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Potenziometri e condensatori
di [user #52] - pubblicato il

I comandi di tono e volume sulle chitarre sono generalmente sottovalutati. Spesso il volume è tenuto a manetta, e il chitarrista agisce solo sui pedali per variare il livello sonoro. I toni poi ... come se non esistessero! Eppure quelle manopoline possono dare un grosso aiuto a variare tono e volume (sono lì per questo!), e ad ottenere una vasta gamma di sfumature soprattutto nei suoni puliti e senza l’uso di effetti e scatoline varie. In particolare nelle chitarre a due pickups e quattro controlli questi ultimi consentono di ottenere un ventaglio di sonorità molto differenti, soprattutto usando assieme i due pickups e mescolando abilmente volume e tono di entrambi. Certo, ci vuole un bel po’ di allenamento, ma il risultato secondo me vale gli sforzi fatti.

old pots

Questa pagina ha lo scopo sia di spiegare - senza dilungarsi in dettagli elettrici probabilmente inutili - come funziona un potenziometro, sia di illustrare i vari tipi disponibili e alcune opzioni di installazione, sia infine di mostrare una piccola ma utile modifica per evitare l’incupimento del tono che si nota di solito quando abbassiamo il volume sulla chitarra.

Innanzi tutto cos’è un potenziometro?

È una resistenza variabile che raccoglie il segnale elettrico proveniente dal pickup e lo invia parte alla terra del sistema e parte all’ampli. La proporzione tra queste due parti è regolata da una sorta di braccetto mobile ("sweeper") collegato all’alberino e quindi alla manopola: posizionando questa sullo "0" tutto il segnale va a terra, mentre sul "10" va tutto all’ampli.

Quello descritto è il funzionamento del potenziometro del volume. Quello del tono si differenzia per avere un condensatore di valore opportuno (vedremo poi quale) collegato ai suoi piedini, in modo da inviare a terra le frequenze alte (cioè ottenere un suono meno brillante) man mano che lo ruotiamo verso lo "0".

In commercio si trovano potenziometri lineari ("linear taper pot") e logaritmici ("audio taper pot"); nelle applicazioni audio di nostra pertinenza si usano esclusivamente i secondi, perché si adattano alla nostra percezione uditiva: in pratica con un potenziometro lineare avremmo già la sensazione di un volume altissimo a "2" o "3", mentre con uno logaritmico percepiamo un aumento graduale del volume, con la sensazione tra l’altro di una maggiore variazione tra "7" e "10" che non tra "1" e "4".

I potenziometri sono disponibili in diversi valori (ohms): un valore maggiore assottiglia il suono mentre un valore minore lo ispessisce. Per controbilanciare le caratteristiche sonore intrinseche dei diversi tipi di pickup, si usano potenziometri da 250k per i single coil (tipo Fender), e da 500k per gli humbuckers (tipo Gibson).

Per quanto riguarda i condensatori, le variabili da prendere in considerazione sono due: materiale e capacità (farads).

Il materiale più usato dai costruttori di chitarre, perché super-economico, è la ceramica; tuttavia i condensatori ceramici (di solito a forma di lenticchia) sono anche quelli di peggiore qualità in termini di tono ottenibile, e possono essere sostituiti da quelli in mylar, silver mica o polipropilene: gli esperti dall’orecchio fino assicurano che la differenza è udibilissima!

La capacità usata è di solito 0.05 μF per i toni dei single coil e 0.02 μF (alcuni usano 0.047 μF) per quelli degli humbuckers. Qualora si vogliano montare sulla propria chitarra potenziometri da 300k (come in alcune vecchie Gibson), è consigliabile utilizzare capacità da 0.02 o anche 0.015 μF: quelli da 0.047 darebbero un tono troppo cupo.

Per quanto riguarda gli altri due parametri elettrici, ovvero tolleranza e max. voltaggio applicabile, l’uso nelle chitarre non è particolarmente critico: qualsiasi valore andrà bene.

Ogni condensatore è identificato da una sigla, che nei ceramici (tipicamente piccoli e di bassa capacità) è microscopica e spesso di interpretazione criptica! Di solito comunque i primi due numeri della sigla indicano le prime due cifre della capacità in pF: ad es. 68.... indica 680 pF.

Dove trovare potenziometri e condensatori?

Alcuni rivenditori presenti su Internet spesso hanno cataloghi *molto* più ricchi dei negozi musicali e di componenti elettronici della propria città (sebbene possa essere utile e a volte risolutivo dare un’occhiata anche a questi ultimi):

Gli ultimi quattro hanno anche un vasto catalogo di valvole e parti per ampli (come molti altri negozi sul web che qui per brevità non citiamo), per cui se uno decide di rifare il make-up alla propria strumentazione sa dove rivolgersi!

Passando all’aspetto pratico: come si installano e collegano potenziometri e condensatori?

Se si vogliono sostituire questi componenti in una chitarra che già si possiede consiglio di prendere nota accuratamente con un disegno dei collegamenti pre-esistenti, quindi dissaldare i vecchi componenti e montare quelli nuovi seguendo il disegno.

Chi invece si trova a doverli montare in una chitarra "nuda" (perché magari per risparmiare si è fatto consegnare dal liutaio solo manico e corpo), ha due possibilità: o copia da un’altra chitarra dello stesso tipo in suo possesso, oppure cerca dentro i seguenti siti (noterete che praticamente ogni sito dà istruzioni e schemi un po’ differenti: tranquilli, l’uno o l’altro si equivalgono in pratica):

  • Seymour Duncan,
  • GuitarAge,
  • Guitar Nuts (che contiene anche un’estesa sezione sulla schermatura delle chitarre e parecchie modifiche al circuito elettrico della Strato) .

Per quanto riguarda la tecnica di saldatura, apparentemente banale, essa ha la sua grande importanza se vogliamo evitare ronzii e falsi contatti. Vi rimando sia alla pagina apposita contenuta nel sito di Riccardo Diomedi, sia agli archivi della lista CHITARRISTI dove dovrete cercare i messaggi con titolo "Marshall TSL e saldature cavi" del dicembre 2000 (con il vantaggio che rispetto alla pagina citata poc’anzi questi messaggi sono in italiano!).

pot In conclusione eccoci arrivati alla parte forse in definitiva più utile (!) di questa pagina: come evitare che, abbassando il controllo di volume della chitarra, il suono diventi cupo. In realtà a molti quest’incupimento piace, e lo ritengono utile passando dai bassi volumi della ritmica a quelli sparati degli assoli. Chi, come me, invece non gradisce, possono imparare come rimediare seguendo le istruzioni alle prossime righe. Si tratta di un condensatore passa-alti, o treble bypass.

Bisogna innanzitutto procurarsi un condensatore da 680 pF o 1000 pF (=0.001 μF), possibilmente non ceramico (vedi sopra), per ognuno dei controlli di volume della chitarra. I terminali metallici dovranno essere saldati uno al piedino centrale e l’altro al piedino collegato ai pickups (il terzo è collegato a terra, spesso saldato direttamente alla cassa metallica del potenziometro). Forse è più facile seguire il disegno riportato qui a lato...!

Bene, buon lavoro e impariamo ad usare e rispettare di più le manopole della nostra chitarra!

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