una tolleranza di produzione perfettamente prevista dal costruttore. Trattarla come un caso di negligenza è una lettura sbagliata della realtà industriale. Quello che invece non rientra in nessuna tolleranza accettabile: crepe, deformazioni strutturali, instabilità meccaniche. Lì si smette di parlare di "carattere" e si comincia a parlare di reso. Il Quality Check serve anche a questo: rimettere il giudizio su un piano tecnico, sottraendolo all'emotività dell'aspettativa delusa.

Ecco di seguito alcuni esempi di difetti che non vengono tollerati.

Cosa verifica davvero un rivenditore prima di spedire una chitarra?

Manico e capotasto: qui non si mente
La finitura si discute. Il manico, no. La geometria è corretta o non lo è. La tastiera è uniforme o presenta anomalie lungo la sua lunghezza. Una torsione si misura, non si interpreta.
Il capotasto è l'elemento più sottovalutato della chitarra e uno dei più critici. Una lavorazione imprecisa delle selle compromette l'accordatura in modo sistematico, genera quella sensazione vaga di strumento "che non si mette a posto mai" e spesso viene scambiata per un problema delle meccaniche. Non lo è.

Elettronica e hardware: funziona o non funziona
Sul piano elettronico e meccanico non esistono mezze misure, un selettore che fa contatto a intermittenza non è una sfumatura timbrica ma un componente difettoso; un jack instabile interrompe il segnale; un potenziometro rumoroso disturba, e non si può dire che queste siano opinioni. Il Quality Check non si esprime sul suono — quella resta una questione soggettiva — ma verifica che ogni componente lavori in modo affidabile e prevedibile. Il resto lo decide chi acquista.

Perché il controllo pre-spedizione ha senso economico, prima ancora che etico
Riduce i resi. Riduce i costi. Riduce il tempo perso da entrambe le parti. Nel caso di MusicalStore2005 si opera su due livelli: controllo in ingresso, per non stoccare strumenti già problematici, e controllo in uscita, perché un magazzino non è un ambiente neutro e il tempo lascia tracce anche su uno strumento fermo.

Il Quality Check non è un setup, non trasforma uno strumento mediocre in uno eccellente. È semplicemente la verifica che quello che parte dal magazzino sia conforme, funzionante e pronto all'uso, un passaggio che non fa miracoli, ma evita i disastri più prevedibili, e delle esperienze d'acquisto poco piacevoli (oltre che costruire l'affidabilità di un rivenditore nel corso del tempo).

Ecco di seguito alcuni esempi di difetti estetici riscontrati su strumenti di fascia economica, che vengono considerati tollerabili in fase di controllo.

Cosa verifica davvero un rivenditore prima di spedire una chitarra?


