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Ibanez AR5000 RE Limited Edition
di [user #116] - pubblicato il

Cinquemilanovecentonovantanove dollari e 99 cent moltiplicato 45 (il numero degli esemplari prodotti). Dopodiché gli anni '80 saranno definitivamente (forse?) conclusi in casa Ibanez. Abbiamo avuto la fortuna di poter mettere le mani sull'unico esemplare arrivato in Italia della AR 5000, riedizione fedelissima della più raffinata Ibba della storia. Una chitarra radicata all'inizio degli anni '80, l'epoca delle complicazioni, ma il cui design risale ai primi anni '70, quando l'azienda giapponese decise di smarcarsi dal ruolo di imitatore pre proporre strumenti originali.

Il design della Artist è ancora attualissimo, forse lo sono un po' meno le finiture di questa riedizione, vero pane per i denti dei nostalgici di quell'epoca di eccessi. Eccola qui, la risposta di Nagoya a Kalamzoo, con il corpo in mogano leggermente scalloped sul retro, il top in superbo acero tigrato e finito a mano in "antique violin", il manico in tre pezzi di acero, la tastiera in ebano con albero della vite intarsiato in madreperla, il ponte e l'attaccacorde rapido "Gibraltar" in ottone dorato, le meccaniche "Smooth tuners", i due ormai storici pickup Super 58 e dieci (esatto, dieci) tra manopole e levette.

Radicata negli anni '80 per design, ma soprattutto per la sofisticata circuitazione, per cui la chitarra è perfettamente in grado di suonare passiva (peraltro con un'ampia gamma di sonorità grazie agli switch "Tri-sound" che consentono di splittare gli humbucker e mettere le due bobine in parallelo), ma che consente di inserire un circuito attivo utilizzato non tanto per boostare l'output, quanto per poter aggiustare la voce agendo in taglio e guadagno su tre frequenze prestabilite (alti, medi e bassi) e in taglio e guadagno sul volume di uscita.

Erano cose straordinarie nel 1981, lo sono un po' meno oggi che la grazie al digitale modellazione del suono è stata spostata a valle della chitarra, nella catena degli effetti o addirittura nell'amplificatore. Però è chiaro che la AR 5000 non si propone come oggetto attuale, ma come animale raro e in via di estinzione a un pubblico di appassionati necessariamente (per prezzo ed esemplari disponibili) ristrettissimo.

Aperta la splendida custodia anch'essa in stile, l'impatto è notevole. Il colore, la perfezione delle finiture, la tastiera in ebano talmente denso da sembrare marmo nero, lo splendido intarsio senza la minima sbavatura la dicono lunga sull'abilità dei liutai del Sol Levante. Imbracciata, spaventa per il peso, ma incanta per la perfezione della liuteria, con una tastiera perfetta che consente azioni bassissime e un capotasto in cui osso e ottone sono combinati per abbinare il calore del primo al sustain del secondo.

Le levette sono facili da imparare. In modo passivo funzionano lo switch a tre posizioni tipo Les Paul, volume e tono master, i due switch Tri-sound per selezionare il modo humbucher, split e parallelo su ciascun pickup. Inserito il circuito attivo (si accende un ignorantissimo e sfiziosissimo led rosso sul top) entrano in funzione i tre toni e il controllo del guadagno.

Attaccata all'amplificatore suona esattamente come te l'aspetti, dal cristallino un po' vuoto tipico degli humbucker splittati alla cattiveria del circuito attivo che regolato coi medi a palla riesce a saturare qualunque cosa.

A cosa serve questa chitarra? A nulla (tant'è vero che Mogar ne ha importata una sola, questa, e a quanto si percepisce non sembre neanche granché interessata a venderla, probabilmente finirà nella collezione di famiglia) e a tutto, per chi ama il genere. Negli anni '80 il concetto di "chitarra giapponese da collezione" avrebbe fatto sbellicare dalle risate gli spocchiosi collezionisti dell'epoca, ma i tempi sono cambiati e man mano che il tempo passa si riscoprono perle sottovalutate nel loro tempo. E' il caso di questa Artist 5000, prodotta in sei esemplari a fine 1980, 35 nel 1981, 15 nel 1982 e 45 nel 2009 (questi ultimi assolutamente identici a quelli di un quarto di secolo prima), uno strumento di tale perfezione da non temere confronti. Chi l'avrebbe detto nel 1981? 

Per finire, ecco due note di Jurgen per dare un'idea delle possibilità di questo gioiello.

5000 re limited edition ar chitarre elettriche ibanez
Link utili
Il catalogo Ibanez 1981
La storia Ibanez riassunta su Wapedia
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