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Il Midi
di [user #15791] - pubblicato il

Cos'è e cosa non è il MIDI. In questo articolo cercheremo di capire di cosa si tratta e cosa (o se) può fare per noi, con degli esempi concreti per non perdere mai di vista il nostro scopo, cioè suonare. L'intento è di una spiegazione semplice, che spero faccia dire 'Eureka' ai più digiuni dell'argomento.

Il MIDI è uno standard messo a punto da diversi produttori di strumenti elettronici che definisce le specifiche meccaniche (gli spinotti), elettriche e logiche di comunicazione tra dispositivi musicali elettronici. Le specifiche elettriche e meccaniche sono ben definite e vi assicurano che il cavo MIDI andrà sempre bene su tutte le porte MIDI, e che collegando due apparecchi non rischierete di bruciare nulla. La parte 'logica', cioè cosa e come si parlano gli apparati è quella più complessa e spesso fraintesa.

MIDI-Mantra

Ripete con me tre volte: il MIDI non è suono, il MIDI non è suono, il MIDI non è suono. Se avrete ben chiaro questo, tutto il resto sarà in discesa. Cosa significa? Che attraverso una connessione MIDI non verrà mai trasmesso un segnale audio.
Ma come? E il mio amico tastierista con le basi midi si fa una stagione al mare e guadagna più di me che suono Steve Vai all'indietro? Non è suono quello?
Il canale di comunicazione MIDI è digitale ma molto lento (ricordate che ha la sua trentina d'anni, presente il Commodore 64?) e con tale velocità sarebbe impossibile far viaggiare audio digitale.
Quel che viaggia sono in realtà dei comandi, ed il formato di tali comandi è in buona parte standard, quindi comprensibile dai vari strumenti.
Suonare un MIDI file con una tastiera significa mandare una sequenza di comandi MIDI del tipo 'Suona un RE col pianoforte', 'Suona un DO con il basso'. La tastiera, come un diligente strumentista, esegue con i suoi suoni interni (strumenti) facendoci ascoltare il risultato.
I comandi midi compongono quindi una partitura molto dettagliata eseguita dagli strumenti elettronici.
Da questo deriva il secondo Mantra, cioè 'la qualità audio di un Midi dipende dallo strumento che lo sta suonando'. Lo stesso MIDI file può suonare orrendamente se suonato da una Scheda Audio per PC, e benissimo su una tastiera. Questo perchè l'apparato è in grado di riprodurre più realisticamente il 'Midi-spartito' grazie a migliori algoritmi di sintesi del suono degli strumenti.

Messaggi MIDI

Vediamo ora quali sono i messaggi che viaggiano lungo il cavo MIDI. Innanzitutto diciamo che il cavo è monodirezionale, cioè i messaggi partono dal MIDI out di un apparato A ed entrano nel MIDI In dell'apparato B. Per la comunicazione in senso contrario (ove serva) si utilizza un secondo cavo in senso opposto (Out del B verso In del A).
Lo standard prevede 16 canali (channel) che possono viaggiare su di un cavo MIDI. Ciò significa che ogni messaggio è indirizzato su uno di questi canali, e solo gli apparati 'sintonizzati' in ascolto su quel canale lo riceveranno. Gli altri lo ignorano.

Vediamo subito un esempio concreto, le pedaliere di controllo MIDI. Tipicamente queste pedaliere trasmettono un messaggio di 'Program Change' (PC) che nello standard MIDI significa 'cambia preset'. Lo standard prevede 128 programmi. Colleghiamo il MIDI Out della pedaliera al MIDI In del nostro multieffetto, pigiamo il banco 1 programma 1 e, se tutto va bene, il multieffetto seleziona il programma 1. Se non va bene, con ottima probabilità c'è un problema di Channel, cioè il multieffetto non è 'sintonizzato' per ricevere sullo stesso canale su cui sta trasmettendo la pedaliera. Nell'apparato ricevente (il multieffetto) si può cambiare il canale d'ascolto ad 1 (Midi Listen), oppure in quasi tutti i modelli è previsto un canale d'ascolto 'Omni' o 'All', cioè ritenere validi tutti i messaggi su tutti i canali. Questo può andar bene per una situazione semplice (pedaliera->multieffetto) ma non va più bene per catene con più apparati, dove rischio in caso di connessioni multiple che il Program Change indirizzato al preampli cambi la patch del multieffetto.

Altro esempio sono i messaggi Nota On e Nota Off, che hanno lo scopo di far suonare gli strumenti delle particolari note o di zittirli. Considerando che ogni messaggio di nota, oltre alla nota stessa (DO, RE# etc) contiene anche un valore di dinamica della nota (anche qui 128 valori possibili) capirete come il grado di dettaglio delle partiture elettroniche possa essere elevato.

Lo standard GENERAL MIDI definisce una mappatura stretta tra i messaggi program change e gli strumenti stessi. Ciò significa che se ad esempio invio un program change 1 qualsiasi tastiera selezionerà SEMPRE uno strumento Pianoforte, più o meno bello in base alle sue capacità. Questo permette di creare 'partiture' compatibili con la maggior parte degli strumenti (i famigerati MIDI file). Ovviamente questa mappatura standard non ha significato per un multieffetto, dove magari al program change 1 corrisponde la selezione del preset 1 che è un Hall Reverb.

