Squier JV: mito o realtà?
Nel complicato panorama del vintage esistono delle situazioni piuttosto particolari. Al fianco di chitarre assolutamente e indiscutibilmente d'epoca, tipo le classiche Fender pre CBS, troviamo varie nicchie di strumenti che, pur non essendo dichiaratamente d'annata o particolarmente di pregio, sono molto ben considerate, sia dal punto di vista economico sia da quello più strettamente chitarristico.
Chiaramente, come spesso accade, il bello è nell'occhio di chi guarda; per esempio c'è chi colleziona (ed è disposto a pagare bene) chitarre italiane degli anni 60-70 (tipo vecchie Eko, Crucianelli, Meazzi, Wandrè) che farebbero storcere il naso a molti con il loro compensato e le loro plastichine e bacheliti modello fisarmoniche di Castelfidardo; o chi ancora fa incetta di Kramer con il manico in alluminio o altro. Probabilmente anche le vituperate Fender 70/80 passeranno alle glorie del vintage prima o poi. Nell'attesa godiamoci qualcosa di sicuramente apprezzabile. Sto parlando di una Squier JV.
Attualmente Squier produce varie tipologie di chitarre di qualità decisamente diverse, anche se sostanzialmente tutte economiche: le Affinity, le famigerate Bullet, le osannate Classic Vibe. Questa di cui vado a parlarvi è una Squier JV (Japan vintage) e fa parte di un periodo produttivo particolarmente felice e ben valutato, quello tra il 1982 e il 1985. In commercio si trovano esemplari senza troppe difficoltà ma a prezzi decisamente altalenanti e spesso ingiustificati, anche se queste chitarre sono indubbiamente di buona qualità.
La storia di Squier è lunga e si è evoluta nel tempo fino a diventare una branca della più famosa multinazionale delle chitarre; per evitare di ripetere cosa già dette vi rimando a un bell'articolo di saketman di un paio di anni fa.
Quella che vi voglio mostrare è una Telecaster JV del 1982, riedizione del modello 1952.

Il colore è il tipico Butterscotch Blonde, il body è in frassino, con una venatura molto sottile e poco evidente, di peso medio, realizzato in tre pezzi ben giuntati. La finitura, presumo sia poliestere, non particolarmente sottile ma neanche troppo spessa. Ben bilanciato, la chitarra rimane ben posizionata a tracolla (spesso con lo swamp ash, che è molto leggero, il manico tende ad abbassarsi, dato l'attacco abbastanza arretrato della cinghia nella Telecaster).

Il manico è il pezzo forte di questa chitarra: acero, monoblocco, truss rod inserito con una fresata dal retro chiusa da uno skunk stripe in noce, ha il dado di regolazione al tacco (purtroppo è un po' scomodo) in perfetto stile vintage con testa a croce.
21 tasti, ben posizionati (anche se non in maniera ineccepibile), dot neri e dot laterali anch'essi neri, ma che stanno ormai sbiadendo, probabilmente per effetto della luce.
Il radius è vintage, 7,25", veramente molto comodo e, a dispetto della fama, perfetto sui bending: mai stoppata una nota, e io uso un'action bassa. Alle estremità la tastiera è leggermente smussata, arrotondata, e questo fornisce un confort e una suonabilità maggiori (soprattutto a chi ha mani piccole o deboli come me). Il manico è fissato con quattro viti con la testa a taglio.
La paletta ha una forma che è inutile descrivere, posso però dire che reca il logo "Squier" in grande con caratteri tipici Fender con una scritta in piccolo "by Fender" e la scritta Telecaster arcuata. Le primissime, se non erro, recavano la scritta Fender in grande e "by Squier" in piccolo.

Le meccaniche sono sei (ma va'?) di tipo vintage con la fessura e il foro centrale, precise e comode. C'è un solo abbassacorde, per il si e il mi cantino.
Il ponte è il classico Telecaster a tre selle in ottone con corde che attraversano il body. Sul ponte è stampigliato il seriale JV46685 come effettivamente era nei modelli originali del '52 (altri modelli Squier avevano invece il seriale sulla piastra del manico).
Per finire, il battipenna (a cinque viti) è nero, monostrato e la placca dei controlli è classica, con pomelli dome cromati e selettore a tre posizioni.
