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Seminario di Mike Stern con ospite d'eccezione!
di [user #4259] - pubblicato il

fa scrive: Circa una decina di giorni fa si è svolto a Milano un seminario del celebre chitarrista americano, presso un auditorium adiacente al NAM, prestigiosa scuola di musica milanese. Per l’incontro si sono presentate circa una cinquantina di persone, di tutte le età, tra le quali un paio di noti musicisti di Milano. Mike Stern era accompagnato dall’insegnante di basso e dal direttore artistico della scuola, alla chitarra, il quale ha fatto anche da traduttore. Io ho avuto la fortuna di essere seduto proprio in prima fila, ad un paio di metri al massimo dal piccolo palco e ho avuto il piacere di gustarmi appieno tutto il seminario con le sorprese che ora vi andrò a raccontare…

stern

Mike si è presentato sorseggiando caffè con la sua fida Yamaha Signature , un delay della Boss e due ampli collegati in parallelo (uno dei quali un Fender d’annata) per “allargare il suono”, come ha spiegato poi in seguito. Il direttore artistico del Nam ha sfoggiato invece una bella G&L simil Telecaster, un delay e un flanger della Boss.
Nella prima parte del seminario Mike ha suonato il celebre standard “Autumn leaves” (accompagnato dagli altri due musicisti) con spiegazione del suo modo di intraprendere lo studio del brano, dell’improvvisazione, dell’importanza degli arpeggi e di suonare il tutto sempre a tempo. Si sono poi susseguite domande sul suo stile improvvisativo, sulle scale da utilizzare sugli accordi, sull’uso delle diminuite, ecc… onestamente ho trovato questa parte un tantino noiosa, malgrado l’estrema simpatia e disponibilità di Mike, più che altro per le domande “molto didattiche “ dei presenti (IMHO ovviamente!!).
Molto più interessanti invece i racconti sulle prime esperienze live, sul passaggio dal rock-blues al jazz, su Jaco (!!!) e sul parallelismo fatto tra musica e linguaggio (all’inizio si parla in modo stentato e didattico e poi, col tempo, in maniera fluida e naturale).

Nel bel mezzo di tutto ciò si presenta un graditissimo ospite…. il “nostro" Gigi Cifarelli che saluta Mike e si siede dietro assieme agli altri musicisti!! Alla fine delle domande e al momento di ricominciare a suonare Mike Stern chiama proprio Gigi sul palco per duettare con lui… e che dire… goduria totale!!!
Prima di descrivere il concerto vorrei sottolineare un paio di cose… la prima è che uno dei noti e bravi musicisti presenti tra il pubblico aveva chiesto precedentemente a Mike di suonare un pezzo con lui e Mike aveva risposto che non poteva, altrimenti per correttezza avrebbe dovuto suonare con tutti. Inoltre, malgrado gli altri due musicisti sul palco, Mike ha chiesto espressamente di suonare in duo con Gigi… questo per evidenziare il rispetto e la considerazione per il nostro musicista nostrano!! Io, da allievo “piccolo piccolo” del Cifa posso testimoniare che, fin dalla prima lezione, Gigi mi ha ripetuto di imparare la musica come si farebbe per una lingua straniera… per esprimere un concetto prima si imparano le parole, la pronuncia, poi le frasi e alla fine si riesce a formulare un discorso completo.
Mi ha fatto dunque piacere sentire un personaggio come Mike Stern ribadire lo stesso concetto!!

Il breve concerto è stato per me un’esperienza unica e indimenticabile!!
I due hanno cominciato con lo standard “Body and Soul”, scelto da Mike, per poi passare ad un blues jazzato in Bb e ad un pedale di C per chiudere. Cosa dire… Mike ha improvvisato principalmente in pennata alternata, con alcune parti in chords improvisation (?), con gran tiro e velocità, alternando parti “in” a parti suonate più outside. Gigi ha invece ha esibito un linguaggio più vario, suonando alcune parti col plettro, altre con le dita, chords improvisation, ottave “alla Wes”, note slappate… il tutto suonato con una dinamica spaventosa!!!
Durante il blues in Bb Mike ha anche invitato il direttore artistico del Nam a salire sul palco, al quale purtroppo si è quasi subito rotto il cantino… peccato, anche se quest’ultimo era di livello decisamente inferiore agli altri due.
Ascoltandoli suonare insieme, il playing di Mike Stern mi è sembrato più piatto e ripetitivo rispetto allo stile di Gigi, invece molto più dinamico e vario, sia come tecniche che come tempi utilizzati nell’improvvisazione, con parti veloci alternate ad altre ad ampio respiro e sapiente uso delle pause.
Scrivo tutto questo con il massimo rispetto e stima per Mike Stern, grandissimo musicista e chitarrista tra i miei preferiti, che ha suonato comunque alla grande e nel suo stile!!
Mi ha però colpito il fatto che durante il blues Mike abbia smesso di suonare per guardare Gigi e che a fine concerto, dopo un abbraccio tra i due, la prime parole pronunciate da Mike a Gigi siano state : “you motherfu**er!!”.

mike stern
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