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Tremolo e vibrato, è ora di fare chiarezza
di [user #116] - pubblicato il

Gli effetti, un argomento particolarmente caro ai chitarristi, ma anche un campo in cui dilaga molta disinformazione e confusione, talvolta imputabile anche a madornali errori commessi dai produttori di congegni meccanici o elettronici che dovrebbero aiutare il chitarrista, e lo fanno, ma contemporaneamente creano convinzioni totalmente sbagliate sul funzionamento degli stessi e il loro scopo all'interno della strumentazione.

Il chitarrista è abituato a pensare subito a piccole scatolette di metallo, quando vengono nominati gli effetti, ma i protagonisti di questo articolo sono quegli effetti che, seppur ricreati "in laboratorio", trovano origine in un patrimonio musicale molto più antico dell'avvento della chitarra elettrica, e sono caratteristici di numerosi strumenti musicali.
Tremolo e vibrato, spesso confusi tra loro fino a essere spesso considerati erroneamente uguali, sono gli effetti forse più antichi introdotti sulla chitarra elettrica, ma rappresentano anche dei puri abbellimenti esistenti da sempre e indicati sistematicamente su di uno spartito.
Gli strumenti ad arco e gli ottoni sono familiari con questi due effetti, li applicano di continuo per arricchire le proprie esecuzioni e li distinguono perfettamente per ciò che sono, ovvero rispettivamente alterazione pulsante del volume nel tempo e alterazione altrettanto pulsante dell'altezza della nota nel tempo.
Fender, con il suo ponte del vibrato chiamato tremolo e i suoi effetti elettronici per il tremolo definiti vibrato, ha contribuito non poco a confondere le idee di tanti poveri chitarristi e ora dedica una sorta di mea culpa tra le news del sito ufficiale. Ci sentiamo di dedicare il seguente stralcio tratto dall'articolo originale e tradotto in italiano a tutti colori che quando alterano il pitch di una nota con la mano sinistra dicono di fare un vibrato e quando lo fanno con la leva fanno un tremolo.

Il tremolo è un effetto tremante prodotto da piccole e veloci variazioni nel volume della nota. Esiste da centinaia di anni come una tecnica musicale, ma per ciò che ci riguarda è un'innovazione tecnica molto più recente utilizzata nella progettazione degli amplificatori.

Il vero vibrato è il più delle volte effettuato manualmente o meccanicamente. Il vibrato manuale è una tecnica per la mano sinistra nella quale le dita poste sulla nota vibrano su e giù dolcemente e regolarmente (in realtà esistono diversi approcci, uno simile a quello classico utilizzato sugli strumenti ad arco, in cui il movimento è quasi totalmente longitudinale al manico, uno chiaramente più efficace e con più escursione in cui il movimento del dito è perpendicolare al manico, tipico del blues e uno misto, nel quale il dito compie un movimento circolare, caratteristico di molti chitarristi anni '80 e molto presente nella tecnica di Steve Vai, NdR) , producendo piccole alterazioni nel pitch.

Qui nasce la confusione. Quando Fender presentò la Stratocaster nel 1954, questa era dotata di un ingegnoso meccanismo che permetteva in modo efficace di allentare la tensione delle corde conservando una buona intonazione. Questo era a tutti gli effetti un sistema di vibrato, ma Fender lo chiamò synchronized tremolo system.

Da quel momento in poi, Fender e molti chitarristi in tutto il mondo si sono riferiti al sistema meccanico per il vibrato della Stratocaster come sistema tremolo. Il nome comune per la leva è stato per lungo tempo trem arm, e le altre parti sono chiamate in modo simile (trem block, trem springs etc.). Per evitare confusione, comunque, il fenomeno che questi apparecchi producono è un vibrato.

Per evitare di complicare le cose, molti amplificatori dotati di tremolo sono tuttora etichettati come dotati di vibrato. Gli amplificatori con tremolo sono in circolazione fin dalla fine degli anni '40. Fender introdusse il suo primo amplificatore con tremolo, il Tremolux, nell'estate del 1955 (era il primo amplificatore Fender con un effetto integrato, basilarmente si trattava di un Deluxe con un circuito per il tremolo). In questo caso l'amplificatore fu correttamente battezzato e pubblicizzato: il Tremolux offriva il tremolo.

Il secondo amplificatore Fender con un effetto integrato, il Vibrolux, fu introdotto nel 1956. Anche questo aveva un circuito del tremolo, ma fu pubblicizzato come vibrato. John Teagle e John Sprung scrissero nel loro Fender Amps: The First Fifty Years che "Il Vibrolux dovrebbe introdurre un vibrato (modulazione di pitch) negli amplificatori Fender, ma in realtà era solo un'altra variante del tremolo già presente nel Tremolux".

Così cominciò una lunga tradizione di amplificatori con tremolo pubblicizzati per avere il vibrato. Anche oggi amplificatori tutt'ora in commercio come il '65 Super Reverb, il '65 Twin Reverb, il '65 Twin Custom 15, il '65 Deluxe Reverb e il Custom Vibrolux Reverb sono descritti, spesso anche sul pannello dell'amplificatore, come dotati di vibrato quando in effetti offrono un effetto tremolo. Nuovamente Teagle e Sprung scrissero: "In effetti nessun amplificatore Fender ha mai avuto un vero vibrato, nonostante il catalogo esprimesse il contrario".

Confusi? Non ce n'è bisogno. Ricordate solamente che vibrato vuol dire cambio di altezza, e che tremolo vuol dire cambio di volume. E che in effetti Fender ha semplicemente invertito i termini, così le chitarre con tremolo hanno effettivamente il vibrato, e gli amplificatori con vibrato hanno effettivamente il tremolo.

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