Progettare una chitarra da zero
Dopo diversi articoli di sapore prettamente tecnico volevo trattare, anche se in maniera sintetica, un argomento che a mio avviso non è affrontato molto spesso: la progettazione di uno strumento originale. Chi mi conosce sa quanto io sia appassionato di fai-da-te musicale e chitarristico.
All'attivo ho circa una decina di chitarre elettriche e, a parte le prime due che ho fatto da giovane quando ero più audace di adesso (e che attualmente non esistono più) le altre sono tutte delle copie di strumenti già esistenti.
È un fatto assodato che esista una folta schiera di appassionati che, in maniera più o meno professionale, dal semplice assemblatore al quasi-liutaio (e spesso con le stesse abilità di diversi liutai in circolazione), si costruisce da sè lo strumento. Nella stragrande maggioranza dei casi è però una copia di uno strumento commerciale, più o meno blasonato, spesso Fender, a volte Gibson, più raramente altro.

Vorrei portare la mia esperienza riguardo al costruire uno strumento che esce un po' dai canoni stilistici e tecnici più diffusi, evidenziando i passaggi progettuali e di realizzazione che sono più critici e peculiari, passaggi che nella realizzazione di un clone non si sfiorano nemmeno.
Inoltre mi metterò alla gogna mettendo a nudo gli errori e le inadeguatezze di alcune scelte tecniche e, perché no, anche stilistiche.
Per non risultare estremamente teorico (e anche per una buona dose di esibizionismo) sviscererò tutto questo popo' di argomenti prendendo come esempio la mia ultima realizzazione, una chitarra baritona: la BlackBeard Squalo. In questo modo inoltre , chi volesse, trova traccia della sua realizzazione pratica nei miei diari.
Rimarrò quindi appositamente molto sintetico su tutti gli aspetti squisitamente tecnici, per i quali ci vorrebbe come minimo un libro: scala, materiali, tasti, incollaggi/avvitamenti, corde passanti o meno etc. Inoltre, a parte qualche accenno relativo a questa particolare chitarra, non prenderò in considerazione la scelta dei materiali, sempre oggetto di infinite diatribe e disquisizioni più o meno di lana caprina, piuttosto che la finitura.
Volete farvi da voi una chitarra originale? Ok, è la scelta giusta. Prima di tutto fregatevene della rivendibilità e ragionate sul fatto che sarà uno strumento vostro per tutta la vita, nel bene o nel male.

