Yamaha TransAcoustic: quattro nuovi modelli tra tradizione e integrazione digitale
di redazione [user #116] - pubblicato il 27 aprile 2026 ore 19:50
La piattaforma TransAcoustic di Yamaha si evolve con una nuova generazione di modelli che integra effetti, attuatori interni e – nelle versioni più avanzate – connettività Bluetooth. Il risultato si concretizza in chitarre acustiche che lavorano sul suono dall’interno, fondendo risposta acustica e sound processing senza passaggi esterni.
Yamaha amplia la famiglia TransAcoustic con quattro nuovi modelli che sviluppano ulteriormente l’idea di chitarra acustica autosufficiente: effetti integrati, risposta organica del body e – nelle versioni più complete – connettività Bluetooth, senza necessità di hardware esterno.
Al vertice della gamma si collocano TAG1C e TAS1C, due strumenti pensati per chi cerca un’interazione più profonda con la componente sonora interna. Entrambi adottano un top in abete Sitka massello abbinato a fondo e fasce in mogano, con due formati distinti: Dreadnought per maggiore pressione e headroom dinamico, Concert per una risposta più focalizzata e definita. La sezione effetti include Reverb, Chorus e Delay, gestiti direttamente dallo strumento e ulteriormente ottimizzabili via app; si aggiunge il Bluetooth, che consente di utilizzare la cassa armonica come sistema di riproduzione per basi e contenuti audio.
Anche in questo caso la distinzione tra Dreadnought (TAG1E) e Concert (TAS1E) resta centrale nella scelta dello strumento, offrendo due approcci complementari alla dinamica e alla proiezione. Trasversalmente alla gamma, il sistema TransAcoustic continua a lavorare sul principio degli attuatori interni: il segnale elaborato viene reintrodotto nel body, fondendo in modo naturale componente acustica ed effetti. Il risultato è una risposta che resta fisica e immediata, con un’interazione diretta tra tocco e ambiente sonoro.
Ne emerge una piattaforma coerente ma articolata, che permette di scegliere tra maggiore complessità operativa o immediatezza, mantenendo invariato il punto di partenza: portare l’elaborazione del suono (in maniera completa) dentro lo strumento, senza alterare il comportamento acustico.