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Tutti pazzi per gli Angine de Poitrine e la microtonalità di massa.
Tutti pazzi per gli Angine de Poitrine e la microtonalità di massa.
di [user #65794] - pubblicato il

Due maschere, una manciata di microtoni e un groove che non chiede permesso: gli Angine de Poitrine sono ovunque. Ma ridurli a fenomeno “strano” o a esercizio teorico è il modo più veloce per non capirli, tra costruzione ritmica, immaginario visivo e sintesi sonora, il loro vero colpo è molto più concreto di quanto sembri.
Alzi la mano chi vedendoli ha subito pensato "questi sono due cogl***i". Adesso alzi la mano chi ha mentito non alzandola la prima volta. Due Pulcinella, ma sotto l'effetto di LSD della miglior fornitura, stanno rubando la scena a tutti (online e non), e quindi come esimersi dall'aggiungere una voce al mare magnum di scritti, video, reaction, petizioni, celebrazioni e inni offerti alle due anonime divinità canadesi? Tutti parlano degli Angine de Poitrine, il Live at KEXP sta spopolando ovunque, e le mani mi fremono per la voglia di aggiungere qualcosa. Pertanto eccomi qui, beccatevi l'ennesimo articolo sul duo del Quebec che sta monopolizzando la rete. 

Chi l'avrebbe mai detto che la microtonalità avrebbe conquistato le luci della ribalta nel 2026? Ve lo dico io, nessuno. Assolutamente nessuno, perché l'aspetto microtonale degli Angine de Poitrine è la cosa meno "innovativa" che i due hanno portato sotto le luci della ribalta. A questo punto facciamo un passo indietro, però, perché le cose vanno viste con la giusta prospettiva.



Zuppa calda di microtoni per l'anima
Niente lezioni infinite: si dice microtono “qualsiasi intervallo inferiore in ampiezza al semitono”. Morale della favola se aggiungeste altri tasti tra un tasto e l'altro della vostra Les Paul o Stratocaster, finireste per avere dei microtoni sotto le dita. È quello che ha fatto anche il chitarrista/bassista degli Angine de Poitrine, letteralmente segando la tastiera e aggiungendone di nuovi. Esistono comunque delle opzioni acquistabili con il vil denaro, ma forse il naso e la maschera gli hanno impedito di vederle. 
Ad ogni modo la musica microtonale fa parte dell'umanità fin dai tempi dei testi urriti ritrovati a Ugarit (stiamo parlando del 1400 a.C. circa), ma si può dire con buona pace dei sensi che il mondo occidentale non ha mai abbracciato la microtonalità in maniera così popolare come, invece, succede in certe tradizioni musicali provenienti dall'Est e dall'Oriente.

Non diamo spago al sensazionalismo che in questi giorni si ritrova (come da copione) tra alcune testate e content creator, intenti a smascherare gli Angine de Poitrine esclusivamente per il fatto che altri prima di loro hanno introdotto la microtonalità nel rock. Non sono i primi e non saranno gli ultimi. Grazie a Dio, o chi per esso, nella musica c'è spazio per molte cose, e proprio per questo accade che qualcosa di già sperimentato in passato torni a farsi ascoltare sotto una nuova veste (ed è proprio il caso di chiamarla "veste"). 

Tutti pazzi per gli Angine de Poitrine e la microtonalità di massa.

Quella sensazione di generale tensione mai completamente sciolta, una sorta di crampo uditivo che si staglia fra le sovrapposizioni, è il risultato di microtoni applicati con grande nonchalance ad un genere molto vicino al funk e al rock (math rock dicono alcuni). Un concetto erudito? Mah, anche no. Volendo, ogni volta che sbagliate l'intonazione di un bending suonando i vostri lick blues preferiti potete provare a dire che state sperimentando con i microtoni, ma è molto probabile che non vi credano se non vi mettete un bel costume a pois.
Quella di Khn e Klek, però, non è solo una "trovata" in senso dispregiativo, anzi, è un'intuizione molto intrigante per chi ama qualcosa di fuori dagli schemi, ma va detto che è sempre la proposta finale nella sua interezza a creare quell'effetto così forte che sta affascinando un po' chiunque (sottoscritto compreso).



