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Basso Music Man Sting-Ray "pre-Ernie Ball"
di [user #393] - pubblicato il

Lo avevo già avuto. Nel 1989, quando New Kary rincominciò a far arrivare in Italia i prodotti Music Man Ernie Ball, feci debiti e carte false per farlo mio: per me era "il basso". Mi ci vollero 6 mesi per averlo come lo volevo; manico acero, corpo natural ash, battipenna nero. Alcune parti erano ereditate dal periodo Fender, come il ponte dotato di 4 sordine regolabili indipendentemente. Era bellissimo e pesantissimo. Il manico però, nonostante la finitura ad olio e il magnifico disegno birdseye, era maple capped con regolazione al corpo, bullonato con ben 6 viti; la spalla era molto ampia e lo rendeva per nulla confortevole a suonare dal 7.mo tasto in poi. il corpo era incapsulato in uno strato di plastica che, se non fosse stato per il potente preampli in dotazione, avrebbe reso lo strumento completamente sordo. Niente da fare; alla fine finivo per suonare sempre con il Warwick Streamer. Forse il miglior basso, nel complesso, che abbia mai suonato. Nel '94 mi fu fatta una buona offerta e il MusicMan se ne andò. Sinceramente senza rimpianti.

Cominciò pertanto un logorio psicologico come soltanto la notte prima delle nozze si può provare. Ero certo, sicuro, che il Music Man doveva essere il mio basso. Il "basso della Vita". Era troppo bello, troppo perfetto, troppo Fender per non essere il mio basso. Con il mio ingresso nel mondo del vintage comincia ad acquisire cognizione di quello che era stata l'origine della Music Man e la sua produzione., la Music Man é ricordata essenzialmente per la linea dei bassi elettrici: gli ampli hanno sofferto della concorrenza spietata della fine dei '70 inizi '80 e le chitarre, nonostante grandi sforzi ed endorser blasonati, non hanno mai sfondato sul mercato. La stessa cosa si è ripetuta, più o meno, con la G&L.

Il Music Man Sting Ray è senza ombra di dubbio il maggior successo commerciale di Leo Fender dopo la Fender. E' la naturale evoluzione del basso Fender: origine Precision, evoluzione Jazz, sperimentazione attraverso scala ridotta, tipologie di pickups e multicorda. Conviene ricordare il contesto da cui questo progetto trae origine: nel 1972 Leo Fender decise di non rinnovare il contratto di collaborazione tra la sua CLF Research e la Fender CBS: dopo la parentesi Heartwood, sempre assieme al fedele George Fullerton e più tardi di nuovo anche con Forrest White, CLF offrì di progettare e costruire una linea di chitarre e bassi per la Music Man, azienda californiana che produceva amplificatori. I primi strumenti CLF con il marchio MM furono proprio la linea di bassi e chitarre Sting Ray, nel giugno '76. La collaborazione si deteriorò fino al collasso nel corso del 1978, allorchè MM, a seguito dei ripetuti rifiuti di cessione della CLF alla stessa MM, iniziò un meschino boicottaggio commerciale della linea di strumenti prodotti dalla CLF. Di qui l'origine della G&L. Forrest White e Tom Walker portarono avanti il progetto Music Man fino alla definitiva cessione alla Ernie Ball, nel giugno '84.

Nello stesso 1972, alla vigilia del definitivo divorzio tra Leo e la CBS, sull'onda dei vari Rickembecker e Gibson, che per primi avevano applicato gli humbucker al basso elettrico, La Fender CBS decide di ridisegnare il Telecaster Bass con questo tipo di pickup. Peccato che essenzialmente fosse un pickup concepito per chitarra (andrà successivamente, equipaggiato con 6 espansioni polari, sulla Telecaster Custum, Deluxe e sulla Starcaster), e che la posizione vicinissima al manico togliesse a questo magnete il grosso dell' espressività. Il flop commerciale, nonostante la produzione fino al 1980, fu enorme. Con il MM Sting Ray, Leo Fender crea un humbucker testato sulle timbriche basse, con otto grosse espansioni in Alnico, e lo applica vicino al ponte, che altro non è che una rivisitazione accurata dei ponti Fender, integrata da un sistema di mute indipendenti e regolabili che ricordano quelle che per brevissimo tempo equipaggiarono il Jazz Bass ai tempi del suo lancio sul mercato, nel 1960. La piastra controlli è indipendente; jack, due controlli di tono e volume. I knobs sono del tipo dome, metallici.

Nei primissimi mesi di produzione erano invece in plastica nera, gli stessi che equipaggiavano gli amplificatori, Il pickup è retrofittato con un sistema di preamplificazione per modulare le timbriche: Lo Sting Ray è stato uno dei primi bassi "commerciali" equipaggiato con una elettronica attiva. Il suono è potente e deciso: sembra fatto apposta per le grandi casse Music man equipaggiate del sistema Bass reflex. Per il resto il basso ricorda molto il Precision: il corpo sembra un Precision "tozzo"; meno slanciato e più largo, sagomato slab ma con i bordi molto stondati: come il Precision primo tipo e il Telecaster, le corde passano attraverso il corpo. Il manico, che, per i primi tempi di produzione sarà solo solid maple, ha un profilo e larghezza decisamente Precision: la paletta presenta un disegno simile al Fender, ma ricorda il profilo di un rapace, e le chiavi sono disposte 3 sopra e una sotto; lo scopo è anche motivato dal bilanciare la tensione su tutta la superficie della paletta. Il manico è bullonato da una piastra a 3 viti e il truss rod è del tipo bullet. Sarebbe utile spendere qualche parola sulla questione delle 3 viti, per fare un po' di chiarezza su di una delle più controverse innovazioni dell'era Fender; ma l'argomento merita un'analisi approfondita e ritengo opportuno riservargli apposito trattamento.

Da pochi giorni sono finalmente diventato fortunato possessore di uno Sting Ray come l'ho sempre desiderato: è un B002xxx, dicembre 1976, già in versione metal knobs. E' completamente originale e, a parte una estesa screpolatura della vernice, immacolato. E' stato acquistato negli USA tramite Ebay, per circa 1270 USD tutto compreso (per la cronaca, in Italia e in Europa si viaggia dai 1800 euro in su'....). E' pesante ma non in modo eccessivo; bisogna tenere conto che il corpo è uno slab ash, e che c'è abbondanza di hardware metallico: in particolare il ponte è un bel macigno. Da un punto di vista di equilibratura generale non è certo paragonabile agli strumenti moderni, tuttavia è sufficientemente confortevole, se suonato senza troppi vezzi scenografici.

Sul suono nulla da dire: provate ad infilarlo in una testata da 300 W convogliata magari in una cassa 4x12, o al limite in una Dual Showman (figata!)……unica avvertenza: coprirsi bene se si suona con la cassa alle spalle: c'è il rischio di beccarsi una polmonite…

bassi elettrici music man sting ray
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