SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE
Cease and desist: la forma della Stratocaster appartiene ancora a Fender o è diventata patrimonio comune?
Cease and desist: la forma della Stratocaster appartiene ancora a Fender o è diventata patrimonio comune?
di [user #116] - pubblicato il

Una sentenza ottenuta in Germania e una raffica di diffide stanno scuotendo il mercato delle chitarre elettriche. Fender punta a tutelare il design della Stratocaster tramite il diritto d’autore, ma la mossa apre interrogativi giuridici, storici e culturali che vanno ben oltre la semplice proprietà intellettuale. Sullo sfondo resta una domanda fondamentale: la forma della Stratocaster è ancora esclusiva o è ormai parte del linguaggio collettivo della chitarra?
Nella primavera del 2026, il mondo chitarristico fa i conti con una mossa legale che in pochi, almeno nella sua estensione attuale, avrebbero potuto prevedere. Fender ha avviato una campagna di diffide sistematica nei confronti di produttori e distributori citando la sentenza ottenuta a Düsseldorf all'inizio dell'anno come fondamento giuridico per le proprie pretese. Le richieste contenute in queste lettere - cessazione immediata delle vendite, ritiro dei prodotti dal mercato europeo e loro distruzione fisica, con penali fino a duecentocinquantamila euro per violazione - hanno (giustamente) generato un'ondata di allarme trasversale nel settore. 

Questo articolo era in cantiere, ma alimentati e sospinti anche dalle discussioni avviate dai nostri utenti zabu e onlyfender, proviamo a tirare le fila della terribile telenovela attualmente in corso. 

Una precisazione è obbligatoria in questo caso: nell'articolo che segue sono allegati video provenienti da svariate fonti, e pertanto contenenti idee che non possono, e non sono, condivisibili sempre al 100% dalla redazione di accordo.it. Molte altre fonti sono rimaste escluse al momento della pubblicazione. È sempre consigliabile ascoltare e visionare quante più informazioni possibili, così da arrivare a formulare un pensiero stratificato e approfondito.

L'origine: una sentenza per default
Il punto della faccenda è che con la sentenza pronunciata dal Tribunale di Düsseldorf, in Germania, si è stabilita la protezione del corpo della Stratocaster tramite il diritto d'autore, qualificando il design come opera di espressione creativa originale piuttosto che come oggetto puramente funzionale: si tratta di una distinzione giuridica significativa, perché apre la porta a una tutela ben più ampia rispetto a quella offerta dai tradizionali diritti sui marchi. Al tempo il caso era stato intentato contro Yiwu Philharmonic Musical Instruments Co., brand che commercializzava su AliExpress chitarre a prezzi irrisori - copiando spudoratamente la Stratocaster - e nel corso del caso Fender era riuscita a dimostrare che il prodotto veniva distribuito e commercializzato in Germania. Fin qui, la vicenda sembrerebbe rientrare nella normale amministrazione della tutela della proprietà intellettuale contro la contraffazione.
C'è qualcosa di importante da precisare, però, perché la sentenza di Düsseldorf non è così "universale" come si potrebbe pensare, o come Fender ha fatto intendere nei primi comunicati fuoriusciti ufficialmente dopo la proclamazione. Il problema centrale è di natura procedurale e ha conseguenze che si estendono ben oltre il caso specifico. 

La sentenza deriva da un giudizio contumaciale: il convenuto - il venditore cinese operante tramite AliExpress - non avrebbe risposto alla citazione né preso parte al procedimento. Nel diritto processuale tedesco questo tipo di decisione è definito Versäumnisurteil, ossia una sentenza emessa quando una delle parti non compare o non si difende in giudizio. In questi casi il tribunale può pronunciarsi in assenza della controparte. Nel contesto del caso di Fender contro il Mondo, ciò significa che il Tribunale Regionale di Düsseldorf avrebbe emesso la decisione in seguito alla mancata partecipazione del convenuto al procedimento. È però importante precisare che un Versäumnisurteil non equivale necessariamente a una pronuncia piena sul merito di ogni aspetto della controversia: la decisione può infatti derivare dall’assenza di difesa della parte convenuta, più che da un contraddittorio completo tra le parti.



Questo significa che oggi, mentre Fender tenta di utilizzare questa sentenza come precedente contro un numero sconfinato di produttori (piccoli e grandi), si potrebbe trovare - in realtà - ad affrontare un procedimento molto più rigoroso, nel quale le proprie tesi legali dovrebbero confrontarsi per la prima volta con controargomentazioni strutturate.
E quindi le basi su cui Fender fonda la sua campagna di diffide, hanno delle fondamenta più fragili di quanto i comunicati ufficiali di Fender lascino intendere. 

Tornando all'oggi, tramite lo studio legale internazionale Bird & Bird, Fender sta inviando lettere di diffida a costruttori di chitarre grandi e piccoli, multinazionali e artigiani... I potenziali nomi coinvolti nella ricezione delle lettere di diffida sono moltissimi, ma nel momento in cui queste righe vengono scritte, un solo produttore ne ha confermato la ricezione, e si tratta di LsL Intruments, un produttore americano e non europeo. Per chi se lo stesse chiedendo questo elemento va sottolineato perché Fender aveva già tentato di ottenere la registrazione del design dei body di Stratocaster, Telecaster e Precision Bass come marchio registrato negli USA... Finendo per perdere. 

Oggi le lettere citano la sentenza di Düsseldorf, un tribunale europeo, e richiedono ai destinatari di interrompere immediatamente le vendite europee di chitarre in stile Stratocaster e di distruggere lo stock esistente con una scadenza per il rispetto delle richieste intorno al 25 maggio 2026. La cifra che arriva ad un massimo di €250.000 euro per violazione, e che compare nelle lettere come elemento di pressione, proviene direttamente dalla sentenza originale ed era stata applicata al caso specifico del venditore su AliExpress. È questo numero che i legali di Fender stanno ora utilizzando per esercitare pressione su aziende del tutto legittime.
LsL Instruments ha avviato una raccolta fondi per sostenere le proprie spese legali, affermando che i costi necessari per difendersi da Fender potrebbero mettere a rischio la sopravvivenza dell'azienda. È un dettaglio che racconta molto della logica sottostante a questa operazione: anche qualora Fender non avesse le basi legali per vincere ogni singolo caso portato in giudizio, il semplice costo di una difesa legale articolata è in grado di mettere in ginocchio realtà più piccole, indipendentemente dal merito delle rispettive posizioni. 

Perché la sentenza del tribunale di Düsseldorf consente a Fender di inviare lettere di diffida anche a produttori statunitensi? La differenza sta tutta nella separazione tra marchio registrato e diritto d'autore, in quanto nella recente sentenza si è stabilita la protezione del corpo della Stratocaster tramite il diritto d'autore.



Trademark vs Copyright
Per comprendere le reali possibilità di successo di questa campagna bellica di Fender, è necessario distinguere tra due categorie giuridiche che spesso vengono confuse nel dibattito: il marchio registrato (trademark) e il diritto d'autore œcopyright). Fender, negli anni passati, ha già tentato di percorrere la strada del marchio registrato. Come abbiamo detto - infatti - nei primi anni duemila, Fender ha tentato di registrare come marchio registrato (trademark) il design del corpo della Stratocaster, della Telecaster e del Precision Bass negli Stati Uniti. Una coalizione di oltre una dozzina di produttori, tra cui ESP, Schecter e Suhr, aveva contestato con successo la richiesta e, dopo anni di contenzioso, nel 2009, il Trademark Trial and Appeal Board aveva respinto tutte le richieste. Al tempo i tribunali stabilirono che quei design erano diventati così comuni da essere raffigurati come esempi generici in un dizionario. 

La campagna attuale, invece, si muove su un terreno giuridico differente: non il marchio, ma il diritto d'autore. La sentenza di Düsseldorf ha stabilito che la forma del corpo della Stratocaster costituisce un'opera d'arte applicata, in linea con un crescente corpus di giurisprudenza europea e tedesca che riconosce la possibilità di estendere la piena protezione del diritto d'autore a design iconici. Il diritto d'autore, a differenza del marchio, non richiede registrazione per essere valido, bensì nasce con la creazione dell'opera; nel contesto specifico del design industriale, l'applicazione del diritto d'autore è tutt'altro che automatica o scontata, e la giurisprudenza europea ha elaborato nel tempo criteri precisi per distinguere le opere meritevoli di tutela da quelle che non lo sono.

Alcuni punti critici: genericity funzionalità e brevetti
Uno dei nodi fondamentali della questione, probabilmente quello che verrà sfruttato in maniera più forte in sede di disfida, è quello della funzionalità. Esiste una ragione per cui il corno superiore della Stratocaster ha quella lunghezza, ed è quello di posizionare l'aggangio della tracolla nel punto che mantiene la chitarra in un equilibrio più funzionale; c'è una ragione per cui le dimensioni e la posizione del corno inferiore sono quelle che si conoscono da anni: agevolare l'accesso ai tasti più alti e consentire un certo comfort nel momento in cui si decida di suonare da seduti. Queste informazioni sono importanti perché la forma della Stratocaster è nata principalmente per necessità funzionali, oltre che estetiche, e se il design dello strumento serve principalmente a soddisfare esigenze funzionali, la sua protezione come opera d'arte applicata diventa molto più difficile da sostenere.

Un altro dato estremamente significativo in questa vicenda è quello che emerge anche dalla dichiarazione pubblica di LsL Instruments: il design del corpo della Stratocaster non è mai stato oggetto di copyright da parte di Leo Fender stesso. La sua unica preoccupazione, all'epoca, era proteggere la forma della paletta, il corpo - invece - è sempre stato "open source", pensato per essere costruito e fatto evolvere dall'industria nel suo complesso. È esattamente ciò che è accaduto per i successivi settant'anni dalla nascita di quei design, senza alcuna obiezione significativa da parte di Fender che, a veder bene, solo oggi prova a far valere più la forza della sua presenza sul mercato, che quella dei suoi disegni più famosi.



Questo punto è centrale perché potrebbe indebolire alla base la posizione legale di Fender. Negli Stati Uniti esiste infatti il principio di genericity: quando una forma, un nome o un design restano per molti anni senza una tutela efficace e vengono utilizzati in modo diffuso da tantissimi produttori, possono perdere la loro esclusività e diventare di fatto “generici”, cioè percepiti dal mercato come uno standard condiviso più che come un elemento appartenente a un solo marchio. È già successo con un esempio molto recente riguardardante Gibson, che pur avendo ottenuto una vittoria parziale nella lunga causa contro Dean, ha perso la protezione esclusiva sulla forma della serie ES. Il tribunale ha ritenuto che, nel corso dei decenni, quel design fosse stato adottato da così tanti costruttori da non poter più essere identificato unicamente con Gibson. L’aspetto interessante in questo caso è che una situazione simile potrebbe teoricamente essere applicata anche alla Stratocaster.

La forma del corpo della Stratocaster è sul mercato dal 1954 ed è stata ripresa per oltre settant’anni da centinaia di aziende: da artigiani e costruttori boutique a grandi marchi industriali. Proprio questa diffusione massiccia potrebbe alimentare l’argomento secondo cui il design avrebbe assunto, almeno in parte, una natura “generica” agli occhi del mercato. In sostanza: l’idea sarebbe che la Stratocaster non venga più percepita solo come “una Fender”, ma come un linguaggio costruttivo diventato patrimonio comune dell’industria della chitarra elettrica.

Cosa significa una lettera di diffida: la dimensione pratica
Un elemento che rischia di andare perduto nel clamore mediatico che circonda questa vicenda è di ordine strettamente giuridico: una lettera di diffida è una richiesta, non un ordine del tribunale, e non ha alcuna capacità di esecuzione diretta: i destinatari non sono legalmente obbligati a ottemperare per il solo fatto di aver ricevuto la lettera. Perché Fender possa agire in caso di mancata conformità, dovrebbe avviare procedimenti legali separati nei confronti di ogni singolo costruttore o rivenditore e vincere ognuno di questi casi nel merito, contro convenuti che, a differenza del venditore su AliExpress preso in causa a Düsseldorf, è probabile si presentino in giudizio con una difesa articolata. La posizione legale di Fender presenta debolezze che i difensori di un contenzioso ben condotto avrebbero tutto l'interesse a mettere in luce... Detto questo, i brand più piccoli si trovano comunque di fronte a un problema reale, indipendentemente dalla solidità delle loro posizioni legali.