Il packaging è tutto
Gli Angine de Poitrine stanno vivendo un momento positivo, quello delle classiche luci della ribalta. Tutti si sono accorti di loro e tutti li amano, da Rick Beato a Dave Grohl passando per l'ultimo arrivato tra gli youtuber di settore: tutti sono pazzi per Khn e Klek. Proviamo a smorzare gli entusiasmi, però, per puntare i riflettori su ciò che conta davvero. Il tempo dirà la verità sul successo del progetto, che siano una sensazione di passaggio, o un'idea nata per restare, non è cosa per noi dirlo in questo momento. Allo stesso modo gli estremismi che li definiscono la proposta più innovativa e assurda mai ascoltata, o la novità meno interessante del momento, non offrono grandi spunti per assorbire al meglio quello che in questo momento - che piaccia o meno - è sulla bocca di tutti nel settore musicale.

Di assolutamente innovativo, la storia insegna, non c'è quasi nulla. O meglio: tutto deriva, rielabora, copia e riformula. Anche l'innovazione parte dalla rielaborazione di qualcosa di noto. Ed è qui che gli Angine de Poitrine vincono a mani basse.

Sintesi, teatralità e minimalismo di facciata 
Khn e Klek parlano una lingua tutta loro, le loro interviste sono incomprensibili all'umanità ma la loro musica invece lo è, anche se microtonale. Sì, perché sotto la coltre di battimenti sovrapposti e sotto la sagacia di suddivisioni ritmiche che spostano di continuo gli appigli più sicuri, c'è una matrice che ha un non so ché di ballabile. Gli Angine de Poitrine sono una sintesi molto azzeccata di intraprendenza sonora e accessibilità "popolare". Se si prendessero le sezioni ritmiche di progetti come Lettuce, Mouse On The Keys, Vulfpeck o King Gizzard & The Lizard Wizard, e si sottoponessero ad un trattamento microtonale, probabilmente si otterrebbe un risultato molto vicino a un duo ricoperto di pois monocromatici.

Tutti pazzi per gli Angine de Poitrine e la microtonalità di massa.

Il bello degli Angine de Poitrine è che sono scostanti il giusto e disarmanti quanto basta, sia sul piano sonoro, sia su quello visivo. Sintetici, minimali solo apparentemente, e sempre molto intelligenti nel frazionamento dei tempi e nelle scansioni ritmiche; il loro suono non avvolge ma punzecchia, non si stabilizza mai. Il duo si alimenta di micro-variazioni che hanno bisogno di ripetizione, reiterazione e ancora ripetizione, e questo solo per poter arrivare a concretizzarsi in una forma di rigenerazione sonora data espressamente dalla presentazione estesa e rinnovata di materiale che diventa dissimile solo con micro-spostamenti apportati nel corso del tempo.

Il groove, infine è la chiave per cui si empatizza facilmente con queste due entità che sembrano uscite da un Futurama disegnato da Yayoi Kusama, ed è anche il motivo per cui non si fatica a entrare presto in quel loop (o sovrapposizione di loop) che fa da turbine portante in una proposta che trova nella scansione ritmica, prima ancora che nella sua costruzione armonica, l'elemento fondante di tutta la baracca.



