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Rock allo stato brado - EHI NEGRITA !
di [user #116] - pubblicato il

Lauro L27 scrive: Difficile raccontare quando tutto ha avuto inizio. Un po' da qualche canzone sparsa nel mare magnum delle radio più o meno indipendenti, un po' da qualche immagine o spezzone live passato nell'altro mare magnum delle tv ... più o meno indipendenti. L'interesse per questa Band (lettera maiuscola, più avanti capirete perchè ...) stava maturando a livelli tutto sommato normali: belle canzoni, immagine anni 70 che non guasta mai, articoli interessanti su riviste specializzate ecc ... insomma tutto nella norma. Sino al 22 giugno scorso quando al campo sportivo di Casumaro (FE) ho assitito per la prima volta ad un concerto dei Negrita. L'intenzione era quella di trascorrere una serata "tranquilla": quattro passi in compagnia, una birra fresca, un concerto in sottofondo tra sanremo e festivalbar ... Beh, COME MI SBAGLIAVO.

fotografie concerto Negrita Conoscevo pressochè pochissimo dei ragazzi ed ho voluto e dovuto aspettare qualche tempo prima di esprimermi e scrivere questa recensione, soprattutto perchè l'argomento si è rivelato quanto mai interessante ed era pertanto necessaria una adeguata preparazione. Dal primo, aspro Blackout sino all'ultimo L'Uomo Sogna Di Volare, la discografia dei Negrita è stata passata al setaccio svariate centinaia di volte (casa, macchina, ufficio, non ce n'è stato per nessuno ... hanno retto solo i Living Loud ...) con un unico, solo obbiettivo: capire se la serata di Casumaro, in cui le canzoni dell'ultimo "L'uomo sogna di volare" sono state restituite in una forma di gran lunga più coinvolgenti della forma contenuta sul disco e molto più simili alle atmosfere dei lavori precedenti, sia stato semplicemente uno strano caso del destino od il risultato di una scelta ben precisa.

Partiamo dall'inizio; le canzoni dei Negrita sono adatte a QUASI tutte le orecchie, specialmente a quelle di chi la vita la vive fino in fondo; raccontano con grande immediatezza esperienze in fin dei conti comuni ma dotate anche di quella poesia e di quella dolcezza che solo la vita, talvolta, reca con sé.

Linguaggio di strada, testi diretti, mai scontati, coinvolgenti; ci sono undici anni di distanza tra due canzoni come Lontani Dal Mondo e Destinati a Perdersi ma la capacità di queste canzoni di essere immediate e ricercate allo stesso tempo deve far riflettere come ci si trovi di fronte ad una capacità di scrittura non comune, paragonabile senza timore a qualsiasi altro repertorio e che ci permette di osservare un gruppo dotato di uno stile personale, innovativo ed in piena maturazione.

Qui su accordo, attraverso lo scambio di opinioni nel Valorizziamo il Made In Italy, siamo stati ben chiari ed esaurienti sulla critica agli usi ed agli abusi di un mercato che costringono anche un gruppo come i Negrita a scelte che molti possono fraintendere come compromesso commerciale pur di raggiungere meritatamente quel minimo di successo che nonostante i quasi venti anni di gavetta ed un live act con ben pochi altri paragonabili fatica ad esser riconosciuto in giusta misura.

Come premesso poco sopra, la causa scatenante della folgorazione, è stato un concerto.

La serata di Casumaro è stata sicuramente una di quelle serate sopra le righe, in cui tutto ha girato per il verso giusto: acustica, pubblico, suoni, feeling sopra, sotto ed anche più in la del palco, al di fuori e lontano da quella "fossa dei leoni", da sempre luogo in cui il concerto viene vissuto senza alcun compromesso ... divertimento da "grana grossa" come direbbe il buon Michele ... :-D. Un concerto straordinario: grande coinvolgimento di pubblico, bellissimi suoni di chitarre, grande coesione di band già al terzo concerto del tour, ottima acustica praticamente ovunque e birra a fiumi ( ... l'oste ha avuto da lavorare sodo quella sera), hanno trasformato una serata che si presumeva e prospettava di ordinaria amministrazione come una delle serate da mandare a memoria per lungo lungo tempo; conferma ne sia che nei luoghi di ritrovo canonici della mia città, ancora se ne parla molto e molto bene.

Questi sei ragazzi hanno a dir poco aggredito il pubblico con uno dei più bei suoni rock che io abbia sentito in Italia mettendo in scena la quintessenza del concerto rock ! CONCERTO ROCK ho scritto !!!

Mac (Cesare) e Drigo hanno sedotto il sottoscritto con un serraglio di Gibson, Strato, Tele, Vox, Orange e Fender che facevano più invidia che altro ma soprattutto con una alchimia ed una coesione rare da riscontrare nel panorama musicale odierno, come se non bastasse ci hanno divertito con un gioco ed uno scambio delle parti che ha lasciato intravedere anche in Cesare un solista di tutto rispetto e in Drigo un ritmico di grande classe e pulizia. Bravi ragazzi: l'essenziale spesso paga e qui, eccome se ha pagato !

