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Cloud 9, la Gibson che non esiste

Cloud 9, la Gibson che non esiste

<img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/29843/600x0/00/t_chambered_les_paul.jpg" alt=""> Questa è la storia di una chitarra Gibson unica al mondo, perché tutti gli appassionati la ammirano, ma in realtà la chitarra non esiste. Si chiama Les Paul Cloud 9, è una Les Paul replica perfetta delle preziose flametop del 1959, ma con il corpo scavato per ridurre il peso e aumentarne la risonanza. La sua nascita può essere collocata tra la fine del 2003 e l'inizio del 2004, quando Dave Rogers (manager di Dave's Guitar Shop), Steve Mesple (di Wildwood Guitars) e Dave Carpenter (di Music Machine) trascorsero tre giorni di lavoro coi tecnici del Custom Shop Gibson a Nashville per definire i contorni tecnici e commerciali di questa produzione esclusiva e limitatissima. Però la chitarra non esiste. Provate a chiedere a Gibson e vi diranno che non ne sanno nulla, forse neanche vi rimanderanno più a Music Machine, che nel frattempo non distribuisce più le loro chitarre. Proviamo a svelarne il mistero?

di alberto biraghi 28 LUG 65
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A inizio del 2002 Dave Carpenter di Music Machine, all'epoca uno dei principali distributori Gibson al mondo, vede in anteprima il prototipo della Gibson Johnny A. e comincia a elaborare l'idea di una Les Paul che unisca la cura delle Flametop Reissue dell'epoca a peso inferiore e feel più acustico e vibrante. Non potendo affrontare da solo l'intero investimento si accorda con altri due top dealer Gibson, Dave e Wildwood, e assieme viene dato il via all'operazione.

A inizio 2004 le chitarre sono pronte e i tre rivenditori pubblicano una pagina su Vintage Guitar Magazine per annunciarne la disponibilità, ma solo pochi giorni dopo ricevono la denuncia per violazione di copyright da parte di un noto liutaio del Nevada, Timothy Basden, che da oltre 15 anni costruisce chitarre col nome di Cloud 9. La pubblicità è frettolosamente ritirata e la Gibson modello Cloud 9 scompare dalle riviste specializzato, per ricomparire - ma in tono nettamente minore - con quello che era il nome di lavoro del progetto, Gibson Les Paul Chambered Reissue. Non c'è però verso di imporre il nome ad appassionati e collezionisti, che continuano imperterriti a parlare di "Cloud 9" (e così faremo noi nel resto del racconto, ben consapevoli di fare un piccolo affronto a mr. Basden, ma in fondo gli regaliamo anche un po' di visibilità).

La differenza con le Les Paul alleggerite (per esempio la Elegant) che hanno alcuni fori sotto il top è notevole.

La Cloud 9 ha il corpo in mogano totalmente scavato, con blocchi solidi di rinforzo posizionati strategicamente nella zona dell'attacco del manico e del ponte. Il risultato è una Les Paul esteticamente identica alla favolosa R9, con il peso ridotto dai circa 4 chili della chitarra normale a poco più di 3 e con un feel totalmente diverso, perché vibra e risuona come nessuna Les Paul ha mai fatto prima.

La produzione della Cloud 9 originale è stata limitatissima. Secondo il sito dedicato ne sono state costruite poco meno di 200 nel 2004, 24 nel 2005, 94 nel 2006, non si hanno più notizie del 2007, anche a causa di un problema sorto tra Gibson e i rivenditori, solo uno dei quali (Wildwood) è ancora Gibson Dealer. Nel 2008 è stata costruita una serie di 30 Chambered Custom Reissue 1968 con top in acero fiammato nella prelibata finitura Sunrise Teaburst (è la variante "scolorita" del classico cherry sunburst dell'epoca).

Da qualche tempo Wildwood ha ricominciato ad averne alcune, in variante '59 probabilmente costruite in pezzi unici su ordinazione. Nel suo catalogo sono proposte a prezzi compresi tra 5 e 6mila dollari. Il sito Gibson ha una pagina dedicata a questa variante.