Di baracca si parla, ovviamente, anzi di baraccone. Gli Angine de Poitrine sono una manifestazione visiva tanto forte quanto quella uditiva, perché senza l'apparato di pois distribuito un po' ovunque tra corpo e strumenti, non si avrebbe la stessa esperienza uditiva. L'ascolto è facilitato dal sapere chi - o meglio, cosa - c'è dietro quelle note, perché la proiezione totale di questa proposta musicale si compie soltanto nel momento in cui estetica sonora e visiva si uniscono. Infine, prendere per il naso l'elitarietà della sperimentazione sonora come pratica aulica, e non giocosa, fa da ciliegina su una torta che provocherà fitte al torace di moltissimi (Angine di Poitrine = angina pectoris), ma che si muove su una preparazione tale da potersi prendere alla leggera anche quando - in maniera obbligatoria - di lasciato al caso non c'è davvero nulla. È provocazione su più livelli, concettuale, visiva e sonora, ma sempre condotta con una ottima dose di competenza.

Potrebbero sparire domani, o anche stasera, così come rimanere per sempre, di sicuro c'è che il riff della seconda sezione di Fabienk lo vedremo riproposto da una gran quantità di chitarristi (microtonali e non)... Cosa poi non così sgradevole - a mio parere - in tempi in cui l'alternativa più gettonata è quella di brani dove l'AI si prende carico di tutta la negligenza analogica in circolazione.
La tonalité est micro-morte, vive les Angine de Poitrine !​

Tutti pazzi per gli Angine de Poitrine e la microtonalità di massa.
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di JoeManganese [user #43736]
commento del 09/04/2026 ore 17:45:57
Il chitarrista fa letteralmente i miracoli con i piedi per rispettare l'arrangiamento di ogni brano. A volte suona la parte di chitarra silenziata, e la introduce dopo dal looper. Non hai detto che suonano spesso tempi dispari, alternando 4 e 5 quarti, creando un effetto sorpresa come quello di tubolare bells. Cambiano nello stesso brano il ritmo, e le dinamiche, il batterista è bravissimo e hanno un affiatamento pazzesco. Anche i kiss, erano mascherati, i devo, quei francesi rivestiti di argento , non è la prima volta. È divertente il loro travestimento ma la gente balla letteralmente per la musica. Il secondo disco è meglio ancora del primo ed è appena uscito. Suonare gli Angine è un cavolo di problema, il looper poi viene utilizzato in modo stranissimo usando registrazioni alla cieca. Il tipo registra il basso o la chitarra senza sentirsi. E hanno un tiro pazzesco. Sono bravissimi per questo sono in sold out in tutti I concerti.

Onestamente penso che tu abbia ascoltato solo il brano che hai linkato, ed il fatto che tu non abbia menzionato i tempi dispari e ti sia solo focalizzato sulla microtonalita che è quella di cui parlano i generalisti sui social , e non una parola sul tiro, sulle dinamiche, sulla difficoltà tecnica, sugli effetti.. beh hai capito cosa ne penso
Rispondi
di Francesco Sicheri [user #65794]
commento del 09/04/2026 ore 18:06:00
Mah, sai, lascio a ognuno la lettura che preferisce. Di cose non ne ho dette tante, mentre altre le ho dette. Si tratta di un articolo e non di un'enciclopedia. Alle suddivisioni ritmiche ho fatto un riferimento specifico che probabilmente ti è sfuggito, e non mi ci sono soffermato appositamente perché questo articolo si rivolge molto più alla parte artistica nella sua totalità. La ritengo più importante del dettaglio tecnico in questo caso specifico. Ho capito cosa pensi e ti lascio al tuo pensiero. Il gruppo lo conosco bene e me lo ascolto volentieri da tempo. Ad ogni modo grazie per aver letto.
Rispondi
di tazz [user #44513]
commento del 09/04/2026 ore 17:55:49
Sono d'accordo con tutto l'articolo. Gli Angine de Poitrine sono una proposta più artistica che semplicemente musicale, può piacere o meno la cosa, ma le baracconate nella musica non sono mai mancate, a partire dall'intoccabile opera lirica per arrivare alle espressioni più circensi del metal. Non so se la loro proposta ha il fiato corto o meno, di certo suonano, di certo lo sanno fare bene, avere 24 tasti in un ottava, anzichè 12, non è una cosa scontata da gestire, in più occupano il panorama virtuale con abilità. Inoltre come hai ben scritto tu sono aria fresca in un ambito dove sempre più speso sono propinati jingles fatti dall'AI.
Rispondi
di Francesco Sicheri [user #65794]
commento del 09/04/2026 ore 18:09:03
Oltretutto aggiungo che le "baracconate", o ancora meglio le "trovate", quando sono intelligenti come questa, sono veramente molto più stimolanti di molti altri tecnicismi al fulmicotone che vengono proposti e propinati come nuove barriere da abbattere. Personalmente mi piacciono molto perché sono bravi, hanno un modo "a sé", ma soprattutto perché un po' fanno anche ragionare su come un progetto musicale che si stacca dal contorno possa rientrare negli ascolti di una fanbase molto eterogenea, indipendentemente dal fatto che la proposta musicale sia più o meno "facile" da approcciare.
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di tazz [user #44513]
commento del 09/04/2026 ore 18:37:06
Totalmente d'accordo il termine "baracconee" l'ho usato proprio perché si portava appresso tutta la carica dispregiativa con cui magari qualcuno con un pò di superficialità si sente di marchiare questi aspetti visuali, qui siamo in un ambito di cultura alta, non sarebbe improprio, almeno sotto questo aspetto, citare Peter Gabriel o Björk.
Rispondi
di eko22 [user #15375]
commento del 09/04/2026 ore 20:49:04
Boh, tanto bravi quanto noiosi.
Non capisco tanto successo.

