Brown Phase, il made in Italy di BurnFx
<img alt="" src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/29688/600x0/00/t_brown_phase_3[1].jpg"> Eccoci qua per parlare del mio nuovo acquisto. Il phaser. La scelta è stata molto dura, infatti, ho avuto una grossa indecisione su che modulazione mi potesse aiutare di più. Ho avuto chorus di ogni genere per anni, ma più passava il tempo e più mi accorgevo che il loro utilizzo era sempre più raro. Dopo vari mesi a valutare, provare, e chiedere consigli, (anche su accordo) sono arrivato ad una conclusione. Prendo il phaser. Ho provato molto. Alla fine, tramite ricerche di ogni genere, sono arrivato a Dado di BurnFx: Il Brown Phase. Un altro made in Italy che vale la pena considerare. Poi io personalmente, ho preso la strada del “fattelo costruire” in modo tale che in linea di massima, si possono apportare modifiche o modellare il suono a piacimento. Basta con i suoni standard, o almeno tenere solo quelli essenziali.

Prima di tutto vorrei spendere due parole sulla professionalità e la disponibilità di Dado. Infatti, oltre alle consulenze e i vari consigli, mi ha tenuto aggiornato in ogni fase della realizzazione. Passiamo ora al pedale. Esteticamente si presenta nella classica scatola hammond in alluminio pressofuso, con una grafica marrone. I controlli sono rate e depht. Abbiamo inoltre uno switch a due posizioni. Led blu. Alimentazione a 9 volt.
Il suono. Diciamo subito che si ispira al Ross phaser degli anni 70. Il bello però e che non presenta gli stessi difetti di suoi amici tipo mxr e simili. Il più eclatante di questi altri phaser è a mio parere la botta di volume che ti danno. Certi, sembravano quasi dei boost. Una cosa che mi demotivava parecchio. Poi arriva il Brown.
Le modifiche principali sono state in sintesi:
1. cambio dela sezione di ingresso ed uscita per adattare le impedenze alle esigenze attuali di pedali, chitarre ed amplificatori infatti si sposa bene con gli altri piccoli nella pedalboard e su ogni chitarra;
2. esasperato l'effetto "depth". Con questo al massimo si arriva sino ad effetti tipo “univibe”
3. sostituito i tre integrati di oscillazzione con modelli più recenti in modo che l'andamento del phasing sia piu pulito e preciso.
4. inserito il mini-switch per spostare la zona di phasing
Per altre informazioni più tecniche chiedete a lui, anche perché ci sono state ulteriori modifiche di base; io mi fermo qui.
Diciamo che giocando con le regolazioni esce fuori un suono dolce, mai invadente (cosa per me fondamentale), caldo a tratti affascinante, avvolgente. Non ve lo so spiegare, ma mi da delle belle sensazioni. Il funky esce fuori che una bellezza. Le altre ritmiche anche con drive spinti, prendono vita. Si può anche esagerare. Ricordo che si possono avere anche delle regolazioni estreme; spaziali. Inoltre il già citato switch ci permette di spostare la zona di phasing dalle frequenze medio basse a quelle alte. Questa cosa è molto interessante infatti molti phaser mangiano troppe frequenze. La soluzione è questa: decidere il punto dove intervenire a seconda delle esigenze, del gusto e della strumentazione. Sui distorti non impasta ma genera quel riempimento piacevole e caldo. Infine da notare che risponde perfettamente alla dinamica data dal tocco, a differenza di altri phaser che inspiegabilmente creavano compressione. I rumori di fondo sono inesistenti. Sono stato davvero sorpreso credetemi.