I pickup: per me forse l'unica nota negativa, non tanto come timbrica quanto come livello di uscita, un po' basso per le mie esigenze (suono rock-blues un po' tirato, Zztop, Zeppelin, Purple etc). Infatti li cambiai poco dopo aver acquistato la chitarra (che pagai 7centomila lire circa dodici anni fa), sostituendoli con una coppia di Texas Special che ancora oggi sono tra i miei preferiti. Quello al ponte è un po' meno squillante dell'originale e un po' più grosso, quello al manico è molto più presente, senza quell'eccessivo tono bassy tipico di alcuni neck pickup Telecaster.
Come suona
Per spiegare tutto basterebbe dire solo questo: è la chitarra che mi piace suonare di più... da spenta. Già così il suono è bello, squillante, corposo. Da amplificata tutto ciò si esalta.

Il pickup al ponte suona abbastanza simile a quello di una Strat, solo con più bassi. Ho inserito uno switch che filtra il pickup con un condensatore per tagliare un po' i bassi e ottenere un suono aggiuntivo (specie se combinato al ponte).
La posizione centrale ha il classico twangy Telecaster (qui due sfumature diverse grazie al condensatore sul pickup manico).
Il pick al ponte è un po' più corposo del normale ma mantiene la classica punta sugli acuti che lo fa uscire brillantemente soprattutto nelle distorsioni non troppo spinte.
Qui sotto un sample dimostrativo, l'accompagnamento è suonato su un Laney VC30 canale pulito, il solo sullo stesso ampli ma attraverso un overdrive (BsiabII)
Io ho provato tre o quattro Squier di quell'epoca, un paio di Stratocaster (una era bellissima, l'altra per nulla) la mia Telecaster e un'altra Telecaster uguale alla mia. A parte un caso ho sempre avuto la stessa impressione: sono strumenti fatti bene, suonano bene, a mio avviso già di serie. Siccome liuteristicamente sono ben fatti si prestano a eventuali customizzazioni a livello di elettronica: ogni miglioria sarà ben evidente nel suono finale. Quindi se ne avete una tenetela stretta, e non venite a chiedere la mia perché non ve la do!
Molti strumenti Giapponesi hanno raggiunto degli ottimi livelli qualitativi dagli anni '80 in poi (anche se attualmente non so quanta roba venga ancora fatta in JAP se non alcune Ibanez)... ho una YAMAHA acustica comprata negli anni '80 da mio padre e devo dire che suona veramente bene, anzi negli anni il suono sembra essersi arricchito... e tra le altre cose non ha mai avuto bisogno di manutenzione, se non quella ordinaria! :-D
Ho poi una Jackson RR made in japan metà anni 90... una bomba...
Le prime chitarre come questa - ovvero con logo Squier grande - mantengono tutta la qualità della preserie. Poi tra il 1983 e il 1984 la qualità è calata e l'hardware è diventato orientale un po' scarsotto. Ma sempre nell'ambito di roba buona e suonabile. Tientela stretta e non gettare i pickup originali, dovessi decidere di rivenderla possono fare la differenza sul prezzo.
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Io ne ho provate un paio dell'epoca, sono degli strumenti dignitosi, ma certe messicane di oggi non hanno nulla da invidiare.
Le JV hanno un manico spettacolare, e come diceva giustamente Alberto, bisogna distinguere i primi esemplari ('82/inizio '83) dal resto della produzione, che cala un po' di livello, specie nell'hardware.
Di messicane ne ho avute e provate, e la mia JV stratocaster dell'82 è sempre rimasta con me, mentre loro sono andate via.
Il cambio pick-up è necessario solo se si vuole un suono da "overwounded", perchè gli originali suonano benissimo, con un timbro decisamente vicino a quello delle strato e tele di un tempo.
Ti segnalo l'articolo di Alberto che spiega in maniera limpida la questione "verniciature":
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Ciao!
Io ritengo che non bisognerebbe mai gridare al miracolo per alcunchè, le chitarre sono strumenti e come tali vanno concepite.Se fanno bene il loro lavoro sono OK, altrimenti bisognerà cercare altro.