Ovviamente è solo la mia opinione, magari non li capisco.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 09/04/2026 ore 22:14:31
Mi piacciono molto, ho ascoltato diverse volte il primo album e sono d'accordo sulla validità del secondo.
Insieme a Mohini Dey e DarWin sono ciò che più apprezzo della musica contemporanea, e c'è davvero tanto a cui appassionarsi se solo uno avesse il tempo...
Probabilmente il loro successo deriva dal fatto di abbracciare un po' di progressive, un po' di rock, un po' di musica fatta con i loop, un po' di microtonalità, un po' di pazzia e un po' di controllo rigoroso, con l'attitudine di sparare in faccia messaggi non sempre piacevoli che il rock negli ultimi due decenni ha praticamente dimenticato. Hanno un pubblico ampio, composto sia da musicisti che non, e per questo fanno grandi numeri.
Insomma, hanno la proposta giusta al momento giusto.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 10/04/2026 ore 09:37:22
Quali messaggi?
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di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 10/04/2026 ore 16:18:3
Beh, ce ne sono stati diversi:
- il concetto di "bello", "alla moda", "d'avanguardia", "cool" che ogni gruppo rock che sia rimasto nella memoria ha lasciato, o come singolo o come facente parte di una corrente. Non credo che alle nostre nonne piacesse così tanto vedere in tv le esibizioni dei gruppi glam rock.
- ciò che viene visto come sbagliato nel mondo "degli adulti", ai quali di sicuro non fa piacere sentirsi dire come dovrebbero comportarsi. Ogni riferimento a Bob Dylan, Joan Baez e compagnia bella è puramente voluto.
- la rabbia e la ribellione, che danno ancora più fastidio, e senza andare troppo indietro negli anni penso ai Rage against the Machine, ai Litfiba, ai 99 Posse,...
- la libertà di poter essere diversi da quanto la società impone, e penso ai Queen, George Michael, Mika (anche se non è propriamente rock).

Molta musica moderna (per noi vecchi inascoltabile, lo ammetto) sta tornando a dare messaggi, ma come ho scritto è per pochi teenager; gli Angine de Poitrine ti dicono che qualcosa di quello che facevi o ascoltavi era sbagliato, che potresti pensare diversamente, e te lo dicono senza necessariamente un testo (perlomeno in una lingua comprensibile).