Difendersi da una diffida proveniente da una grande corporation è costoso, anche quando ci sono grandi probabilità di vittoria. La pressione finanziaria che comporta ingaggiare una rappresentanza legale per difendere una posizione che non avrebbe mai dovuto essere messa in discussione è concreta, e alcuni produttori potrebbero scegliere di conformarsi semplicemente perché l'alternativa non è - in alcun modo - un'alternativa economicamente sostenibile. 
Arrivati a questo punto non è difficile capire che le implicazioni per il mercato sono, comunque, potenzialmente enormi. La parola chiave è "potenzialmente".

La prospettiva storica di Fender e i decenni di tolleranza
C'è un'ironia di fondo che attraversa tutta questa vicenda, e non è soltanto retorica, perché Fender ha trascorso decenni a fare ben poco mentre il mercato globale si riempiva di chitarre S-type, al punto che una corte statunitense ha determinato quello shape come "generico". Ora, invece, Fender sta tentando di usare una singola sentenza non contestata, e per di più fuori dagli Stati Uniti, come leva per ridisegnare a proprio favore il mercato europeo delle chitarre. Questa inerzia storica non è senza conseguenze legali. In molti ordinamenti, incluso quello europeo, la tolleranza prolungata nei confronti di comportamenti che avrebbero potuto essere contestati, specialmente quando accompagnata da assenza di azioni legali o di protocolli di licensing, può essere richiamata come argomento a favore della genericità del design o come elemento che mina la credibilità della pretesa di esclusività. È esattamente quello che è stato usato con successo nei procedimenti americani dei primi 2000, e che potrebbe essere riportato in aula qualora uno o più dei destinatari delle lettere decidesse di non cedere alla pressione del brand.

Voci di corridoio tra gli addetti ai lavori suggeriscono che alcuni dei produttori di maggiori dimensioni tra quelli coinvolti stiano iniziando a organizzare una risposta legale coordinata. Se aziende ben strutturate e dal potere economico rilevante scegliessero di presentarsi in giudizio anziché conformarsi alle diffide, l'intero "castello" costruito sulla sentenza di Düsseldorf potrebbe essere messo alla prova in modo da far tremare non poco le mura di casa Fender.



Ogni azione ha un prezzo... soprattutto per Fender
Al di là delle questioni strettamente legali, c'è un aspetto che è comunque importante ed è quello della percezione pubblica. Fender è un marchio che vive anche (se non soprattutto) di mitologa, di legacy, di emotività. La Stratocaster non è soltanto uno strumento: è un simbolo culturale che trascende l'azienda che lo produce, e anche per questo che milioni di chitarristi nel mondo non associano quella forma esclusivamente a Fender, ma alla chitarra elettrica - o almeno ad una sua parte - nella sua essenza più pura. Una campagna legale così aggressiva, perpetrata nei confronti di realtà che sono molto lontante da falsari di bassa lega -alcuni dei quali di piccole dimensioni, con storie artigianali care a tantissimi - è praticamente una catapulta pronta a sferzare un contraccolpo reputazionale di entità inenarrabile. 

Tra le tante voci che stanno prendendo volume in questi giorni vogliamo citare quella di uno dei più autorevoli, ovvero Tim Pierce. Ci sono alcuni passaggi emblematici nel video che Pierce ha pubblicato al riguardo: Fender, if you made better guitars, you wouldn't have to do things like this. [...] Every six months there's a new Vintera 2 or Road Worn or I have no idea what an actual Stratocaster is anymore because they keep... You keep reselling the same thing and trying to pump up sales with a new iteration. At a certain point, it just becomes comical. I have no idea what a Stratocaster even is. 

Tradotto: Fender, se costruiste chitarre migliori, non avreste bisogno di fare cose del genere. [...] Ogni sei mesi arriva una nuova Vintera II, oppure una Road Worn, o qualcos’altro… e ormai non ho nemmeno più idea di cosa sia davvero una Stratocaster, perché continuate… continuate a rivendere sempre la stessa cosa cercando di spingere le vendite con una nuova iterazione. A un certo punto diventa quasi comico. Non ho più idea di cosa sia davvero una Stratocaster.

Quante volte ci si è ritrovati a pensare esattamente quanto detto da Pierce? Quando il mercato circostante è estreamamente competitivo, ma soprattutto quando uno dei brand "fondatori" è rimasto un po' indietro nel giocare su delle regole che lui stesso ha contribuito a creare, le lettere di diffida oggi fanno alzare il sopracciglio in maniera quantomeno interrogatoria. Proprio quando il gioco si fa duro, qualcuno decide di provare a far leva su regole ignorate (in questo caso) per più di 70 anni...



Al momento in cui queste righe vengono scritte, la vicenda è in piena evoluzione. La scadenza del venticinque maggio 2026 per le risposte formali alle diffide rappresenta soltanto il primo atto di un confronto che potrebbe durare anni, e molto dipenderà da come i destinatari delle lettere sceglieranno di rispondere, da quanti si conformeranno per timore delle conseguenze finanziarie, e da quanti decideranno di resistere. Dipenderà soprattutto dai grandi marchi che sono, e saranno, colpiti, e da come questi sapranno costruire una risposta legale coordinata e finanziariamente sostenuta.

Al prossimo episodio.
approfondimenti chitarra elettrica chitarre elettriche fender fender lawsuit fender strat lawsuit stratocaster
Nascondi commenti     109
Loggati per commentare

di scrapgtr [user #12444]
commento del 19/05/2026 ore 20:13:39
Considerazione da giurista: il diritto d'autore, a differenza del brevetto e del marchio registrato, sorge in capo all'autore, persona fisica che ha realizzato l'opera, nella fattispecie non la attuale società Fender ma coloro che hanno progettato il corpo della stratocaster come opera d'arte applicata (sempre che la si possa considerare tale), ovvero un team di consulenti e progettisti tra cui Leo Fender, Freddy Tavares, Bill Carson e altri. Quand'anche il diritto sussistesse, e fosse ancora possibile farlo valere dopo decenni di tolleranza, sarebbero legittimati a farlo solo gli eredi di questi signori. Non a caso Fender ha intrapreso la propria azione legale nei confronti di un soggetto che prevedibilmente non si sarebbe mai costituito in giudizio: l'intento era quello di ottenere una decisione formalmente favorevole da usare come spauracchio nei confronti dei concorrenti veri. Si tratta di un espediente processuale ingegnoso ma col fiato corto, di un bluff che denota una scarsa convinzione sulla fondatezza della pretesa fatta valere, in fondo di un trucchetto da azzeccagarbugli.
C'è poi da considerare che la decisione ottenuta può fare effetto sugli investitori americani, abituati ad un sistema di diritto in cui il precedente ha un valore ben superiore a quello dei sistemi giuridici dell'Europa continentale, che saranno portati a credere che Fender abbia davvero acquisito con questa pronuncia una posizione inattaccabile, ma non sui giudici europei che si troveranno a decidere sui contenziosi che dovessero essere intrapresi.
Considerazione da consumatore: devo fidarmi a comprare qualcosa da un'impresa che usa espedienti, bluff e trucchetti per combattere la concorrenza?
Rispondi
di ToroAmp [user #66931]
commento del 24/05/2026 ore 09:51:49
Inoltre la Fender, con il marchio Squier, mette in circolazione, ormai da decenni, chitarre di livello piuttosto basso, talvolta bassissimo, copiando se stessa. Penso che la Fender stia arrivando al capolinea.
Rispondi
di eko22 [user #15375]
commento del 19/05/2026 ore 22:33:11
Quanto il core business di un' azienda non è più il prodotto in sė ma fare i soldi, quell' azienda non ha più una identità ed è destinata a scomparire.
Rispondi
di Big Muffin [user #63938]
commento del 20/05/2026 ore 00:31:02
Premetto che leggero' attentamente l'articolo dopo per non farmi influenzare, cosi' potro' dirmi da solo che non ho capito e sbaglio tutto, cosa facile dato che non sono un super esperto. A riguardo penso che e' presto per parlarne, bisogna capire meglio e vedere come si evolvera' la cosa, e qui qualcuno storcera' il naso per le parole che usero', ma del resto non siamo tutti uguali. Penso che senza nulla togliere a Fender, ( Per me' per ora il classico bicchiere mezzo pieno mezzo vuoto, perche' la voglio trattare non da intellettuale che ha studiato legge ad Harward ma da semplice musicista consumatore ), in tale dico, che un azienda deve lavorare sempre bene, e soprattutto trattare bene i propri clienti da anni sempre con lei. Fender ultimamente, in questo tempo di crisi. da un po' non mi pare abbia sempre lavorato in modo impeccabile qualitativamente, e ne ho viste di cose bruttine. Ora, oltre ad avere alzato i listini mica male, sta sfornando un minestrone di modelli da creare quasi confusione, e questo probabilmente per catturare piu' clienti possibili, che nel frattempo, in anni, hanno acquistato modelli per poi rivenderli per quelli nuovi per poi rivenderli ancora e per ritrovarsi magari dopo anni ad avere pagato per quel modello acquistato e prodotto e venduto tempo addietro ( Battuta per dire che non vorrei ricomprarmi le stesse cose vendute per comprarne altre che poi sono le stesse ) e' solo una battuta ok ? ;-) , e comunque, proseguendo il discorso, non contenta, ha intentato anche questa guerra che e' ancora all'inizio e non si capisce bene come si evolvera', pensando di massacrare la concorrenza e riempire giustamente di nuovo le casse. Il discorso di Copyright lo capisco, ma sarebbe meglio che Fender inizi anche a lavorare meglio accontentando anche al meglio i clienti sia dal lato qualitativo e se vogliamo mettercelo anche di listino, visti i costi al rialzo attuali, o si e' scordata che 2000 euro valgono ancora qualcosa e che non tutti sono disposti a sborsarne 5000 per la chitarra perfetta ?. Penso che un azienda debba valorizzarsi in questo modo, e poi la clientela aumenta da se, senza ricorrere a cause legali di questa portata modello Highlander ( Ne rimarra' soltanto uno ) che per l'amor di Dio non discuto, ma che comunque non giovano all'immagine di un marchio del genere, che dovrebbe sapersi vendere ad occhi chiusi, perche' diciamocelo, il copyright a distanza di cosi' tanto tempo e' la scusa del momento per aumentare le entrate, e l'eco che si e' sollevato da parte dei musicisti al rilascio della notizia non parla una buona lingua. Fender praticamente vuole essere la sola e unica detentrice di Stratocaster Telecaster e company ? Ok, ma quando sarai la sola, e piu' nessuno produrra' ( Per dire ) chitarre simili, ricorda di lavorare sempre al Top, perche' la gente non e' stupida, e specialmente in tempo di forte crisi, e con i listini al rialzo, e' un attimo impugnare la classica frase ( Che si fotta ) e guardare altrove, perche' un conto e' restare in mutande per l'ultimo modello un'altra cosa e' non avere poi i soldi per cambiarle, e trovare difetti in una chitarra da 2000 euro deve essere impensabile; ma neanche da 200 Euro, perche' la differenza deve essere solo nel materiale e non nella qualita' di costruzione. PS. Il fruttivendolo, vende pere e mele di prezzo diverso, ma non perche' le vende ammaccate o marce. Secondo me' comunque, e' solo tanto rumore per innescare un motore di Royalties a lei dovute, perche' non credo che voglia veramente decimare l'intera produzione di simil strato e affini dell'intero globo, perche' sarebbe un impresa titanica che riuscirebbe sinceramente a meta', ma come dicevo, siamo ancora all'inizio e vedremo poi che succedera'. Ora ringrazio la Redazione per il lavoro, mi leggo l'articolo e vediamo che dice.. :-)
Rispondi
di xavier [user #9768]
commento del 20/05/2026 ore 11:13:
Ciao Big Muffin, in aggiunta, accenno che dove c'è monopolio, non è assicurata una qualità certa ed elevata, semmai il contrario! Ricordo ad esempio che le trasmissioni televisive erano un tempo solo in B/N quando il monopolio Rai era l'unico a trasmettere. Mezzo mondo aveva la TV a colori, ma non essendoci concorrenza in Italia la Rai propinava solo il B/N. Poi vennero le TV private ( la concorrenza! ) e la Rai dovette adeguarsi di conseguenza al miglioramento con la TV a colori. Per assurdo la Fender lavorerebbe meglio probabilmente con la concorrenza spietata delle copie autorizzate e non. Se le stratocaster fossero prodotte SOLO da Fender, la Standard fatta ora in Indonesia, potrebbe, sempre per assurdo, essere l'unico esemplare messo in vendita col rischio di "originale" come targhet e la qualità alla "...prendere o lasciare! Col logo Fender c'è solo questa!"
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 20/05/2026 ore 11:26:44
No, fermo, non c'entrano nulla le TV private.