Le JV sono strumenti magnifici, nel senso che fanno magnificamente il loro lavoro - ovviamente in una produzione ci sono anche diversi strumenti che suonano poco, ed in genere sono quelle che si trovano in vendita -, il resto è poco rilevante.
-- comunque PRS nei modelli più costosi usa finitura a nitro per quanto questa possa influire in maniera infinitesimale sul suono. --
Mi dispiace, ma non risponde al vero.Paul Reed Smith in persona afferma da sempre che non crede alla nitro, in quanto è una verniciatura troppo delicata e che ha un risultato estetico inferiore rispetto alla poliuretanica (ed è oggettivamente vero, per quanto la si possa lucidare una verniciatura nitro sarà sempre più "matta" di una verniciatura in poliuretanica) e per questo usa su tutta la produzione solo vernici poliuretaniche, anche sulle private stock super limitate da 15.000 euro.
-- La Fender usa primer poliuretanici ma solo sulle american vintage (e suppongo anche sulle road worn) non sulle custom shop. --
Non so se quanto affermi sul custom shop è vero, non ne ho riscontro, ma se così fosse sarebbe un "falso storico".Infatti già dal sessantadue il primer "fullerplast" era in poliestere, e replicare strumenti d'epoca con tecniche diverse - seppur da molti ritenute migliori - rende la replica meno fedele all'originale.
Le PRS Modern Eagle che sono strumenti di serie e non del Private Stock sono tutte verniciate alla nitro. Per altro spesso e volentieri salta fuori qualche edizione limitata a prezzi contenuti dei classici PRS verniciata a nitro come ad esempio le PRS sunburst series. Quindi direi che risponde al vero eccome. Comunque Mr. PRS dichiara un po' quel che fa comodo a lui, visto che verniciare poli gli costa meno che verniciare alla nitro.
Quanto affermo sui modelli del custom shop è vero. Delle repliche esatte mi interessa poco, purchè suoni, comunque tutti gli strumenti prima del '62 (su cui per altro si concentrano gli sforzi del custom shop) erano tutti finiti a nitro.
In generale però questi strumenti sono l'eccezione e non la regola in casa PRS, se vogliamo l'unica a verniciare anche strumenti economici alla nitro resta solo la Gibson (vedi le Melody Maker).
-- Delle repliche esatte mi interessa poco, purchè suoni --
Come non darti ragione, ma quel che mi chiedo è: una chitarra per suonare bene deve essere necessariamente verniciata a nitro?E ovviamente a questa domanda non è possibile rispondere, perchè non si può fare un A/B test con una chitarra che cambia al volo tipo di verniciatura, non è come un pedale, e paragonare due chitarre diverse con verniciatura poliuretanica/nitro fa cambiare troppe variabili (pick up, hardware, altezza dei pick up e action, e così via).
Restano le sensazioni, e indubbiamente una buona nitro è bella da sentire sotto le dita, più della vetrosa poliuretanica, ma quanto questo possa incidere sul suono non possiamo dirlo con certezza.
Ciao!
Io non lo leggo da nessuna parte sul sito PRS, e se sul sito ufficiale non lo specificano automaticamente immagino che siano verniciate come tutte le altre, ergo in poliuretanica.
Comunque sia, siamo entrambi andati decisamente OT, e oltre a questo concordo sia sul fatto che le messicane sono ottimi strumenti sia sul fatto che non è una verniciatura a fare la differenza sul suono, quindi direi di ritornare all'argomento dell'articolo del buon Mehari ;)
Ps ovviamente so cosa sono le custom tacco piccolo.
PPS resta il fatto che TUTTE le Modern Eagle da specifiche sul sito sono finite con la Nitro (e si trattava del top della produzione standars)
PPPS comunque a parte rare eccezioni tra cui Olson e Froggy Bottom da qualche anno tutti i liutai e dico tutti un minimo quotati sia di strumenti elettrici che acustici usano solo finiture alla nitro...ma vorrà dire qualcosa??
Certo, una cosa vuol dire: che ci fanno pagare fior di Euro in più per qualcosa che fondamentalmente è fuffa.
Il punto era proprio questo:fior di case utilizzano vernici in poliestere, e noi continuiamo a disquisire sulla migliore risonanza di un body verniciato alla nitro.
