Orange Tiny Terror TT15 combo - Chitarre ottobre 2010
Un ampli compatto e un marchio riconoscibilissimo per un suono che fa parte della storia stessa del rock. Si tratta della versione combo dell'omonima e ben nota mini-testata, in grado di funzionare alla potenza di 15 o 7 watt, ovviamente valvolari, immortalato nel video realizzato da Simone Gianlorenzi, autore anche del test sulla rivista. E' la fine degli anni '60 quando nel fermento della swinging London nasce "The Orange musical instrument shop and recording studio". Cliff Cooper, fondatore del marchio, ben presto però passa dal fare musica al costruire amplificatori i primi dei quali per Peter Green dei Fleetwood Mac.
La lista dei clienti inizia ben presto a crescere e ad essere importante: BB King, Jimmy Page, John Mayall, Stevie Wonder e tanti altri. Dopo un periodo meno felice negli anni '80 il decennio seguente vede la rinascita del marchio grazie al grunge rock di Nirvana e Pearl Jam ma anche al brit pop di Oasis e Blur. Gli ampli Orange tornano a colorare palchi e dischi in tutto il mondo. Nel 2006 nasce la linea Tiny Terror che si reincarna oggi nel piccolo combo di questa prova. Nello stesso anno, quarant'anni dopo la nascita di Orange, si scomoda addirittura la Regina Elisabetta per premiare il marchio alla "Enterprise Awards ceremony" a Buckingham Palace. Oggi gli ampli Orange sono collegati alle chitarre di Jimmy Page, Gary Moore, Placebo, Madonna, Alanis Morissette, Prince, Queen of the Stone Age e tantissimi altri. Se lo dice la Regina...
Quella che segue è un'analisi dell'ampli offerta da Paolo Di Russo, "Gwynnett" per tutti gli accordiani.
Una fascia di arancio smagliante, tipico colore Orange, divide il frontale di questa splendida testata lasciando al di sopra il notissimo logo e relegando nella parte inferiore i pochi controlli che comunque riescono a modellare suoni importanti e tipicamente British. Un preamplificatore minimale ed un finale semplice e vivace permettono di usufruire di un clean molto bello ma ottenibile solo rinunciando a buona parte del volume, mentre nessun problema si crea per la costruzione di un dirty potente ed aggressivo come difficilmente si riscontra in apparecchi di questa classe. Quindi, non solo un look accattivante ma anche giuste soluzioni di suono ed un volume a dir poco devastante tanto da adottare l'opzione di poter ridurre la potenza in uscita magari per consentirne un uso domestico con una discreta saturazione e "discreta" rimane il termine giusto. Normalmente una riduzione della potenza massima è ottenibile modificando il bias delle valvole con soluzioni diverse che vanno dalla possibilità in opzione di un più alto valore di resistenza ai catodi delle finali ad un minore assorbimento in corrente dei triodi preamplificatori con un conseguente decremento del guadagno totale. Anche una diversa configurazione delle finali porterebbe ad un risultato analogo infatti collegando "a triodo" due "pentodi puri" come le EL84 si ottiene una riduzione di potenza pari a circa metà di quella originaria con una timbrica sempre nella sfera del "discreto". Orange ha invece usato un altro sistema già in uso in alcuni ampli di fascia alta, che consiste nell'adozione di un trasformatore di alimentazione dotato di tre avvolgimenti secondari di cui uno da 6,3 volts per alimentare i filamenti dei tubi ed altri due rispettivamente di 90 e 180 volts selezionabili con uno switch per conferire al circuito l'alimentazione ideale o soltanto metà di essa. Naturalmente anche questa soluzione rappresenta un evidente compromesso e la risposta che ne consegue non è assolutamente paragonabile sia per carattere che per dinamica a quella originaria ma rappresenta comunque un'utile opzione fruibile in particolari situazioni.