Nel mondo della chitarra non c'è il monopolio, chiunque può prendere e produrre uno strumento. Il concetto semmai è perché un produttore debba per forza sfruttare QUEL design, più che quel concetto.

Innanzitutto, per ammissione degli stessi destinatari della lettera, questa è arrivata a "half a dozen" (ossia, sei...) piccoli produttori americani che immettevano sul mercato copie 1:1 della Stratocaster. Ecco, riduciamo la questione al perimetro più congruo alla vicenda. Detto questo, se tu non offri reali benefit rispetto al prodotto originale ma ti rendi competitivo solo sul prezzo, senza che ci siano delle differenze sostanziali che portino al consumatore dei vantaggi, sei destinato a sparire (e se vogliamo per forza fare un paragone "televisivo", è esattamente quello che è successo alle radio ed alle televisioni cosidette "libere", finite fagocitate dai grandi network). Se - poniamo - la CretinCola facesse una copia spudorata della Coca-Cola, nel gusto ed anche nel package ma a metà prezzo, il giorno che la gente cominciasse a bere meno Coca-Cola la prima a sparire sarebbe proprio la CretinCola. Paradossalmente questa azione, in caso di successo, andrebbe proprio a vantaggio dei piccoli produttori, che rimarrebbero sul mercato solo con prodotti con design proprio invece di andare a ricalcare quello della Strato.
Rispondi
di xavier [user #9768]
commento del 20/05/2026 ore 12:56:24
Certo, sono d'accordo... il mio intervento era mirato alla qualità, che non avendo concorrenza può essere unica ovvero scarsa come uno standard unico, oppure elevata se il produttore lo ritiene importante (... e me lo auguro!). L'esempio della TV era sulla qualità imposta ed era mirato alla sola opzione del B/N.
Rispondi
di Big Muffin [user #63938]
commento del 20/05/2026 ore 23:16:11
Interessante anche il tuo punto di vista, ed il bello e' che non puo' essere piu' che vero. Con Il discorso Rai e B/N ..mi hai evocato ricordi incredibili di gioventu' ( Grassie ) :-) , Riguardo a "Se Fender lavora in monopolio lavora peggio" allora mi infilo l'elmetto perche' siamo messi male ma male. Gia' cosi' non era il massimo.. A sto punto capisco tanti punti d vista, pero', io continuo a trovare inconcepibile che mi vendano una chitarra con difetti " Ne ho vista una con probabilmente una lucidatura non perfetta, e si notava per fortuna solo nella parte dietro zona tacco. Un caro amico si e' trovato due tasti posizionati male all'ottavo e dodicesimo tasto da rettificare.. poca roba ma c'era. Leggendo in giro mi sembravano esagerate le lamentele, ma se poi il problema arriva anche a te.. Io capisco il difettuccio, ma non il problema grosso. quello che se non sai gestirlo, ti costringe a portare una chitarra appena acquistata da un liutaio per sistemarla e spendendoci somme magari importanti per non avere rogne con il venditore che magari fa muro, perche' un conto e' fare un setup, un altro risolvere un problema che crea poca suonabilita' allo strumento. Diciamo che sino a che i prezzi erano regolari, tuti erano disposti a chiudere un occhio pur di avere quel logo sulla paletta, ( Mi ci metto anche io ) e sono stati clienti veramente buoni e bravi verso Fender " Parlo di acquirenti normali e' ?, non vado nel professionale", ma oggi, i listini hanno avuto troppo un impennata, e se una chitarra che prima mi costava 900 con la scritta Made in USA oggi mi costa 1300 con la scritta MIM Made in Mexico o Made in Indonesia o quello che vuoi, e per avere una Corona devo spenderne oggi almeno 1800 2000, capisci che la gente fiduciosa del marchio si indispettisce sentendosi presa per il chiurlo, e se a questo ci aggiungi appunto i famosi difettucci di fabbrica.. Tu hai ragione, sul serio, ma io continuo a non tollerare la cosa; cioe', se vado in concessionaria acquisto l'auto e me la consegnano con difetti di verniciatura, o un bollino nella carrozzeria, tranquillo che non me la porto a casa solo perche' ha il logo che amo da sempre, anche in virtu' degli aumenti per motivi vari e che toccano noi consumatori principalmente. Seguendo le tue parole, a sto punto spero che la grande F chiuda il discorso per tornare alla normalita', altrimenti ne vedremo delle belle. Questa e' una cosa troppo grande anche per lei, e come dicevo, gli utenti/clienti non hanno preso bene la cosa. Un grande Capo non comanda, trascina a se la gente, ma, quando un grande RE per dover continuare a comandare arriva al punto da infierire sul proprio popolo, allora non e' piu' un RE, ma diventa un Tiranno, e si sa che i Tiranni non piacciono a nessuno.. ;) xavier, mettiamoci comodi in poltrona con i popcorn perche' lo spettacolo e' appena iniziato, e ne vedremo e sentiremo delle belle 😉👌
Rispondi
di xavier [user #9768]
commento del 22/05/2026 ore 09:53:43
Ineccepibile la tua riflessione. Aggiungo un mio piccolo pensiero: non so se Fender abbia il timore di confondersi con le chitarre “Made in Ovunque” ed allora sia costretta almeno a salvare il salvabile e tento di spiegarmi: su Youtube ho visto un video in cui si asserisce che la scritta Made in USA non c’è più ( ma c’è solo scritto “Corona California” ), in virtù della legge statunitense che impedisce di apporre tale scritta a manufatti che non abbiano una certa quantità di componenti di manifattura statunitense e la Fender molti componenti li fa costruire in oriente e non è un mistero, c’è scritto in alcune confezioni di pezzi di ricambi. La paura di Fender, potrebbe e dico potrebbe, essere che si percepisca da parte del mercato, che il prodotto venga svilito a “poco” americano per le “troppe” componenti asiatiche e che allora psicologicamente si sia tentati di comperare altri marchi di certo poco o per niente americani, ma che hanno una rilevanza nel prezzo inferiore (anzi anche ad un quinto del prezzo!), in prodotti economici ma dignitosi che, in questo caso, ti fanno sentire meno frustrato nell’acquisto. Devo far pace con il mio cervello e me ne scuso, ma se fosse che il Made in USA sia sparito dalla paletta e che la forma del body sia alla mercè di chitarre che di queste hanno solo il nome, allora Fender, pretenda che il loro manufatto sia l’unico a restituire dignità ( ...e comprabilità! ) almeno nell’originalità, autenticata, della forma della chitarra per antonomasia.