Del resto è già stato appurato che non è la tipologia di vernice che conta, quanto il suo spessor, ed anche su questo mi tengo le mie considerazioni che non espongo per non generare flames. In fondo è giusto che ognuno si tenga le sue illusioni: conosco gente che è capace di misurare con il calibro elettronico il diametro del tondino di cui è composto il truss rod convinto che sia una componente essenziale del "mojo tone"...
rickenbacker penso per le produzioni recenti ma comunque parliamo di parecchi anni). Comunque bisogna anche distinguere da chi lo fa per convenienza: la verniciatura alla nitro costa di più, per me (il mio gusto) a prescindere dal suono che secondo me non varia molto è più bella ed ha un feeling che mi piace di più. Tutti i liutati acustici o quasi usano ancora la nitro e un motivo ci sarà, a meno di non usare modernissime vernici proprietarie tipo Olson. Questo vorrà dire qualcosa. A mio avviso Mr. PRS è uno di quelli che nei modelli standard ci marcia sopra per risparmiare...
Qui c'è un interessante articolo:
link
Che poi non è proprio vero.....perché gli strumenti di pregio spessissimo sono verniciati a gommalacca (se parli di veri e propri liutai, e non di ditte che usano la firma del liutaio, vedi Olson, Merril ecc. ecc.
Ma questo su uno strumento acustico ha un senso......e non stò qui a spiegare il perché, per non alimentare ancora questo flames, mentre su una elettrica solid body è tutto un'altro paio di maniche, ho sentito chitarre di pietra senza alcun tipo di vernice, suonare anche meglio di quelle di legno il che è tutto dire......
Tu o c'hai ragione o te la prendi con la prepotenza.........
Possibile che ogni scambio che hai su qualsiasi diario, sfocia sempre in una diatriba........anche in questo caso sei riuscito, ed hai condotto un'altro utente fuori tema.......Se sei così irremovibile, sulle tue convinzioni, perché vuoi per forza cambiare quelle degli altri????!!!!
Lo hai detto una volta che per te è meglio la nitro? .........e bastaa!!
(Cosa che potrei mettere in dubbio, come tu hai messo in dubbio le mie qualità di liutaio).........ma credo che ti convenga fare ricorso a qualche tuo collega, visto i modi che hai nel rapportarti a gli altri.
Ps fortunatamente non è necessario saper disegnare per fare il critico d'arte..
PPS tre era ironico, se ne hai costruite 5 o 6 non fa differenza eh...no solo per capirci...
Vedi, Sul discorso della nitrocellulosa, potresti anche avere ragione (ammesso e non concesso), ma se fossi in te mi farei molte domande sulla eventualità di cambiare lavoro, visto che il tuo non mi sembra affatto, un approccio a gli altri da psicologo, ma un po' più da opinionista di trasmissioni pomeridiane.......chissà? potresti essere un degno allievo di Sgarbi, semmai quest'ultimo decidesse di abbandonare le scene
M'ARIMBARZI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Se non lo capisci fattelo spiegà
per ciò che riguarda la vernice sulle chitarre elettriche, lascia il tempo che trova, visto che me ne è capitato di sverniciare e riverniciare più di qualcuna, e molte anche blasonate, e posso assicurarti che il 90% del suono lo fanno i PU in sinergia con la massa dello strumento, ovvero con la "ciccia" (quantità di legno, e qualità) messo in risonanza, per cui se tu hai un'altra idea in merito, nessuno te la toglie, ma ti prego cortesemente di non considerare quello che tu pensi, verità indiscutibile, considerando le idee altrui (specie se forgiate sull'esperienza), delle stronzate.
Qualche tempo fa qualcuno qui su accordo, costruì una elettrica, con delle tavole di pallet, dotandola di ottimi P.U. , ebbene all'ascolto nessuno avrebbe detto che si trattava di una chitarra fatta di legno di scarto incollato........per cui
Le chitarre che non vernicia in poliuretanica non sono verniciate propriamente alla nitro, ma con una verniciatura chiamata V12, che è in realtà un composto acrilico/nitro, che dovrebbe "respirare" ancora di più rispetto ad una nitro tradizionale, per via dell'acrilico.
