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Johnny Winter: un blues albino e nero
di [user #18572] - pubblicato il

John Dawson Winter III, in arte più conosciuto come Johnny Winter, è un chitarrista Texano nato a Beaumont il 23 Febbraio 1944. Ecco, potrei andare avanti con la solita biografia fredda e magari impersonale, ma chi mi conosce lo sa, non sono capace di distaccarmi da quelle che sono state e che sono le mie, e spero anche vostre, sensazioni, nell’ascoltare questo fantastico bluesman “albino e nero”.

Buffa questa mia definizione, vero? Eppure in realtà è la sensazione che si ha nell’ascoltarlo. Johnny Winter, se non fosse per il suo aspetto particolare, avrebbe potuto essere un altro B.B. King. So di non esagerare nel fare questa supposizione, il suo modo di suonare, la sua voce particolare, profonda e graffiante ne sono la prova.
E’ proprio il caso di dirlo, lui la musica l’ha sentita fin da piccolo. Il suo incontro con la musica matura in diverse fasi. Johnny inizia a suonare il clarinetto all'età di cinque anni, per poi passare alla chitarra e all’ukulele qualche anno dopo. Nel 1959 partecipa come duo col fratello Edgar a un concorso per giovani talenti vincendolo e apparendo col fratello in un programma televisivo a diffusione locale. All’età di 15 anni, sempre insieme al fratello Edgar di 12 alle tastiere, formò la sua prima band: Johnny and the Jammers.

Dai primi anni d’infanzia di Johnny fino ad allora, il Texas visse un clima carico di tensioni, culminato col più grande scontro razziale che la storia del Texas ricordi. Perché vi dico questo? Per un ragazzo come Johnny questi avvenimenti non fecero altro che formare il suo spirito, lui remava controcorrente e incauto del fatto che fosse un bianco, amava profondamente il blues e si avventurava sempre più in quartieri frequentati da soli neri. La musica è sempre stata la sua grande complice nella voglia di scoprire quel profondo messaggio dell’anima. Era ben accetto in quei locali dove si faceva vera musica ed era capito dagli altri frequentatori perché in lui ardeva già la passione del blues. Anzi, a proposito di questo, si racconta una storia: all’età di 17 anni, Johnny e suo fratello Edgar andarono a vedere B.B. King, che si esibiva quel giorno in un club di Beaumont chiamato “The Raven” (Il Corvo). Johnny gli chiese se fosse potuto salire sul palco a suonare. B.B.King rimase perplesso, data anche l’età del ragazzo e il fatto che lui e suo fratello erano in realtà, lì, gli unici bianchi. Chiese allora al pubblico se avessero gradito l’opportunità di far suonare il ragazzo. I consensi ci furono e allora B.B.King prese con simpatia la cosa dicendo che bravo o non bravo che potesse essere, aveva deciso di farlo suonare. Gli diede la sua chitarra e lo lasciò libero di esprimersi. Alla fine della sua esibizione, Johnny ricevette molti applausi e la sua performance stupì molto anche lo stesso B.B.King, che in seguito ebbe modo di dire di lui, in quella occasione: “Una sera vidi il più bianco dei bianchi suonare il blues come il più nero dei neri”.

La vera svolta per la sua carriera artistica arrivò nel 1968 quando Larry Sepulvado e John Burks, giornalisti di Rolling Stone, si accorsero delle sue notevoli capacità. Nel 1969 Johnny incise il suo primo disco, contenente covers di brani classici di B.B. King come “Be Careful with a Fool”, “Good Morning Little School Girl” di Sonny Boy Williamson II, “When You Got a Good Friend” di Robert Johnson, e “Back Door Friend” del college Texano Lightin’ Hopkin. Ma c’erano anche i primi due brani scritti da Johnny, “Dallas” e “I’m Yours and I’m Hers”, che ebbero anche una buona diffusione attraverso le radio FM underground. L'album raggiunse il numero 24 nella classifica di Billboard! La cosa incoraggiò molto Johnny e, sempre nello stesso anno, ne fece uscire un secondo. Vinse il suo primo Grammy con “Hard Again” nel 1974.

Ebbi modo di conoscere la sua musica e di apprezzarlo nel suo terzo album “Johnny Winter And” del 1970, un album live memorabile. Bravissimo nell’usare lo slide con la sua fedele Gibson, Johnny compose un gran numero di albums, tutti carichi di buona musica.
Inutile dire che Johnny collaborò con i più grandi artisti blues e non solo. Conobbe anche Jimi Hendrix e partecipò pure alla prima edizione di Woodstock, suonando e cantando sotto un’incessante pioggia.
Johnny Winter suona un blues graffiante molto ricco e coinvolgente. Il suo stile si distingue per l’espressività potente della sua voce spiccatamente nera e per essere uno dei più virtuosi e genuini interpreti, in versione prettamente elettrica, del blues delle origini.
Complice, oltre alla sua voce, tra le altre chitarre, anche quella che ormai lui ha reso un’icona: la sua Gibson Firebird, di cui la Gibson ha realizzato anche una bellissima Custom Shop.

Una carriera che ancora continua, nonostante i recenti problemi di salute. La sua musica è sempre rimasta, allora come oggi, limpida e carica di quel blues che tanto lo caratterizzò, senza mai scadere nel banale riciclo. Mi pare di aver letto, tempo addietro un Diario di un’Accordiana, che, in occasione di una serie di concerti da lui tenutisi nel club da lei gestito, ha avuto modo di conoscerlo e di apprezzare questo grande bluesman.
Ascoltiamolo ora in una serie di estratti…
Iniziamo con una registrazione degli anni ’70 a Detroit in “Rock & Roll Hoochie Koo”, appunto con la sua Firebird.

Anche questa è una registrazione datata, di un live. Particolarmente interessante la chitarra che usa, una Fender 12 corde. È molto difficile vedere utilizzare questo tipo di chitarra, personalmente l’ho vista raramente, oltre che nelle sue mani, in quelle di Stevie Ray Vaughan.

L’ultimo brano è abbastanza recente, registrato il 3 Marzo 2006 a Camden in Maine.

album johnny winter
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