CHITARRA DIDATTICA ONSTAGE RECnMIX RITMI NEWS
SR&D Rockman Distortion Generator
di [user #16055] - pubblicato il

Con questo articolo vorrei parlarvi di un preamplificatore per chitarra che nella seconda metà degli anni ’80 ha riscosso un certo interesse in piena era d’innovazioni e di cui, però, non ho trovato molte notizie qui su Accordo. La sua caratteristica è di essere un preamplificatore completamente analogico di dimensioni molto contenute e alloggiate in un contenitore rack a metà larghezza, in modo da inserirne due nello stessa unità e dal peso e consumo minimi.

Il Rockman fu un'idea del chitarrista e bassista Tom Scholz, fondatore del gruppo dei Boston e della Sholz Research & Development Inc, con cui avviò la produzione dei vari modelli del Rockman.

Nel contenitore metallico nero e azzurro trovano posto un compressore, un controllo sulle armoniche e una sezione di equalizzazione per controllare la timbrica in pre-distorsione, mentre nella sezione finale post-distorsione abbiamo il controllo delle medie e alte frequenze, del volume e un boost per gli assoli. In pratica si può entrare con la chitarra e uscire su un mixer o su un finale di potenza controllandone volume, compressione, saturazione, tono e con la possibilità d’inserire altre unità della stessa serie per includere effetti di chorus, eco stereofonici etc.

Ho avuto modo, all’epoca della sua uscita, di provarne uno testandone anche il funzionamento dell’elettronica con tanto di oscilloscopio per verificarne il funzionamento e carpirne alcuni segreti. Le prove furono effettuate in poco tempo e sono state riportate in alcuni fogli manoscritti che includono anche dei disegni decifrabili solo da me.

Analizziamo i suoi controlli. Dal manuale dell’apparecchio viene indicato di un possibile inserimento nel jack posto sul retro anche di violini elettrici, chitarre synth, organi, piani elettrici e sintetizzatori, oltre che le chitarre elettriche sia passive, sia attive. Il primo controllo che si incontra è un selettore a slitta (Sustain) con indicate le posizioni 30, 40, 50, 60 con cui si controlla la compressione e il feedback, mentre un LED indicato come Distortion Threshold ci segnala l’utilizzo di un segnale di livello troppo alto. Un secondo selettore a slitta (Distortion Harmonics) controlla la distorsione armonica su tre livelli: basso, medio e alto, variando anche il modo in cui viene creata la distorsione.

Questo controllo, come riportato dallo schema a blocchi, interagisce anche con il Lead Boost e l’Auto Clean. Nella sezione di equalizzazione prima della distorsione abbiamo un controllo dei bassi (Bass) con esaltazione o attenuazione di 5 dB, un controllo dei medi (Mid Boost) con sola esaltazione delle frequenze centrate a 600 hz di 10 dB e un controllo di tipo elimina-banda centrato a 2.000 hz (2Khz) e attenuazione di 10 dB. Questa sezione è composta da tre potenziometri a slitta.

Nella sezione d’uscita troviamo un Lead Boost, attivabile solo da pedale, che incrementa volume e distorsione per uscire meglio negli assoli, un pulsante Auto Clean che ripristina gli acuti persi quando si abbassa il volume sulla chitarra per ripulire il suono dalla saturazione, un interessante pulsante chiamato Phase Notcher che promette d’emulare la risposta di cancellazione frequenze (250 e 2.500 hz) per effetto della fase del segnale delle casse con quattro coni da 12 pollici, un controllo sugli acuti (Treble Boost) per incrementare queste frequenze di un massimo di 20 dB, il controllo del volume d’uscita (Volume) per aumentare il livello fino a +10 db o ridurlo a -5 dB, questi ultimi due sempre con variazione continua a slitta.

Ultimo è il pulsante d’accensione che comanda un LED rosso per il modo Bypass e uno verde per il modo attivo (Power). Viene riportato che il segnale passa comunque attraverso un buffer a basso rumore anche a pedale bypassato, dichiarandolo quindi non True-Bypass.

Nel pannello posteriore, oltre al jack d’ingresso (Input) ad alta impedenza di oltre 2 Mohm, trovano posto il cavo di corrente, i due jack per il controllo remoto Bypass e Lead Boost tramite pedale, e l’uscita con carico minimo da 600 ohm (Output) posto vicino al jack d’ingresso e quindi in posizione poco razionale per il rapporto segnale/rumore.

