Il wah è uno degli effetti più immediatamente riconoscibili della storia della chitarra, ma gli esemplari vintage non sono sempre compagni di viaggio accomodanti. Prezzi elevati, manutenzione e rumori indesiderati possono trasformare il fascino dell’epoca in una relazione piuttosto impegnativa, ma aon il nuovo WahWah, Behringer prova a recuperare quella voce senza ereditarne necessariamente tutti i capricci.



Il nuovo pedale della serie vintage del brand adotta un circuito interamente analogico costruito attorno a un induttore halo, componente associato ai wah della seconda metà degli anni ’60, con l’obiettivo di ottenere una gamma media pronunciata e "vocale" (per quello che questo può significare). A determinare la progressione dello sweep contribuisce un potenziometro con una curva che Behringer ha tarato per una risposta graduale, pensata per passare da ritmiche funk a escursioni più aggressive senza bruschi salti di frequenza. 

Seguendo il trend più recente, il WahWah presenta un ingombro ridotto, più semplice da inserire nelle pedalboard, e la superficie gommata prova ad assicurare un buon grip sotto il piede, mentre il LED laterale permette di verificare immediatamente lo stato dell’effetto (dettaglio banale soltanto finché non ci si ritrova sul palco con un qualsiasi wah inserito per sbaglio). 
Il wah vintage secondo Behringer costa meno di 100 euro

Il Behringer WahWah è già disponibile al prezzo indicativo di €98,00, una cifra che lo colloca tra le alternative economiche ai wah di stampo vintage e parecchio lontano, almeno nel prezzo, dalle interpretazioni boutique.

Ulteriori informazioni: www.behringer.com

Il wah vintage secondo Behringer costa meno di 100 euro