Anche il jazz te lo dice, ma è più difficle da ascoltare per il grande pubblico perché meno appetibile o d'impatto, anche visivo.

Poi, come tutta l'arte, in qualcuno tocca delle corde e genera emozioni, in altri no. C'è chi si emoziona per una tela completamente blu, io ad esempio non ce la faccio proprio... ma apprezzo la musica di questo duo.
Rispondi
di _Spawn_ [user #14552]
commento del 10/04/2026 ore 09:48:5
Eh niente...continuo a non riuscire a guardarli e conseguentemente ad ascoltarli (perchè associo la loro sonorità alla loro immagine, per me, grottesca). Sono basito dal fatto di essere arrivato a quasi 50 anni per scoprire di essere fobico di qualcosa...probabilmente risvegliano la mia idiosincrasia verso i clowns
Rispondi
di mozarock [user #33185]
commento del 10/04/2026 ore 17:49:02
Tale quale, i clowns da sempre mi portano in uno stato di tristezza e malinconia, tecnicamente apprezzo molto il batterista però.
Rispondi
di 77casual [user #25849]
commento del 10/04/2026 ore 10:18:14
Saranno i pois, ma dopo 5 minuti mi rompo le palle.
Rispondi
di spoltro [user #60904]
commento del 10/04/2026 ore 10:22:0
Mi sono piaciuti subito, e mi hanno tanto ricordato i miei amati Primus. Tecnicamente bravissimi, miracolosi coi pedalini, ....ma alla fine un po' noiosi. Cosa li salverà? Una voce! Quando troveranno un/una cantante diventeranno grandissimi! Se li avete visti/ascoltati quando erano senza maschera (si trova tranquillamente on-line il video), capirete facilmente perchè non cantano più.....;-) Oltre ai social (Instagram, ...) e al gran baccano "modaiolo" (addirittura un endorsement di Dave Grohl ...!), se davvero avrete l'onestà di ascoltare per intero i loro album o live, bhè io credo che alla fine vi annoierete un pochino. Comunque massimo rispetto per la loro musica e il loro entusiasmo!
Rispondi
di spoltro [user #60904]
commento del 10/04/2026 ore 11:58:42
vai al link
Rispondi
di Bob67 [user #33904]
commento del 10/04/2026 ore 11:04:59
Il risultato finale di questa operazione a me risulta noioso e ripetitivo ma e' ovviamente una mia opinione personale. Il chitarrista veramente pazzesco di come riesce a gestire le sovraincisioni di tutte le parti ... tutto il cinema di contorno di travestimento scenico e linguaggio incomprensibile con saluto marziano mi fa sorridere e soprattutto pensare alla difficolta' di sopportare tutto quel costume mentre si suona ... un caldo pazzesco comunque vabbe' finalmente una novita' sulla scena musicale molto originale.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 10/04/2026 ore 11:38:38
Non so....
Quei travestimenti mi mettono caldo e ansia solo a vederli.
Forse perché sono vecchio (sì vecchio), dopo qualche minuto fatico ad ascoltare.
Riconosco comunque la loro originalità.
Rispondi
di Underthesun78 [user #40332]
commento del 10/04/2026 ore 14:22:45
