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Goodall TRLD 12S
di [user #179] - pubblicato il

James Goodall, liutaio Hawaiano dai capelli voluttuosamente biondi, è sicuramente una voce fuori dal coro tra i costruttori di chitarre acustiche. Ed il coro, in questo caso, è costituito oltre che dalla maggiore concentrazione di fabbriche e liuterie in USA, anche dal nostro stesso immaginario collettivo che non riesce ad accettare che una chitarra non venga dalla terra appartenuta agli indiani fino a poche centinaia di anni fa. Ma chi associa la chitarra acustica solo ai cowboy forse dimentica che il più noto costruttore di chitarre americano, C.F. MARTIN I°, era tedesco, che ll creatore delle Epiphone era Greco e che la chitarra ha indubbie ed indiscusse origini europee.

Certo, non è raro ormai trovare ottimi liutai in ogni angolo del mondo, ma accettare che un signore bassotto, perennemente in calzoncini corti alla Armani, e con un ciuffo biondo sulla pelata possa essere una delle pietre di paragone per le chitarre acustiche di pregio è davvero una cosa insolita.

Ma se James Goodall è un liutaio "fuori dal coro", le sue chitarre - con particolare riferimento a quella che stiamo testando - hanno davvero un "coro che viene fuori dalla voce". Ad una semplice pennata corisponde un suono così potente e con una tale ricchezza armonica che non sembra provenire da un solo strumento.

La Goodall TRLD 12S, pur essendo essenzialmente una D 12 tasti sullo stile di quelle suonate da Norman Blake ed introdotte sul mercato dalla Martin sin dal 1954, è nuova nel catalogo Goodall e ne sono stati prodotti ancora pochissimi esemplari. La sigla per esteso (Traditional Long Drednought 12 S) sta ad indicare una cassa di tipo D allungata, con 12 tasti fuori dal corpo. Questo tipo di chitarra si presta praticamente a qualsiasi genere ed è caratterizzato da un suono potente, caldo e dolce, con una grande risposta alla più piccola sollecitazione. Leggermente penalizzati i bassi scattanti a favore di una dolcezza ed equilibrio generali.

I LEGNI

La chitarra ha fondo e fasce in AAA indian rosewood, tavola in adirondack (probabilmente la migliore scelta per una acustica), tastiera in ebano, binding sul corpo e sulla paletta in Acero bianco massello, manico (senza binding) in mogano, meccaniche waverly su slotted headstock, pioli in acero, ponte in osso. La tastiera è 1 7/8 (47,62 mm) e abbastanza comoda per chi, come me, ha mani grandi o per chi proviene dalle classiche da concerto. Leggermente affaticante per chi invece ha mani più piccole.

LA SUONABILITA'

Confortevole e ben bilanciata, si suona con facilità nonostante le sue dimensioni notevoli. L'action mi sembra giusta e non necessita del minimo aggiustamento. Certo una OM o una 000 sono decisamente più pratiche e confortecoli sia da suonare che da imbracciare, ma non si può avere tutto in una sola chitarra>

LA PROVA CON LE CORDE DI SERIE: ELIXIR NANOWEB 012

La prima, immediata e fortissima sensazione che ho avuto suonando questa chitarra, è che ha un suono talmente straordinariamente aperto da ricordare una chitarra con una cinquantina di anni ben portati sul groppone. Una cascata di note che sembrano restare nell'aria e non voler scendere giù in basso come una nuvola di sigaro in un ambiente affollato. E' un suono potente, lungo, brillante, etereo, dolce e pieno nello stesso tempo. Una seconda considerazione che forse renderà bene il concetto è che questa chitarra ha un effetto 12 corde. Infatti gli overtones sono talmente evidenti e presenti (grazie anche alla caratteristica esaltazione delle elixir nanoweb) da restituire all'orecchio il suono della corda + sottile di una dodici corde. Pur non avendo - come è logico - il focus di una cassa piccola, la TRLD 12S da ugualmente soddisfazione nel fingerstyle sia per la timbrica dolce e ricca, che per la pronta risposta che permette notevole grazia nei passaggi più sfumati. Nello strumming, a confronto con le altre chitarre (tutte notevoli) presenti nell'ambiente della prova, la Goodall, al di là del maggior volume, fa sembrare le OM e OOO sorde, stoppate, bloccate.