N.B.: Non lo volevo scrivere questo intervento, anzi ho il timore che sia sintatticamente e grammaticalmente incomprensibile, ma mi espongo al pubblico ludibrio lo stesso!
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/05/2026 ore 10:16:45
In realtà sei stato chiarissimo e fa molto riflettere quello che hai scritto. Molto interessante.
Personalmente invece mi astengo ancora dal prendere posizione sulla richiesta della Fender (almeno fino a quando non avrò capito cosa chiede esattamente e a chi si rivolge esattamente). Quel che deploro è la massa di youtuber dal grilletto facile che senza attendere nulla giocano cavalcando i malumori che da sempre esistono su aziende dalla grossa fama e popolarità. Non sono l'avvocato difensore di Fender (tanto ho sia Fender che altri marchi, quindi sono appassionato quasi a 360 gradi), e anzi se cc'era criticare non mo tiro indietro, ma non mi piacciono i mischioni e non mi piace la disonestà intellettuale. I mischioni perché se tu, youtuber, vuoi parlare di prezzi, allora fammi un video sui prezzi (magari prima studiati che cos'è la inflazione e chi davvero la provoca). Se vuoi parlare di difetti, fammi un video sui difetti portando materiale che analizzi la questione ampiamente. Mi vuoi dire chi fa le chitarre migliori? Ottimo, vediamo se senza sponsorizzazioni riesci a farmi un discorso onesto facendo i nomi e spiegando perché; ci sarebbe molto da dire. Se vuoi parlare della lettera, parlami solo della lettera sulla questione copyright. Ma mettere tutto insieme perché così spargiamo fumo, fango e merda sul bersaglio (se non è Fender, allora è Gibson) è veramente una pezzenteria squallida.
Per questo ho lodato l'articolo di Accordo. È circostanziato, informativo ed equilibrato, non sfrutta l'occasione per fare giochini e manipolare i lettori.
Rispondi
di Big Muffin [user #63938]
commento del 24/05/2026 ore 01:48:10
No xavier, e' giusto cio' che hai scritto. Pensieri e idee vanno esposte anche per un sano confronto..( bada che ho detto sano perche' ultimamente la gente usa la tastiera per sfogare i propri problemi.. ma non sto parlando di noi di Accordo per fortuna ). Comunque, condivido pienamente ancora cio' che giustamente dici. E' un periodo difficile in molti settori, e il nostro non fa eccezione. Il discorso del Made in USA cambiato in Made in Corona l'avevo letto e approfondito per bene, d'altronde se si produce per la maggiore nei paesi Asiatici, l'asse in qualche modo giocoforza si sposta, e a volte il semplice Made in qualcosa non basta piu' per catturare l'attenzione del compratore.. che poi per come siamo messi ora e gli avvenimenti che stanno accadendo, ci si potrebbe benissimo scrivere " Made in Manicomio ", tanto le cose non cambiano. Fender non e' da meno in questo minestrone, e probabilmente messa sotto pressione ( Parlo dei piani alti ), si sono inventati l'ultima mossa per rimettere i remi un po' in barca sperando di spaventare la concorrenza e riprendere le redini del proprio dominio TeleStratocaster, ma magari colti dall'impeto di giocarsi il Jolly, non hanno capito ( Stupidamente ) del casino in cui si sarebbero infilati, e qui la parola stupidamente ci sta bene dai, perche' persino uno come me che per dire; non conosce nemmeno la parola CEO, una mossa del genere non l'avrebbe mai e poi mai fatta, e stento ancora a credere che sia successo veramente.. Credo che non portera' a molto tutto questo, penso che i piccoli poveri produttori che si faranno intimorire scapperanno come topolini dalla nave, e i piu' grossi, magari forse minacciati pesantemente , nel privato potrebbero arrivare ad un accordo di Royalties richiesto appunto da Fender, ma sono solo supposizioni infondate per ora, ..un po' come la guerra in Iran l'hanno iniziata creando un disastro ma non si conosce ancora bene come si sta evolvendo e come si sistemera'. Magari finira' in nulla e il vento spargera' e disperedera' le ceneri di questo incendio appiccato da Fender, ma come sai bene anche tu, dobbiamo aspettare, ecco perche' ti ho proposto popcorn e comode poltrone ;-) per ora tutto quello che ne esce sono solo e rimangono solamente semplici parole accompagnate da mille domande. :-)
Rispondi
di Stratocazzer! [user #65897]
commento del 26/05/2026 ore 06:36:42
Ciao a tutti!
sono un gran fan di Fender, ho comprato la mia prima stratocaster made in mexico negli anni 90! Ai tempi appena connessa all'ampli con un po' di distorsione fischiava che era una bellezza, a malapena si riusciva a suonare!
Indubbiamente dagli anni 90' al 2010, la qualita' delle Fender in generale, anche entry price (ci possiamo mettere anche le Squier, escluse le affinity), ha fatto passi da giganti. Chiarezza del suono, assemblaggio, finiture, ronzii quasi scomparsi (anche grazie ad amplificatori migliori). Negli ultimi 10-15 anni io ho solo constatato aumento prezzi e qualita' in declino (specialmente controllo qualita'). Avro' comprato e venduto una 20 ina di Fender (Messicane, Americane, Giapponesi) nella ricerca senza fine di qualcosa di meglio. Fender e' stata bravissima a creare una serie infinita di upgrades (teorici), quello che ho provato di prima mano e' che le differenze prezzo non sempre sono proporzionali a differenze in termini di qualita', suono e materiali. La differenza e' piu' percepita (grazie al marketing) che reale.
Parlando di qualita' vi posso raccontare che ho comprato una American Vintage II 61, che aveva bisogno di shim e fret level ... ora e' perfetta (e favolosa) ma con quello che costa avrebbe dovuto esserlo di fabbrica ...
Per le vicende recenti, pur non essendo un esperto legale, credo che in qualunque corte non avranno grandi chances di successo. A parer mio stanno facendo un gran casino per niente e probabilmente creeranno piu' reazioni negative che positive lato clientela finale. Il miglior commento e' di chi ha detto che se facessero chitarre migliori non avrebbero granche' di che preoccuparsi. D'altro canto innovazione e qualita' sono davvero l'unica strada che i produttori occidentali possono percorrere perche' competere con Donner, Mooer o Harley Benton sull'entry price penso sia virtualmente impossibile....
Rispondi
di Big Muffin [user #63938]
commento del 03/06/2026 ore 02:11:34
Ciao Stratocazzer, ho trovato questa risposta indirizzata a me in spam. La TIM mi sta facendo piangere perche' continua a cestinarmi roba sicura. Comunque, ho letto quello che hai scritto, e non voglio ripetermi, perche' dovrei ripetere le stesse tue parole dato che quello che dici e' giustissimo. Spero solo per il futuro che Fender riveda un attimo la propria filosofia interna sia a livello di costruzione ma anche di Hardware, perche' per fare un esempio che magari non interessa a tutti ma ci sta benissimo, non puoi montarmi ponti Floyd Rose Special su chitarre da 1100 Euro quando altre marche montano il 1000 su chitarre da 400 Euro.. e montano gli Original su chitarre da 1000, o magari anche trovarsi tasti ruvidissimi tanto da far gracchiare le corde nei bending su chitarre da 900 .. ma nemmeno su quelle da 200, non deve esistere. Va be questo e' un esempio per dire che a volte, e soprattutto ora, visto il prezzo dei listini, uno sforzo potrebbero farlo in Fender, dato che lo fanno continuamente inondando il mercato di modelli a volte discutibili per i cambiamenti proprio minimi... come dire: Piuttosto rallenta un attimo dando all'acquirente il tempo di godersi il nuovo acquisto senza invogliarlo subito dopo la nuova uscita, e nel frattempo lavora meglio e fai felice tutti ( Clienti vecchie e anche nuovi ). Ma si sa anche che Business is Business ;-)
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 20/05/2026 ore 09:39:52
Vado controcorrente, e lo ammetto: sono totalmente a favore di quanto sta facendo Fender. Lo dico pur essendo convinto che, alla prova di una causa legale ben più strutturata e agguerrita rispetto a quella già intentata davanti al tribunale di Düsseldorf, l'esito per Fender saràprobabilmente sfavorevole. Ciò che mi infastidisce, e non poco, è il moltiplicarsi di questa levata di scudi, questa ondata di indignazione collettiva che si sta propagando a macchia d'olio sul web, alimentata da una schiera di youtuber e guitar influencer di ogni calibro (dai più affermati e seguiti fino agli ultimi arrivati) tutti compatti, tutti indignati, tutti pronti a cavalcare il trend del momento per accaparrarsi la loro personale fetta di visualizzazioni. Con l'immancabile premessa di rito: "io questo video non lo volevo fare, ma…", frase che, è diventata il marchio di fabbrica dell'ipocrisia digitale. Il vero nodo della questione, però a mio avviso, è un altro. È un concetto rimasto per troppo tempo nell'ombra, volutamente ignorato o colpevolmente trascurato: la possibilità di copiare e appropriarsi del design di un'opera (d'arte, come molti la definiscono, e non a torto) traendone profitto impunemente, anno dopo anno, fino a far sedimentare nell'immaginario collettivo l'idea che essa sia diventata patrimonio di tutti, "della ggente", come si sente ripetere con sconcertante disinvoltura anche in contesti lontanissimi dalla musica. Ebbene secondo me (che non conto un bel nulla), non funziona così. E pur arrivando tardi trovo non solo giusto ma necessario riaffermare un principio fondamentale: ciò che è stato concepito e creato da una mente, da una persona, da un'azienda, anche se col tempo è diventato un simbolo universale, anche se è diventato "iconico” ( altro bel termine abusato dei nostri tempi) non smette per questo di appartenere a qualcuno. Deve essere tutelato. Non soltanto nell'interesse del creatore originale, che non c'è più, ma anche di chi, nel corso degli anni, ha scelto di investire, di acquisire quell'azienda con tutti i soi progetti, i brevetti, l'identtà visiva, la storia e il valore simbolico. Quindi ben venga l'azione di Fender, fosse anche solo a titolo simbolico, perché a volte i simboli contano più delle sentenze.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 20/05/2026 ore 10:02:2
Io questo commento non lo volevo scrivere però... :)))
Parto con una nota leggera per stemperare. Sulla questione legale non mi esprimo perché è troppo complessa, però sulla questione degli youtuber e degli influencer ti do perfettamente ragione. Ci si buttano e ci si butteranno a pesce per le ragioni più squallide usando le argomentazioni più demagogiche. Se persino Tim Pierce se n'è uscito con delle frasi da avventore del baretto dopo qualche bicchierino di troppo, figuriamoci gli altri che ancora di più campano di visualizzazioni.
Aggiungo che quando si parla di Fender e Gibson spesso il commentatore arriva con un carico di astio e pregiudizi da cui raramente scaturiscono poi opinioni davvero ponderate.
Proprio alla luce di questa cascata di immondizia faccio i complimenti alla redazione per aver scritto questo articolo così informativo ed equilibrato.
Rispondi
di rockit [user #11557]
commento del 20/05/2026 ore 10:22:04
In tutto il mondo civilizzato, la protezione del design e del diritto d'autore (che come ben specificato nell'articolo sono due cose diverse - diverse per significato, per durata, e per i soggetti titolari) ha due aspetti complementari: da un lato viene garantita, a tutela dell'investimento, dall'altra è limitata nella durata del tempo, a tutela della concorrenza e per evitare posizioni abusive di rendita. E vivaddio, perché gran parte del progresso dell'umanità avviene quando i brevetti scadono: è così che puoi andare in farmacia e acquistare un farmaco generico, e in quel caso parliamo di investimenti che in confronto a Fender stanno su un altro pianeta.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 20/05/2026 ore 10:27:3
Totalmente d'accordo con te!
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 20/05/2026 ore 10:55:07
Anch'io mi sento piuttosto concorde col tuo intervento, fermo restando che l'esito potrebbe essere effettivamente sfavorevole a Fender, potrebbero uscirne con qualche ammaccatura.
E mi accodo ai complimenti alla redazione per l'equilibrio dell'articolo.
Rispondi
di onlyfender [user #5881]
commento del 20/05/2026 ore 11:10:42
Sono in parte d'accordo e in parte no. Credo che molti dei prodotti Fender siano davvero ottimi, sono un loro estimatore (il mio nick la dice lunga) però... non sono più l'azienda di Leo Fender.
Oggi è una multinazionale che raggruppa molti marchi (Jackson, EVH, Gretsch, Charvel, Hamer, Ovation, PreSonus, ecc.) e capisco la diffida il produttore cinese che vende copie contraffatte a 100$ con tanto di decal taroccata. Non riesco invece a digerire l'attacco a un'aziendina familiare che fa delle riproduzioni custom diversificando la classica paletta e rendendo la copia facilmente identificabile.
Forse per il fatto che anche questo piccolo produttore... vende sul noto sito tedesco? Forse perché fa prodotti di qualità? Non lo so, io penso che chi compra Fender lo faccia per il nome e non solo per la forma del body.
Quindi morale della favola, pur essendo un fedele sostenitore della Fender... diciamo che se avevo mezza intenzione di comprare la Ultra 2, dopo questa mossa legale, un pò la voglia mi passa.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 20/05/2026 ore 11:33:54
Ovation ed Hamer non sono più di Fender da molti anni, comunque il discorso riporta a quello che ho scritto prima: in una fase di contrazione del mercato, chi sfrutta il design della concorrenza senza apportare nulla di realmente vantaggioso se non il prezzo è il primo a sparire. Se quest'anno - immaginiamo - Fender perde il 10% del fatturato di Strato, probabilmente va avanti lo stesso, il piccolo va a sparire. Ecco perché questa mossa può paradossalmente favorire il piccolo che sarà costretto a fare qualcosa di differente per rimanere a galla.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 20/05/2026 ore 11:36:15
Sì, qui sono d'accordo con te, sulla piccola azienda che, tra l'altro, ha cambiato la paletta e ha diversificato l'estetica finale.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 20/05/2026 ore 10:31:05
Vorrei ricordare sommessamente quello che ha fatto Rickenbacker praticamente fin dalla sua fondazione: ha protetto aggressivamente il proprio design a suon di avvocati. Il risultato è che sono sempre sul mercato, la famiglia Hall non ha mai dovuto cedere la proprietà a qualche pesce più grosso e se qualche produttore ha intenzione di mettere sul mercato un prodotto che si "ispira" a quel design, deve apportare modifiche e caratterizzazioni da renderlo immediatamente riconoscibile rispetto all'originale.
Rispondi
di xavier [user #9768]
commento del 20/05/2026 ore 13:02:35
Beh... in effetti gli unici bassi che "somigliano" ai Rickenbacker.... sono proprio come dici tu, illegali e "cinesi".
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 20/05/2026 ore 10:35:04
Già in un precedente articolo avevo commentato in merito al sospetto del perché proprio in Germania…la perplessità che ho è che al di là degli aspetti legali della questione, per cui ho la sensazione che non ci caveranno un ragno da un buco se non ci sono riusciti in 70 anni, pensano di andare allo scontro con Thomann che a quanto so è il rivenditore Fender più grande d’Europa…? Vedremo.
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 20/05/2026 ore 13:22:49
Quindi un violino? Che ha lo stesso design da secoli???i fusti o i piatti di una batteria?
Un pianoforte a coda?
Questa battaglia di Fender e un chiaro segnale.di crisi....non entro nel merito legale,a livello di immagine però si,ci escono male male,forse dovrebbero avere tanta qualità da distruggere la concorrenza,o forse smetterla di fare pagare 3 volte tanto uno strumento che altri fanno meglio...il consumatore bada alla sostanza......diverso invece per chi applica il logo fender sulle proprie produzioni,li ci dovrebbe essere una causa legale di quelle toste....qualcuno lo abbiamo avuto pure in Italia......più di qualcuno....
Piccolo esempio...quanti ampli con estetica Plexi ci sono in giro?e parecchi sono marchi molto,molto famosi.....riflettere....
Rispondi
di xavier [user #9768]
commento del 20/05/2026 ore 13:39:06
Analisi perfetta! Ora ci manca che Steinway & Sons citino Yamaha.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 20/05/2026 ore 15:43:3
I pianoforti ed i violini possono sembrare tutti uguali ma ci sono differenze estetiche e costruttive anche notevoli, per non parlare di come per esempio sono realizzate le meccaniche dei martelletti oppure le catene di un piano armonico che sovente i produttori moderni brevettano, eccome!
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 20/05/2026 ore 21:46:
Vale anche per le.chitarre....qua Fender non contesta materiali e tecniche costruttive,ma estetica.....altrimenti avrebbero dovuto porre sotto brevetto il truss Rod,i tasti in nickel,il ponte a sei viti,e mille altre cose ....
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 20/05/2026 ore 22:05:24
Cosa che hanno fatto: i vari “pat.pend” sulle decal delle Fender degli anni d’ora sono sempre relativi a particolari funzionali, come il ponte tremolo. In realtà Leo Fender non pensò certo a brevettare il corpo della Strato, anche perché nessuno all’epoca aveva intenzione di copiarlo
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 21/05/2026 ore 18:01:36
I vari pat pend si aggirano con mezzo millimetro di scarto.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 20/05/2026 ore 15:06:21
Io conoscevo una nazione che credeva fortemente nel liberismo, che il mercato avrebbe incoronato il migliore se questo fosse stato in grado di portare un prodotto con caratteristiche uniche, accompagnato da un prezzo adeguato ad esse.
Fender ha inventato diversi tipi di chitarra e possiede linee di produzione in grado di produrle con qualità eccelsa, oltre ad aver dato il via alla leggenda di Tele, Strato, Jaguar, Jazzmaster, Precision e Jazz bass. Se continua a fare strumenti belli che rispondono alle esigenze del mercato può continuare a venderli al prezzo che ritiene opportuno.
Quando, nella sua storia, non è stata in grado di farlo, sono spuntati come funghi produttori asiatici che hanno fatto delle copie simili all'originale, e solo dopo profonde ristrutturazioni interne la Fender è stata in grado di proporre nuovamente prodotti degni del suo nome.
Adesso che bisogno c'è di fare tutto questo clamore? Un conto è scagliarsi giustamente contro i falsari che immettono sul mercato componenti o chitarre marchiate Fender ma che Fender non sono, ma prendersela contro altre aziende per un prodotto che tanto non sarà mai la Strato marchiata Fender... che senso ha?
La stessa cosa dicasi per Gibson. Meglio concentrarsi a fare bene quello che si sa fare, ci penserà il mercato a premiare, i premi presi per vie giudiziarie durano poco e costano molto.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 20/05/2026 ore 15:40:13
Quasi tutti i produttori asiatici da te citati hanno abbandonato i puri "cloni" e producono qualcosa di diverso ed immediatamente riconoscibile sul mercato. Gli altri hanno preso accordi con i detentori originali dei disegni e producono su licenza o comunque con determinate limitazioni.

