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Orange OR 120. Vero vintage.
di [user #3522] - pubblicato il

st3f scrive: Vintage Orange!Digito Orange nella barra di ricerca del sito da Accordo e noto con stupore che manca una recensione della mitica OR 120! Testata valvolare Orange che ha sicuramente caratterizzato il sound degli anni ‘70 e non soltanto. Quindi cosa faccio? Imbraccio un vecchio telecaster e faccio un po’ di prove con le manopolone della signora in questione: per vedere di cavarci fuori una recensione decente per far sbavare un po’ gli amici accordiani, ma (ben inteso) non per far lievitare ulteriormente i prezzi di queste scatole arancioni.

PREMESSA
Prima di iniziare, vorrei essere chiaro su una cosa: che gli Orange che fanno oggi non suonino bene come quelli vecchi non è vero. Sono semplicemente altri amplificatori. Diversi. Impossibile effettuare un paragone. Gli orange OR sono stati costruiti esclusivamente dal 1969 al 1981, tutto può piacere oppure no. Affari vostri.
Dunque. Innanzi tutto quella che abbiamo davanti è una OR 120, come già scritto, che è un po’ la classica testata arancione, il modello base ma anche la più venduta e più suonata: 120 wattoni di purissimo suono valvolare. Senza diodi. Neanche l’ombra. Si può usare, come giustamente scriveva la casa madre, esattamente allo stesso modo con chitarra, basso o keyboard. Certo il massimo della resa lo otteniamo con 6 corde, un ruggito spaventoso con 4 corde e parecchia nebbia con i tasti bianchi e neri.

orange or 120DESCRIZIONE
I comandi sono molto semplici, potrebbe capirli bene anche un bambino, oppure un analfabeta, visto che le didascalie sono scritte: 2 ingressi, F.A.C., toni (2), presenza, gain, send e return, on off. Semplicissimo no? Come dicevo ci sono anche i disegni, un pugno per la presenza e un cono parlante per il gain. E altri meno divertenti.
La testata è molto solida, molto molto solida, 22kg per la precisione. Da’ l’idea che se vi si aprisse il portabagagli e cascasse fuori dall’auto in corsa basterebbe una rivalvolata e una spolveratina. Ha anche una specie di roll bar sul davanti, che la casa giustifica come una comodo supporto per l’ingegnere elettronico che effettua le riparazioni. Non so voi, ma io non sono mai andato da un ingegnere elettronico a farmi regolare il bias, al massimo da un perito elettrotecnico. Ma si sa’, gli inglesi sono molto più professionali di noi.

Detto questo, accendiamo. Non c’è standby, il che significa che le valvole e alcuni condensatori subiscono uno shock tremendo all’accensione e allo spegnimento. Ogni volta? Sì ogni volta. Ma questo può essere giustificato.
I condensatori sono talmente di alta qualità che la Orange non si è preoccupata del trauma dell’accensione, tanto resistono. E le valvole? La testata lavora a 500 credo ohm, devastante, le valvole si scaldano un casino e durano poco. Quindi lo standby non farebbe che procrastinarne la sofferenza di qualche ora. Ok accendiamo.
Nessun rumore di fondo, e non è la mia, si dice che siano tutte così. Prende radio Italia abbastanza bene, ma questo non è interessante. E’ collegata ad una cassa della concorrente Marshall con coni celestion da 75 watt l’uno, non sarà facile mandarla in drive col volume, e infatti resiste parecchio.

IL SUONO
E’ pulita, pulitissima. E’stata studiata per esserlo e non vi delude. Cristallina ma non come un fender, qui c’è la botta e c’è il volume. Non manca neanche una frequenza. Ha molti bassi, molti alti e molti medi. Non è mediosa come il Vox, ne stridula come un Marshall, ne bluesy come un twin, è fedele alla chitarra che usate. Qui ogni chitarra suona come dovrebbe. Le regolazioni sono sensibilissime, Se si cambia l’ora ad un potenziometro, i coni lo sentono subito ed è piacevole.
Andiamo avanti. Con il manopolone del gain ad un quarto siamo ancora pulitissimi ma ad un volume già da sala prove, scordatevi di usarla a casa. Se lo tiro un po’ su il pulito inizia a rompersi e viene fuori il carattere. Solo poco sopra un quarto è un caldo crunch British, verso la metà inizia a fare paura. Il volume è davvero spaventoso, sono 120 watt e si sentono dal primo all’ultimo.

Il pulito di base rimane, infatti non è ancora una vera distorsione e la dinamica è eccezionale. Le corde diventano sensibilissime al tocco della mano, si può tranquillamente passare da un pulito a volume discreto ad un super crunch a volume mostruoso senza toccare nulla se non le corde. Un bicordo qualunque e una bella botta col plettro: vi sembrerà di aver tolto la ciotola della cena ad un cane molto grosso e molto affamato. Questa testata abbaia. Con il volume a metà la botta è spaventosa e le note stanno sù un eternità. Se continuo ad alzare il volume diventa nebbiosa e ingestibile troppo grassa e difficile da suonare. E qui entra in gioco il F.A.C. Cos’è? Frequency Analysis Control. E’ in pratica un tono aggiunto a 6 posizioni fisse. Verso sinistra ingrassa il suono e verso destra toglie i bassi e aumenta i medi. E’ quello che serve quando la testata è completamente imballata dal volume. Sgrassa il suono e produce quella distorsione black sabbath tipica degli anni ‘70, quasi fuzzosa. Sempre che resistiate al volume che adesso vi fa davvero sanguinare le orecchie. Ma da’ molta soddisfazione.
In definitiva, è come se negli anni ‘70 avessero pensato ad un amplificatore per il futuro. Non ha avuto successo commerciale perché era difficile da suonare. Quasi più adatta al 2007 che al 1974.

CON I PEDALI
Veniamo ai pedali. Se potete non usarli darà sicuramente il meglio di quello che può dare. Ma se proprio non potete farne a meno, scoprirete come suonano veramente. Mi spiego. Essendo estremamente pulita, il suono del box verrà fuori al 100%. E allora molti diventano deludenti e la ricerca di un buon pedale difficile, ma ad esempio con un vecchio big muff o un buon boost e un po’ di eco il divertimento è garantito.
I suoni distorti sono devastanti, è violenta. Ha tanti bassi da farvi sentire le onde sul petto se avete la cassa davanti e tanti alti da perforarvi le orecchie. I medi gonfiano il sound caricandolo di potenza e con le manopolone si riesce a dare qualsiasi tipo di sfumatura.
Come categoria di voce, è lontanissima dall’heavy metal, più hard rock e glam. Molto più 70 che 80. Non a caso la produzione è cessata quando si richiedevano distorsioni più compresse che potenti.

CONCLUSIONI
E’ un amplificatore forse più ritmico che solista, da poche note ma quelle giuste. Nell’universo delle testate certo quella dell’orange non è la scelta più facile. Pesa una tonnellata e rende solo se suonata ad un volume esagerato. Ma se si ha voglia di interagire con uno strumento vero, non un amplificatore dal suono artefatto e si vuole suonare veramente, è la scelta giusta e darà molte molte soddisfazioni.

120 amplificatori or orange
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