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Il Custom Shop di casa mia
di [user #3] - pubblicato il

Ho deciso di mettere assieme questo strumento per una buona ragione (oltre alla GAS innescata dal magnifico corpo superscontato sul sito Warmoth): verificare quanto sia costoso e impegnativo per un convinto fenderista come me bypassare la follia del custom shop (quello vero, che ti fa la chitarra su misura) a fronte di prezzi da sceicco e attese da Giobbe, con in più l'obbligo di passare le forche caudine di un distributore italiano che non ha mai brillato per efficienza nella comunicazione. A differenza dell'esperimento precedente in cui l'obiettivo era il budget, in questo caso ho puntato alla qualità, progettando una chitarra senza compromessi. E adesso vi racconto di com'è andata.

Legni. Come detto, l'idea della contaminazione di una Telecaster Custom nasce dal magnifico corpo "showcase" (quelli già pronti, non costruiti su misura) visto sul sito Warmoth. Corpo in ontano cherry, top (sottile) in acero con fiammatura fitta e un bel sunburst e binding naturale (ovvero realizzato mascherando in fase di verniciatura). Da ritmico quale sono mi riconosco nello schema Custom favorito anche da Re Keith (pickup Telecaster al ponte e pickup potente al manico), quindi la Custom è un punto di partenza ideale. Per il manico ho optato - dopo lunghe riflessioni - su un Warmoth compound radius a 22 tasti, con profilo posteriore "Clapton" e finitura satin, perfetto compromesso tra feel vintage e migliore suonabilità.

Pickup. Da tempo ero curioso di provare il Twangmaster di Lindy Fralin, di cui ho sentito dire un gran bene, l'ho ordinato da Acme nella versione 9.000 spire di avvolgimento, assieme a un Blues Special per il ponte.

Circuito. Il classico Alberto Custom Wiring: switch a tre posizioni, nessun tono, volume master e volume del pickup al manico. L'idea non è tanto quella di avere un preset di volume per la ritmica sul pickup al manico (che raramente uso per le ritmiche), quanto di poter variare la sonorità dei due pickup in parallelo, pelando leggermente il più potente per schiarire il suono. E' una cosa sottile, ma a me piace perché mi consente di simulare abbastanza bene il mio suono preferito della Stratocaster, ponte + centrale, unico suono che rimpiango sulla Tele (no, di mettere un pickup al centro della Telecaster non se ne parla, la mia religione lo vieta). Ho chiesto un consiglio a Lindy per il ponte e lui mi ha detto "250 per il master volume e 500 per il Twangmaster". Così ho fatto.

Hardware. L'unica cosa di recupero è il vecchio ponte New Old Stock a sei sellette Telecaster Custom (!), che giaceva da anni in un cassetto. Sapevo che sarebbe venuto il suo momento. Per il resto, tutto è stato acquistato da Warmoth e Stew Mac. meccaniche le ottime Gotoh vintage, potenziometri CTS, eccetera. Come variante ho messo l'Electrosocket Jack Mount, unica vera innovazione sulla Telecaster. Manopole dei pot nere in puro stile Telecaster Custom.

Assemblaggio. Il materiale Warmoth ha una qualità altissima. I pezzi si incastrano con una precisione sconosciuta anche a molti grandi nomi. Ecco, nell'ordine, come ho proceduto.

Foratura del battipenna per i due pot e del corpo per le viti del battipenna. Ho appoggiato il battipenna sul corpo e l'ho fissato con nastro adesivo in carta facendo attenzione a farlo combaciare esattamente con lo scasso del manico. Ho fatto il foro della vite centrale (con una punta da 1 mm su cui ho applicato dello scotch per fare il foro di lunghezza esatta) e l'ho avvitata. Ho di nuovo verificato il posizionamento e fatto tutti fli altri fori. Più complicato forare per i due pot. Visto che non uso i toni, ho chiesto il battipenna senza buchi per i pot (Warmoth non fa forature custom). Si trattava di fare i buchi in posizione appropriata, considerando lo scasso della Custom di forma bizzarra ma coperto dal battipenna. Non facile. Ho preso un foglio trasparente, l'ho appoggiato sul corpo e ho tracciato a pennarello il contorno esterno e quello dello scasso. Poi ho montato il battipenna e ci ho fissato sopra il foglio trasparente, in modo da poter vedere la posizione del battipenna. Ho sistemato le due manopoline nere al posto che mi piaceva, ho tracciato il contorno sul foglio trasparente, quindi quando le ho levate avevo due bei cerchi, al centro esatto dei quali ho forato con punte di diametro sempre maggiore, dal 5 al 10. Risultato perfetto.

Foratura della paletta. Ho inserito le boccole delle meccaniche, le ho spinte dentro con la mazzetta di gomma, ho inserito le meccaniche e le ho fissate con il solito nastro di carta. Poi le ho allineate alla base con una lastra di plexiglass, anch'essa fissata col nastro e ho forato con la punta da 1 mm (nella foto la meccanica sinistra è un po' storta, ovviamente l'ho sistemata prima di forare).

Risultato perfetto.

Preassemblaggio. Il circuito si fa sul battipenna per la gran parte, quindi ho applicato il foglio di rame autoadesivo antironzio, ho montato il Twangmaster (necessari vari moccoli per infilare la vite nel foro con la molla che schizza ovunque), ho montato lo switch e i pot. Ho montato il Blues Special sul ponte, ho fatto passare i cavi dal foro, messo il cavo di massa del ponte (lo so, Brosnac non lo ammette, ma o dove suono c'è un salvavita efficientissimo oppure uso il wireless), ho montato il ponte. Poi, nell'ordine, ho fatto le saldature.