Si sta parlando di una lettera di C&D indirizzata a 6 (sei) piccoli produttori all'interno del territorio degli Stati Uniti, un obiettivo ben preciso.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 20/05/2026 ore 17:18:51
Premesso che la situazione non è ancora chiara (non tutti sono usciti allo scoperto), pare che l'elenco dei brands potrebbe essere però un pochino più lungo e con diversi produttori anche grandi: vai al link Su quell'articolo si parla in modo speculativo di Yamaha, PRS, Ibanez, Sire, Schecter, Suhr, ESP LTD, Harley Benton, FGN Guitars, Maybach, Xotic, Reverend. Forse ad uscire allo scoperto subito sono stati i piccoli produttori perché non hanno grandi risorse economiche da dedicare ad una eventuale causa (vedi la raccolta fondi lanciata LsL) e i grandi invece hanno maggior margine di manovra. Bisognerà aspettare secondo me per capire meglio.

p.s.: pare che comunque le lettere siano state sicuramente inviate anche ai grandi retailers europei, e in particolare Thomann che possiede e distribuisce il marchio Harley Benton .

Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 20/05/2026 ore 17:32:27
Speculazioni inventate da chi pubblica queste notizie: quando Gibson fece causa a Dean per la forma del corpo Les Paul (poi vinta, tant’è che Dean ha dovuto rimuovere il prodotto incriminato), Dean rispose subito veementemente su tutti i canali. Per adesso il fatto acclarato - confermato da LSL, è che siano una mezza dozzina. Oltretutto, metà dei marchi citati hanno a catalogo strumenti solo vagamente ispirati dalla Stratocaster, ma che si allontanano dalla forma “brevettata”, chiamiamola così, in maniera radicale: una Ibanez AZ assomiglia ad una Strato quanto io a Rocco Siffredi…
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 20/05/2026 ore 17:53:28
Vedremo come evolverà la situazione. Ovviamente c’è una differenza di non poco conto tra il proibire l'utilizzo delle forme esatte del body Strato e invece permettere la commercializzazione di strumenti con forma simile ma magari con piccoli dettagli dimensionali diversi, come avviene con la PRS SIlver Sky. Io rimango comunque del parere che ormai (come d'altro canto sancito anche dalla sentenza americana del 2009 sul trademark) la forma del body della Stratocaster sia patrimonio comune. La Fender avrebbe dovuto agire molto prima se voleva i diritti esclusivi, ma è dagli anni 70 che è nato un mondo attorno ai piccoli produttori boutique di repliche Strato e nel 2026 porre fine a queste realtà non mi pare una cosa bella.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 20/05/2026 ore 18:27:14
Per pura curiosità sono andato a leggere il testo in inglese della lettera C&D inviata a LSL Guitars e dice esattamente quello che ha riportato il buon @redraven poco sopra: si parla di copia ESATTA del corpo della Stratocaster. Anzi: viene specificato che i costruttori che hanno a catalogo chitarre “ispirate” dalla Stratocaster ma che se ne discostano sufficientemente possono continuare a farlo. A stessa ammissione dell’azienda colpita poi, si tratta di una missiva inviata in USA ai costruttori “boutique”.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 20/05/2026 ore 19:54:30
Se il contorno legale è questo ovviamente la situazione è meno drammatica, almeno nell'immediato. Però bisognerà vedere dove vuole andare a parare Fender. A me sembra ovvio. che se da un lato l'azione è ora mirata specificatamente, al mercato Europeo è probabile che Fender voglia creare un precedente per ribaltare la sentenza Statunitense del 2009. Se riesce in quello poi non è detto che possa arrivare anche ad altre azioni. Ma ovviamente è troppo presto per dirlo.
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 21/05/2026 ore 09:04:10
Nella mia immensa ignoranza non conoscevo affatto LSL Guitars, quindi sono andato a fare un giretto sul loro sito: la prima cosa che mi è balzata all'occhio è stato il logo della compagnia; il mio piccolo cervellino ha immediatamente restituito l'immagine del logo G&L. Secondo me, quell'idea di copiare ce l'hanno proprio nel sangue...
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 21/05/2026 ore 14:28:24
Le SLS sono le simil Strato che usa Carl Verheyen, non proprio l'ultima ruota del carro.
La paletta non mi piace, ma certamente sono chitarre ben fatte, come lo sono le SVL (queste proprio identiche a Fender).
vai al link
Per forza che copiano, è il progetto (idea, design, concetto, chiamalo come vuoi) perfetto.
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 22/05/2026 ore 17:28:54
Ho seguito gli sviluppi dei commenti, e ripeto... è il caso di fare tutto questo clamore? Se fossi il piccolo produttore - che tra l'altro non ha mai dato preoccupazioni a Fender, quante chitarre faranno all'anno? - approfitterei dell'enorme pubblicità gratuita che ne consegue. Faccio il corpo quel tanto diverso che serve a togliermi dall'impiccio, prometto la stessa leggendaria qualità costruttiva di prima e faccio pagare i nuovi modelli un 10% in più per le spese che la questione con Fender mi ha provocato.
Morale? Se Fender facesse bene le sue cose non lascerebbe buchi sul mercato per i piccoli produttori di copie. Invece non lo fa, si crea concorrenti e trova la maniera (se questi sono un minimo furbi) di farli pure crescere.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 22/05/2026 ore 18:05:10
Guarda che il buco sul mercato c’è e ci sarà sempre. Ti faccio un esempio concreto: negli anni ‘50 in USA c’era una pletora di birrerie con una storia centenaria alle spalle, ognuna con una propria ricetta, un proprio gusto e un territorio di riferimento specifico. Poi arrivò Budweiser che portò un gusto particolare che ebbe immediatamente un successo enorme nel pubblico americano. Cosa fecero i piccoli produttori? Invece di coltivare il mercato di riferimento dove avevano prosperato si misero ad imitare il gusto e la ricetta della Bud, proponendo prodotti similari a prezzi inferiori. Finché il mercato ha “tirato”, questi hanno prosperato sulle spalle dell’originale, ma quando il mercato è andato in crisi - anche grazie alle campagne contro il consumo di alcool - i primi a tirare le cuoia sono stati proprio i piccoli. Perché il grosso sopravvive anche se acciaccato, il piccolo se non si differenzia, muore. È impensabile che sul lungo periodo la gente smetta di comprare Fender per fare un piacere a CretinGuitars.
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 22/05/2026 ore 21:40:5
Meno male,tu hai capito come funziona,mi rincuora!!!!
Rispondi
di Blackmore [user #1237]
commento del 20/05/2026 ore 17:23:59
...il succo di questa azione è "non devi preoccuparti di fare delle chitarre decenti,se impedisci a chiunque altro di fare delle chitarre migliori delle tue". In passato la Fender ha intrapreso delle azioni interessanti per contrastare la concorrenza, come ad esempio dare vita alla Fender Japan per contrastare gli stessi produttori giapponesi che ai tempi proponevano le copie delle Stratocaster a buon mercato che in effetti in alcuni casi erano veramente migliori della scarsissima produzione americana del periodo fine settanta/inizio ottanta, oppure mettere sul mercato la prima serie American Vintage oppure la American Standard perché erano effettivamente chitarre che andavano incontro a quella che era la richiesta del pubblico, l'american vintage perché in tanti andavano a cercare le famose chitarre della Golden Era dal momento che le chitarre del periodo CBS erano indigeste a molti, l'american standard perché effettivamente era una chitarra decente (In molti casi, non tutte purtroppo) che comunque, aveva un bell'aspetto, un bel suono, era uno strumento che dava fiducia e veniva venduta a un prezzo coerente, con un bel corredo di custodia "protector" in ABS e tutta una serie di case candies. Insomma erano strumenti che quando te li portavi a casa ti davano un certo senso di soddisfazione ed appagamento. Ora fender cosa offre? Hanno a catalogo la bellezza di 163 modelli diversi di Stratocaster (163 solamente le Stratocaster, le Telecaster le Jaguar...) con dei prezzi che sono sicuramente alti In molti casi, e dico...di questi 163 modelli quanti sono realmente convincenti? È della qualità di questi prodotti vogliamo parlarne? Ricordo di avere acquistato una american vintage II '61 Stratocaster a novembre dello scorso anno, e di averla restituita, incazzatissimo due giorni dopo. Era semplicemente tremenda, secondo me chiedere 2400€ per una chitarra del genere è semplicemente ridicolo oppure pretenzioso perché pensi di poter chiedere una cifra del genere solo perché sulla paletta c'è scritto Fender. Voglio dire,possiedo delle American vintage del periodo 80-90 e non c'è nemmeno lontanamente il paragone. Come costruzione cura dei dettagli, hardware, suono... Sono rimasto veramente deluso perché l'ho trovata uno strumento veramente deludente ed approssimativo, ho trovato dei difetti di verniciatura, Ponte e meccaniche mi sembravano roba poco, i pick up non sapevano di niente, la sensazione tattile e generale dello strumento non era da "chitarra seria" sicuramente non da chitarra da 2400€...e potrei dilungarmi ma finirei per diventare off-topic, ma è solamente per spiegare il perché di alcune mie impressioni, perché ho provato un po' di chitarre Fender recenti e non ce n'è una che mi abbia dato una vibrazione positiva. Poi addirittura adesso c'è questo trend di dire "se vuoi una Fender seria ti devi prendere una custom shop". Beh, anche no, di base una produzione Fender standard americana dovrebbe essere più che sufficiente come qualità e professionalità dello strumento, invece no, In realtà adesso sono veramente strumenti da poco, che ti portano appunto a considerare di virare verso la produzione custom shop per avere qualcosa di decente affidabile e con personalità oltre che un suono degno. Beh, non funziona così cari amici manager amministratori della cara vecchia Fender. Questa gente ha trasformato questa azienda in qualcosa di simile a quei ristoranti scrausi che hanno 150 piatti nel menu me non riescono a farne nemmeno uno decente. Un catalogo sterminato di roba in cui praticamente non c'è nulla di buono. Probabilmente a questo punto le vendite non stanno andando come previsto da questi signori, di conseguenza i profitti non sono quelli che si aspettavano, non si spiega altrimenti il perché di accanirsi su piccoli produttori che non sono in grado di causare un danno economico ad un colosso da miliardi di dollari. Dovrebbero capire che è il caso di fare una grandissima marcia indietro, ridurre il catalogo all'osso, e fare pochi modelli essenziali, ma effettivamente buoni, ad un prezzo decente, e soprattutto intensificando il controllo qualità perché in questo momento la maggior parte delle chitarre che vengono prodotte sono veramente scarse. Considerato questo non c'è da sorprendersi se la gente continua a rivolgersi all'usato (con prezzi che sono diventati assolutamente vergognosi anche in questo settore...vedi mercatino/reverb) oppure si rivolge a liutai o piccoli costruttori per farsi costruire una chitarra che sia minimamente seria.. cara Fender hai proprio toppato, e credo che in futuro assisteremo ad un peggiorare della situazione, escludo a priori un miglioramento, perché questa azienda ormai è solamente una macchina da soldi, sicuramente "chi sta al posto di comando" non pensa né alla musica ne ai musicisti ma semplicemente alle cifre, e questi sono i risultati. Mi raccomando tenetevi strette le vostre vecchie Stratocaster perché non se ne vedranno più di così buone.
(Scusate lo sfogo, ma sono un fan del marchio da una vita e tutto questo mi fa imbestialire...)
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 20/05/2026 ore 17:48:40
io sono totalmente d'accordo con Fender.
-non tocca chi fa una strato-simile, ma una copia esatta.
-non ho mai capito il senso di chi copia 1:1 fender (o gibson), ovvero:
-in catalogo fender c'è tutto dalla bullet squier alla custom shop su ordinazione.
-il corpo di una strato non è puramente funzionale nella forma e nelle caratteristiche
-all'epoca di Leo Fender l'attenzione era spostata sui brevetti: nessuno si sarebbe sognato di fare una strato identica, ma temeva che avrebbero copiato il design funzionale del ponte tremolo ad esempio. La copia 1:1 è un fenomeno iniziato decenni dopo quindi dire che retrospettivamente non sono stati lungimiranti è tecnicamente vero ma contestualmente sbagliato.

