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Laney VH100, perfetto equilibrio
di [user #333] - pubblicato il

Ho deciso di scrivere questo articolo con un duplice scopo. Il primo è quello di recensire questa testata. Anche se ci sono già articoli e post su di lei oggi posso dire di conoscerla bene (4 anni di utilizzo abbastanza intenso). Il secondo è quello di raccontare come, attraverso il rapporto con i pregi e i difettidi questo amplificatore, ho trovato un equilibrio fra ricerca del suono “perfetto” , GAS e capacità di adattarsi ai suoni invece di perdersi tra i mille prodotti disponibili.

Intanto faccio un breve excursus sulle caratteristiche: 100 watt di potenza, 4 valvole finali El34 o 6L6 (apposito switch per cambiarle), 6 valvole di pre. 2 canali ognuno con drive aggiuntivo selezionabile a pedale (quindi una 2+2), riverbero a molla, loop effetti per tutti i gusti: paralleli separati sui 2 canali, seriale, parallelo su entrambi. Controlli di tono (alti medi e bassi) separati per i 2 canali, presence in comune, pulsante bright per il pulito.

Quando presi la testata nel 2004 era usata, rivalvolata con tutte Groove Tubes, EL34 nel finale. Io venivo da un combo Laney Lc30, poi da un combo 5150, da un sistema a rack ada mp1 + marshall 9005 e poi da un Sansamp Psa1 + finale rocktron velocity.

La prima cassa a cui l’accoppiai fu una marshall 1922.

Suonavo (e suono) hard rock e dintorni, quindi suonavo per lo più distorto. Tenevo l’ampli in sala prove.

All’inizio la testata mi piacque, ma mi accorgevo che ero continuamente a smanettare coi pot dei toni. Era una lotta con gli acuti: se li alzavo avevo un distorto grintoso ma un suono troppo vetroso, se li abbassavo il suono mi sembrava troppo scuro e poco cattivo. Tuttavia uscivo bene dal mix e mi accontentai. Poi ebbi l’idea di cambiare cassa. Dopo un po’ di ricerche mi decisi per una Dragoon. Scelsi quella coi greenback dopo una lunga prova comparativa tra i vari coni (il laboratorio giniski consiglia di portare la propria strumentazione e provare direttamente con quella le diverse casse). Voglio sottolineare che questo momento di scelta fu tanto soprendente quanto illuminante: il poter confrontare con prove A/B varie casse attaccate alla stessa testata ti fa capire quanto il suono di un amplificatore dipenda dalla cassa che c’è sotto e dai coni che monta. Potendo switchare mentre suonavo e passare da V30 a greenback a g12h alla 1922 mi permise di capire non solo quali coni preferivo, ma quanto questi potessero cambiare il suono della testata.

I greenback mi convinsero le orecchie quando sulla carta avrei scelto i V30. Dei greenback mi piacque di più la morbidezza sugli acuti e l’equilibrio generale. Era sparita la vetrosità che tanto mi infastidiva con la 1922.

Trovata la cassa giusta non mi rimaneva che godermi la testata. Finalmente avevo un suono che mi piaceva: puliti equilibrati e cristallini anche ad alti volumi, distorti cattivi ma “plasmabili” a seconda del modo di suonare. Un suono di stampo inglese ma più “ordinato” e controllato rispetto al marshall.

Però dopo un po’ di tempo la scimmia della GAS si riaffaccia sulla spalla di noi malati. Gira e rigira senti i suoni degli altri, ti accorgi che il tuo ampli comunque ha dei limiti…e finisci per arrivare alla conclusione che vuoi cambiarlo. Mi metto in cerca, provo. Peavey Satriani, Marshall TSL, Marshall 6100, Brunetti XL, e altre cose.

Però ad ogni prova mi dicevo “si, questo suona meglio qui…ma la Laney suona meglio lì”…e alla fine decidevo di rimanere dov’ero. La Laney mi dava sempre l’impressione di essere più presente nel mix, forse per la resa dei medi, forse per l’equilibrio generale. Molti dicono che è una testata con poca personalità, forse è vero, o forse è semplicemente equilibrata…

Alla fine realizzo un concetto importante: qualunque amplificatore avessi scelto, dopo un po’ mi sarei ritrovato nelle condizioni di prima, ovvero insoddisfazione per un dato aspetto e ricerca di quello che mi mancava in un altro…e così all’infinito.

Mi accorsi pure di una cosa: ascoltando un certo amplificatore da qualcun altro dicevo “quello si che è fico…lo compro!”, poi lo provavo e non mi convinceva del tutto. E lo stesso facevano gli altri col mio: mi venivano a sentire e dicevano “chacchio che suono ce c’hai! La devo provare la tua testata!”

Per cui ho preso una decisione di cui oggi mi trovo soddisfattissimo: non cambio!

Mi sono detto: “perché correre appresso ai suoni cambiando amplificatore? Faccio il contrario, cerco di suonare cose diverse col suono del mio amplificatore, magari cambiando io qualcosa nelle mani, nell’impostazione”.

Ad oggi sono molto contento di questa scelta. Mi lascia concentrare molto di più sulla musica che non sull’acquisto di amplificatori, e mi fa vivere in modo più saggio il rapporto tra modo di suonare e suono. Se devo suonare una parte per cui il mio ampli non è adattissimo invece di dire “questa parte verrebbe meglio con una 5150”, mi dico “cerchiamo di far suonare bella questa parte con questo suono che ho”. Adattare invece di imitare.

Col tempo le orecchie si abituano a quel suono, e ti fanno comprendere degli aspetti positivi che all’inizio non consideravi. Si matura, si capisce, e si realizza quanto occorra lavorare di mani e di testa per cercare il suono e non semplicemente comprare un altro ampli.

E’ ovvio che il tutto va preso con un certo buon senso. Mi rendo conto di essere arrivato a questa conclusione comunque dopo aver posseduto diversi amplificatori e fatto esperienza, e mi rendo anche conto che la VH100, pur non essendo un prodotto top, è comunque un buon amplificatore. Sarebbe difficile fermarsi su un ampli qualitativamente scarso.

Inoltre nel tempo qualche adattamento l’ho fatto: il cambio valvole da EL34 a 6L6 mi ha fatto gradire molto di più il timbro di base. Ho trovato un quid che ancora mi mancava.

Concludo elencando qualche aspetto che invece proprio cambierei volentieri in questa testata:

- il peso eccessivo. Sono 27 chili…e alla lunga è una vera tortura portarla in giro spaccandosi la schiena

- la mancanza di un boost di volume per i soli. Compenso con l’uso di un g-major in serie. Però se ci fosse un boost dell’ampli metterei il multiefx in parallelo mantenendo un suono più puro.

100 amplificatori laney vh
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