Breve storia di un'assistenza
<p><a href="http://mirkomgl">mirkomgl</a> scrive <i>"salve a tutti, questa volta vi scrivo per raccontarvi una mia esperienza che mi ha lasciato un pò di amaro in bocca e tanta voglia di non fidarmi della gente. Nel mese di marzo 2004 acquistai un marshall jcm 2000, il mio primo valvolare, nonchè il mio primo ampli acquistato nuovo, visto che non mi intendevo di ampli e di valvole (avevo appena scoperto accordo tra l'altro), preferivo andare sul sicuro. In realtà subito dopo l'acquisto capii di essere stato un pò frettoloso e soprattutto molto incompetente: il mio ampli non si sentiva se suonavo insieme al mio batterista. Panico!"</i></p>
Dopo varie peripezie ed accertamenti riguardo l'impianto elettrico o altri disturbi "paraelettrici" in sala prove, lo consegnai ad A.T.A. Elettronica di Lecce, tecnico autorizzato per l'assistenza del mio marshall fresco fresco di garanzia. Passarono i giorni, poi le settimane, anche un paio di mesi e finalmente, dall'inghilterra arrivò il trasformatore d'uscita, colpevole del malfunzionamento. Magari!
Ricevetti poco dopo, la notizia che, non essendo quello il problema, il mio ampli era stato spedito alla L.E.M.I. di Torino, a cui fa capo l'assistenza in Italia dei prodotti Marshall.
Fortunatamente, in circa due settimane, il mio ampli era bello e funzionante in sala prove e da allora mi avrebbe dato anche qualche bella soddisfazione. Ciononostante, rimanevano molte mie perplessità sul corretto funzionamento di ciò che avevo acquistato (difficile reperire in zona ampli uguali per confrontarli) e del sistema garanzia, che la LEMI mi assicurò di poter prolungare di altri due mesi nel caso di problemi futuri.
Passato l'amaro, scoperte le potenzialità dell'ampli, periodi di gas, pedali, chitarra, un paio di concerti, e ad un certo punto, nel footswitch avverto un fastidioso falso contatto che talvolta non mi permette di accendere/spegnere il reverbero. Ci gioco un po' e mi accorgo che il cavo deve essersi interrotto dalla parte del footswitch e, siccome non mi garba tenermelo così e non mi va nemmeno di metterci mano, vista la garanzia e vista la mia totale "improvvisazione" nell'elettronica lo porto da ATA Elettronica di Lecce, il quale per telefono mi chiede di portare l'ampli, ma io, un pò per testardaggine, un pò per motivi di spazio in macchina, un pò perchè sono sicuro che il cavo si è interrotto proprio li, porta solo la pedaliera, che vado a ritirare, stavolta per miei impegni, dopo un pò di giorni. Saldature rifatte, "cambiare il cavo non conveniva perchè sono costosi e poi li dobbiamo fare spedire e ti costa più la spedizione" eccetera eccetera. 15 euro. Pago. 38 km in macchina fino a Brindisi. arrivo a casa, monto tutto, stesso problema, che si manifesta nella stessa maniera, muovendo il cavo dalla parte della pedaliera. Telefonata di protesta. "Sai che fai, portami anche l'ampli così controllo meglio".
Dopo qualche giorno, porto il tutto e chiedo di far vedere come si manifesta il problema. "Non fa niente, me la vedo io".
Io allora mi chiedo quanto mi costerà questo falso contatto, mi sento dire di non preoccuparmi perchè se bisogna cambiarlo, i 15 euro che ho già pagato li mettiamo al cavo nuovo, più una differenza. "comunque chiamami domani che controllo la situazione e ti faccio sapere".
L'indomani capisco che il cavo "è rotto dalla parte del connettore all'ampli" e chiedo quanto costa sostituirlo. "in commercio non si trovano, ti faccio sapere, ce li dobbiamo far spedire"..."15 euro + 16 euro di spedizione meno i 10 euro (sono diventati 10 adesso!!!) che hai già pagato".
Decido di lasciar stare perchè mi sembra eccessivo per un falso contatto che non compromette il funzionamento dell'ampli.
Scusatemi per lo sfogo, ma ho appena finito di sistemare la pedaliera; il cavo era interrotto a 10 cm dall'attacco dalla parte della pedaliera, ho dovuto tagliare e fare circa 6 saldature. Problema risolto (15 euro, tanti km, tante chiacchiere, 10 minuti!)