-- Una chitarra di qualità non può non essere verniciata in nitro --
Una verniciatura poliuretanica fatta come dio comanda ha una tridimensionalità e una lucentezza sensibilmente superiore alla nitro, che tende al matto, si rovina facilmente e tende a cambiare colore nel tempo.Emblematico il caso "Les Paul del '59", dove le mille sfumature di "burst" erano dovute unicamente alla diversa reazione dello cherry alla luce (lemon burst, tobacco sumburst, unburst e via di seguito).
Che tutto questo poi possa risultare affascinante non lo nego, piace molto anche a me, ma da qui a definire la nitro unica soluzione per una chitarra "di classe" direi che ce ne corre.
Ciao!
Riguardo a Paul Reed Smith (simpaticissimo,l'ho conosciuto al NAMM di Anaheim qualche anno fa), beh..... lui cerca di vendere soprattutto le Custom e le Mira (un flop in Europa peggio delle Nighthawk Gibson di 15 anni fa) che vernicia in poli per contenere i prezzi.Le più belle e costose le fa in nitro (a Milano,nel miglior negozio,una Custom 24 in nitro costa 3200 contro i 2650 di una C 24 "normale").Le DG le fa solo in nitro per volontà di David Grissom.Non parliamo poi delle Private Stock ( che peraltro,non mi fanno impazzire).E allora il suo discorso sulla superiorità del poli?.PRS compete con Gibson,offre alcune cose in più e ,ovviamente,alcune in meno,come è giusto che sia.Sta al cliente scegliere tra una PRS Custom e una LP di pari livello,preferire ,ad esempio,la leva e i pickup splittabil alla verniciatura in nitro o viceversa
mio padre aveva una strato del periodo appena successivo e suonava molto bene.
Se qualcuno fosse interessato all'acquisto, consiglio di perdere parecchio tempo su alcuni forum inglesi e americani totalmente dedicati a queste chitarre.
ci sono persone molto gentili e disponibili che sapranno consigliarvi al meglio su un acquisto comunque dispendioso... non parliamo infatti di chitarre da pochi euro!
una delle principali differenze che fa oscillare il prezzo e non assolutamente tenuta in considerazione nel mercato italiano è la distinzione tra domestic (chitarre per il mercato giapponese) ed export.
le due presentano differenze sostanziali di hardware ed elettronica!
ma stiamo attenti..le 70 fender ormai costano moltissimo, e iniziano a trovarsi squier made in korea a prezzi gia tra le 300 e le 450 euro..io ne ho avuta una per anni. buona chitarra ma nettamente inferiore ad una classic vibe di oggi. ormai, quasiasi cosa vecchia costa. E il mercato lo facciamo noi, che non siaqmo proprio dei furbini..
Il ts5 dell'ibanez, soundtank, in plastica che a me piace molto ) fino a due anni fa costava in media 20 euro usato, ormai viaggia sui 40...
e lo chiama 'bullshit'
ma noi si è disposti a pagarlo 120euro come ridere!!
1-QUESTA chitarra non è la migliore al mondo, non è meglio del custom shop, non è rifinita divinamente
2-tra le chitarre che ho (autocostruite, economiche e di marca) è indubbiamente quella che SUONA meglio
3-Il mio intento era dare una testimonianza in più su un tipo di strumenti forse troppo osannato o forse troppo poco considerato.
se volessi sintetizzare direi : Suona MOLTO BENE per quel che costava all'epoca.
poi ognuno tragga le sue conclusioni.
chi vuole uno strumento "pettinato", non si compri una tele oppure comperi una C.S.
chi vuole uno strumento CHE SUONI, lasci perdere le categorizzazioni, le finiture, le menate sulla verniciatura e sul numero di pezzi del body e faccia un bel po' di prove
io sono dell'avviso che ci sia una grande variabilità all'interno della stessa serie, mantenendo però uno standard qualitativo comune, che per quanto ho potuto vedere io, per le jv di quel periodo è alto.
che poi i prezzi di mercato siano esagerati rispetto all'effettivo pregio posso essere d'accordo con te...... ma allora estendiamo il discorso a tutte le chitarre con più di vent'anni.....