Circuito elettrico. Sono sempre stato pessimo col saldatore, quindi ho deciso di usare tutta la cautela del mondo. Ho predisposto lo switch unendo i due piedini centrali e piegando in fuori i due laterali per avere più spazio di manovra. Dal Twangmaster ho tirato il cavo fino al secondo pot, sul tragitto dello scasso obliquo, ho saldato il cavo bianco al piedino centrale e il nero al corpo del pot (primo problema, poi vedremo, ma sono incolpevole qui). Ho messo a massa il piedino destro (vista da sotto piedini verso il basso, in questo modo il volume del Twangmaster non interagisce col volume master). Dal piedino sinistro ho fatto partire il lungo cavo (schermato) che va fino al piedino dello switch. Dai due piedini centrali uniti dello switch ho fatto partire un lungo cavo schermato che va fino al piedino centrale del primo pot (volume master).

Ho montato il jack e ho saldato un cavo bianco su positivo e uno nero a massa (o almeno così credevo, poi vi dico). Ho aggiunto un lungo cavo schermato ai cavetti del Blues Special e l'ho fatto arrivare fino al secondo piedino dello switch. Ho unito i tre cavetti che fanno la stessa strada con striscioline di nastro adesivo di carta. Ho schermato col rame la cava dei pot e ho ficcato in un angolo del corpo una vite con il filo di massa. Ho saldato il cavetto bianco dal jack al piedino di sinistra del volume master, ho messo a massa quello nero. Ho appoggiato delicatamente il battipenna sul corpo, sistemato i fili nello scasso, messa la vite centrale per tenerlo sommariamente fermo, ho infilato il jack nel Micro Cube e l'ho acceso.

Ronzio della madonna. Bestiale. Abbassando i volumi il ronzio aumenta. I pickup suonano (li sento col diapason) ma il ronzio sovrasta tutto. Solo se prendo in mano il jack metallico sul lato ampli tutto diventa normale (il che mi consente di percepire immediatamente il suono "honk honk" dei due pickup assieme, dannazione sono in controfase (eppure ho usato per entrambi il nero come massa). Ma a parte la controfase, da dove può venire il ronzio? Spengo, riapro tutto. Inverto i cavi del Twangmaster, ripasso le saldature, richiudo e riprovo (stai a vedere che il bianco è attaccato al coperchio metallico e prende dell'hum...). Stesso ronzio. La mano sul jack mi conferma che i due pickup assieme suonano giusto. Ma il ronzio è sempre al di sopra del realistico. Apro e dissaldo tutto, filo dopo filo. Ogni volta che stacco un filo richiudo e riprovo. Macché. resto col solo jack e i due fili penzuli. Ronzio bestiale. Vuoi vedere.... Stacco il jack e lo guardo da vicino. Maremma maiala! Ho invertito i fili, il bianco va a massa e il nero sul positivo. Imbecille che sono. Li inverto, richiudo, provo e tutto va a meraviglia. Bellalì.

Montaggio del manico. Monto la decal che contraddistingue le Albertocaster sulla paletta. Installo il manico nello scasso, incastro perfetto. Stringo le quattro viti, monto le corde, faccio lo stretching di prammatica. Segno il punto esatto dell'abbassacorde alla paletta e faccio il solito foro con la punta da 1 mm, poi installo la farfallina.

Accordo e regolo action e intonazione. Riaccordo. Mi avvicino al vecchio De Luxe, attacco il jack e finalmente la sento cantare.

Prime impressioni d'uso. In genere ci metto un po' ad abituarmi alle chitarre, ma questa mi è subito familiare. La tastiera è meravigliosa, il manico non appiccica, il peso corretto. Il suono è esattamente quello che mi aspettavo, con la giusta dose di twang al ponte. Rispetto alla Red Wine Puke che monta un Fender Vintage '52 dei primi anni '80 il Fralin è più grosso, ma non è mai nasale. Perde un po' di acuti, un filo, ma regala tanta potenza e una voce carica, bellissima.



Il Twangmaster è la più bella sorpresa degli ultimi anni. Ricchissimo, caldo, eppure sempre definito, fa sentire ogni nota anche ad alto volume. Assieme i due pickup hanno un feel Telecaster anabolizzata, acuti e bassi in overdose, pochi medi. Pelando leggermente il volume del Twangmaster esce un bel suono ricco come piace a me.

Ho voluto riprendere con la webcam i primissimi istanti d'uso. Prendetela per quello che vale. La suono nel canale 2 del De Luxe 1969, volume a 3, alti, bassi e riverbero a 5. Microfono della telecamera e vicini assatanati, quindi niente TS-9. Per favore fate caso al suono coi due pickup assieme e a come lo si modifica pelando il volume del Twangmaster.

 

Considerazioni sull'esperimento. Per le componenti ho speso poco più di mille euro, il prezzo di un'American Standard, duecento euro di più di un'orrida Road Worn. Tutta roba fatta con legnacci di qualità ben inferiore. Per avere uno strumento fatto con materiali della qualità di Warmoth bisogna spendere almeno il doppio. Per avere uno strumento Custom si parte da un paio di migliaia di euro di un bravo liutaio italiano e si va fino alle stelle del Fender Custom Shop (alle stelle anche come tempi d'attesa). E non calcolo il divertimento di costruirla. E non calcolo il fatto che non avendo un blasone me la posso modificare quando mi pare. Certo, una roba così non è commerciabile, i mille li ho spesi, non posso pensare di ricuperarne neppure una parte. Ma chi ha voglia di vendersela?

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