Ho visto anche un video di Silvestrin a riguardo, che mi ha trovato molto d'accordo. Di fatto, non hanno inventato nulla di nuovo, la musica microtonale non è nuova, le maschere nemmeno, o anche i tempi dispari. Ma sono stati molto bravi a mischiare tutto quanto e creare un impatto visivo importante e che colpisce. Oltre al fatto di avere un'ottima tecnica e gestione della strumentazione. Questo poi significa scrivere buona musica? Non per forza, la tecnica fine a sé stessa non è detto che sia sinonimo di qualità musicale. Che alla fine è questione di gusti. A me piace più la forma canzone, magari un po' più complicata, ma che rientra sempre in quell'ambito. Questa sperimentazione, per quanto lodevole per ricerca, mi annoia un po'. Però, questo è gusto personale. Mi fa piacere che ci sia hype attorno a band che suonano davvero, un po' meno che molto di questo hype sia dato dalle maschere e dal look.
Rispondi
di Redson [user #67263]
commento del 10/04/2026 ore 14:34:52
Cinque minuti li reggo ma poi anche basta.
Rispondi
di teppaz [user #39756]
commento del 10/04/2026 ore 17:02:0
Secondo me funzionano dal vivo in club o posti piccoli dove la gente può ballare. Concordo che un album intero viene a noia.
Per il travestimento, probabilmente anche i primi concerti di Ziggy Stardust sono stati bollati come mascherate ridicole. Il tempo è stato galantuomo.
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 10/04/2026 ore 17:36:05
Noto il massiccio uso di simbologia che sembra presa direttamente dalla cosiddette società segrete, il che lo trovo veramente disgustoso oltre che inquietante. L'immagine che hanno non è un semplice look stravagante, a mio modo di vedere la cosa, il che spiegherebbe anche il loro successo. Non sarebbe comunque la prima volta, specie nella musica pop.
Limitandomi al solo audio, può anche essere interessante.
Rispondi
di Big Muffin [user #63938]
commento del 10/04/2026 ore 21:53:01
Be' ci provo. Sono la novita' del momento, i media trasformano in oro qualsiasi cosa, forti del fatto che il 70% della gente li seguira' applaudendo perche' .... perche' ? Perche' lo dicono i media in generale, gli stanno facendo pubblicita' come fossero alieni appena sbarcati, e tra un po', non si sa quando "ma non tardi", questa onda che arde come un grande falo', si affievolira' rimanendone il classico lumino per estimatori. Pero' c'e' un pero' innegabile; e cioe' che loro tecnicamente ci sanno fare, sono bravi, ma questa bravura sapranno apprezzarla solo gli addetti ai lavori, per il resto e' l'altra musica, l'alternativa del momento, e non il futuro della musica come ho sentito dire, perche' comunque loro sono in giro da un pochino, e questo genere non e' nuovo. Diciamo che se posso fare un paragone, li accomuno ai due sistemi operativi Linux e Win. Linux gia' 40anni fa a sentir dire avrebbe dovuto sotterrare Windows, ma cosi' non fu, anche se ricopre comunque ruoli importantissimi, ma che a pochi interessano, perche' la massa si riversa ancora sul classico sistema Windows "Il mio incubo", che ad ogni aggiornamento ( troppi troppi e troppi) riesce quasi sempre a farmi recitare il Rosario tipo quando di notte vai a fare pipi' e sbatti il mignolo contro lo spigolo del mobile... e li il rosario lo dici, e preghi per due cose, la prima e' che passi quel dolore immenso, la seconda, perche' tu abbia la forza di arrivare al bagno rantolando senza fartela nei pantaloni... Amen. ;-)
Rispondi
di paolino83 [user #38312]
commento del 10/04/2026 ore 23:55:5
Anche Derek Trucks ha suonato musica "microtonale".
Ma secondo me l'ha fatto con molto piu gusto, non ha avuto bisogno di refrettare la chitarra e non si è vestito da pagliaccio. Forse è per questo ha fatto molto meno parlare di se.