Che genere ci voglio suonare?
Io ritengo che con una stessa chitarra si possa suonare quasi di tutto. Se togliamo alcuni estremi come chitarre archtop o chitarre a forma di mannaia con un solo humb superspinto al ponte, il pallino sta in mano al chitarrista, non alla chitarra, quindi non partite con la fissa di un genere preciso.
In ogni caso pensate almeno al tipo di pickup (single, humb o attivi) e al ponte (fisso o Tremolo).
In ogni modo, trovo che sia comunque più facile progettare una chitarra specializzata piuttosto che una universale, per esempio una metal-oriented o una chitarra da slide danno già dei paletti in cui mantenersi e le scelte da fare saranno più semplici. In ogni caso è la vostra chitarra e, che sia assemblata partendo dall'abbattimento dell'albero o direttamente da parti preconfezionate, sicuramente vi darà una soddisfazione immensa.
Suonerà come ho in mente io?
Questo è un punto da non sottovalutare. Lasciamo perdere le grandi major che possono permettersi di fare duecento test e poi produrre diecimila chitarre uguali (ma sono veramente tutte uguali?) e pensiamo a noi stessi, nel nostro piccolo.
Ricordatevi che possiamo dare una direzione al nostro progetto ma nessuno ci garantisce che il risultato sarà fedele alle nostre aspettative, sia qualitativamente che quantitativamente.
Prevediamo quindi anche qualche via di fuga. Per esempio, se vogliamo usare un battipenna e dei pickup single coil, prevediamo uno spazio nel body facendo delle fresate sufficienti anche per degli humbucker, non si sa mai. Oppure la tasca del manico, se possibile facciamola di misura standard: potrà ospitare un altro manico se il nostro dovesse dare dei problemi.
La scelta dei legni e dei materiali è sì importante, ma non determinante da togliere il sonno secondo me. Non è detto che una chitarra con il body in swamp ash e dei single coil suonerà per forza come una Fender d'annata, ma ancora stiamo facendo dei paragoni, questo progetto è originale! Consiglio quindi di concentrarsi più sull'estetica e l'ergonomia più che sulla ricerca di "quel" suono.
Prendetevi del tempo
La progettazione non è un lavoro da farsi in fretta ed è bene pensare tutto fin nei dettagli prima di procedere. A me è capitato di soprassedere su alcune scelte o su particolari e ritrovarmi bloccato a un certo punto del lavoro perché non sapevo come proseguire, oppure mi son mangiato le mani perché sarebbe stato meglio proseguire in altro modo e non era più possibile a causa di scelte già fatte (e troppo in fretta).
Esistono anche degli editor su internet, io non li ho mai usati anche perché prevedono forme standard, però per rendersi conto degli accoppiamenti cromatici tra legni, colori e hardware possono tornare utili.
Una volta buttato giù il progetto chiedete consigli a chi pensate abbia un po' di competenza tecnica e, perché no, un po' di buon gusto. Magari non vi daranno l'idea giusta ma spesso trovano dei difetti ai quali voi, nell'estro creativo, non avete fatto caso. Accordo esiste anche per questo.
Cambiate idea cento volte. L'importante è cambiarla prima di iniziare e non a metà dell'opera. Per la Squalo, per esempio, ho tenuto la tavola per il manico un mese, disegnandole una paletta a settimana prima di tagliarla definitivamente. All'inizio ero partito con una paletta tre più tre e alla fine la scelta è caduta su una sei in linea.
Il body
Se volete disegnare un body lasciate perdere gli editor da PC o Photoshop e munitevi di una certa quantità di carta, ne sprecherete parecchia. Io ho saccheggiato il deposito degli scarti di un amico che si occupa di affissioni. Sono ottimi gli annunci mortuari, quasi completamente bianchi, perfetti.
Almeno per quanto riguarda l'ingombro generale e le misure, vi consiglio di partire da un body esistente, qualunque sia. Io, per esempio, ho piazzato la mia vecchia Telecaster su un foglio (il necrologio di tale Sabatina Ingannamorte, un nome una garanzia, di oltre novant'anni) e ho tracciato la sagoma, poi da lì sono partito.
È difficile rendersi conto di quanti particolari e misure occorra controllare finché non ci si mette in ballo, in ogni caso le cose più importanti sono l'ergonomia generale, l'equilibrio, il corretto posizionamento di manico e ponte.
Per quanto riguarda la squalo, ho cercato un'ergonomia buona sia per la seduta sia il suonare in piedi e, contemporaneamente, volevo mantenere una lunghezza complessiva abbastanza contenuta (tenete conto che la scala è quasi otto centimetri più lunga di una Strat), in modo da poter usare un fodero standard. Ok, alla fine ci sta. Volevo una buona accessibilità agli ultimi tasti anche se non sono certo un virtuoso, quindi doppia spalla mancante e tacco del manico un po' sagomato, niente mattonella.