A chi copia le fender su aliexpress: ma chi se ne frega, anzi sono contento che il mondo sia meno inondato di tarocchi spudorati
A chi dichiara di fare "fender meglio di fender" boutique: ho sempre pensato nasconda una mancanza endemica di capacità di trovare il proprio spazio sul mercato (ci sono liutai che fanno cose nuove bellissime) e per chi le compra, una specie di sindrome di stoccolma non diagnosticata.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 20/05/2026 ore 18:32:34
Applausi.

Aggiungo anche che adesso il fenomeno è cavalcato da YouTube/Influencer esattamente come tempo fa gli stessi difendevano Behr*nger quando cominciò a fare i cloni dei synth analogici: al di là del fatto che tali cloni fossero esteticamente ed anche funzionalmente diversi dagli originali, il senso della levata di scudi era di lucrare sulla difesa a oltranza di “Robin Hood che ruba ai ricchi (e grandi) per dare ai poveri (noi)”. Poco importa(va) che il Robin Hood in questione fosse una multinazionale orientale con decine di migliaia di dipendenti e fatturati megamilionari…
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 21/05/2026 ore 17:58:38
Chi le compra ha un altra sindrome,quella di avere a metà prezzo una strato fatta come si deve,anzi,meglio,vai a vedere che ora mi devo fare paladino di un azienda che mira esclusivamente al profitto,aumentando i listini e calando la qualità.posso capire la questione legale,ma direi che ci sono liutai che fanno cose originali e belle spaccindolo per la norma anche no,i numeri,quelli veri li fanno chi compra simil strato e simil LES Paul,non di certo la 27 tasti in noce nazionale 8 corde.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 21/05/2026 ore 18:09:14
Eh, invece quelli che fanno copie di Strato in oriente lo fanno per fare beneficienza (aka “sindrome di Robin Hood” come sopra)
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 21/05/2026 ore 18:49:46
Non serve avere chitarre a 34 corde per essere originali, ma evidentemente non guardiamo gli stessi liutai. Le chitarre che vedo io sono con 6 corde ma non ca carta carbone da una strato.
il punto è che fare una strato identica, ricalcata è l'argomento. non fare una stratoide, una strato diversa. No, uguale.

oh, poi io ho una strato, una custom shop che male non suona eh, mai sentito il bisogno da andare da pincopallo che la fa uguale-ma-meglio
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 21/05/2026 ore 21:37:31
Ho capito il.tuo discorso,però consentimi,ho avuto almeno dieci custom.shop,poi per curiosità ho provato copie carbone fatte in Italia,allora la.copia suona identica,a 2300 euro,la custom la.pagai 3600,dieci anni fa,oggi ce ne vogliono quasi 6000 per lo stesso modello,capisci anche che io guardo al mio portafoglio e non al bilancio annuale di un azienda....possiamo dire che non sia etico,ma allora o uno sta regalando le.sue chitarre o l altro sta campando.di gloria......poi sulla questione legale si può dire tutto,ma ribadisco il mio pensiero,quando comincia la.caccia alle.streghe e sintomo che non si hanno.piu numeri.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 22/05/2026 ore 14:02:35
io preferisco andare da un liutaio bravo tipo Jacaranda e farmi fare uno strumento nel loro stile, se vuoi una strato funzionalmente è una strato ma con tratti unici per non essere una copia spudorata.
Se guardo solo al portafogli c'è anche l'usato. Dal punto di vista di una azienda che ti possano copiare in modo spudorato è inaccettabile, specie se basta cambiare dei dettagli irrilevanti allo scopo finale che è suonare. Poi quando copiano Ducati tutti urlano "cinesata" se copiano Fender sono tutti bravi, proprio non capisco.
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 22/05/2026 ore 15:24:07
Guarda che una jacaranda che l ho anche io,se però trovo una strato che suona come la mia custom shop a metà prezzo e fatta molto bene io la compro,dal negozio regolare,scontrinata,poco mi importa poi delle cause legali di fender,non per cattiveria,ma ci avessero pensato 70 anni fa,ora a me continua solo a sembrare una caccia alle streghe,piuttosto,le facessero pagare quello che valgono e non due volte tanto,che ame personalmente dei dividendi degli azionisti interessa ben poco,scontrino regolare alla mano.sono io che non capisco.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 22/05/2026 ore 15:53:23
dunque, non capisco cosa manca a una "strato" di jacaranda. tu la vuoi proprio uguale uguale, magari con lo sticker fender? Eh mi spiace ma c'è una cosa che si chiama legge. Anche a me piacerebbe scaricare film gratis ma.. ci siamo capiti?
Poi in ultima analisi c'è il rischio che "non ci perde nessuno ma ops è fallita Fender" così poi se vuoi una strato vera, addio. E loro e Gibson hanno rischiato davvero eh. E in fender non ci sono solo gli azionisti, ma chi ci lavora davvero.
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 22/05/2026 ore 16:00:23
Guarda stiamo andando fuori dal seminato,non sono io,non sei te,sono le migliaia di persone che scelgono altri marchi che propongono forme simili,di jacaranda ho una jl One che non c entra nulla con la Stratocaster,io provo nel mucchio,se mi piace compri senza leggere cosa c e scritto,un pensiero va ai lavoratori della.fender,ma.ne va anche uno a quelli italiani che vedono il loro potere d acquisto decimato e qui di giustamente devono pensare a quelli di fender e essere paladini di non si sa bene quale principio....inoltre la storia racconta di fallimenti fender mascherati da vendite ben prima che nascessero copie in ogni dove...sta a vedere che questa caccia alle streghe invece di essere colpa di due artigiani e colpa di scelte aziendali sbagliate......non se ne esce.....
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 20/05/2026 ore 18:44:14
Se fossi Ferrari mi incazzerei non poco se qualcuno copiasse 100% una mia auto per rivenderla con un suo marchio ad una frazione del prezzo.
Allo stesso modo, se sei capace di fare uno strumento meglio dell' originale e di farlo pagare meno, perché devi farlo uguale uguale???
Basta cambiare una linea, un cornetto, la posizione o la placca del jack o del battipenna..
Non ne intacca minimamente la qualità e la funzionalità, anzi, in alcuni casi puoi anche migliorarle.
Altrimenti stai solo sfruttando un design consolidato a tuo solo vantaggio.
E questo al netto del marketing o delle qualità costruttive oggettive dell' originale del quale , francamente, non me ne frega un bel niente..
Rispondi
di Dm7(b5) [user #67151]
commento del 21/05/2026 ore 08:10:12
La scorsa settimana ho preso in mano una Telecaster di produzione HB, per gioco visto che ho una Fender Usa del 2006. La sensazione era quella di avere in mano un'imitazione di una "Telecaster", non una "chitarra elettrica". Il metro di paragone è stato con Squier o Fender, non con "chitarre generiche spa". Il mio amico mi ha detto "prova questa Tele", non " questa chitarra elettrica". Visto poi che Thomann ormai propone chitarre non esattamente a prezzi entry level, ma hanno cominciato anche loro a caricare per bene i prezzi. Forse i produttori dovrebbero aguzzare un po'' l'ingegno. Suppongo che se un marchio di automobile facesse una replica esatta di una 500 (e ci guadagnasse), qualcuno avrebbe giustamente da ridire, al di là del diritto d'autore. La faccenda che quella forma sarebbe "inevitabile" per me è abbastanza discutibile.
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 21/05/2026 ore 12:38:46
Mah,
a mio parere la questione e molto complessa, e come spesso accade il giusto sta in mezzo.
FENDER dovrebbe essere grata a tutti i produttori grandi e piccini che l'hanno imitata e continuano a farlo, perché hanno contribuito a rendere iconico e riconoscibile il suo prodotto. Al punto che nell'immaginario collettivo oggi la Strato è una chitarra, ma la Fender è quella "vera"... e così Fender può permettersi di scendere di qualità o alzare di prezzo (a volte anche le due cose insieme), perché l'originale è solo Fender e chi può se la compra.

Allo stesso tempo mi sono sempre chiesto: ma che gusto c'è a produrre copiando un design altrui?
E non parlo dei prodotti contraffatti (che andrebbero SEMPRE perseguiti e distrutti), ma di decine di produttori, dai grandi industriali agli artigiani che si definiscono "boutique", i quali evidentemente non sono in grado di disegnare un prodotto nuovo.

My 2 cents.
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 21/05/2026 ore 13:14:25
Lo dico anche qua,quando fanno qualcosa di nuovo il mercato non premia....
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 21/05/2026 ore 14:30:10
Lo dico anch'io anche qui:
per forza che copiano, è il progetto (idea, design, concetto... chiamalo come vuoi) perfetto.
È dura inventarsi qualcosa di meglio.
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 21/05/2026 ore 15:42:09
E su questo possiamo essere d'accordo.
Ma un minimo, dico un minimo, per differenziarsi e rendere il proprio prodotto originale e distinguibile!?! Anche un piccolo dettaglio, come hanno fatto in tanti (un corno più scavato, gli spigoli più vivi, le punte più appuntite, il "culo" con un'angolatura diversa... di esempi ce ne sono). E invece no, prendono tutti la dima di Fender e fanno copia&incolla.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 21/05/2026 ore 17:24:36
Io però non ho capito. Suhr ha ricevuto sta benedetta lettera? E Tom Anderson? E ESP? Se la risposta è no, ok. Se la risposta è sì, allora mi chiedo: perché? Loro le variazioni le hanno introdotte.
Io non ho antipatie preconcette né per Fender né per Gibson né per tutti gli altri, mi piace solo capire bene.
Se poi ti chiedi perché ci sia qualcuno che la realizza identica in tutto, beh, questo è perché finora è stato lecito (e ancora lo è). E se una cosa è lecita, stai tranquillo che uno che la fa lo trovi sempre.
Ma su questo non mi esprimo, perché non conosco bene la dimensione esatta della faccenda e le sue implicazioni. Una cosa che invece evito di fare è generare confusione mettendo in mezzo il discorso prezzi/qualità degli strumenti con questa azione legale. Se un po' di youtuber vogliono cogliere l'occasione per cavalcare l'onda di chi aveva il dente avvelenato già da prima e e di chi trova un'altra occasione per sfogarsi, non apprezzo per niente.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 21/05/2026 ore 18:08:02
No, nessuno per adesso di quelli che dici tu si è esposto sulla questione. Il che è abbastanza eloquente.

