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Tom Morello e i Rage Against The Machine
di [user #18572] - pubblicato il

Eccoci a parlare di un chitarrista il cui modo di suonare del tutto personale e, per certi versi sperimentale, ha spesso creato in molti di noi una certa curiosità, soprattutto per le sonorità che riesce a creare con le sue chitarre. È un modo di suonare, a mio avviso, in continua evoluzione, anche perché per ottenere alcuni effetti spesso ricorre all’uso di oggetti non del tutto convenzionali.

Tom Morello, ovvero Thomas Baptist Morello, nasce a New York il 30 Maggio del 1964 in un quartiere non del tutto tranquillo, ma ricco di fermento e di rabbia: Harlem. Matura tuttavia la sua crescita nell’Illinois. Le sue radici familiari sono molto profonde ed importanti per il suo sviluppo intellettivo; sua madre Mary Morello è una donna molto attiva nella vita politico-sociale, infatti è fondatrice insieme ad altri suoi collaboratori del “Parents for Rock and Rap”, organo molto attivo nella lotta a forme di censura. Non di meno è suo padre, Ngethe Njoroge, guerrigliero della antica e gloriosa tribù africana dei Mau-Mau, il quale verrà eletto successivamente Primo Delegato alle Nazioni Unite in Kenya. Inoltre lo zio di suo padre è stato il primo Presidente eletto sempre in Kenya. Tutto questo impegno segnerà il cammino musicale di Tom, che risulta essere sempre molto attento ed attivo nelle lotte ai soprusi, spesso di origini razziali.
I suoi studi proseguono paralleli al suo amore per la musica, fino a portarlo a conseguire la laurea nella prestigiosa università di Harvard con il massimo dei voti. A questo punto occorre esaminare bene il tutto: allora abbiamo detto di come l’attività socio-politica dei suoi genitori avesse creato il substrato della sua formazione intellettiva e di come il tutto, socialmente, avesse portato Tom all’apoteosi: appunto una laurea in Scienze Politiche. Ma di pari passo anche l’impegno musicale e le scelte nel campo da lui operate sono andate per certi versi nella stessa direzione. Attratto dalle forme innovative musicali, entra a far parte nel 1988 dei Lock Up, con i quali pubblica un album. Il gruppo dopo poco si scioglierà, ma a Tom sarà stato di grande aiuto per la sua crescita musicale: infatti con il batterista Brad Wilk, anche lui reduce dai Lock Up, continua il suo percorso musicale. Proprio in quel periodo conosce in un locale di Los Angeles un cantante Rap, Zack de la Rocha, che insieme al bassista Tim Commerford, suo amico d’infanzia, darà origine, con Tom e Brad, al gruppo che segnerà in modo inequivocabile la carriera artistica dei quattro: i Rage Against The Machine.
Occorre ora fare una breve premessa sui trascorsi di Zack de la Rocha. Di origine messicana, nasce a Long Beach in California il 12 Gennaio 1970. I genitori erano immigrati dal Messico; la madre era dottoressa in Antropologia, mentre il padre era un artista visuale, molto conosciuto per i suoi murales. Purtroppo i suoi genitori si separano quando lui ha circa 7 anni. Forse sia per il suo isolamento sociale (è uno dei pochi cittadini di origine messicana nella città di Irvine in California, dove vive), sia per il forte esaurimento avuto da suo padre quando Zack ha 13 anni, matura in sé la rabbia che ritrova ascoltando musica Hardcore Punk. Inizia quindi la sua carriera musicale suonando la chitarra e cantando negli Hardstance, che cambiano poi il nome in Inside Out, che inizia ad essere conosciuta localmente, e incideranno successivamente un EP, No Spiritual Surrender, nel 1990. Sviluppando forti ideali politici di ribellione, successivamente si avvicina all’Hip Hop, concentrando la sua rabbia come cantante. In questo periodo incontra, come detto sopra, appunto Tom Morello.
I Rage Against The Machine prendono forma nel 1991 ed hanno subito un ottimo riscontro da parte del pubblico. Il loro è un genere Rapcore - Alternative Metal - Funk Metal - Funkcore. In breve la fama di Tom Morello e del cantante Zack de la Rocha si estende su scala mondiale. L’impegno politico-musicale del gruppo è indiscusso ed a favore delle minoranze etniche.