Gruppi con due chitarristi, un ritmico ed un solista bravi entrambi, pronti a scambiarsi i ruoli ed a giocare fra loro ma sempre al servizio della resa finale, della canzone e dell'impatto sonoro di tutto il gruppo, beh ... io ne ho sentiti solo due ... e non Italiani: se qui su Accordo già si parla da tempo, ed a ragione, di "suono Negrita" finalmente ho capito perchè. I ragazzi hanno fatto loro e personalizzato con splendidi risultati la lezione delle due chitarre, giustamente considerata una delle più importanti del rock. La sezione ritmica è stata mixata finalmente bene e finalmente abbastanza in alto da permettere al pubblico di udire al meglio un bassista tosto come una locomotiva ed un batterista roccioso come pochi ma mai sopra gli schemi. Ragazzi miei ... ce ne fossero di più in giro come voi due, anzi ... tre poichè anche il brasiliano Itaiata alle percussioni ha fornito un apporto determinante al sound del gruppo. Pau, beh ... non dovrebbe aver bisogno di presentazioni: il frontman ideale, trascinatore ora aggressivo, ora giullare, che mai ha dato l'impressione di prevaricare gli altri componenti del gruppo, anzi, più regista ed organizzatore che affetto da "lead singer disease", pure filosofo quando di fronte al bosco di telefonini impegnati nel fissare una immagine della serata ha esclamato ... " Ma non ci son più i ladri di una volta ? Ragazzi ... la vita va vissuta non va fotografata". GRANDE !!!

fotografie concerto Negrita La prima cosa notata, palese peraltro, è stato il contrasto profondo tra la forma delle canzoni presenti sui dischi e la dimensione in cui queste sono state riproposte in concerto: quasi inparagonabili, dal vivo canzoni come Non Ci Guarderemo Indietro Mai, Hemingway, Bambole, L'Uomo Sogna Di Volare, Provo A Difendermi e praticamente tutte le altre, soprattutto le ultime, la stessa Rotolando Verso Sud, gradevole se ascoltata per radio, sono cresciute a dismisura, evidenziando come il territorio preferito dai sei sia il palco e sul palco diano in ogni occasione, il meglio di sè.

Dopo 27 concerti e due mesi e mezzo di tour la scaletta è stata riorganizzata completamente; invece di iniziare a spron battuto come in apertura del tour, a Ravenna il concerto è stato un "crescendo" continuo sino a prendere letteralmente fuoco nella parte centrale con la sequenza Cambio, Mama Maè, Ehi Negrita e Transalcolico mostrando ancora una volta come nelle vene dei ragazzi scorra potente la forza del rock: nonostante fosse accettabile anche un leggero cedimento dovuto alla stanchezza più che comprensibile di un tour intenso come pochi i Negrita si sono mostrati ancora "maestosi" per completezza di ritmiche, suoni, presenza scenica e tutto il resto. Ed è stato un altro concerto straordinario.

Bambole come seconda canzone, vera e propria frustata rabbiosa di energia, Allelulia la chicca della serata, testimone del fatto che i Negrita non si presentano dal vivo con una scaletta standard precostituita ma decidano sera per sera; ci manca solo che decidano anche sul momento, durante il concerto (questo, se lo fanno, è un dettaglio che mi è scappato ... sorry, nessuno è perfetto ...) e poi mi tocca di scomodare la E Street ... sarebbe veramente troppo !

Menzione particolare per la dedica a New Orleans della meravigliosa Hemingway, che insieme alla nostalgica Ho Imparato A Sognare, condivide uno dei momenti più intensi e toccanti del concerto.

Non me ne vogliano i 150 ... 200.000 (?) del campovolo di RE tra cui, peraltro, ero presente ma oggettivamente, non c'è stata storia. Troppo grande la differenza tra evento "multimedialbusinnessdiscografico" ed il CONCERTO ROCK dei ragazzi di Arezzo.

Troppo grande la differenza di suoni che hanno investito i due pubblici: troppo inconsistenti, freddi ed irritanti i primi e troppo irruenti, istintivi e genuini i secondi.

Troppo diverse le atmosfere ed il coinvolgimento di chi, dal palco, ha trascinato, entusiasmato, commosso e divertito il pubblico presente. Troppo diversi loro: quattro ragazzi di Arezzo, un siciliano ed un Brasiliano (toscani ad honorem I suppose ... :-)) che hanno suonato e cantato come se fosse l'unica e ultima cosa da fare, come se dall'esito della serata dipendesse chissà quale destino; come se tutto il mondo appartenesse alle mani ed alla voce di chi non ha lesinato sangue, sudore e lacrime e regalato ai presenti un'altra serata da ricordare, allo stesso livello di quella ormai storica di Casumaro (in caso di dubbi, pregasi consultare il forum del gruppo, grazie). Poco contano i suoni addomesticati da Festivalbar: questi ragazzi hanno colpito durissimo nella testa e nel cuore di fans ed appassionati, dimostrando che quando si possiedono radici così profonde si possono affrontare praticamente tutte le situazioni contingenti, forti dello spirito e del senso di appartenenza e di comunione necessario per mantenersi selvaggi ed innocenti; dotati di quella forza che non è costituita e non proviene dall'evento in sè ma dalla passione del pubblico stesso e dal feeling che chi si trova SUL PALCO, è in grado di trasmettere E SCAMBIARE con il proprio pubblico.

Non dimentichiamolo mai: questo è uno degli aspetti fondamentali e probabilmente più importanti di un CONCERTO ROCK, se viene a mancare, tutto si trasforma in intrattenimento.

A buon intenditor ...

Al momento dell'upload, giunge voce dalla regia che Cesare e Drigo siano due "fans" di Paolo Bonfanti.

Sin qui giunti ... come non volergli bene ?

Lauro L27

P.S. Non temete ... è in arrivo un approfondimento speciale per la voce "campovolo".

album negrita
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