Io volevo solo dire che sono delle buone chitarre, almeno quelle che ho provato io, che però non sono il non plus ultra ed il fatto che siano considerate migliori della produzione americana era tutto relativo alla produzione dell'epoca piuttosto scarsa. Per cui sono sicuramente delle alternative se trovate a prezzi giusti a Fender Mexico o anche ad American Standard (che pur essendo buoni strumenti sono proiettati verso sonorità più moderne). Però attenzione a non farsi prendere dall'isteria del vecchio=vintage=meglio di ciò che nuovo, che già ci troviamo Fender anni '70 a prezzi spropositati, evitiamo di far lievitare anche le JV...
inoltre nell'articolo dicevo : "Probabilmente anche le vituperate Fender 70/80 passeranno alle glorie del vintage prima o poi"..... era sarcastico ovviamente, a volte si sostengono le stesse teorie,..... anche se con parole differenti.
mi sa che le jv sono già lievitate da un po'..... almeno quando la presi io il prezzo non era certo concorrenziale ma mi piacque e la giudicai valevole di quelle 700 mila lire....effettivamente oggi ci compri una classic vibe nuova...
Di conseguenza ho comprato una JV anche io.
All'epoca non si parlava neanche di JV.... erano semplicemente "le Squier Giapponesi", e non c'erano molte alternative alle costose strato americane, tutt'al più qualche Fernandes (che però avevano la paletta diversa...e quindi meno affascinante per un 17enne...), qualche EKO e le prime Squier Koreane (allora intorno alle 300.000 lire) che valevano veramente poco.
Le Squier Jap comunque non costavano poco (mi sembra....attorno alle 700.000 lirette...del 1987).
Morale: la mia JV strat color crema era una vera schifezza, dal manico tenero e dal suono gommoso....fortunatamente rivenduta quasi subito (grazie alla succitata paletta ed alla scritta "by Fender".
Da quella volta mi è rimasta la "fissa" della JV, e nel tempo ne ho provate diverse, alcune belle, altre pessime.
In tutti i casi, nessuna che facesse gridare al miracolo.
Sono ancora in attesa del miracolo.
Non avevo mai visto interruttori così su una chitarra.
Ad ogni modo complimenti per lo strumento :-)
Ciao
L'altra alternativa in negozio erano (mi pare) delle Elite e una Strat; pesanti, costose e con suono poco Fender.
Presi quindi la Strato '62, ma purtroppo un anno dopo feci l'errore di farla modificare; La modifica non fu effettuata bene, così la diedi via.
Dopo vennero due Fender CBS ('68 e '69) che rivendetti presto per mettere su lo studio (e comunque non erano eccezionali, e all'epoca valevano poco), poi una serie di Di Marzio, Shekter, Kramer etc, finchè qualche anno dopo mi assicurai la prima Eric Clapton arrivata a Roma.
E allora capii la differenza.
Tutt'ora QUESTA E.C. (che mi porterò nella tomba), è la migliore strat che abbia mai provato.
Altre della stessa serie, pur buone, non sono paragonabili (mia fortuna!).
Con la Squier JV (Fender sulla paletta) nemmeno possibile un raffronto. Ho avuto una Classic 60 per qualche anno, come chitarra da casa (scelta tra 10 Messicane). Ecco, il paragone lo farei con questa.
D'altra parte ho anche avuto per un anno una Squier Silver Series che sembrava avesse fatto la guerra del Kosovo, ma suonava divinamente.
La mia Custom Shop ha un manico eccezionale, ma non ha quella pienezza di suono. Altre Silver Series sono buone ma non come quella. Quindi nei grandi numeri delle produzioni industriali, si trovano chitarre di diversa riuscita (anche tra le Custom Shop).
PROVARNE 100 PER COMPRARNE UNA!!
Chiaro che quando se ne trovano di OTTIME tra le economiche, nasce una leggenda.
Concludendo, io non spenderei troppo per una Squier JV.
A meno che non sia una di quell' 1 per cento miracolosamente riuscita bene.
PS. Ho messo dei magneti Custom Shop a una strato EKO S-300 (buon manico, suono orrendo, ma pagata 50 Euro), e suona meglio della messicana con gli stessi pick up!
io ho una silver series strato 3toni sunb ed è bellissima per quel che costa!
