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Stratocaster da 100 a 1000!
di [user #1405] - pubblicato il

Mi sono sempre chiesto che cavolo ci fanno 10 modelli di Stratocaster in una forbice di prezzo di 1000 euro. Tra Squier, Fender Mexico e Fender Usa c'è una chitarra diversa ogni 100 euro. Ha davvero senso un listino così fitto? Non è deviante per il consumatore? Oppure una così ampia scelta rappresenta in realtà una risorsa? E a livello acustico sono davvero così ben spesi 900 euro in più per una American Standard rispetto a una Squier Bullet? Sarete voi a giudicarlo dopo aver seguito la prova con la maggior concentrazione stratocasterosa di ogni tempo.

Desideravo da tempo mettere in fila, in ordine rigorosamente di prezzo, la fascia "abbordabile" della chitarra più popolare al mondo e cercare di capirci realmente qualcosa. La prova, devo dire, è stata utilissima anche perchè mi ha dato spunti per rispondere a molte delle domande che ponevo in introduzione all'articolo.

Devo fare doverosi ringraziamenti agli amici di Tomassone che ci mettono sempre a disposizione qualsiasi cosa chiediamo, compresi gli spazi di prova del negozio, teatro ormai di tante prove non ultima quella che oggi andremo a vedere.

Nella sostanza abbiamo selezionato dieci chitarre "stratocaster" nella fascia di prezzo compresa fra 100 e 1000/1100 euro pescando dalle produzioni Fender e Squier. L'obbiettivo è quello di capire quali e quante siano le differenze fra gli strumenti anche in riferimento al prezzo. Si parte dalla economicissima Squier Bullet (120 euro circa) fino ad arrivare alla American Standard (990/1100 euro circa). Nella tabella che segue trovate riassunte le principali caratteristiche degli strumenti in prova elencati nell'esatto ordine con cui poi li vedrete provare nei quattro video che seguono.





Ai video aggiungo qualche considerazione personale al fine di trasmettere le principali impressioni che ho avvertito imbracciando questi strumenti. La più economica, ovvero la Squier Bullet, è una chitarra con grossi limiti. Le meccaniche sono davvero approssimative con giochi che possono arrivare fino al millimetro compromettendo non poco la possibilità di accordare con precisione. Anche tutte le finiture sono poco curate, i pot sono deformati e diversi fra loro, per non parlare della finitura dei tasti e altre amenità. Ok, per 110 euro di chitarra cosa aspettarsi di più? Va tenuto conto che questi strumenti molto spesso finiscono nei pack tanto di moda fra i regali per i giovanissimi. Ebbene, dare uno strumento di questo tipo in mano a un/a ragazzino/a lo trovo un po' pericoloso, per la percezione sbagliata in termini di "sicurezza" dell'intonazione e affidabilità di uno strumento che finalizzato a far nascere la passione. Non ultimo il sapore "usa e getta" di questa Squier non mi piace appiccicato a uno strumento musicale.

Al di là del singolo valore di ogni strumento c'è una considerazione importante da fare. Al termine della prova, la mia personale impressione evidenzia che non va dato per scontato il fatto che la Stratocaster messicana base sia necessariamente superiore al modello Squier più elevato, così come il primo prezzo USA non è IMHO superiore all'ultimo della serie messicana. I segmenti si sovrappongono e non combaciano testa/coda come invece sarebbe naturale immaginare. Per farla semplice, ritengo di aver trovato maggior soddisfazione da una Squier Classic Vibe, rispetto ad una messicana standard e che la Road Worn relic Mex sia di non poco superiore a una Highway One Usa.

Concludendo, bocciata senza troppe remore la Squier Bullet e constatato un sostanziale calderone in cui scalpitano e sgomitano sette modelli su dieci, emergono a mio giudizio la Squier Classic Vibe, la messicana Road Worn e banalmente, ma non troppo, l'American Standard. Queste chitarre, rispetto alle altre sono state semplicemente più personali e accattivanti una volta prese in mano, in termini di finitura, suono, playability e consistenza. In particolare, va detto, la chitarra che mi è piaciuta di più, anche in relazione alla percezione del rapporto qualità prezzo, è a sorpresa la Squier Classic Vibe. Rifinita veramente molto bene, con una verniciatura sottilissima e davvero ben fatta del body, più carica sul manico, ma ben compensata da una ottima finitura complessiva dei tasti e da hardware di buona qualità. Da colpo di fulmine, soprattuto per i 370/390 euro con cui la si può portare a casa.

Ma veniamo alle prove. Ho suonato e confrontato le chitarre in contesti diversi per cercare di dare risalto al maggior numero possibile di sfumature ricavabili dagli strumenti. L'amplificatore usato per la prova è un piccolo Victoria Double Deluxe al quale abbiamo mantenuto inalterati i settaggi durante l'itero svolgimento della prova.

Il primo video si riferisce ad accordo plettrato in ognuna delle cinque posizioni dello switch.

 

 

Nel secondo video prendiamo in esame una azione decisamente più aggressiva sulla chitarra sempre mediante uso del plettro.

 

Nel terzo video lasciamo il plettro per un po' di finger picking su un semplice lick blues.

 

Nel quarto e ultimo video troviamo le dieci chitarre alle prese con un classico pezzo arpeggiato che ben rende i valori di pulizia e difinizione dei suoni.

 

Ragionando un po' su listini Squier e Fender è evidente quello che si diceva in apertura dell'articolo, ovvero il fatto che  troviamo un modello di Stratocaster ogni 100 euro se non meno. Ho sempre pensato che questa cosa fosse fuorviante per il dilettante alla ricerca del "miglior acquisto" e in realtà forse lo è davvero. Va però fatta una considerazione. Fender, e quindi Squier, propongono questo listino perché figlio della naturale concorrenza con la quale il marchio statunitense deve fare i conti. Non è difficile imaginare come al primo "buco di prezzo" di casa Fender ci sia pronta la marca alternativa (e nel 99% dei casi anche più economica) a riempire la mancanza con uno strumento "strat style". E' quindi comprensibile che in Fender cerchino di contrastare questo fenomento propondendo fasce di strumenti che intersechino tutti i segmenti di spesa del mercato. E' naturale: il "simbolo" Stratocaster è loro ed è lecito che ambiscano a conquistarsi la maggior parte di mercato orientata a quel genere di chitarra. E' in questo caso che a mio giudizio entrano in campo i negozianti. Deve essere infatti il punto vendita a fornire una adeguata informazione al cliente indirizzandolo sulla giusta strada per uscire dalla selva del marketing, altrimenti davvero, il chitarrista sprovveduto o alle prime armi potrebbe trovarsi in serie difficoltà.

Jurgen

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