Il 3 Novembre del 1992 esce il loro primo album con titolo omonimo del gruppo, che riceve ben tre dischi di platino! Basti pensare che il loro singolo di esordio “Killing In The Name” ha immediatamente un grandissimo successo radiofonico, anche se il brano è vittima della censura ed esce in America più corto di circa un minuto; la frase incriminata ripetuta ben 16 volte è: “Fuck you, I won’t do what you tell me”, la cui traduzione, non abbiamo dubbi, sarà chiara a tutti voi Accordiani.
Anche le loro esibizioni in quei primi anni non mancano di destare scalpore… A Philadelphia, nel 1993, appaiono sul palco nudi con del nastro adesivo sulle bocche ed ogni componente del gruppo ha sul petto una lettera, formando la sigla “PMRC”: Parents Music Resource Center, il comitato responsabile della censura musicale degli album appunto negli Stati Uniti.
Ma tutto questo per Tom Morello è e fa parte della sua vita: vi ricordate appunto che suo madre era in prima persona molto attiva nella lotta verso tutti i tipi di censure?
Il cammino musicale del gruppo prosegue con la pubblicazione nel 1996 di Evil Empire. Il brano più significativo di quest’album, “Bulls On Parade”, tratta il tema del Complesso Militare-Industriale e la manipolazione del popolo Americano allo scopo di indurlo ad accettare dubbie campagne militari. Anche questo, durante la loro esibizione al Saturday Night Live dello stesso anno, non manca di destare scalpore tanto che la loro performance viene sospesa dopo che la Band tenta di capovolgere le bandiere americane poste sui loro amplificatori. La loro, come poi spiegheranno, è una protesta contro l’allora ospite alla manifestazione Steve Forbes, candidato Repubblicano alla Casa Bianca.

Anche l’esibizione live nel Gennaio del 2000 a Wall Street provoca ancora scalpore, con la chiusura della stessa Borsa appunto per i disagi provocati dalla folla accorsa. Lo stesso regista Michael Moore fa poi uso di alcuni filmati di quell’esibizione per la realizzazione del video del brano “Sleep Now In The Fire”, in cui si vedono chiaramente dipendenti di Wall Street, vestiti da “pinguini”, ballare a ritmo dei Rage Against The Machine.

Bellissima anche la loro esibizione alla riedizione di Woodstock, per il trentennale dell’evento, nel 1999. In questa occasione durante il brano “Killing In The Name” bruciano la bandiera Americana in segno di protesta. Nel video, verso la fine, si possono notare appunto delle fiamme che divampano davanti ad un amplificatore. Non si capisce bene, ma è appunto la bandiera Americana che brucia…

Nel 2000 pubblicano l’album Renegades, che contiene cover di gruppi quali Devo, The Stooges, MC5, Afrika Bambaataa, Cypress Hill, Bob Dylan, Eric B. & Rakin e Bruce Springsteen.
Purtroppo, poco dopo, Zack de la Rocha, giustificando il fatto con la mancanza di un accordo collettivo sulle future strade musicali da percorrere e, a nostro avviso, soprattutto sulle sue, si allontana dal gruppo.
Nel 2003 esce però il loro secondo album live, Live At The Grand Olympic Auditorium, il loro ultimo concerto prima dello scioglimento.
Questo video mostra la parte finale del live, inclusa nei contenuti speciali del DVD, in cui vengono suonati “People Of The Sun” e “Know Your Enemy”.

Il cammino musicale dei tre procede con l’entrata nel gruppo di Chris Cornell, ex cantante dei Soundgarden, ed i quattro danno origine ad una nuova formazione: gli Audioslave.
Nonostante il vocalist sia diverso da quello di Zack de la Rocha, alcuni brani live fanno parte del bagaglio musicale dei tre componenti dei disciolti Rage Against The Machine. Differenza sostanziale, che delude molti fans dei RATM, è che però Cornell non vuole inserire alcun messaggio politico nelle canzoni degli Audioslave.
Sono comunque il primo gruppo statunitense ad esibirsi dal vivo a Cuba in un fantastico concerto del maggio del 2005. In questa parte eseguono il brano “Like A Stone”.

Successivamente vengono fatte varie offerte ai componenti degli ormai disciolti Rage Against The Machine, ma tutte naufragate, nonostante il fatto che Tom e Zack si siano personalmente riappacificati nel corso di una manifestazione di protesta degli agricoltori nel Centro-Sud degli U.S.A.
Nel l’Aprile del 2007, dopo l’uscita di Cris Cornell dagli Audioslave, riprende vita il glorioso gruppo dei Rage Against The Machine, con all’inizio alcuni concerti in occasione di festivals musicali, primo fra tutti il Coachella Valley Music And Arts Festival del 29 Aprile, per poi riconfermarsi come gruppo definitivamente ricostruitosi con la stessa formazione iniziale nel 2008.

