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Mike Mangini: la batteria dei Dream Theater è sua
di [user #16140] - pubblicato il

Il 9 settembre 2010 è una data che i Dreamers dimenticheranno difficilmente: Mike Portnoy lascia i Dream Theater. La motivazione ufficiale della scelta del co-fondatore del gruppo – il nome è stato scelto dal padre di Portnoy - e punto di contatto con i fan, è il desiderio di prendersi una pausa e ridurre la serie di impegni estenuanti ai quali è sottoposto.

Gli scappa però qualche parola di troppo che lascia intendere tutt’altro: non mi divertivo più e avevo rapporti personali migliori all’interno dei miei progetti alternativi, piuttosto che nei Dream Theater.
Le dichiarazioni ufficiali fatte dal batterista, verranno poi smentite nei fatti dallo stesso. Entro breve entra a far parte – in via ufficiale – degli Avenged Sevenfold i quali, con la stessa velocità con la quale Portnoy si è accasato, decidono di non proseguire per l’anno successivo (il 2011) l’avventura con lui alla batteria.

In parallelo i Dream Theater si dimostrano molto fermi sulle loro intenzioni ponendosi degli obiettivi, percepiti da chi leggeva le loro dichiarazioni, come delle vere e proprie sparate di orgoglio: trovare un nuovo batterista, realizzare un nuovo album e partire con il tour, tutto questo entro l’estate del 2011. Mike Portnoy ci ripensa e prova a tornare sui suoi passi: niente da fare, i Dream Theater non accettano.
Il chitarrista John Petrucci usa il titolo di uno dei pezzi del gruppo per lanciare una ventata di speranza nei fans: The Spirit Carries On.

Il 17 novembre del 2010 lo stesso Petrucci afferma che il gruppo è pronto a rivelare il nome del nuovo batterista scaturito dalle audizioni tenutesi il mese prima.
Nel frattempo il caotico rumoreggiare di Internet, proponeva alcuni nomi – alcuni decisamente improbabili – come possibili batteristi. Finalmente il 18 aprile 2011 il gruppo comunica sul proprio sito che a breve i fans avranno la possibilità di sbirciare ciò che ha portato alla decisione finale.

Si scopre poi che le tre anteprime di ciò che diventerà un DVD (The Spirit Carries On), mostrano alcuni interessanti spezzoni delle audizioni. I batteristi chiamati dal gruppo alle audizioni sono sette: Mike Mangini, Thomas Lang, Marco Minnemann, Virgil Donati, Aquiles Priester, Peter Wildoer e Derek Roddy.
Tre le prove alle quali vengono sottoposti: due brani di repertorio (A Nightmare to Remember, The Dance of Eternity o in alternativa The Spirit Carries On) e una Jam studiata in modo da verificare profondamente le capacità di improvvisazione dei batteristi convocati.

Lasciano subito il segno Mangini e Minnemann diventando, a loro insaputa le scelte finali. La personalità, la passione, la tecnica (Petrucci afferma che quello che gli altri batteristi suonano con due mani, lui riesce a farlo con una) e la particolare energia trasmessa dal suo suonare, fanno di Mike Mangini il nuovo batterista dei Dream Theater.

Gennaio 2011 è il mese nel quale il gruppo si blinda in studio per registrare quello che sarà l’album più atteso dei Dream Theater.

Al nuovo batterista dei Dream Theater è dedicata la copertina di Ritmi di giugno. Ecco un brevissimo estratto dell'intervista che verrà pubblicata sulla rivista.

Mike, sei il nuovo batterista dei Dream Theater. Raccontaci come è andata.
Mi è stato chiesto di fare un’audizione. Credo di aver ottenuto il posto perchè molti aspetti facevano di me la persona e il musicista più adatto per la band. Tutto è arrivato al momento giusto per entrambe le parti. Nel corso dell’audizione (divisa in tre sezioni) ho suonato delle parti di batteria pre-esistenti, ma con alcune orchestrazioni aggiunte o modificate in base a ciò che gli altri stavano cantando o suonando: credo fosse la cosa giusta da fare e, fortunatamente, è anche ciò che amo fare. Abbiamo jammato in perfetta armonia e ho superato con successo anche un test basato sulle indicazioni di tempo, così ha funzionato tutto. Alla fine abbiamo anche fatto una session di domande e risposte.

Chi è Mike Mangini
Nativo del Massachusetts, ma di evidenti origini italiane a soli quattro anni uno zio, dopo averlo visto tamburellare su ogni cosa gli capitasse a tiro, decise di regalargli una batteria per bambini. Dopo solo un anno dopo Mike inizia a studiare musica e dai 10 ai 18 anni prende lezioni dal percussionista classico Walter Tokarczyk, insegnante della scuola pubblica di Waltham (MA). Una vera svolta si produce a 23 anni, quando Mangini, insoddisfatto del livello di indipendenza e velocità di mano e piede sinistri, decide di risolvere drasticamente il problema, invertendo il suo drumset e disponendolo come se fosse mancino, un’impostazione che manterrà per i sei anni a seguire.

Alla sua straordinaria preparazione sullo strumento hanno contribuito anche gli studi al college: ltre a laurearsi in informatica, ha studiato fisica e filosofia, lavorato come
programmatore nel team di sviluppo dei missili Patriot e approfondito le tematiche relative alle dinamiche che sovraintendono ai movimenti e al controllo degli arti. Con queste conoscenze ha di volta in volta individuato ciò che nella sua postura e nei suoi movimenti influiva negativamente sul suo modo di suonare, sino a colmare qualsiasi lacuna meccanica.

Nel 1994 fece il suo ingresso negli Extreme e adottò una sistemazione simmetrica della sua batteria, che ha come elemento centrale un piccolo rullante secondario posto tra due tom: in questo modo la gamma di movimenti possibili e combinazioni ritmiche a sua disposizione diventa pressoché infinita. Da allora diventano numerose le collaborazioni con artisti appartenenti a stili e generi musicali differenti: tanto per citarne alcuni possiamo ricordare Steve Vai, con il quale ha condiviso un tour in oltre 40 paesi, gli Annihilator, James LaBrie, Tribe of Judah, Dale-Bozzio e, in ultima battuta, la band che era stata di Mike Portnoy.
 

dream theater mike mangini
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