Il blues si insegna male quando lo si riduce a tre box di pentatonica e a una raccolta di lick da spostare lungo il manico. Improvvisare il blues alla chitarra parte da un’idea più solida: prima di cercare la libertà occorre conoscere il linguaggio, ascoltarne gli accenti e capire perché una frase funziona in un determinato contesto. Nella seconda edizione pubblicata da Volontè & Co., John Wheatcroft organizza oltre duecento pagine come una mappa storica e stilistica della chitarra blues. La materia procede per epoche, aree geografiche e trasformazioni del genere, ma non assume il tono di un saggio. Ogni riferimento deve produrre musica e viene inserito in una struttura ricorrente: inquadramento, studio completo, analisi nel “Checkpoint”, esercizi e, dove previsto, lavoro ritmico.

Il blues tra ascolto, tecnica e improvvisazione secondo John Wheatcroft

Questa regolarità rende il volume consultabile nonostante la quantità di materiale. Wheatcroft non accumula trascrizioni per incoraggiare l’imitazione, ma scompone il modo di suonare in elementi riutilizzabili. Tecnica, articolazione, dinamica, ritmo e costruzione della frase diventano parti dello stesso discorso. Anche quando il punto di partenza è lo stile di un musicista riconoscibile, la destinazione resta un vocabolario personale. Notazione tradizionale, tablatura, diagrammi e tracce audio lavorano insieme, ma l’autore chiarisce che lo spartito non può riportare completamente vibrato, intensità, attacco e gestione del tempo: l’ascolto non è quindi un accessorio, ma parte del metodo. I soli possono essere studiati integralmente oppure “spiluccati” per isolarne le idee; le basi permettono poi di rimettere subito quel materiale in circolo attraverso l’improvvisazione.

John Wheatcroft ha le credenziali adatte per tenere insieme palco e aula: insegna chitarra al BIMM di Londra e alla University of West London, ha scritto per riviste specializzate e suonato con musicisti quali Billy Cobham, Frank Gambale, Carl Palmer e John Jorgenson. Questa doppia esperienza emerge nella concretezza delle spiegazioni, sempre legate a un risultato musicale.

Il blues tra ascolto, tecnica e improvvisazione secondo John Wheatcroft

Non è però un manuale per chi prende in mano la chitarra per la prima volta, questo è bene ribadirlo, perché la mole e la necessità di coordinare lettura, ascolto e pratica richiedono già un minimo di controllo dello strumento. La struttura può inoltre apparire scolastica a chi cerca risultati immediati, ma il rifiuto delle scorciatoie è anche il suo pregio maggiore.
Per il chitarrista intermedio, e per quello esperto che desidera riordinare conoscenze acquisite in modo frammentario, Improvvisare il blues alla chitarra funziona meglio come percorso da frequentare nel tempo che come libro da consultare in fretta e furia. Il suo insegnamento di fondo è antico e ancora valido: ascoltare, imitare, comprendere e soltanto dopo trovare la propria voce.

Ulteriori informazioni: www.volonte-co.com