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La paternità della forma Stratocaster
La paternità della forma Stratocaster
di [user #16055] - pubblicato il

Le lettere di diffida inviate da Fender a costruttori e rivenditori riaccendono una discussione che divide il mondo della chitarra: dopo oltre settant'anni, la forma della Stratocaster può ancora essere considerata una proprietà esclusiva oppure è ormai entrata nell'immaginario collettivo della musica? Un intervento della community riflette sul ritardo con cui Fender ha deciso di intervenire, sul fenomeno delle copie e sul delicato equilibrio tra tutela del marchio e libertà progettuale.
Il "caso Cease and desist" di Fender ha ovviamente mosso mari e monti, ha fatto parlare un po' chiunque. Naturalmente ha lasciato diverse tracce anche nella community di accordo.it. Sfruttiamo quindi il più recente tra i tanti exploit (scritto da TidalRace) per rilanciare la discussione e dare modo a nuove opinioini di emergere.
Allo stesso tempo segnaliamo per completezza d'informazione anche la lettura dei seguenti topic. Li elenchiamo in ordine cronologico discendente:


01/06/2026 - Aggiornamento sulle lettere "cease and desist" Fender di zabu
19/05/2026 - Cease and desist: la forma della Stratocaster appartiene ancora a Fender o è diventata patrimonio comune? di redazione
19/05/2026 Fender, nuova azione legale di onlyfender
18/05/2026 Fender invia lettere di diffida a produttori e rivenditori dopo la sentenza di Düsseldorf di zabu

Dopo aver letto diversi articoli sulle diffide inviate da Fender ad altri produttori di chitarre elettriche, piccoli e grandi, per la cessazione immediata delle copie di Stratocaster e la distruzione di quelle già prodotte, ho pensato di dire la mia.
Premesso che il discorso dovrebbe essere aperto anche a copie di Telecaster, Jaguar, Jazzmaster, Jazz Bass e Precision Bass solo per restare in casa Fender, è innegabile che la forma Stratocaster rappresenti da sola una grande fetta del mercato delle copie.
Torniamo all’anno di nascita della Stratocaster, il 1954, certamente in quel periodo Leo Fender era più impegnato a far conoscere il nuovo prodotto, che ha seguito la Telecaster di tre anni, piuttosto che preoccuparsi di tutelare la forma della sua creatura e tutto questo, fino al 1966, anno della vendita della sua azienda alla CBS, non fu mai un problema visto che il mercato delle copie era allora inesistente.

Negli anni ‘70 però molte nuove aziende soprattutto giapponesi iniziarono la loro opera di replicare questi strumenti non solo di casa Fender, insieme ad altri più originali. Il motivo apparentemente semplice era quello di dotare il mercato interno di strumenti che fossero immediatamente riconoscibili ai chitarristi senza che questi dovessero spendere troppo per uno strumento importato dagli USA, di difficile reperibilità e con dazi enormi. Probabilmente anche in casa Fender by CBS questo non era all’epoca un problema. Il mercato di tutto il mondo voleva le forme dei marchi americani perché i musicisti da seguire e imitare erano quasi tutti americani. A riprova musicisti inglesi come Paul McCartney, che ha usato bassi Hofner per una buona parte della sua carriera, ha aiutato non poco le vendite di quel modello, senza che quel particolare basso fosse superiore ad altri modelli.
Tutto questo fino al 1982 con Fender-CBS che perdeva costantemente qualità e quote di mercato non poteva certamente spingerla a intentare cause contro i produttori di copie, avendo problemi interni molto più importanti e difficili. Ed erano già passati quasi 30 anni.

Ma è con l’avvento delle macchine a controllo numerico, l’arrivo di altri asiatici, Cina, Corea, Taiwan, Indonesia ad incrementare enormemente la produzione di copie spudorate di Stratocaster. Forse era in questo periodo di rilancio tra gli anni ‘80-’90 che Fender avrebbe dovuto tutelarsi sulla forma non solo della paletta, ma anche del corpo, da queste copie.
Non esiste nessun altro caso industriale, di mia conoscenza, che associ una forma di un oggetto, in questo caso la Stratocaster, ad un’infinità di produttori di tante nazioni diverse, come anche la longevità di un prodotto, nato probabilmente bene, ma poi progredito poco. Altri casi di prodotti industriali che sono rimasti quasi tali e quali a come furono creati, sono pochi, la penna BIC, la caffettiera moka inventata dal signor Bialetti, fino ad oggetti di uso quotidiano ma ancora più semplici.
Lo stesso Leo Fender durante la collaborazione con Music Man e il successivo sodalizio con l’amico di sempre George Fullerton, progettò modelli che si ricordavano le proprie antenate ma avevano le loro innovazioni e caratteristiche proprie, probabilmente per non incorrere in problemi legali.

Credo che si possa e si debba disegnare nuove forme e nuove configurazioni, molti marchi lo hanno già fatto, basti pensare a PRS, giusto per fare un nome, non vivere di rendita come sta facendo Fender da una vita, ma questo dovrebbe essere auspicabile per tutti i produttori. Tra l’altro con i computer, gli studi sulla postura e sull’ergonomia si farebbero sicuramente forme migliori e più comode.
Immaginate cosa succederebbe se venisse copiata un automobile di un marchio Premium (qualcuno ha detto tedesca?) da un altro produttore magari cinese facendola arrivare sul mercato ad un terzo del prezzo. Mi state dicendo che già succede?
approfondimenti chitarra elettrica chitarre elettriche fender stratocaster
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