Io ancora mi mangio le mani, ma in quel periodo dovetti tagliare drasticamente la mia collezione perchè avevo lavori in casa, partirono parecchi pezzi...
cavoli!
la mia a causa di un paio di punti dove la vernice è saltata scenderebbe di prezzo... ma non è un problema tanto non la vendo :)
è l'unica strato che ho ihih
Il body era in 5 pezzi ed era in basswood e il sunburst era simile al tre toni anni '60, forse per un errore di fabbrica, lo strumento cmq era tutto originale e molto vissuto.
Mi piaceva suonarla e forse è stato un errore averla data via, anche se ci ho realizzato quasi il doppio di quanto l'avevo pagata!
un mese fa ho acquistato per la modica cifra di 500 euro (botta di c..o lo so!) una squier jv reissue 62 del maggio 1983...devo dire che investimento a parte(mi è stato offerto quasi il doppio proprio l'altro giorno, ma ho rifiutato) la chitarra suona davvero bene.
l'ho potuto constatare in quanto possiedo anche una stratocaster usa standard del 1989 e facendo il paragone beh, la squier vince alla grande.
il manico è scorrevolissimo, l'accordatura e l'intonazione perfette. i pick up giapponesi hotrod 5 sono delle bombe.
mi piacerebbe poter fare un paragone con le reissue del periodo o addirittura con una 1962 vera e propria. La 1962 le suonerebbe a tutte ok, ma se riflettiamo al rapporto qualità prezzo, beh ste benedette squier sono una stupenda realtà che sa un pò di vintage.
p.s
sul sito www.21frets.com c'è praticamente tutto sulle JV.
Era nera con manico in acero. L'ho portata da Giniski (abito a Firenze) e la feci sverniciare portandola al naturale (senza riverniciarla) . Lorenzo fatico' molto per sverniciarla e mi costo' piu' la sverniciatura che la chitarra stessa (altre 300.000 lire). Qualche mese dopo feci l'enorme cazzata di venderla , ma chi la compro' a 700.000 lire me la prese al volo , dopo che la provo' a casa mia
Una '69 non completamente originale che comperai anni dopo, invece suonava abbastanza bene, ma mai come la mia Eric Clapton.
Un mio invece amico aveva una '62 che non suonava un granchè.
Altri invece ne hanno trovate di stupende (ho provato una '57 da svenimento, ma visto il costo preferirei avere 7 Custom Shop!!)
E' sempre la stessa storia, mai generalizzare.... Armarsi di pazienza, provarne tante, anzi, COMPERARNE tante (purtroppo una mezz'ora in negozio non basta, servono SETTIMANE per capire una chitarra), rivendere, ricomperare, pentirsi, ricomprare.... e infine FERMARSI ad una chitarra definitiva, perchè nel frattempo si è ANCHE imparato a SUONARE, per cui anche una Affinity magari suonerà meglio della prima Fender costosa provata anni prima....
andammo a comprarla nuova a Firenze da Davoli.. e mi ricordo quanto mi meravigliai della sua bonta' dato che si trattava di uno strumento economico..
mi piace, suona bene.. e' forse un po' pesante...
ma non mi sembra si tratti di uno strumento che possa rivalutarsi piu' di tanto per meriti prestazionali... nel senso che ci sono telecaster economiche di oggi (mexico, squier o altre marche..) altrettanto e piu' apprezzabili...
per cui non so se i prezzi ai quali vengono scambiate siano "giusti"..
per me e' anche un po' fastidiosa la verniciatura spessa e un po' gommosa..
All'epoca la mia scelta era soprattutto economica: la mia costava circa 800.000 lire contro il milione e sette di una americana (col senno di poi ho gaduto ancora di più ascoltando le strato primi anni 80 che facevano un po' cagare). Non ho mai rifatto i tasti (pigro e squattrinato), ma intendo farlo a breve approfittando per montarci delle belle 011 (o anche 012) flatwound: suf's up - have fun!!!
Comunque le stratocaster Mark Knopfler in vendita oggi hanno il corpo in frassino e i pickup texas special per contrastare l'estrema brillantezza che deriverebbe da altri tipi di pickup. E con ottimi risultati.