Ultimo messaggio da conoscere è il Control Change (CC), che permette di inviare il valore di un parametro. Ad esempio il Control Change 5 potrebbe essere interpretato come variazione del tempo di delay in un multieffetto. Anche in questo caso alcuni Control Change sono stati 'standardizzati', ad esempio il pitch bend che permette di variare l'intonazione di una nota in modo graduale.

Esempio

Nel caso si voglia suonare un MIDI file da computer utilizzando un expander esterno, si dovrà collegare il MIDI Out del PC al MIDI In del modulo. In questo caso probabilmente non servirà armeggiare sui canali, dato che il modulo expander tipicamente sarà in ascolto su tutti i canali. Supponiamo però di avere un secondo modulo di cui ci piaccia molto il suono della batteria. Lo standard General MIDI prevede l'assegnazione del canale 10 alla patch di batteria, dove ad ogni nota è stata assegnata in modo preciso un elemento della batteria (cassa, rullante, piatto aperto o chiuso etc). Quello che dovremmo fare è partire dal MIDI Thru del primo expander ed entrare nel MIDI In dell'expander che farà la batteria. Programmeremo il primo modulo per ricevere su tutti i canali tranne il dieci, programmeremo il secondo modulo per ricevere solo sul canale dieci. Andremo poi a miscelare i due suoni analogici in uscita dei moduli.

MIDI-Mapping

Vediamo ora un esempio relativo al controllo di apparati. Supponiamo di avere una pedaliera che invia Program Change sul canale 1.
Vogliamo effettuare lo switch del preset del preampli e del multieffetto con un singolo bottone (supponiamo il pedale 3). Vorremmo tanto il crunch del preset 65 del preamplificatore, con il multitap delay del preset 89 del multieffetto. Se premo il pedale 3 entrambi gli apparati vanno al preset 3. La prima ipotesi è copiare i due preset (65 e 89) nei rispettivi preset 3. La soluzione più elegante è il MIDI Mapping, cioè una funzione di configurazione dell'apparato che permette di dire 'se ti arriva il program change 3, vai al preset 65'.
Con il MIDI map si possono risparmiare preset (magari quel crunch 65 lo voglio utilizzare in 10 programmi senza ricopiarlo 10 volte, figuriamoci poi modificarlo 10 volte...). Inoltre può essere l'unico modo per accedere ai preset oltre il 128 (i program change sono 128, i moderni multi-fx permettono spesso di avere più di 128 preset). Tipicamente il Midi Map deve essere prima attivato, e poi configurato assegnando ad ogni program change il preset desiderato. Solitamente la mappatura di fabbrica è del tipo Program Change 1 - Preset 1, PC 2 - Preset 2 etc.

MIDI-Dubbi

Cosa si intende per chitarra MIDI? C'è un grosso fraintendimento tra usare il MIDI per comandare un multieffetti & C e la chitarra MIDI. Per chitarra MIDI si intende suonare utilizzando un apparato che interpreta il suono delle corde 'a nudo' e ne estrae la nota (un Re, un FA etc) e l'intensità. Tale informazione viene convertita in tempo reale in messaggi MIDI, che vengono inviati a dei moduli sonori (expander, tastiere o altro) per emettere un nuovo suono, creato da zero (ad esempio di un'orchestra). Cambia lo strumento, ma la catena di creazione del suono è analoga a quella di un tastierista che preme i tasti su una master keyboard che 'sputa fuori' messaggi MIDI.
Per ottenere questo risultato è necessario utilizzare un Pick-Up esafonico, in grado cioè di ascoltare le sei corde in modo isolato su sei segnali separati, visto che estrarre le note suonate assieme (come il segnale che esce da un pickup in caso di accordi) risulta praticamente impossibile. Se ci limitiamo a linee a singola nota, anche il segnale di un pickup normale (o di un microfono) può bastare.

Ho una testata valvolare MIDI, è digitale? Mi può servire? Tipicamente questi oggetti permettono di effettuare l'operazione di cambio canale a fronte della ricezione di messaggi di Program Change. Tranquilli quindi, si tratta solo di un footswitch 'evoluto', quindi il vostro prezioso segnale valvolare è al sicuro dalle grinfie digitali. L'aiuto può esserci se utilizzate una sola pedaliera MIDI e, con opportuna programmazione, cambiate con un solo click sia il canale dell'ampli che la patch del multieffetto. La complessità delle operazioni possibili via MIDI va dal semplice cambio canale alla completa automazione motorizzata della posizione potenziometri (come il vecchio pre Soldano).

Posso fare X con il mio apparato via MIDI? Qui la risposta sta tutta nelle possibilità che i progettisti dell'apparato hanno previsto per la controllabilità MIDI. In questo caso la migliore fonte di notizie è il manuale di istruzioni, anche se a dire la verità alcuni produttori sono un po' avari in questo senso. Lo standard MIDI prevede anche la compilazione di una MIDI Implementation Chart, cioè una tabellina che indica quali tipi di messaggi l'apparato è in grado di ricevere e di trasmettere.

Cos'è il midi dinamico? Il termine indica la possibilità di poter variare in tempo reale le caratteristiche di un suono o di un effetto con messaggi MIDI (tipicamente Control Change). Quale control change 'ascoltare' e cosa variare va programmato nell'apparato. Ad esempio potrei controllare l'intensità del riverbero con il Control Change 9. Anche qui il manuale dell'apparecchio è d'obbligo, e questa mappatura può esser fatta o a livello globale dell'apparato o di singlo preset.

midi
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