Nel manuale, oltre alle varie raccomandazioni per una corretta accensione, vi è uno schema che informa della possibile connessione in uscita a finali di potenza con casse a larga banda, amplificatori per chitarra, mixer, registratori e altri moduli della stessa serie. Inoltre si fa presente della possibilità d’utilizzare cavi a “Y” e box A/B con comando a pedale per ampliare la connessione ad altri apparecchi della stessa serie e ottenere versatilità e semplicità nei controlli di selezione.

Nella sezione delle caratteristiche tecniche, oltre a ciò che è già stato scritto, viene riportato il segnale massimo in ingresso equivalente a 4Vrms (+12 dBv) e quello massimo d’uscita leggermente più alto di 4,5Vrms (+13 dBv) con impedenza d’uscita di 470 ohm, il consumo di appena tre watt dalla linea elettrica e le dimensioni standard di 216x140x44 mm, pari a mezza unità rack.

Nei test da me eseguiti all’epoca ho verificato il funzionamento del compressore per ognuna delle quattro regolazioni (30, 40, 50, 60), lasciando gli altri controlli nella posizione neutra, con una variazione della dinamica in ingresso di 40 dB che portarono a questi risultati: la massima compressione si ottenne a circa 2.000 hz con una riduzione della dinamica a 18 dB per la regolazione a 30, 12 dB regolando a 40, 5 dB a 50 e meno di 1 db con la massima compressione a 60.

Anche con frequenze comprese tra valori di 1 Khz e 5 Khz, che fanno parte delle armoniche della chitarra, i valori furono abbastanza simili e compresi fra 21 dB e 1,5 dB. Nelle medie frequenze comprese fra 200 e 1.000 hz si passò dai 36 ai 24 dB delle due regolazioni estreme del compressore per la frequenza più bassa ai 21 e 1 dB per la frequenza di 1 Khz sempre con il selettore nei due estremi. Nelle basse frequenze di 100 Hz, invece, la compressione era molto ridotta comprimendo la dinamica dai 37 ai 32 dB. Infine alle alte frequenze di 10 Khz e quindi fuori gamma il segnale era addirittura inesistente, questo per limitare la gamma e insieme alla bassa compressione sui bassi i rumori indotti.

Tuttavia, se la massima compressione fu misurata a 2.000 Hz, la massima ampiezza del segnale in uscita fu trovata nei valori compresi fra 100 e 500 Hz in piene fondamentali con il massimo a 200 Hz, tutto questo per ottenere un segnale ampiamente tagliato sulle basse, in modo che non s’impastasse in distorsione e ben tagliato sulle alte soprattutto nelle plettrate più forti. Impossibile però spegnere il compressore.

Verificando la funzionalità del Distortion Harmonics mi sono avvalso di due livelli del segnale medio-basso e medio-alto con compressione al minimo per verificarne l’amplificazione, non potendo all’epoca misurarne l’esatto contenuto armonico.

A 100 Hz la compressione è al minimo, e quindi per entrambe le ampiezze del segnale in ingresso misurai una perdita di -22 dB alla regolazione LOW, -18 dB alla MED e -11,5 dB alla HVY con una variazione quindi di oltre 10 dB fra i due estremi.

A 200 Hz queste attenuazioni furono di -9 db per il LOW, -4,5 db per MED e una leggera compressione nella posizione HVY che portò a un incremento di 2 dB con segnale medio-basso e una perdita di -2 dB con segnale medio-alto.

Alla frequenza di 500 Hz il segnale veniva amplificato da 5,5 a 11 dB per il segnale più basso e attenuato da -3,5 a -2,5 dB con il segnale più alto provocando la sua compressione.

A 1 Khz i rispettivi valori andarono da -3,5 a -0,5 dB per il primo livello per abbassarsi poi da -15,5 a -14,5 dB per il secondo.

A 2 Khz misurai attenuazioni comprese tra -12,5 e -9,5 dB nel primo caso e -24,5 e -23,5 dB nel secondo, infine a 5 Khz questi valori scesero da -19 a -15,5 al livello inferiore e a -29 db costante a quello superiore.

Da questo si può dedurre che il selettore Distortion Harmonics può modificare il livello di oltre 10 dB ma, non essendo stato fatto il test su livelli molto piccoli del segnale in ingresso, per mancanza di tempo, l’influenza della compressione pregiudica di fatto questa prova.

