Dopo aver riportato in catalogo la Victory nel 2024, Gibson compie un ulteriore passo nell'evoluzione del modello introducendo una versione dotata di Floyd Rose, apparentemente una delle modifiche più richieste dai chitarristi fin dal ritorno sul mercato del modello. La Victory nasce originariamente alla fine degli anni Settanta come tentativo di Gibson di intercettare gusti e tendenze differenti rispetto a quelli associati ai suoi modelli più tradizionali, ma l'esperimento ha vita breve e il modello esce presto di scena. Che oggi le chance di successo siano maggiori?

Costruita nello stabilimento Gibson di Nashville, la nuova Victory Floyd Rose abbina un corpo in mogano a un top in acero figurato e adotta un manico in mogano con profilo SlimTaper. La tastiera è in ebano con 24 tasti e un compound radius da 10" a 14", mentre la scala da 25,5" che caratterizza la Victory ha sempre rappresentato una scelta diversa rispetto ai 24,75" tradizionalmente legati al nome Gibson.

La Victory si evolve, Gibson introduce il Floyd Rose sulla sua solid body più moderna

Il protagonista dell'aggiornamento è naturalmente il ponte Floyd Rose, introdotto proprio in risposta alle numerose richieste ricevute dagli utenti (a detta del brand). La dotazione comprende inoltre un capotasto Graph Tech, meccaniche Grover Mini Rotomatic e controlli Volume e Tone con manopole Top Hat nere. Sul fronte elettronico si trova invece una coppia di humbucker 80s Tribute Zebra con un selettore a tre posizioni. I controlli push/pull consentono sia lo split delle bobine sia la selezione delle bobine interne o esterne quando i pickup vengono utilizzati in modalità single coil.

Tre le finiture disponibili: Iguana Burst, Translucent Ebony Burst e Deep Ocean Burst. Con questa nuova configurazione, la Victory si rivolge ancora più direttamente al territorio che negli anni Ottanta era dominato da marchi come Charvel e Kramer, e lo fa con un prezzo di listino di €2.799,00.

Ulteriori informazioni: www.gibson.com