Personalmente riteniamo molto positiva questa riunione, anche perché l’aggressività vocale nel rap di Zack de la Rocha è la giusta miscela che rende il sound dei Rage Against The Machine molto compatto e compenetrato. Le note che scaturiscono dalla chitarra di Tom Morello, poi, sono altrettanto graffianti, stringate ma non per questo meno ricche di creatività sonora. Sappiamo che ad alcuni di voi non potrà piacere il modo di suonare soprattutto di Tom, ma bisognerà prendere atto che obiettivamente rappresenta qualcosa di nuovo nella ricerca di uno stile musicale e nel forte impatto dei messaggi che la loro musica propone, al di fuori del fatto che si possano condividere o meno. La loro musica è un urlo di protesta e, a giudicare dalle esperienze di vita personali soprattutto di Zack del la Rocha e Tom Morello, direi che sia realmente sentita e vibrata dal loro io fino alle nostre orecchie che ne percepiscono l’elaborazione e le descrizioni del loro pensiero. I Rage Against The Machine sono stati, inoltre, i primi a mescolare generi come Rapcore, Funk, Rock, Metal… Tra i gruppi che li hanno influenzati ci sono appunto varie differenze musicali: tra questi, Led Zeppelin, Living Colours, Public Enemy, Afrika Bambaataa, MC5, Stooges.
Avevamo accennato allo stile particolare nel modo di suonare di Tom Morello. Indubbiamente fa un grande uso di effetti sonori, “convenzionali” o meno. Ha molta inventiva nel realizzarli e molti li crea da solo sfruttando le sonorità ottenute anche da un particolare switch che si è fatto appositamente montare su alcune delle sue chitarre. Tra le cose più strane usa sulle corde una chiave a brugola invece del plettro (come nel riff di “People Of The Sun”), a volte una penna a sfera (presumo tipo Bic) per percuotere ripetutamente le corde ottenendo l’effetto “Helicopter”, o il jack scollegato strofinandolo direttamente sul pick up o sulle corde (come ad esempio in “Testify”). Utilizza molto anche il feedback ottenibile posizionandosi davanti all’amplificatore. Ma l’effetto che personalizza maggiormente il suo stile è il sopracitato switch che manda in controfase i Pick Up, usato mentre passa velocemente la mano sinistra sulle corde.
Ecco qui quattro video (sottotitolati in italiano) del 2006 in cui Morello spiega alcuni dei suoi ingegnosi effetti utilizzati in alcuni dei suoi famosi riff e solisti, accompagnati anche da un’intervista.

E ora uno in cui sono presenti degli spezzoni del sopra citato Live In Cuba nel 2005 con gli Audioslave in cui si vedono i solisti di Morello, sempre con i suoi effetti.

Per gli effetti “convenzionali”, che utilizza spesso insieme a quelli sopra citati, usa un Boss Digital Delay, un Wha-Wha Dunlop Cry Baby, un Digitech Whammy, un Wah Morley Bad Horsie, un equalizzatore DOD EQ pedal, e un Flanger Ibanez. Con gli Audioslave, ha usato anche un Tremolo Boss (come in “Like a Stone”) e ha sostituito il Flanger con un MXR Phase 90 (in “Getaway Car”).
Come amplificatore utilizza un Marshall JCM800 da 50 watt con a una cassa Peavey 4x12 con tolex con fantasia tribale sulla cui rete è dipinto il Che.
Anche le sue chitarre sono molto personalizzate, sia nell’estetica che nei contenuti.
Con i Rage Against The Machine, prima dello scioglimento, ne utilizzava prevalentemente quattro, due accordate in Mi e due in Re.
Forse la più famosa è una simil-Stratocaster con sul fronte e sul retro del body dei simpatici ippopotami bianche da lui disegnati e la scritta “Arm The Homeless” in pennarello rosso sul fronte. Il manico è un Kramer Carrera, il ponte con il vibrato è un Floyd Rose e i Pick Up sono EMG. Questa è accordata in Mi.

Utilizza anche una Fender Telecaster made in Mexico accordata in Re, nera con tastiera in acero, personalizzata con svariati adesivi e qualche scritta.
Inoltre aveva acquistato per soli 80 dollari in Canada una terza chitarra color crema, meno usata però delle altre.
Ha inoltre una chitarra semiacustica rossa e nera dotata di sei manopole per regolare svariati effetti interni, che utilizzava esclusivamente per l’esecuzione di “Guerrilla Radio”
Nel corso della sua carriera musicale ha poi utilizzato anche altre chitarre. Tra queste una Gibson a doppia tastiera 6-12 corde, che usa in “The Ghost Of Tom Joad” e una chitarra personalizzata con l’immagine di una bandiera Keniota, che utilizza in “How I Could Just Kill A Man”.
Nel periodo degli Audioslave, Tom ha ulteriormente ampliato il suo “parco chitarre”. Tra queste molto famosa, una Fender Stratocaster nera con contorno body bianco, pickguard metallizzato con effetto specchio e paletta nera come il body. Sulla parte superiore del body ha scritto “Soul Power”.

Oltre a questa ha aggiunto tre Gibson Les Paul: una rossa, una con sfumature arancioni e una Goldtop.

Ultimamente ha sviluppato anche un suo personale side-project folk acustico, con il nome di The Nightwatchman, in cui suona chitarra e armonica e canta. Le tematiche affrontate sono sempre a sfondo socio-politico. Finora ha realizzato due album: “The Fabled City” e “One Man Revolution”.

La sua chitarra acustica è ovviamente personalizzata con una frase, sempre acuta come del resto tutte le altre, scritta in pennarello nero dietro al ponte: “Whatever It Takes”, che prende il nome da una canzone del suo primo album side-project.
Spesso le sue esibizioni dal vivo sono molto semplici, ma molto comunicative e toccanti; ricorda molto il Bob Dylan dei primi tempi…
Significativo il brano “The Road I Must Travel”, presente nel suo ultimo album, che ci fa capire che il cammino non è sempre facile ed è appena iniziato…

tom morello
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