vai al link
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 13/04/2026 ore 10:19:13
Bravissimo, contro-esempio perfetto, concordo appieno!
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 13/04/2026 ore 11:26:51
Si ma Derek truck assomiglia ad un incrocio con Mark knopfler e un arabo, e la parte ritmica tribale non c'entra niente con gli Angine che hanno un tiro da asfaltare Derek truck tutti i giorni e due volte il sabato e la domenica, proprio. Forse se si mascherava aveva qualche chance in più. Tipo Lawrence d'Arabia..
Rispondi
di paolino83 [user #38312]
commento del 13/04/2026 ore 13:42:2
Mah non volevo parlare di Derek Trucks nello specifico, era un esempio solamente per dire che questa storia della musica microtonale è una strada gia percorsa da anni ed anni, affrontata anche un musicista come lui.
Poi se vuoi dire che una persona come il buon Derek Trucks "non ha tiro", ricordo solo che il nostro è uno dei più grandi chitarristi di sempre, è sui grandi palchi da quando aveva piu o meno 13 anni, e "tutti i giorni e due volte il sabato e la domenica" suona con i piu grandi di sempre; ricordo solo in maniera casuale: Eric Clapton, John Mayer, Vince Gill, The Allman Brothers Band, Marcus King, BB King, Bob Dylan, Joe Walsh, Stephen Stills, Warren Haynes ecc .. ecc ..
Ma forse tutti questi si sono sbagliati, perchè come dici tu non ha tiro, quindi avrebbero dovuto consultarsi con te prima di suonare con lui.
Poi parentesi: con Mark Knopfler non c'entra nulla, meno di zero; forse tu ti soffermi solamente (e molto superficialmente aggiungo) sul fatto che non fa uso del plettro.
Polemiche a parte, quello che voglio dire (e molti altri commenti che leggo sembrano concordare con me) questi signori sono tecnicamente bravi e rispettabili, ma la loro musica è discutibile e sembra che gran parte di questo parlare di loro sia dovuto a come si presentano scenicamente.
Parlo da musicista puro, e mi sembra che tutti i grandi musicisti non abbiano bisogno di mascherarsi, mettersi i leggins a pallini e vestirsi da buffoni.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 13/04/2026 ore 16:25:22
Oddio, secondo me Derek Trucks non ha nessun bisogno di mascherarsi. Pure Mark Knopfler.
E se dovessi scegliere su chi "buttare giù dalla torre", tra questi e Trucks (o Knopfler), non avrei proprio dubbi.
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 21/04/2026 ore 10:33:56
Cosa c'entra Trucks con questa musica?
Rispondi
di FedeNord [user #65788]
commento del 11/04/2026 ore 10:43:0
Diciamo che tolto il lato folcloristico di questo duo immaginare di ascoltare un disco, magari di 45 minuti, con questa roba veramente mi chiedo come si possa fare. Loro incarnano perfettamente l'effetto hype di cui la rete ha bisogno per trovare sempre nuovi fenomeni da idolatrare. Tecnicamente possono anche suscitare un po' di interesse ma da un punto musicale qui non esiste musica in nessun modo la si voglia cercare. Vi lascio ai vostri "Wow" mentre guardate questi eroi mascherati.🤦
Rispondi
di Picander78 [user #67301]
commento del 11/04/2026 ore 13:08:49
Una caratteristica interessante è che questa musica colpisce gli ascoltatori in maniera differente. Molti commentano che oltre il 5 minuti non riescono ad andare. Io stamattina sono già al terzo ascolto di vol 2....
Rispondi
di enricofra [user #29774]
commento del 13/04/2026 ore 18:28:58
Diciamo che Derek Truck è un musicista e questi dei discreti tecnici/giocolieri di strumenti musicali......sicuramente per i miei gusti
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 13/04/2026 ore 21:10:27
A mio parere sono come dei matematici che si mettono a esprimere concetti in mezzo a una classe dell asilo,tanta scena e preparazione...ma il giorno dopo non ricordi nulla
Rispondi
di fraz666 [user #43257]
commento del 14/04/2026 ore 12:01:56
come tiro, dinamica e microtonalità mi ricordano gli Screaming Headless Torsos degli anni 90, loro però avevano anche una gran voce. che tristezza che per farsi notare nel 2026 ci sia bisogno di trovare il look giusto
Rispondi
di kelino [user #5]
commento del 16/04/2026 ore 15:25:05
Il circo. Musica da orchite. E la mia senilità.
Rispondi
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