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Vadrum - Ritmi aprile 2011
di [user #16140] - pubblicato il

Non è passato tanto tempo dall'ultimo contatto con Andrea Vadrucci (Vadrum). Da quel giorno, come ci aveva anticipato, si è immerso nelle profondità di un lavoro faticoso che però alla fine ha portato a un risultato di tutto rispetto. Questo risultato porta il nome di Classical Drumming.

Nell'ultima intervista rilasciataci (ritmi 03 2010), ti stavi appena lanciando in questo importante e impegnativo progetto. Quanto tempo hai dedicato alla realizzazione di tutto questo? Da cosa è nata l'idea di porti al centro di un'orchestra di 36 elementi con la tua batteria?
Nei giorni in cui rilasciavo l’intervista per Ritmi, stavo delineando la formazione per la registrazione dell’album e lavorando sui vari aspetti logistici. C’era ancora tanto lavoro da fare (che poi si è concluso con la pubblicazione dell’album, lo scorso Gennaio), ma tanto ne era già stato fatto. In realtà, mi porto dietro l’idea da diverso tempo, sicuramente già dal 2007, anno in cui ho realizzato il mio primo esperimento sul tema, arrangiando una versione del “Guglielmo Tell” di Rossini, che ha poi ottenuto un discreto successo in rete e non solo.

Da allora ho ascoltato e approfondito molti autori classici e pian piano ho iniziato a stilare una potenziale tracklist, immaginando (o meglio, sognando!) una mia performance con una vera orchestra.

Nell’autunno 2009, appena tornato dall’America (dove mi sono diplomato in batteria presso il “Musicians Institute” di Los Angeles), ho iniziato a crederci e a lavorare seriamente al progetto, occupandomi di ogni aspetto della produzione, dalle faccende burocratiche al reclutamento della “squadra” (direttore d’orchestra, fonico, musicisti, etc…), dalla direzione artistica alla realizzazione della grafica, per poi passare agli aspetti più propiamente tecnici, come il missaggio e la finale pubblicazione del cd, avvenuta tramite l’etichetta discografica che ho creato e che porta il mio nome.

Perché l’orchestra di 36 elementi.

Sin dall’inizio, ho sempre pensato di creare le parti di batteria in relazione alle parti preesistenti e ben definite degli strumenti classici. Il tutto quindi senza snaturare le composizioni originali, tutt’al più intervenendo esclusivamente con piccole modifiche alla struttura dei brani selezionati e facendo alcune scelte circa le velocità e dinamiche di alcune sezioni. Ecco che il progetto poteva solo essere realizzato con un’orchestra classica, orchestra che doveva avere almeno un certo numero di elementi per essere in grado di eseguire tutti i brani selezionati (che hanno caratteristiche diverse) e per non scomparire dietro al volumone della batteria.

Cosa ha influito sulla selezione delle musiche che poi hanno fatto parte del CD?
Sicuramente uno dei primi parametri in base ai quali ho selezionato i brani è stato il gusto personale, ma non solo. Si tratta di brani che in qualche maniera riflettono la mia personalità, ma sopratutto brani che hanno stimolato la mia creatività.

Ci sono molti pezzi celebri dall’ampio repertorio classico che amo particolarmente ma che non ho incluso nella tracklist del cd, proprio perchè non mi suggerivano idee convincenti sulla batteria o semplicemente perchè non si addicevano per niente ad un’aggiunta percussiva.

Quale approccio hai utilizzato per preparare gli arrangiamenti di batteria (seduto a tavolino, direttamente sulla batteria...)?
Come accennato nella precedente intervista rilasciata a Ritmi, ho un metodo abbastanza preciso e collaudato nella preparazione degli arrangiamenti. La prima e molto importante fase, consiste nell’ascoltare attentamente il brano selezionato. Durante questo primo momento, inizio a delineare le caratteristiche principali del mio arrangiamento, traducendo mentalmente le melodie, o i vari temi principali di un brano, in groove e fill da riprodurre con la batteria.

Dopodichè, passo sullo strumento, riorganizzando e suonando queste idee con il brano in cuffia. Questa seconda fase è molto importante, perchè dall’improvvisazione possono nascere idee carine che potrebbero in qualche maniera caratterizzare il mio arrangiamento.

Hai curato anche in questo caso personalmente i suoni della tua batteria?
Si, è un aspetto che amo particolarmente e che anche in questo caso ho cercato di curare al meglio.

Il suono finale della batteria presente sul disco, è il risulatato di una serie di scelte fatte soprattutto prima della registrazione.

Era mia intenzione avere un suono molto chiaro per ogni singolo componente del mio set, che non perdesse definizione tra i vari strumenti ma che al tempo stesso non risultasse troppo fuori contesto.

Ho lavorato molto sulla scelta delle pelli, sull’accordatura e sul posizionamento dei vari microfoni per evitare poi di alterare o snaturare il suono successivamente in fase di post-produzione.

Ho cercato quindi di ottenere un bel suono “naturale” che caratterizza le registrazioni “ambientali” classiche, ma senza però rinunciare alla definizione e alle caratterische “rockettare” del mio set e del mio modo di suonare.

Hai in previsione delle date nelle quali porterai davanti agli occhi di tutti, questo tuo lavoro?

Il prossimo 30 aprile presenterò ufficialmente l’album presso il “Teatro Illiria” di Poggiardo (Le), il mio paese di residenza. Suonerò per intero l’album con basi pre-registrate e con la presenza di alcuni musicisti special-guest. Sto comunque lavorando alla realizzazione di uno spettacolo più grande e a vari progetti correlati. Vi terrò aggiornati!

Chi volesse comprare il tuo album, dove può farlo?
L’album è al momento disponibile in formato digitale su iTunes e Amazon Mp3, e in formato CD esclusivamente sul mio Store Online (http://store.andreavadrucci.com) che effettua spedizioni su tutto il territorio italiano in maniera semplice e veloce. Grazie in anticipo per il supporto! :-D

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