LA PROVA CON LE CORDE MARTIN SP 12/54 Americane

E' incredibile quanto le corde possano influire sulla timbrica ed in generale sulle prestazioni di una chitarra. Con le elixir, per via della enorme esaltazione deglio overtones, il suono sembrava quasi quello di una dodici corde, mentre con le Martin SP (senza fosforo) le fondamentali prendono più corpo e la Goodall si trasforma in una incredibile power guitar che invita allo strumming più sanguigno ed americaneggiante. La trimbrica più asciutta fa ricordare un pò anche il suono Collings. Gli overtones ed il soustain sono sempre notevoli ma la chitarra ha cambiato decisamente suono.

LA PROVA CON LE D'ORAZIO 12/53 FOSFORO

Decisamente un matrimonio sbagliato. Ottime corde che stranamente in questo caso non si esprimono e non fanno esprimere questa chitarra al meglio. Rispetto alle Martin SP c'è una notevolissima diminuizione di dinamica e contemporaneamente una brillantezza maggiore anche se molto lontana dalla ricchezza di overtones sprigionati dalle Elixir (il famoso effetto 12 corde). Ricordo invece come queste stesse corde - al contrario delle corde Martin - esaltassero le doti di una chitarra molto particolare come la LOWDEN 025. Non finirò mai di stupirmi di quanto influiscano le corde ad esaltare o annullare le caratteristiche timbriche, espressive e dinamiche di una chitarra acustica.

LA PROVA CON LE CORDE MARTIN SP+ 12/54 PHOSPHOR BRONZE

Il suono è decisamente arioso, come se la chitarra fosse stata riverberata con un buon processore analogico di quelli di una volta. Le frequenze acute enfatizzate dal fosforo proiettano la chitarra molto lontano. I bassi risultano molto equilibrati ma con "cotanta" apertura verso gli alti ti verrebbe voglia di altretanta profondità verso il basso. Ma si tratta solo di aspettare e suonare. I bassi maturano prima degli acuti. A tal riguardo ricordo che nella mia profonda ignoranza parlando con Danilo Metelli, noto liutaio italiano, sul suono di una sua creatura vecchia di un anno, ebbi a dire che avrei preferito un pò di bassi in più (magari a discapito dell'equibrio) perchè con i bassi corposi ci godo di più. Danilio mi disse proprio che erano a maturazione e ZAK, dopo qualche mese ecco spuntare quello che cercavo, un suono pieno ed articolato. Insomma, le chitarre vivono e crescono, imparano e nel contempo ci insegnano.

QUALI CORDE ALLORA?

Davvero difficile decidere e comunque la prova non si può dire terminata. Continuerò ad aggiornare questa prova man mano che proverò nuove soluzioni, anche se l'articolo non sarà più in home page. Per il momento sono ancora molto indeciso. Presumo che non appena i bassi si evolveranno l'accoppiata con le corde al fosforo possa essera la più gratificante e spettacolare.

CONCLUSIONI

Indubbiamente una delle migliori chitarre che ho avuto modo di suonare. Non so quanto si possa riuscire ad ottenere di più da una acustica. Le corde, su uno strumento che risponde in modo così impressionante ed esalta ogni cosa, svolgono una funzione fondamentale e permettoni di avere non una ma più chitarre diverse, da personalizzare secondo i propri gusti.

GIUDIZIO FINALE

ESTETICA 8 (Bella, raffinata, sobria. Bellissima la paletta)
COSTRUZIONE 10 (il meglio)
SUONABILITA' 9 (la tastiera larga affatica un pò)
CONFORT 8 (ottimo per le dimensioni)
TIMBRICA 9 (perfetta. Mi tengo basso in quanto nuova e destinata a migliorare)
MECCANICHE 8 (molto belle ma non con il miglior rapporto al mondo)
RISPOSTA 10 (immediata)
VOLUME 10 (enorme)
OVERTONES 10 (un vero coro di armonici specie con corde elixir o al fosforo)
SUSTAIN 10 (non potrebbe averne di più)

GIUDIZIO COMPLESSIVO: 9.2 su 10

chitarre acustiche goodall trid 12s
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