Bad Cat presenta il , un dispositivo che si inserisce con decisione nel dibattito tra simulazione digitale e approccio analogico, perché si tratta di un cab simulator passivo al 100%, privo di DSP e completamente analogico, progettato per offrire una risposta il più possibile vicina a quella di un vero altoparlante per chitarra. Al centro del progetto c’è una filosofia chiara: abbandonare la mediazione digitale per tornare a una replica fisica del comportamento analogico. C’è un passaggio, nella presentazione ufficiale del PurePath, che chiarisce più di qualsiasi scheda tecnica la direzione presa da Bad Cat. A parlare è John Thompson:
“I was dissatisfied with the options that were available for recording guitar… I spent all of my time tweaking… and I wasn’t recording guitar, and I wasn’t playing guitar.”
Un’affermazione che fotografa con precisione un sentimento condiviso da molti. Sì, perché negli ultimi anni la gestione del suono "diretto" è diventata sempre più sofisticata e ricca di opzioni, ma anche sempre più distante dall’esperienza fisica dell’amplificatore, o del suonare stesso. Con questo si vuol dire che menu troppo articolati, un numero sconfinato di IR, microfoni virtuali e routing digitali complessi al limite del comprensibile, sono tutti elementi estremamente divertenti ma spesso a costo di tempo e concentrazione.
Un carico reattivo “meccanico”
Il PurePath introduce un sistema di reactive load meccanico. L’obiettivo non è simulare via software, ma ricreare le complesse interazioni tra finale e altoparlante attraverso componenti analogici. In termini pratici, il dispositivo lavora come una load box passiva che replica le curve di impedenza e la risposta dinamica di un cabinet reale, restituendo quella sensazione di “push-back” e di interazione con il trasformatore d’uscita tipica degli amplificatori valvolari.
“All I wanted to do was essentially capture the sound of my guitar coming out of my amplifier… without having to get my laptop involved.”
L’assenza totale di conversione digitale elimina, sulla carta, qualsiasi forma di latenza; il segnale resta interamente nel dominio analogico lungo tutta la catena, preservando attacco, compressione naturale e risposta al tocco, aspetti tutt’altro che marginali.
Nel PurePath, la ventola interna non è un semplice elemento di raffreddamento, ma parte integrante del comportamento del sistema. In termini funzionali, si comporta come farebbe un altoparlante all’interno della catena amplificatore –> cassa. Invece di convertire l’energia in pressione sonora, il dispositivo la utilizza per mettere in movimento la ventola: più si spinge sull’amplificatore – o più si suona con dinamica – maggiore sarà la velocità di rotazione. È un processo che replica, in forma diversa ma coerente, la risposta di un cono reale sottoposto a escursione. Questo aspetto si vuole espletare in un’interazione più credibile tra amplificatore e carico, così da garantire una sensazione sotto le dita sempre organica, con una restituzione dinamica che segue fedelmente l’intensità dell’esecuzione.
Si tratta di un progetto partito da un'idea di Bruce Egnater nata più di 20 anni fa, e si pone come principale obiettivo quello di mantenere invariato il rapporto tra finale e sistema di emissione sonora, come se si stesse suonando attraverso uno speaker reale, sia essa in ambiente aperto o isolata in una isocab. In questo contesto, il parametro centrale non è tanto la simulazione timbrica in senso stretto, quanto la risposta. È lì che si gioca la credibilità del sistema: nella capacità di restituire al musicista la stessa interazione fisica che si avrebbe con un amplificatore valvolare collegato a un vero altoparlante.
Il PurePath è completamente passivo, pertanto non richiede alimentazione esterna e sfrutta direttamente la potenza proveniente dall’uscita speaker dell’amplificatore. L’interfaccia segue una logica essenziale, priva di menu o preset: solo switch fisici che permettono di modellare rapidamente la risposta grazie a tagli di frequenza calibrati in maniera adeguata:
- Speaker: Ceramic / Alnico
- Cab: Open / Closed
- Mic: Edge / Center
- Controlli aggiuntivi: Presence, Phase, Ground Lift
Una decina di combinazioni timbriche complessive, pensate per offrire soluzioni rapide senza entrare nella logica di librerie sconfinate.

Modalità silenziosa e flessibilità operativa
Il dispositivo integra una modalità silent che consente di utilizzare l’amplificatore senza collegare una cassa fisica, rendendolo adatto a registrazione, pratica domestica e contesti live a volume controllato. È comunque possibile utilizzare contemporaneamente un cabinet reale grazie all’uscita dedicata, configurando il PurePath come DI box con carico interno.
Compatibile con amplificatori valvolari vintage e moderni, è progettato per gestire anche testate ad alta potenza, fino a 100 watt e oltre.
Nel contesto attuale, indubbiamente dominato da IR, profiler e modeler, il rappresenta un cambio di direzione: invece di inseguire la perfezione algoritmica, Bad Cat sceglie di tornare alla fisica del sistema analogico. Non è un dispositivo pensato per chi cerca centinaia di microfoni virtuali o ambienti simulati, ma per chi privilegia risposta dinamica, immediatezza operativa e coerenza timbrica.

Prezzo e disponibilità
Presentato al NAMM 2026, dove ha ottenuto il riconoscimento “Best in Show”, il è finalmente disponibile al prezzo indicativo di €499,00 per il mercato europeo.
“I was spending my time playing with a toy… and I wasn’t playing guitar.”
Il PurePath si propone come una risposta diretta a questa dinamica. Non aggiunge possibilità, ma ne riduce il numero, concentrandosi su ciò che serve davvero: una resa credibile, immediata, coerente con l’amplificatore. Una proposta che si rivolge a chitarristi abituati a lavorare con amplificatori reali e che cercano una soluzione diretta, essenziale e priva di compromessi digitali per studio, palco e home recording.
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