Fate mille verifiche. Se avete in mano qualche pezzo, provate a piazzarlo nel punto relativo e immaginatevi se può andare o meno.
La forma, dal punto di vista estetico, è vostra pura immaginazione. Non lasciatevi però tentare da soluzioni troppo ardite che alla fine vadano a cozzare con la funzionalità, in ogni caso fantasia al potere. La storia ci insegna che progetti arditi hanno avuto un certo successo, Stratocaster docet. Che la Flying V non si possa suonare da seduta per esempio, credo non dispiaccia quasi a nessuno.
Il materiale del body deve rispondere a requisiti di sonorità (qui ho usato l'ontano) e di estetica, se volete lasciare una finitura trasparente. Oppure si può usare un top. Qui ho usato un pezzo d'ulivo che ballava nel mio garage da un po'. Purtroppo non sono due pezzi specchiati ma due consecutivi che ho dovuto un po' giustapporre per rendere le venature gradevoli a vedersi.
Fatevi assolutamente una dima (in mdf o multistrato da 1,5-2 cm). Perdere un paio d'ore per una dima ben fatta vi farà risparmiare parecchio lavoro nella sagomatura del body, anche per produrre un solo esemplare. E poi non si sa mai, la produzione in serie potrebbe essere dietro l'angolo.
Tenete presente che per una finitura trasparente dovete stare molto attenti per quanto riguarda la sagomatura e la rifinitura del body: qualsiasi magagna si vedrà. Una finitura coprente potrà invece mascherare molto meglio, se non del tutto, scheggiature, stuccature, fori e inestetismi dovuti a qualche gesto maldestro, tenetene conto.
Il manico
Qui la discussione potrebbe essere puramente tecnica e molto personale. Gli aspetti da considerare sono fondamentalmente tre: forma del retromanico, raggio della tastiera e numero di tasti.
Per la Squalo ho adottato una forma a C abbastanza grossa (e qui va puramente a gusti, io l'ho tenuto un po' più grosso del normale anche per via della scalatura maggiorata), radius da 12" e 22 tasti. Volevo piazzare il pick al manico sul nodo della corda equivalente a quello di una Strat e quindi quel punto cadrebbe più o meno in corrispondenza del ventiquattresimo tasto, quindi andavan bene 22. La tastiera è di un ignoto legno duro, sembrerebbe doussiè o qualcosa del genere, mi piace perché è vagamente bicolore e ha un bel tono cioccolata al latte.
I segnatasti laterali sono utili, io li metto sempre, quelli sulla tastiera invece vanno a gusti, in questo caso io ho messo solo due dots al dodicesimo tasto, giusto per tarare l'occhio su una scala un po' inusuale.
Il truss rod è importantissimo, se possibile prevedetelo a doppia azione, più facile su manici con tastiera incollata. Mi è capitato che, una volta finito, il manico (pezzo unico) fosse imbarcato all'indietro e non c'è stato modo di correggerlo a parte montare delle 12-58 (e per me che uso generalmente 9-46 è una sofferenza).
La regolazione è più comoda alla paletta, è vero, ma risulta più difficile sagomarne in modo preciso l'invito per la brugola e indebolisce la paletta stessa, decidete voi. Secondo me l'importante è che sia accessibile con manico e corde montate e in tensione, magari anche smontando un pickup, per regolare la tensione con il manico sotto carico e non doverlo smontare mille volte.
Per il materiale io ho optato per un frassino olivato che avevo in giro che ben si sposa con il top in ulivo, anche per sperimentare il risultato e uscire un po' dai soliti canoni acero/mogano.
La tastiera
Qui si può scegliere liberamente ed è più che altro una questione estetica. Scegliete un raggio adeguato e un materiale gradevole alla vista e al tatto. Nel caso della Squalo il radius è 12" e il materiale è un legno duro simile al doussiè. Niente binding (anche se dopo l'avrei voluto) e tasti medium. Importante la scelta tra tastiera verniciata (acero) o no (palissandro, ebano etc). C'è una certa differenza per quanto riguarda la manutenzione e meno, secondo me, per quanto riguarda la sonorità.
Non sottovalutate la possibilità di inserire il tasto "0" oltre il capotasto. Nel caso di ponte fisso è una scelta ottima secondo me. Io purtroppo non l'ho messo, di fatto rende più omogeneo il suono in prima posizione e migliora intonazione e action.
La Paletta
È la parte che secondo me richiede più lavoro di fantasia. Deve essere bella a vedersi, essere in sintonia con il body, poter possibilmente ospitare un logo o un nome, distribuire in maniera comoda le meccaniche senza costringere le corde e le mani a giri strani. Per la Squalo alla fine, dopo numerosi disegni, ho optato per sei meccaniche in linea, una sorta di Telecaster futurista e appuntita e mi sembra di aver azzeccato forma e accoppiamento con il body.

Occhio a come le corde saranno indirizzate alle meccaniche a partire dal capotasto: linee rette sono meglio che angolate.
Le meccaniche
Per la Squalo ho scelto delle Kluson-style in linea.
Ricordatevi che, per montare questo tipo di meccaniche, occorre rispettare esattamente le distanze visto che una stessa vite blocca due meccaniche. È sempre possibile montare delle meccaniche diverse nei fori delle Kluson (che tra parentesi sono più piccoli) ma non sempre è possibile l'opposto.
Pensate alla praticità delle meccaniche e se è il caso di prevederle autobloccanti, magari in presenza di Tremolo, oppure no. Non complicate troppo il tutto se non è necessario. Se proprio volete complicarvi la vita montate le meccaniche delle Gibson Robot.
Il Ponte
Qui la domanda è una sola: fisso o mobile? Il ponte fisso è molto più semplice da costruire e montare e quindi può risultare ideale nei primi progetti. Se volete un ponte tremolo preparatevi a un lavoro molto più complesso.
Nel caso della Squalo volevo un ponte fisso e con una forma che legasse con il resto, quindi l'ho fatto io partendo da una lamiera di inox da tre mm. poi l'ho sagomato a denti di squalo con un flessibile badando che la forma non interferisse con la funzione. Mi piace.

