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Absynth 5 Tutorial - Prima parte
di [user #18600] - pubblicato il

Native Instruments Absynth 5 Tutorial: una panoramica step by step. Absynth 5 è un potente software di sintesi e trattamento del suono che è giunto ormai ad un notevole grado di maturazione; originariamente sviluppato da Brian Clevinger e successivamente perfezionato dal team berlinese N.I., permette di assemblare complesse strutture di generazione timbrica autonoma, granulazione o frattalizzazione del segnale e trattamento dei segnali esterni.

Punto di forza, ma anche ostacolo non da poco nelle prime fasi di apprendimento, è la possibilità di modulare in maniera ciclica o transiente una quantità pressochè sterminata di parametri significativi, grazie ad una flessibile implementazione grafica. Da non sottovalutare, inoltre, la possibilità di velocizzare le operazioni di programmazione potendo salvare e ricaricare singole unità operative di parametri relativi ai diversi blocchi funzionali.

Cosa c’è di nuovo in Absynth 5?
La nuova versione del programma contiene svariate migliorie, alcune aggiunte significative ed una quantità di nuovi timbri pronti all’uso. Scendendo nei particolari, sono state aggiunte le funzionalità di:

• Mutator: un motore di alterazione parametrica regolabile dall’utente per intensità della deviazione; in base al range concesso ed all’autorizzazione d’accesso ai diversi moduli, sarà possibile ottenere a comando infinite “deviazioni” della patch originale.
• SuperComb Filter: l’implementazione dei filtri a pettine per processare il segnale audio è stata potenziata prendendo in prestito funzionalità degli effetti Resonator e Pipe Delay.
• Cloud Filter: un nuovo modulo di filtraggio che sfrutta il motore di granulazione approntato per il potente effetto Aetherizer.
• Feedback Loop potenziato: quasi tutti i moduli filtro possono instanziare, nel percorso di feedback che produce la resonance recursiva, un comportamento di alterazione timbrica preso in prestito dal waveshaper, dal frequency shifter e dal ring modulator.
• Tutti i moduli waveshaper e filter sono stati uniformati nella grafica e nella disposizione dei parametri significativi.
• È previsto il supporto per i sistemi operativi a 64 bit.

Architettura del programma
Il funzionamento di Absynth 5 è organizzato in otto pagine software relative a:

• Browser: per la selezione delle timbriche e la gestione dei metacriteri di ricerca.
• Performance: per la gestione dei parametri di funzionamento generici; la pagina è a sua volta divisa in sette sotto pagine:

o Controllers: gli accoppiamenti tra macro parametri e MIDI CC. Ricordiamo che le destinazioni Macro sono individuabili, all’interno di un sequencer host, come possibili target di modulazione automatizzabili.
o Assignments: la personalizzazione dei valori utili tra MIDI CC e Macro, con possibilità di definire range, lag o inversioni.
o MIDI: la gestione di bend, velocity, volume, panpot.
o Note: la risposta dei valori parametrici al keyboard mapping; è possibile definire traiettorie non lineari.
o Tuning: la possibilità di creare una user’s tuning list o di utilizzare una delle mappature d’intonazione predefinite.
o Audio Mod: quattro envelope follower A-D (con generatore di trigger incorporati) assegnabili ai parametri ritenuti più significativi.
• Patch: la struttura a blocchi del canale di sintesi vero e proprio; la visualizzazione è limitata ai parametri audio, mentre le modulazioni sono contenute nelle successive pagine di gestione Envelope ed LFO.
• Effect: uno dei sette possibili algoritmi di trattamento audio.
• Attributes: per la gestione dei metacriteri di selezione.
• Wave: selezione, creazione o editaggio delle forme d’onda desiderate; la pagina è a sua volta divisa in tre sotto pagine:

o Waveform: scelta, editaggio grafico, modifiche con gli algoritmi residenti (dall’offset DC alla frattalizzazione) per la forma d’onda utilizzata negli oscillatori.
o Spectrum: regolazione di ampiezza e fase indipendente (o raggruppate per blocchi di armoniche) di ogni singolo componente armonico.
o Morph: saldatura tra due diverse forme d’onda.
• Envelope: la pagina di visione complessiva o selettiva per gli inviluppi instanziati a controllo dei parametri decisi dall’utente; ciascun inviluppo può essere editato graficamente ed impostato su una tra le sei modalità operative disponibili.
• LFO: i tre oscillatori a bassa frequenza possono essere assegnati a destinazioni multiple, con ampiezze e polarità indipendenti.

In aggiunta, quando Absynth 5 viene utilizzato in modalità stand-alone, nella Application Bar (riprodotta qui sopra insieme alla superiore Navigation Bar) trovano posto tutte le funzionalità relative alla gestione dei menu File, Edit, Save, Patch Select, Mutator. Nella parte alta dell’immagine, la Navigation Bar vera e propria, sono posizionate le visualizzazioni dell’impegno CPU e dell’attività audio in ingresso (4 possibili vie simultanee) ed in uscita (8 possibili vie simultanee).

Ricordiamo che la configurazione multivia in uscita audio può essere specificata nel menu File/Options; nello specifico, è visibile il posizionamento degli ascolti in formato 8 vie rispetto al musicista (che si presuppone in posizione centrale); ciascuno degli otto canali è assegnabile numericamente al percorso audio desiderato.

Qualche criterio di navigazione
Il meccanismo di funzionamento che governa Absynth è abbastanza lineare: prima si padroneggia la struttura della patch, la sua articolazione nei canali paralleli e l’interazione con gli effetti; poi, si passa ad approfondire il processo di editaggio creativo sulle forme d’onda (o l’eventuale trattamento di segnali audio esterni). Una volta terminata la catena audio, si passa alle procedure di controllo: generazione delle traiettorie d’inviluppo e gestione delle modulazioni cicliche con i tre oscillatori a bassa frequenza.
Un’ultima passata per quello che riguarda il MIDI ed i controlli a distanza ed il gioco è fatto!

absynth 5 native instruments tutorial virtual instruments
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