Chitarra acustica Kent Hamblin Grand Concert
<p><img src="http://assets.accordo.it/cloud-assets/17212/600x0/00/mini-hamblinpaletta.jpg" alt="Chitarra acustica Kent Hamblin Grand Concert" class="legacy_param"><b><a href="mailto:bucciarelli@tiscali.it">bux64</a> scrive:</b> Leggendo con grande soddisfazione gli articoli di Accordo, soprattutto le prove di strumenti, che trovo utili per orientarsi in un mercato sempre più ricco di nomi e promesse, ho pensato una volta tanto di contribuire presentando una bella chitarra che ho la fortuna di possedere. Prima devo però fare una precisazione.</p><p>Con il tempo, il mio interesse si è spostato verso le chitarre costruite a mano, perché sono convinto che l’industrializzazione spinta alzi lo standard medio ma non raggiunga ovviamente l’eccellenza. Il problema, come sempre, è il prezzo e la disponibilità degli strumenti. Secondo me occorre suddividere il mercato in tre categorie (citando a scopo esemplificativo i nomi più noti):</p><p>- produzione industriale (Martin, Taylor, ecc.)</p><p>- produzione artigianale (Santa Cruz, Collings, Goodall ecc.)</p><p>- produzione manuale (Traugott, Ryan, Olson ecc.) </p>

Non possedendo sempre le cifre esatte di produzione di ogni marca, tendo ad orientarmi in base all’offerta. Per esempio, le chitarre Goodall sono in vendita in una grande quantità di modelli e varianti, in quasi tutti i più importanti negozi sia in Usa che in Europa, per non parlare delle proposte su EBay; desumo quindi che la produzione sia almeno in piccola serie, come Santa Cruz che produce circa 400 chitarre l’anno. Si tratta comunque di eccellenti strumenti (io ho avuto un’ottima Santa Cruz mod. H).
Qui siamo però su un altro pianeta. Kent Hamblin fa parte della terza categoria, dal momento che produce circa 20 chitarre l’anno, da solo, curando lo strumento in ogni sua parte dall’inizio alla fine. Non mi dilungo oltre su di lui e vi invito a consultare direttamente il sito www.hamblin-guitars.com. Al momento ci vogliono circa 12 mesi per avere una sua chitarra e le poche prodotte restano nelle mani dei fortunati proprietari.
La sua (giusta) fama è in rapida ascesa e qualche chitarra si incontra presso alcuni rivenditori specializzati (tipo http://luthierscollection.com). Io ho avuto la fortuna di trovarne una e, su consiglio spassionato di alcuni informati amici chitarristi, senza pensarci due volte l’ho comprata. Ecco le mie impressioni.
Legni e costruzione
Si tratta di una Grand Concert a spalla mancante, costruita nel 2004 a Telluride, Colorado, come cita l'etichetta incollata all'interno. Io sono sempre stato attratto da questi strumenti piccoli (anche per ragioni di corporatura), dove la qualità non può essere ingannata dalle dimensioni: o sono ben costruiti o suonano come scatole da scarpe. Bellissimo palissandro indiano, abete Engelmann per la tavola armonica, mogano per il manico, ebano per tastiera e ponte. La qualità costruttiva è impressionante: sembra un’opera di ebanisteria (spero che le foto allegate siano esplicative, io le ho tratte dal sito su internet essendo identiche alla mia chitarra). Tutto legno pregiato, koa fiammato per il binding di tastiera e corpo, filetti di acero chiaro quasi invisibili che partendo dalla paletta in doppio motivo giungono lungo la tastiera fino al corpo. Eccezionale secondo me il marchio sulla paletta in madreperla, di vaga ispirazione art decò, che risalta sullo scuro dell’ebano. In generale Kent Hamblin predilige un certo minimalismo (tipo Traugott, per intenderci) e le finezze appaiono tali solo se osservate da vicino. Sulla tastiera non ci sono segnatasti ma solo piccoli punti in madreperla sul binding. La rosetta sulla tavola armonica è decorata con i legni presenti su tutto lo strumento, che ricorrono più volte in abbinamento. Le meccaniche sono Schaller dorate con chiavetta in ebano (molto eleganti, io le avrei preferite però tutte dorate). Essendo concepita come pura chitarra da concerto, non è previsto alcun attacco per la cinghia. È presente un battipenna trasparente.
Manico e suonabilità
Il manico è moderno, nel senso che segue le ultime tendenze per gli strumenti da concerto: relativamente sottile, molto veloce, tastiera abbastanza bombata. Io sono orientato sui manici classici un po’ più massicci ma devo ammettere che, una volta presa l’abitudine, questo tipo di manico permette posizioni più spericolate sulla tastiera, anche se purtroppo non sono in condizioni di sfruttarlo al massimo in quanto chitarrista mediocre. L’azione delle corde è bassa e confortevole, lo strumento risulta perfettamento bilanciato. E' difficile da spiegare ma imbracciando questa chitarra si ha la sensazione di avere fra le mani una macchina da corsa, pronta a sfrecciare via.
Suono
Vengo subito al sodo. Questa chitarra si contraddistingue per il registro dei bassi. Suona in pratica come una dreadnought e questo mi ha stupito perché mi sarei aspettato una voce più esile. Gli accordi suonati con il plettro risultano pieni e corposi, altrettanto le singole note. Il timbro generale è caldo e molto presente sui medi quindi, per es. nel fingerpicking, rende benissimo anche se suonata con le unghie o l’ausilio del thumbpick. Ha molte sfumature sonore e una volta imbracciata non la si metterebbe più giù, un po’ come in presenza di un bicchiere di vero buon vino. Nel blues e nel ragtime sfodera un suono stile pianoforte, molto equilibrato e coinvolgente per chi ascolta. Veramente alto e potente il volume, così come il sustain, ma la chitarra è stata costruita solo nel 2004, quindi mi aspetto ulteriori evoluzioni. Ogni nota legata risalta perfettamente, senza annegare fra le altre. Ci sarebbe molto da dire ma non voglio diventare noioso, chi ne vuole sapere di più può scrivermi o anche venire a provarla (prov. di Milano o Firenze).
Conclusioni
Una chitarra come questa costa, in base al listino e comprata alla fonte, 6.480 dollaroni + trasporto e sdoganamento, inclusa custodia rigida. Troppo? Tutto in definitiva dipende dal rapporto qualità/prezzo. A me pare che, indipendentemente dalla perizia costruttiva, il suono sia veramente superiore alla media, più che altro con una personalità ben definita che può solo essere propria di strumenti costruiti a mano, uno diverso dall’altro. Ho avuto in passato tante belle chitarre ma oggi non tornerei a prodotti di serie.
Un ringraziamento a chi ha avuto la pazienza di leggere fino in fondo ed un saluto a tutti gli amici chitarristi.