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Primi passi con Reaktor - Quarta parte
di [user #25769] - pubblicato il

Nell'ultima puntata abbiamo reso utilizzabile il nostro primo sintetizzatore. Oggi vedremo come aggiungere un LFO come nuova sorgente di modulazione.

Come saprete, un LFO altro non è che un oscillatore che lavora a frequenze inferiori ai 20Hz, quindi per il nostro intento possiamo duplicare una delle Macro degli oscillatori (rinominandola in LFO) adattandola alle nostre esigenze.

Entriamo nel modulo ed eliminiamo tutti gli elementi collegati agli ingressi degli oscillatori

Per rendere il tutto più semplice da gestire in fase di programmazione, faremo in modo che la nostra manopola d'intonazione invii dei valori in Hz che verranno poi convertiti nel formato Pitch richiesto dai moduli che stiamo utilizzando. Per ottenere ciò, aggiungiamo il modulo Log(F) dal menu Math e creiamo un controllo tramite il click del pulsante destro sull'ingresso F.

Ora impostiamo i parametri della manopola, che chiameremo "Rate". Come già accennato, il valore massimo dovrà essere inferiore a 20Hz, quindi spazieremo da 0.01Hz a 12Hz a titolo esemplificativo.

Colleghiamo il tutto agli ingressi P degli oscillatori.

Per quanto riguarda l'amplificazione delle forme d'onda, faremo in modo che esse partano dalla massima ampiezza e che la modulazione venga poi dosata per ogni singola destinazione. Clicchiamo col pulsante destro su uno degli ingressi A degli oscillatori, creiamo una costante con valore 1 e colleghiamola ai medesimi ingressi di ogni oscillatore.

Infine, per quanto riguarda l'ampiezza d'impulso dell'onda quadra, creiamo una manopola dall'ingresso W dell'oscillatore Pulse.

Quando si progetta un sintetizzatore uno dei maggiori dilemmi riguarda come implementare la matrice di modulazione. Nel nostro caso favoriremo la semplicità di uno schema prefissato a scapito della modularità di una matrice vera e propria (che può divenire molto complessa man mano che si aggiungono sorgenti e destinazioni). Nel nostro LFO faremo in modo di avere quattro uscite destinate rispettivamente agli oscillatori, al filtro ed al volume. Disconnettiamo l'unico output che abbiamo (senza cancellarlo, eliminando solo la connessione) ed aggiungiamo tre ulteriori moduli Output dal menu Terminal rinominandoli in O1, O2, Flt ed Amp.

Ora la parte più complessa, ovvero decidere il raggio d'intervento del nostro LFO e creare le varie manopole di controllo. Iniziamo dai valori per gli oscillatori ed aggiungiamo un moltiplicatore dal menu Math. Sul primo ingresso creiamo una costante a cui daremo valore 60 che, trattandosi di un parametro che invieremo agli oscillatori, consisterà in una variazione ciclica massima di 120 semitoni (+/- 60, a seconda della fase del nostro LFO) in totale.

Clicchiamo col pulsante destro sul secondo ingresso del moltiplicatore ed aggiungiamo una manopola (rinominandola in Osc 1) lasciando i valori di default, perfetti per il nostro scopo. Volendo dare al segnale una curva esponenziale (che personalmente preferisco quando si tratta di dosare modulazioni cicliche), collegate nuovamente la manopola al moltiplicatore tenendo premuto il pulsante Ctrl (su PC) o Cmd (su Mac).

Aggiungiamo un altro moltiplicatore a cui collegheremo l'uscita del gruppo oscillatori ed il gruppo di controllo del segnale.

L'ultima cosa da fare è trasformare questo segnale audio (perchè al momento, anche se subsonico, l'oscillatore emette comunque un flusso audio) in un segnale di controllo tramite l'ausilio del modulo "A to E" presente nel menu Auxiliary. Aggiungiamolo e posizionamolo subito dopo l'ultimo moltiplicatore, collegandolo infine all'uscite O1.

Selezioniamo e duplichiamo tutto il gruppo appena creato (rinominando la manopola in Osc 2) collegandolo all'uscita O2.

Ripetiamo lo stesso passo per l'uscita Flt, rinominando la manopola in Filter e modificando la costante in 120 in modo da avere sempre la massima apertura del filtro nel caso in cui il Cutoff sia al minimo e l'intensità del nostro LFO al massimo.

