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L'AlNiCo, questo sonosciuto
di [user #15719] - pubblicato il

Scrive lorenzoDACG : Navigando in rete alla ricerca di informazioni riguardanti tutte le possibili seghe mentali che un moderno chitarrista cybernauta non può non farsi, ci si sofferma spesso sui Pick-up, e su come quelli di “quegli anni là” erano fatti così e cosà, e quali modifiche tale chitarrista ha preteso, e di quali materiali sono i magneti. E’ proprio riguardo quest’ultimo argomento che vorrei sottoporre agli esperti accordiani.

Il materiale più usato per i magneti si direbbe essere l’AlNiCo, ma ne esistono diversi tipi, e scegliere l’uno piuttosto che un altro sembra avere una significativa importanza progettuale. Ma cosa sappiamo di preciso sui vari tipi di alnico?

Dell’alnico I non ricordo di averne mai sentito parlare, mentre il II è molto usato sulle repliche dei PAF (e quindi suppongo anche sugli originali). Avrebbe una sonorità più calda e un output relativamente basso.

Il III se non sbaglio l’ho trovato su certi single di ispirazione vintage, il IV l’ho visto solo negli Alnico IV della Tonerider che dovrebbero essere PAFfeggianti.

Il V credo sia il più diffuso, produce sonorità brillanti ed è il favorito nella produzione di single coil, ma anche di molti humbuckers.

Il VI manca al mio appello, mentre mi sembra di ricordare che luca villani abbia detto, qui su queste pagine, che produca un suono molto scuro.

Ho detto scemenze? Qualche grave mancanza? Esistono altri tipi di AlNiCo? Che sonorità produce ognuno di loro? Perché le repliche dei sigle strato non sono sempre in alnico V, o meglio, i single vintage sono stati costruiti in materiali diversi a seconda degli anni? Qual è la differenza tra un alnico ed un altro? Come vengono catalogati?

Risponde Luca Villani di I-SPIRA: L'Alnico è una lega di alluminio, nickel, ferro e cobalto, ai quali si aggiungono alcuni metalli minoritari, come rame e titanio...

Ci si fabbricano magneti dal potere coercitivo medio-basso, che sopportano bene e a lungo le alte temperature (fino a 500°) e non si smagnetizzano facilmente (salvo shock magnetici, decadono circa del 4-5% ogni 100 anni), nemmeno a causa di urti o forti vibrazioni, offrendo allo stesso tempo buona resistenza alla corrosione senza bisogno di trattare esternamente la superficie del materiale. Può essere ottenuto per sinterizzazione, cioè per trattamento ad alta temperatura di polveri metalliche, ma quello usato nel nostro campo è di norma prodotto per fusione.

L'Alnico viene catalogato in base a varie caratteristiche, delle quali la più evidente e facilmente valutabile è il potere coercitivo (la capacità di attrazione del magnete). Le categorie più comunemente utilizzate partono dall'Alnico 3 (meno potente del 2), per finire con l'Alnico 9. Per i pickup ci si ferma di norma al 5, anche se alcuni modelli sono stati prodotti sperimentando anche Alnico 8.

Al di là di poche caratteristiche certe e generalizzabili, come quella della morbidezza dell'attacco sui bassi da parte dell'Alnico 2 o della maggiore aggressività da parte dell'Alnico 5, tentare di definire le caratteristiche timbriche di un pickup solamente in funzione del tipo di magnete impiegato non è particolarmente significativo. Questo perché un buon prodotto è costruito "attorno" ai materiali scelti in fase di progettazione e le sue prestazioni finali sono il risultato di un equilibrio cercato ad arte, controllando ogni parametro di costruzione in funzione di quel che si vuole ottenere.

Dunque potremmo avere un pickup in Alnico 5 meno dinamico e reattivo di un pickup in Alnico 2 oppure più caldo e pieno di questo, così come viceversa, a seconda della progettazione.

Nel caso dei singlecoil le cose sono un tantino più semplici: la Fender iniziò a produrre i primi pickup della Stratocaster utilizzando poli in Alnico 3. Ben presto si resero conto che questo materiale produceva un output troppo basso e passarono (pressoché a parità di numero di spire) all'Alnico 5, dal quale non si allontanarono più.

I primi PAF prodotti dalla Gibson erano in Alnico 2. Le richieste di maggior potenza da parte del mercato portarono a passare all'Alnico 4 e poi definitivamente al 5, nei primi anni '60, anche in questo caso senza che venissero programmate variazioni dell'assetto delle bobine. Così restarono le cose per parecchi anni, fin quando il crescente interesse per il recupero del vecchio "suono PAF" indusse l'azienda a ricominciare a produrre riedizioni degli humbucker di vecchio tipo, reimpiegando magneti in Alnico 2, così come avevano fatto in precedenza.

Ognuno di questi cambiamenti di strategia provocò indubbiamente una variazione sensibile nel "feeling" di questi trasduttori, in quanto ai diversi tipi di magneti impiegati non corrispose mai una riprogettazione dell'intero pickup.

Valori di Alnico superiori al 5 si trovano impiegati molto di rado nella produzione di pickup, in quanto l'elevato potere coercitivo di queste categorie porta come sgradita conseguenza un'eccessivo potere di attrazione dei poli nei confronti delle corde, la cui vibrazione viene disturbata ed inibita. L'Ibanez sperimentò l'Alnico 8 negli anni '70, ma tornò poi sui suoi passi, un pò per il notevole potere coercitivo, un pò per l'eccessivo sbilanciamento di bassi e medio-acuti, che risultava scarsamente controllabile.

Altri produttori potrebbero probabilmente aver fatto esperimenti similari, pur senza averne data notizia ufficiale.

 

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