La maggior parte delle Claoud 9 originali 2004-2006 è stata prodotta in versione '59 (quattro delle quali Murphy Aged), ma ci sono anche parecchie '58, varie Gold Top nelle diverse varianti 52-57 e alcune Custom.

La Cloud 9, ops, la Chambered Reissue è - a mio avviso, la dimostrazione che la perfezione non è di questo mondo. Chi, come me, considera perfetta e quindi non migliorabile la Les Paul del 1959 potrebbe avere la necessità di ricredersi. Siamo di fronte a una chitarra in cui tutto il meglio delle preziose Sunburst originali (compresi potenziometri e condensatori corretti, una scelta che è costata a Gibson quasi un milione di dollari come contributo di adeguamento macchinari ai fornitori di queste componenti) è stato raccolto e unito a un design innovativo che potrebbe (dico "potrebbe") aver segnato una svolta nella storia di Madame Les Paul, che piena o scavata, resta comunque la più affascinante e nobile solid body nella storia dell'umanità.

Il nostro amico Franco di Guitar Workshop di Foggia, appassionato e collezionista, ha la fortuna di avere tra le mani una di queste rarissime chitarre, una Les Paul Chambered R8 matricola CR 87433. Ecco come la descrive:

La prima cosa che si nota prendendola in mano è il peso, 3.300 grammi, quasi un chilo in meno rispetto alla normale Reissue, non è cosa da poco, considerando che tenere in braccio una Les Paul per parecchio tempo provoca non pochi problemi alla parte alta del collo. Il corpo, rigorosamente in monoblocco di mogano di prima scelta, viene scavato a mano, con controllo costante con lo spessimetro in ogni punto del fondo per avere una omogeneità di spessore. Il top è in acero selezionato scavato a mano.
Il manico è in monoblocco di mogano dell'Honduras con profilo anni '50 e attaccatura "Long Tenon", la tastiera è in palissandro selezionato, gli intarsi sono i soliti acrilici le meccaniche Vintage Tulip. I pickup sono Burstbucker 1 al manico e Burstbucker 2 al ponte, controlli e hardware sono i soliti, 2 volume e 2 toni con il selettore a 3 vie posto nella solita spalla alta, ponte ABR1 con attaccacorde in alluminio leggero. La chitarra è verniciata alla nitro e ha l'aspetto vissuto tipico delle Vos.
Il suono è semplicemente fantastico, ho provato a montare una scalatura 0.12 e facilmente si suona jazz e fusion come se si avesse una semiacustica, rimontando la 0.10 è venuta fuori tutta la "cattiveria" tipica delle Les Paul di annata, incredibilmente sia gli alti che i bassi sono perfettamente omogenei, nelle saturazioni il sustain è INFINITO, ma definito. Attaccata a un Marshall 1959 SLP con cassa 1960 Vintage il suono diventa "IL SUONO". Nulla a che fare con le altre sorelle del Custom Shop anch'esse ottimi strumenti, ma questa ha qualcosa di speciale che la rende unica. A mio parere queste chitarre sono di grande valore collezionistico destinate ad aumentare le loro quotazioni nel tempo (di Franco De Matteis - gibson59).

In conclusione, uno strumento eccezionale, nato da quel mix di competenza e passione, quella marcia in più che la gente di Gibson sa ingranare di tanto in tanto, per riuscire a stupire e ingolosire un mondo in cui, anche quando credi di aver visto tutto, devi sempre aspettarti sorprese piacevoli.

chitarre elettriche gibson les paul cloud 9

Link utili

  • Johnny A.
  • Il sito dedicato alle Chambered Reissue
  • Il sito di Timoty Basden
  • La pagina dedicata alle Chambered sul sito Gibson
  • Un post sulla denuncia nel forum Gibson
  • Le nuove Gibson Chambered proposte da Wildwodd
  • Guitar Workshop di Foggia



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