Gli ultimi test riguardano l’intervento del controllo BASS, che ha un’escursione di ben 12 dB a 100 Hz (+6/-6 dB) quindi leggermente superiore a quanto dichiarato, del controllo MID BOOST con intervento di circa 5 dB a 600 hz, piuttosto presente anche agli estremi di gamma e molto inferiore a ciò che è scritto sul manuale, ma occorre tenere presente la compressione che influenza tantissimo anche questa escursione e che non è escludibile.

Il filtro a 2 Khz, sempre per il fattore di compressione, taglia solo 6-7 dB, ma in realtà farebbe di più tagliando anche un po’ le basse frequenze mentre non agirebbe per le frequenze più alte del centro banda.

Il controllo TREBLE agisce molto e inizia il suo intervento anche a 150-200 hz, e già a 1 Khz amplifica queste frequenze di oltre 10 dB mentre il suo intervento a 10 Khz è di circa 25 dB, abbastanza simile al grafico riportato sul manuale.

Il controllo Auto Clean aumenta molto di volume amplificando le basse di oltre 15 dB, meno le medie a 1Khz, di soli 6 dB, tenendo sempre conto dell’effetto di compressione minima che abbiamo, mentre le alte a 10 kHz sono amplificate di 10 dB.

L’intervento del Phase Notcher è invece più discreto amplificando leggermente il segnale di 1-2 dB e scavando le due frequenze di 250 e 2.500 hz di -1 e -3 dB.

Il Volume è piuttosto preciso con incrementi da 9 a 11 dB e attenuazioni di -5 dB in linea con i dati dichiarati, mentre il Lead Boost, comandabile solo da pedale, amplifica le basse a 100-200 hz di circa 9-10 dB, le medio-alte comprese fra 1 e 2 Khz di circa 5 dB (che però subiscono sempre l’attenuazione del compressore) e le alte di oltre 7 dB.

Non posso raccontarvi del suo suono dato che ormai sono trascorsi ben cinque lustri ma ricordo che nell’ambiente se ne parlava molto bene e tra i suoi pregi c’era sicuramente quello di riunire tante caratteristiche e novità in un piccolo contenitore che proprio per questo non poteva garantire precisioni millimetriche e continue, avendo a disposizione comunque anche la possibilità d’esclusione tramite pedale e l’inserimento del boost per gli assoli, oggi presente in alcune testate e combo.

Tra i difetti più rilevanti l’impossibilità d’escludere il compressore e probabilmente regolare saturazioni leggere come pure non avere tutti i controlli a regolazione continua e adeguarsi all’intervento scelto nella selezione dei controlli a pulsante.

Per concludere, occorre considerare la novità introdotta con queste tipologie d’apparati in quei lontani anni ’80, dove molti professionisti erano soliti usare rack pieni di effetti modulari, senz’altro il sistema più versatile ed espandibile con una porta sempre aperta sul futuro. In questo contesto queste piccole scatole fecero un certo clamore, regalando comunque suoni in linea con ciò che oggi preferiamo tenere ai nostri piedi.

distortion generator effetti e processori rockman
Mostra commenti     11
Altro da leggere
Due stompbox classici tornano con Danelectro
Dark Sun: delay e riverbero in uno da Seymour Duncan
MXR Custom Badass Modified OD: alternativa al TS?
Wah Joyo con pedale volume incorporato
Pugilist: da Fender una distorsione cattiva e pungente
Space Commander: gli anni ’80 si fanno in tre
Seguici anche su:
News
Gibson: nominato il nuovo Director of Brand Experience
Eko festeggia 60 anni il 13 e 14 aprile
T-Rex fallisce ma promette riscatto
Spunta online il prototipo Gibson Jimi Hendrix mai giunto in produzion...
In vendita il rarissimo DS1 Golden Edition: ne esistono solo sei
Namm 2019: una giornata tipo alla fiera più grande del mondo
La Strat interamente fatta di pastelli colorati
Guarda John Mayer presentare GarageBand per Apple nel 2004
Ascolta New Horizons: il nuovo singolo di Brian May
I temi chitarristici più caldi del 2018
Impara a suonare e a tenere il palco con Carlos Santana
Billy Gibbons suona Rudolph La Renna con il capitano Kirk
SHG Music Show Milano 2018 apre i battenti
Paganini Rockstar
Roy Clark: il chitarrista intrattenitore




Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964