 
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di fraz666 [user #43257]
commento del 26/03/2026 ore 12:20:36
"Riduce i costi". In teoria. Qualcuno preferisce risparmiare su QC e fare qualche reso in più. Purtroppo, aggiungo
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 01/04/2026 ore 15:15:21
La Maton per esempio ha eliminato completamente il QC ,non tiene neppure traccia dei seriali e delle produzioni, ma ha raddoppiato i prezzi nonostante la catastrofica qualità degli strumenti in negozio negli ultimi due anni.
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di Big Muffin [user #63938]
commento del 26/03/2026 ore 13:55:33
Purtroppo da quello che mi e' capitato di vedere, certi controlli di altri venditori probabilmente vengono fatti a spanne dato che poi si trovano in giro strumenti messi non bene, tipo una chitarra vista e provata ultimamente che a primo occhio pareva normale, ma poi risultava anomala perche' l'intera cordiera era spostata e il Mi cantino era al limite del Fret, dove invece il Mi basso avanzava 3 millimetri di aria dalla fine manico. e non per colpa del manico stesso spostato, ma del ponte disassato, percio', se certe cose passano e non vengono notate, e' un po' come se il fruttivendolo riceve la frutta e la spedisce avariata, e se per disgrazia lo sprovveduto acquista online e si ritrova una chitarra del genere, deve pregare che il venditore riconosca il danno e riprenda lo strumento; insomma alla fine rimangono solo rogne per chi acquista, quando invece la formula dovrebbe essere: Io compero ti do soldi buoni, tu vendi e mi dai lo strumento buono tanto quanto lo sono i miei soldi.
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di paolo.cesario@siconsulting.biz [user #60030]
commento del 27/03/2026 ore 11:46:37
ovviamente dipende da quanto paghi. conosco gente che ha stratocaster sopra i 1000 euro e ne ha dovuti spendere 150 di liutaio per renderle suonabili. gente poco competente che su chitarre vicine ai 2000 (amatori spendaccioni) non era in grado di capire che il senso di scordatura ai primi tasti era colpa del capotasto visto che era accordata al 12mo: non sapevano neanche che si possono limare i solchi del capotasto o portare un'elettrica da un liutaio. questo non è un difetto da magazzino: è una vergogna che fender con quello che si fa pagare mandi in giro un componente da valore nullo alla fabbrica non messi a punto.
io sono ben felice di avere comprato su amazon una strato basica di quelle da 140 a 60 perché resa due volte probabilmente da padri che compravano il regalo al bambino, regalo ingestibile. mi sono rifatto la regolazione del ponte togliendo le molle alle sellette e ho comprato un capotasto cinese regolabile in altezza con viti a croce a be 2,5 euro ed è perfetta (vale il prezzo iniziale).questo ad amazon è costato 5 trasporti, ci hanno rimesso molto probabilmente,... se avessero fatto un controllo (ma non credo amazon sia in grado): uno store musicale è in grado e visto che oramai anche i grandi marchi mandano il giro roba non controllata, fanno bene a non rischiare, non avendo sui soli strumenti musicali la possibilità di fare una forma di assicurazione globale sulle consegne tipo amazon prime che alla fine spalma i costi di trasporto di oggetti grandi e piccoli su una clientela estesissima.
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di JoeManganese [user #43736]
commento del 01/04/2026 ore 15:20:17
Così adesso ti ritrovi una chitarra da 150 euro con i pickup da cambiare, le meccaniche da cambiare, il manico che si stortera alla prima occasione, intonazione mai pervenuta, il corpo in compensato o truciolato ricoperto di vernice che risuona come un cartonato. Ma perché?
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di paolo.cesario@siconsulting.biz [user #60030]
commento del 01/04/2026 ore 17:31:24
avendo comprato un reso l'ho pagata 70, non 150. di autobloccanti e capotasto regolabile avrò speso 6 euro? e il fatto che tu non sia in grado di fare un setup da solo, mi spiace per te, i miei amici con chitarre costose vengono da me perché di un setup fatto da un ingegnere si fidano. mi fa veramente ridere chi ritiene che i pickup di una chitarra amazon basic a valle di una catena di effetti siano tanto diversi da quelli di una chitarra da 1000 euro, soprattutto perché ho visto dal vivo, non su YT, prove alla cieca di grandi esperti e grandi figure di m--- . e quelli che confrontano i pickup senza effetti mi fanno ancora più ridere quando chiedo loro di farmi sentire un disco con chitarre elettriche non effettate e non amplificate. che le chitarre da 100 euro possa essere di cartonato e tenere la trazione delle corde in metallo me la segno, che è indice di buone conoscenze di fisica. e esistano verniciature che influenzano la risonanza sempre a valle di una catena di effetti anche (ho fatto prove di analisi armonica con analizzatore di spettro da 4000 euro a chitarre di diversi amici e a chitarre ancora da verniciare). PS: in vivo in una casa normale senza sbalzi termici e di umidità: l'unico braccio storto che ho cisto in vita mia era di una fendere che l'amico lasciava in cantina in una custodia che puzzava di muffa.
Comunque la mia chitarra la suono tutti i giorni, ritocco l'accordatura ogni 10 circa, ma di un pelo, e all'analizzatore di spettro è perfettamente intonata su tutti i tasti e tutte le corde. e non ho un laboratorio di liuteria, ho un laboratorio di elettronica.
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di fraz666 [user #43257]
commento del 07/04/2026 ore 10:16:24
esatto, una chitarra da 100€ suona eccome se la si sa gestire.
Io ad esempio alle prove porto solo chitarre economiche dato che devono rimanere in macchina tutto il giorno al caldo o al freddo mentre lavoro
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