Per quanto riguarda la modulazione di ampiezza, il discorso diventa leggermente più complesso: trattandosi di una moltiplicazione del segnale, c'è il rischio che esso resti muto se la manopola della modulazione è al minimo in quanto staremo moltiplicando per 0. Onde evitare ciò, dobbiamo fare in modo che il volume dell'amplificatore non venga influenzato quando la manopola del nostro LFO è al minimo. Per ottenere questo dobbiamo sfumare da un valore costante di 1 al valore che vogliamo dare al raggio d'intervento del modulatore. Aggiungiamo un modulo Crossfade dal menu "Signal Path"

Facciamo un copia/incolla di una delle manopole che abbiamo già usato in precedenza e rinominiamola in Amp, collegandola all'ingresso X del Crossfader. In questo caso è stato preferibile agire così in quanto il controllo di default che il modulo fornisce, nel caso in cui avessimo usato il solito "Create Control" sull'ingresso, sarebbe stato un Fader. Successivamente creiamo una costante di valore 1 sull'ingresso "0 0".

Il raggio d'intervento da dare per la modulazione di ampiezza spazia dal silenzio al massimo volume. Nel nostro regime digitale questi valori sono compresi tra 0 ed 1 e possono essere ottenuti trasformando il segnale del nostro LFO da bipolare (+/- 1) ad unipolare. Per ottenere questa trasformazione dobbiamo dimezzare l'ampiezza del segnale proveniente dagli oscillatori, moltiplicandolo per 0.5, e poi aggiungere 0.5 in modo da ottenere i valori di cui necessitiamo.

Trattandosi di una modulazione diretta sul segnale audio, non c'è bisogno di trasformare il segnale con il modulo "A to E" e possiamo quindi collegarlo direttamente all'uscita Amp.

Facciamo un po' d'ordine sia all'interno della Macro, sia sul pannello.

Il modulo è completo, ma non il nostro lavoro! Dobbiamo modificare alcune sezioni del sintetizzatore per fare in modo che il nostro modulatore possa funzionare.

Partiamo dagli oscillatori, ricordando che queste modifiche sono da applicare ad entrambe le Macro. Per prima cosa aggiungiamo un ingresso (da rinominare PM) e colleghiamolo ad un sommatore che andremo opportunatamente a creare.

Vi ricordate il gruppo di manopole per l'intonazione degli oscillatori? Perfetto! Colleghiamo l'uscita di quel gruppo al nostro nuovo sommatore e, da quest'ultimo, andiamo a collegarci a tutti gli ingressi P, sostituendo l'interconnessione precedente.

Ricordiamoci (nuovamente) di effettuare gli stessi passi sul secondo oscillatore e passiamo poi al filtro. In questo caso non dobbiamo fare altro che aggiungere un ingresso (anche questo da etichettare PM) e collegarlo al sommatore esistente tenendo premuto il tasto Ctrl (PC) o Cmd (Mac).

Passiamo ora all'amplificatore aggiungendo un ingresso da chiamare AM (Amplitude Modulation) e da interconnettere al moltiplicatore esistente (Ctrl/Cmd).

Non ci resta ora che collegare il nostro LFO agli ingressi appena creati ed iniziare a suonare.

Prossimamente vedremo come ampliare ulteriormente le funzionalità del nostro sintetizzatore con qualche nuova chicca.

Buon divertimento.

ik multimedia reaktor software tutorial
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Commenti
bello!!!
di Enrico_Cosimi [user #18600] - commento del 07/02/2011 ore 08:3
il crossfade per l'AM è assai raffinato!!!!! :-)))
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Re: bello!!!
di Luca_Capozzi [user #25769] - commento del 07/02/2011 ore 21:1
son contento tu abbia apprezzato :D
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grandissimo.. me le ero perse queste ...
di molokaio [user #13517] - commento del 07/02/2011 ore 18:4
grandissimo.. me le ero perse queste lezioncine!!! Ora parto dalla prima. Era ora qualcuno lo facesse , reaktor è enorme...
Rispondi
Re: grandissimo.. me le ero perse queste ...
di Enrico_Cosimi [user #18600] - commento del 08/02/2011 ore 09:3
Reaktor è Dio e Luca è il suo profeta... :-)))
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