Aggiungo anche che coloro che si sono stracciate le vesti su YouTube sono praticamente gli stessi dei videolini del tipo:”…UNA STRATO A META’ PREZZO?!?!” e giù a fare vedere chitarre cinesi che sovente sono un gradito omaggio da parte del produttore…
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 21/05/2026 ore 19:04:40
Tra gli YouTubers che hanno messo in luce il problema c’è Phillip McKnight che stimo moltissimo. Nel suo canale risulta sempre molto obiettivo nelle recensioni degli strumenti e i suoi video sono sempre tesi a supporto del consumatore. Altri come Rhett Shull nel passato hanno avuto proprio sponsorizzazioni da Fender. Poi ovviamente partito il can-can mediatico si sono accodati anche al personaggi più opachi (quelli appunto della Strato Cinese uguale alla Custom Shop) per fare visualizzazioni. Ma in fondo ci sta. In ogni caso credo che gli YouTubers esprimano un sincera frustrazione che molti hanno avuto apprendendo la notizia, in quanto ritengono (come me) che -se passa la linea di Fender- non sia una cosa buona in generale per i consumatori. Poi ovviamente capisco che si possa avere un'opinione completamente contraria.
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 21/05/2026 ore 18:20:22
Stando a chi ha letto stralci di lettera (vedi commento sopra: vai al link ) Quelle simili ma non identiche non disturbano.
Nemmeno io ho antipatie. Anzi, ho sempre ammirato Fender per essere riuscita a mettere una strato in mano a tutti. Però se comincia con queste ripicche legali, evidentemente gran parte dell'etica degli albori si è persa per strada.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 21/05/2026 ore 19:52:29
Agli albori (e finché c’era lui), l’azienda era tutt’altro che etica. Se leggi una delle tante biografie (fra tutt’e quella scritta dalla seconda moglie), ci sono storie da fare accapponare la pelle, eticamente parlando…
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 22/05/2026 ore 02:17:4
Mi documenterò, grazie.
Comunque l'argomento dell'articolo è ristretto alla tutela del design delle chitarre Fender, design col quale han lasciato fare ciò che volevano a cani e porci per 70 anni.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 22/05/2026 ore 08:14:57
Certamente, quel che dici è vero, ma bisogna contestualizzare l’epoca in cui sono state “inventate” le chitarre di cui parliamo. Quando uscì la Stratocaster, fu in pratica una scommessa vinta: l’archetipo della chitarra elettrica a quei tempi era la archtop da jazz, le solid body erano viste come una stranezza nelle mani di pochi musicisti eclettici, specialmente in ambito country che era il vero target di riferimento di Fender (non parliamo poi di quelle colorate…). Nessuno in azienda pensava di dover brevettare la forma del body, in pratica il fenomeno dei cloni non era neanche immaginato e difatti sarebbe apparso solo negli anni ‘70. Leo Fender era un elettrotecnico ed un inventore e ciò che gli premeva era difendere le sue invenzioni, non certamente mettersi a questionare sulla forma di uno strumento che - per lui - poteva anche essere un asse di legno con le corde.
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 21/05/2026 ore 17:52:08
Per poi sentirsi dire,bella ma la paletta non mi piace....ripropongo un quesito,come mai esistono amplificatori identici alla Plexi anche di costruttori molto famosi?perché il chitarrista se.non vede un pannello dorato e un mobile fatto così non compra(intendo nei grandi numeri).
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 21/05/2026 ore 18:22:4
Intendi che suonano come una Plexi oppure che ne copiano le forme? Perché qui si sta parlando di design, non di funzione. Fender non può vietarti di costruire una chitarra con lo stesso feeling e suono della sua strato, ma "vorrebbe" che non se ne copiasse la forma.
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 21/05/2026 ore 21:33:21
Intendo come estetica....serve fare nomi?
Rispondi
di BlackCat [user #59512]
commento del 22/05/2026 ore 02:14:10
No no, ci siamo capiti 😁
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 22/05/2026 ore 14:07:38
prova a pensare non alle chitarre ma alle caffettiere. La moka bialetti così la può fare solo bialetti. eppure il mondo è pieno di caffettiere che funzionano identicamente ma hanno forme diverse. Se in cina fanno una caffettiera identica alla bialetti ecco che "ci copiano". Perchè difendere l'indifendibile? La scusa del "piccolo produttore": amico piccolo produttore fai qualcosa di diverso, ci si lamenta che Fender non innova, e poi il risultato è la copia esatta della strato. Ci decidiamo?
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 22/05/2026 ore 15:26:48
Il piccolo produttore nasce da una richiesta di mercato,nessuno si inventa niente,evidentemente parecchi si sono stancati di provare decine di fender per trovare quella buona...e poi pagarla il doppio,ripeto,io non sono me azionista fender,be un produttore di chitarre e nemmeno un legale,sono un consumatore che liberamente e lecitamente acquista ciò che poi gli conviene,pagassero a me il doppio dello stipendio per fare le stesse cose avrei tempo da perdere in cause legali.....e invece non ne ho.
Per la cronaca,ho appena comprato una pacifica Telecaster della Yamaha,lavorare così in fender......sarebbe già più credibile come storia,poi se vogliamo fare le ruote quadrate per essere diversi accomodatevi.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 22/05/2026 ore 15:59:04
ma mi stai dando ragione: la Pacifica non ha problemi perchè non è una copia 1:1. basta quello.
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 22/05/2026 ore 16:03:11
Ma quanti marchi fanno copie uno a uno?cioè stiamo facendo la guerra a due artigiani???davvero?
Fa già ridere così.ma ripeto ne io né te siamo parte in causa,io per il momento continuo a comprare con l.orecchio e con il portafogli,quando sarò amministratore delegato mi preoccuperò di cause legali.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 22/05/2026 ore 16:41:37
stai scherzando? ce ne sono una pletora di "piccoli artigiani" che fanno copie con tanto di logo. Se passasse la linea opposta stai tranquillo che le Chibson diventerebbero ancora più onnipresenti. E non dirmi che già oggi mancano eh. Ci sono interi gruppi facebook su sta roba dai
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 22/05/2026 ore 16:57:2
a volte sembra che si parli dei piccoli artigiani come se fossero la piccola fiammiferaia...
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 22/05/2026 ore 17:11:59
quando poi non prendono i manici su aliexpress peraltro.
La verità è che i liutai bravi che vedo in Italia non imitano 1:1 ma provano a trovare una loro identità.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 22/05/2026 ore 18:12:03
Che poi è quello che fanno anche i destinatari delle letterine di cui sopra, che sovente usano manici Warmoth
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 22/05/2026 ore 19:22:29
si perchè poi per dirla tutta molti di questi "liutai" sono assemblatori che appunto prendono manici da una parte, body dall'altro pickup ovviamente di nome (duncan, lollar..) che fa pure figo etc.

oppure al lato opposto dello spettro, i miei preferiti, quelli che fanno una les paul che costa più di una murphy aged. Genio.
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 22/05/2026 ore 21:47:29
Guarda che io non produco,ne faccio parte della fender,io sono un consumatore che paga moneta sonante,e se un prodotto e legale sono libero di comprarlo,saranno cavoli loro le cause legali.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 22/05/2026 ore 14:12:36
per risponderti: esistono ampli "uguali" (poi da vedere se davvero uguali o ricordano solo) fino a che per dire Marshall non manda cease and desist. Se anche ne hanno gli estremi ma valutano sia inutile perchè non erode il loro mercato, non mandano ma non significa sia tutto a posto. E' basato sull'iniziativa della singola azienda. Gibson attaccò PRS per le sue Single Cut e poi si accordarono e di certo non sono 100% sovrapponibili a una les paul in nessun aspetto.
Rispondi
di Max1109 [user #67285]
commento del 22/05/2026 ore 15:32:15
Non devi convincere me,io non produco,io consumo,e da consumatore scelgo liberamente cosa acquistare scontrino alla mano,Fender Marshall e Gibson possono fare tutte le cause del mondo,a me in tasca non entra e non esce nulla,non capisco volersi arrovellare in cause fuori dalla.portata di chiunque....
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 22/05/2026 ore 16:00:37
Non ti sto convincendo, ti sto spiegando. Non è che arriva la guitar police, è lasciato all'iniziativa privata. Se domani Marshall fa causa a qualcuno se ne parla. Magari la vince, magari la perde.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 22/05/2026 ore 13:26:26
Segnalo questo video di un avvocato che secondo me spiega credo in modo molto chiaro il contesto legale in cui si inserisce l'azione di Fender: vai al link
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 22/05/2026 ore 18:08:27
Aggiungo anche che la “leggendaria qualità costruttiva di prima” è - appunto - leggendaria. Il QC odierno di qualsiasi azienda che produce chitarre industriali (e Fender è sempre stata una fabbrica di chitarre, non un laboratorio di liuteria…) è assai più accurato che nella “golden age”. Soltanto che all’epoca si produceva una frazione di quanto si produce adesso, ed una “banale” stratocaster costava in proporzione un qualche stipendio di un impiegato medio…
Rispondi
di Pippos74 [user #62329]
commento del 23/05/2026 ore 09:18:13
Fender fa bene a difendere il suo brevetto! Il contour body è una innovazione che è stata realizzata negli anni 50 e ci sono decine e decine di marchi più o meno sconosciuti che se ne sono appropriati indebitamente! Mi chiedo perché Gibson non faccia altrettanto con le copie della sua Les Paul! Forse perché il creatore di quella idea non era uno dei proprietari dell’azienda…
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 23/05/2026 ore 09:59:47
L'hanno fatta, eccome se l'hanno fatta... Gibson vs. PRS e Gibson vs. Dean
Rispondi
di Pippos74 [user #62329]
commento del 23/05/2026 ore 10:43:03
Non mi sembra però, che la Fender sia andata contro alla PRS per la somiglianza della loro Silver Sky con il body della Stratocaster.. o mi sbaglio?
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 23/05/2026 ore 11:16:06
Perché, come ho scritto prima, la Silver Sky assomiglia alla Stratocaster come io a Rocco Siffredi… la lettera C&D è stata indirizzata solo ad aziende che producono copie IDENTICHE della Stratocaster
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 30/05/2026 ore 06:29:38
PRS ha appena confermato di aver ricevuto la lettera per la Silver Sky... vai al link
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 29/05/2026 ore 11:02:20
In realtà a quanto pare sì, è storia di ieri.
Rispondi
di geomiezzi [user #6766]
commento del 23/05/2026 ore 10:09:02
Faccio i complimenti a tutti coloro che, in un modo o nell'altro, hanno spiegato dal punto di vista giuridico legale questa annosa diatriba. La fender non è la prima volta che cerca di proteggere il marchio e design. Non so se qualcuno ricorda la penosa vicenda della "Vender". Era una piccola industria che aveva avuto l'ardire di coniare un nome troppo vicino alla Fender. Citata in giudizio l'hanno massacrata. Si dice che fuori dal tribunale c'erano decine di strumenti che venivano venduto al banco per far fronte alle spese legali. Io ne avevo vista una (in italia) niente male ma non l'ho presa per miei motivi. Io sono abruzzese e ho avuto modo di provare delle chitarre simil strato e simil Les Paul prodotte dalla Jim Reed di Boiano (CB). Erano corpi simili alle originali ma con curve diverse. Probabilmente il sig Jim Reed (al secolo Gaetano Iannotti) aveva già subdorato qualcosa e si era messo al sicuro...
Non so se e come alla Fender possa giovare questa vicenda.
Rispondi
di Pippos74 [user #62329]
commento del 23/05/2026 ore 10:42:22
successe con una chitarra prodotta proprio dal creatore della strato, una G&L Asat, che ricordava la Telecaster e che Leo Fender battezzò con il nome di Broadcaster: Nel 1985 si vide di dover ritirare il progetto per dispute legali. La copia legale di un qualsiasi prodotto non esiste.. c'è solo la contraffazione !
Rispondi
di skizz0 [user #180]
commento del 23/05/2026 ore 11:23:4
Sono secoli che non scrivo qui, ma in questo sabato mi è venuta voglia di dire la mia.
Ho letto di prezzi esagerati degli ultimi listini, se siete disposti a pagar dai 2000 € o più per uno strumento, rivolgetevi a un liutaio locale (o meno locale), avrete uno strumento dal valore aggiunto.
Io ero un "fanatico" di un' altro marchio famoso, ma solo per quel marchio/logo sulla paletta.
26 anni fa ho avuto l'occasione di acquistare in seconda mano uno strumento di liuteria italiana, di un piccolo e modesto liutaio (ho pure letto un' articolo a suo riguardo qui su accordo).
Beh, dopo anni e anni son riuscito a trovare la sua e-mail per scrivergli giusto un complimento....
lo so, i likes non ti danno da mangiare, ma mi auguro almeno di avergli scaldato il cuore.
Allo stesso tempo ho una chitarra di backup che era un modello scadente ed economico della metà degli anni '90... ma settata a dovere fa il suo lavoro da paura.

Dunque, so che sono andato fuori tema, ma trovo inutile costernarmi e indignarmi per l'azione di un "privato" che cerca di aumentare gli introiti, specialmente dopo 72 anni di tolleranza.

"Non ragioniam di lor, ma guarda e passa" la riadatterei nel nostro caso in : Non ragioniam di loro, ma guarda e suona senza guardare a logo sulla paletta.

Grazie per l'attenzione e per favore, non rispondete: raramente sono online, ma mi trovate spesso tra una chitarra e un' amplificatore.
Buon weekend.
Rispondi
di Matteo Barducci [user #29]
commento del 23/05/2026 ore 21:03:47
Stai scherzando, spero…

Ancora con questa storia delle Jim Reed “chitarre di liuteria italiana”?
Rispondi
di marcoguitar [user #15320]
commento del 23/05/2026 ore 13:28:30
In Cina sono diventati tutti gialli dalla paura. Capirai cosa gliene frega. Continueranno a fare quello che vogliono. Sono tutte meglio delle fender normali. Solo le custom sono di buon livello ma a quel prezzo compri delle copie migliori e ne compri due, una col manico in acero e una in palissandro. Fender si è adeguata al trend-Trump ma i musicisti non votano e li manderanno a f. Una classica americanata che li farà vendere meno. Prevedo un grosso successo delle Henry
Rispondi
di xavier [user #9768]
commento del 24/05/2026 ore 13:00:18
Aggiungo che per il regime comunista ( ...non so se Cina e Russia si possano a tuttoggi considerarsi tali! ) non esiste o meglio non rispettano il diritto d'autore o copyright che dir si voglia in quanto per loro tutto è di tutti ( lo esprimo alla pene di segugio ! ). Per cui non so se rispettino ciò che sentenzia un tribunale Usa o nel resto del mondo. Ad esempio si è visto che le fotocamere russe e cinesi, Zorki e Pentacon ma altre ancora, erano copie delle fotocamere tedesche, così come le Prinz erano copie delle NSU o viceversa non ricordo! Dunque quanto potranno avvalersi statunitensi e occideltali in genere, delle loro imposizioni, se ancora questi diritti non saranno riconosciuti.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 24/05/2026 ore 15:58:24
Mi veniva in mente una piccola riflessione conclusiva. In Giappone è perfettamente legale fare copie perfette delle chitarre Gibson -e credo anche Fender-, inclusa la paletta. Infatti Gibson ha aspettato troppo tempo per fare causa legale ai produttori locali e una decisione del tribunale nel 2000 ha determinato che la forma era diventata generica. Queste chitarre però non possono ovviamente essere commerciate laddove Gibson o Fender hanno ribadito i loro diritti per tempo.

Cioè in conclusione, in molti post di chi difende l'azione di Fender viene dato per scontato che il trademark sulla forma di uno strumento (o di ogni altro prodotto) sia un diritto sacrosanto di in produttore. In realtà dal punto di vista legislativo se un produttore vuole mantenere quel diritto e non far scivolare la forma nell'uso comune deve assicurarsi di aver agito nel tempo a propria tutela. Da un punto di vista storico, Fender (qualunque siano le ragioni) questo non lo ha fatto per diversi shapes dei suoi strumenti. La sentenza tedesca è abbastanza problematica per garantire a Fender di recuperare tale diritto all'esclusività perché 1) si basa, come abbiamo visto, sul principio del copyright e non sul trademark 2) La sentenza è stata favorevole a Fender perché la ditta cinese non si è presentata in tribunale, ma questo pone delle precondizioni alla applicazione sul larga scala del giudizio. Ovvero non è scontato che se Fender cita un tribunale un'altra ditta e questa si presenti non possa cambiare l'esito del verdetto. In oltre il verdetto è limitato alla sola Europa 3) Non si può ignorare che dagli anni 70 è nata un'industria sulla customizzazione della Strato (produzione ad esempio di corpi di ricambio anche da parte di produttori artigianali), sono nati i produttori boutique etc.
Tutto questo rappresenta una ricchezza per il mercato e la cultura degli strumenti musicali e per i musicisti e consumatori. Fare tabula rasa di tutta questa tradizione non è secondo me una cosa buona per l'industria in generale. Inoltre credo che nella realtà la Fender non perda assolutamente nulla di introiti. Ormai tutti i chitarristi hanno più di uno strumento. In molti casi, una chitarrista la Fender originale la compra a prescindere, poi magari per curiosità o per avere qualcosa di diverso si prende anche la LsL o qualche altro strumento alternativo. Riguardo al discorso di chi dice "va beh, basta cambiare i dettagli", secondo me il discorso è appunto che dagli anni 70 c'è un mercato di versioni alternative, piccoli liutai che hanno basato il loro lavoro su quello shape.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 25/05/2026 ore 08:46:31
Zabu, il tuo commento è molto preciso e a mio parere condivisibile, però siamo sempre lì: basta cambiare qualcosa dello shape e si è al riparo da problematiche legali? Se sì, allora dov'è il problema? Non c'è, e in questo caso sì che si arricchisce il mercato e la cultura degli strumenti musicali. In caso negativo, se uno pretende di fare la copia perfetta, non mi sembra si arricchisca nulla per la comunità dei musicisti se non le tasche dell'imitatore pedissequo. Dopodiché ragiono ad alta voce ma senza prendere posizione su questo perché sulle questioni legali io pretendo sempre di conoscere tutti i dettagli prima di esprimermi.
Quello che io invece contesto dal primo istante è la tentazione di alcuni (ancora peggio se sono youtuber e hanno un pubblico che dovrebbero rispettare) di sfruttare questa notizia per parlare d'altro e fare il solito attacco demagogico a Fender, così come si fa con Gibson.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 26/05/2026 ore 05:27:15
Io vedo almeno un paio di problemi. Se si riconosce la validità della sentenza statunitense del 2009 la Fender quel diritto alla esclusività dello shape l'ha persa. Se io sono un piccolo produttore perché dovrei rinunciare a l'utilizzo di quello che è diventato patrimonio comune? L'altro aspetto è immanentemente pratico. La Fender nella lettera ha fatto richieste abbastanza allucinanti tipo: distruzione degli strumenti già prodotti, segnalazione dei distributori europei/negozi a cui sono stati inviati gli strumenti, quantificazione del valore degli strumenti (immagino al fine di quantificare l'eventuale danno in cui Fender sarebbe incorsa). Mettiamoci anche che poi i produttori vogliano togliersi il problema una volta per tutte e decidano di passare a uno shape lievemente diverso. Significa fermare la produzione, cancellare ordini, ridisegnare le dime per i body e per i battipenna. Insomma non sono cose da poco anche dal punto di vista economico. Tutto questo poi sulla base di una decisione presa dal tribunale tedesco fondamentalmente per la mancata costituzione della parte citata al processo. Insomma questa storia è tutta ancora da scrivere.

Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 26/05/2026 ore 10:17:09
Non mi infilo nella questione legale perché ha troppi profili aperti e da chiarire meglio. Vedo troppa fretta in tanti commentatori ed è una fretta che puzza di astio e rancore (che o colpisce Fender o colpisce Gibson). D'altra parte uno può scrivere quello che vuole in una lettera, ma poi può anche chiudere una vicenda in modo extragiudiziale con un accordo privato.
Come dici bene tu, questa storia è ancora tutta da scrivere. Concordo totalmente, ed è per questo che non mi affretto a trarre conclusioni. Anche perché si è generata una grande confusione in cui sono convogliate questioni spesso poco attinenti. Sappiamo bene che uno dei fattori di malumore verso il mercato USA* sono i prezzi, vista l'inflazione che da sei anni ci sta massacrando. Quando vedi i prezzi (di tutti i beni) schizzare su anche del 30-40-50% non per un incremento di qualità o di fascia, ma per un incremento dei costi che si sommano nel prezzo finale (che è dato in modo sostanzioso anche dal ricarico del distributore e del negoziante, i quali a loro volta scaricano l'inflazione sull'acquirente finale), è ovvio che il malumore cresca sempre più, e allora ecco che parte la ricerca al difetto e la ricerca di un'alternativa, e se poi arriva anche una lettera che ti vuole bloccare l'alternativa che ti sei cercato o comunque inasprisce il clima intorno alle alternative... come vuoi reagire? Di certo, non mettendoti comodo ad aspettare di vedere gli sviluppi, ma piuttosto con una certa rabbia che già covava.
*ho scritto mercato USA perché una superfetta di questo mercato è costituita da Fender e Gibson. Le lamentele verso il fatto che una Suhr classic sia passata da 2500 a 3600 euro, una modern plus sia passata da 3300-3500 a 4600-4900 euro, una ESP USA da 4000 a ben oltre 6000, una PRS cu24 altrettanto, e tutto ciò in pochissimi anni (mentre prima, quando l'inflazione era sotto controllo questi incrementi li vedevi in trent'anni), è ovvio che sono completamente minoritarie e molto meno sbandierate nei commenti, per ovvi motivi.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 26/05/2026 ore 12:26:0
Condivido pienamente le tue riflessioni. Effettivamente è un periodo in generale difficile per l'economia e come dici tu evidentemente questa questione è andata a colpire sui i nervi già scoperti delle persone (intendo i chitarristi ovviamente). Riguardo i prezzi degli altri marchi più di nicchia, credo purtroppo sia inevitabile che -volenti o nolenti- si adeguino a certe strategie di mercato, anche per non dare la percezione che il loro prodotto sia di una fascia più bassa rispetto alla concorrenza. D'altro canto, vivendo negli States, ti posso dire che l'inflazione ha raggiunto veramente livelli di guardia e anche il costo del lavoro è diventato (di conseguenza) molto alto. Insomma ci sono varie cause. Una sicuramente la strategie commerciale dei grandi marchi che hanno puntato alla esclusività dei loro prodotti made in USA e scientemente fatto salire i prezzi; d'altro canto l'inflazione non ha certamente aiutato.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 27/05/2026 ore 20:51:50
Intanto ci sono novità:
vai al link

“The focus is on products that completely replicate the exact body design”
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 27/05/2026 ore 21:13:18
Bene, almeno un aspetto è stato chiarito, anche se il nocciolo della questione rimane. Vedremo che succederà, cioè se i piccoli produttori ingoieranno la pillola o (forti anche della sentenza del 2009) non combatteranno in tribunale.
Rispondi
di diumafe [user #17831]
commento del 25/05/2026 ore 11:02:05
*** È sempre consigliabile ascoltare e visionare quante più informazioni possibili, così da arrivare a formulare un pensiero stratificato e approfondito.***

Ma "stratificato" si può dire senza incorrere in rischio di denuncia? :-D
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 26/05/2026 ore 05:32:43
Effettivamente secondo me il rischio c’è... 🤣
Rispondi
di PaoloPunzo [user #46110]
commento del 29/05/2026 ore 11:49:1
Perché contiene la parola "strat" o perché contiene la parola "fica"? ;-)
Rispondi
di ludusus [user #2549]
commento del 29/05/2026 ore 23:07:29
Attenzione però a non confondere la Stratocaster con la stratocasterità. Perché la prima è un oggetto industriale, mentre la seconda è una condizione dello spirito. Quando una forma supera la propria funzione entra inevitabilmente in una dimensione metaliuteristica nella quale il concetto di copia perde significato. Se una Super Strat copia una Strat che a sua volta è stata reinterpretata da una Strat diversa dalla Strat originaria, siamo sicuri che la copia non sia in realtà l’originale che si manifesta in forma differita? Io qualche dubbio ce l’ho. E credo che Leo Fender, da qualche parte, stia sorridendo senza prendere posizione.
Rispondi
di Tex Mex [user #62079]
commento del 31/05/2026 ore 14:55:03
Fa piacere ritrovare tutti o quasi i vecchi iscritti di Accordo.it sotto questo articolo. Io sono un vecchio accordiano e un grande estimatore della Stratocaster. Amo la Fender e per me questa storia è molto interessante…sono curioso di sapere come andrà a finire.
Saluti.
Bill1975
Rispondi
Altro da leggere
Cinque nuove finiture e pickup aggiornati: torna la Harley Benton ST-Modern HH
La paternità della forma Stratocaster
Dal 1951 a oggi, Fender festeggia il Precision Bass con una collezione anniversario
Bilt e JHS trasformano la celebre demo guitar di Josh Scott in un modello signature
La signature di John Petrucci torna in versione “royal”: Music Man Majesty Premium Select
Misha Mansoor ha finalmente la sua signature a 8 corde: ecco la Juggernaut ET8
Articoli più letti
Seguici anche su:
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster




Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964