Piazzare il ponte è un lavoro piuttosto delicato, tenete conto dell'escursione delle viti di regolazione delle sellette, e della loro altezza in funzione dell'action e dell'intonazione. Io generalmente lo piazzo un filo più lontano del normale: allungare di qualche millimetro le viti di regolazione per far avanzare ancora un po' le sellette è sempre possibile, arretrarle più di un tot no.
Per un montaggio preciso logicamente occorre prendere mille misure, ma attenzione perché basta un piccolo errore (anche nella tasca del manico per esempio) per avere un ponte fuori asse. Se ne avete la possibilità, aspettate a fare i fori e a montarlo fino a quando avrete montato il manico. A quel punto io uso del filo elastico a mo' di corde (mi basso e cantino) e piazzo il ponte a occhio allineandolo precisamente con il manico.
I Controlli
Il vano controlli può essere di due tipi: o davanti o dietro. Sul davanti avrete bisogno di una mascherina o un battipenna. Il vantaggio di questo sistema è che potrete rifare la mascherina se voleste riprogettare i controlli e la loro posizione. Nel caso del vano posteriore dovrete bucare il top e da lì non si torna indietro. Piazzate il vano in una posizione strategica prefigurandovi l'uso dei diversi controlli (il volume e il selettore pickup in primis) e dimensionatelo in modo da non aver problemi a piazzarci dentro tutto.
Qualche considerazione sull'assemblaggio: scegliere forme, colori e componentistica è una cosa, realizzare da zero alcune parti è un'altra, montare correttamente il tutto è un'altra ancora. Le cose più importanti da tenere in considerazione secono me sono:
- La center-line. Avere un insieme manico/body/ponte perfettamente in linea è un traguardo importante e facilita misurazioni e regolazioni successive. Fate il possibile per avere tutto in asse. Anche i dot del manico possono aiutare a mettere tutto in linea, fateli bene.
- Le quote. Controllate più volte gli spessori (body, manico, paletta), le profondità (tasca manico, controlli, pickup) e le altezze dei componenti (ponte, pickups, controlli, pickguard) e verificatene le compatibilità. È sempre possibile scavare maggiormente o spessorare, ma sarebbe preferibile non farlo.
- Le giunzioni. Manico/corpo in primis, ma anche sede del capotasto, scassi del ponte e dei controlli. Più sono precise e meglio è. Tenete conto dell'eventuale finitura (vernice) che potrebbe ridurre gli scassi e i fori e ingrossare il tacco del manico.

I pickup
Ci vorrebbe mezzo sito per discutere di questo argomento, e comunque sono di facile sostituzione in caso di ripensamenti. Se prevedete pickup di dimensioni standard potete sempre cambiarli in un secondo momento, se volete farli da voi, cercate almeno di rispettare gli ingombri standard. Altro non dico.
Per la Squalo ho avvolto due single coil con forma del P-90 dei quali sono moderatamente soddisfatto (più sul pulito che sul distorto). Probabilmente li rimaneggerò e, nel caso non mi piacciano fino in fondo, monterò dei P-90 veri e propri. Attualmente sono dei monobobina con magneti in alnico III da 7,5KOhm (manico) e 9 KOhm (ponte). Il selettore a quattro posizioni permette di selezionare sia i pickup singoli, sia il parallelo, sia la serie.
La Finitura
Avevo detto che non ne avrei parlato e infatti faccio solo un accenno al caso della Squalo. Al body (come al manico) è stato dato un isolante poliuretanico, un fondo poliestere, uno sfumato in due toni (nitro) e infine una finitura poliestere lucida. Di alternative ce ne sono molte, consiglio di badare più al risultato estetico e alla facilità di realizzazione che alle promesse timbriche.

A chi sostiene le proprietà magiche delle finiture sottili come la nitro faccio notare che nella Squalo c'è un angolo del body nel quale, durante la fase di levigatura/lucidatura, sono arrivato di nuovo al legno. Questo per chiarire che una verniciatura poliestere come questa non ha nulla a che vedere con i sarcofagi di plastica delle finiture industriali. Direi che sul piano del body siamo sui cinque decimi di spessore, un po' meno negli spigoli e un po' di più nelle cave, quindi non parlerei di vernice spessa. Se invece vogliamo parlare di stagionatura e di vernici che fanno respirare il legno, facciamolo fra trent'anni. Oggi non c'è tempo ne spazio.
Gli Errori
Avevo promesso che mi sarei messo alla gogna per evidenziare alcuni errori fatti, ebbene eccomi qua.
Gli errori sono sempre in agguato. Non parliamo solo di quelli manuali, operativi (tipo una fresata che distrugge dima e body o un foro passante che non doveva esserlo) ma di quelli progettuali o esecutivi.
Ecco ciò che ritengo di aver sbagliato in questo progetto.
Il Vano controlli
Sono sempre stato abituato a battipenna e mascherine, possiedo prevalentemente chitarre Fender-style. La prima scelta che ho fatto (e che non ho più riconsiderato) è stata di realizzare una piastra copri-controlli con l'intento di avere un po' più di versatilità non avendo bene in mente fin dall'inizio il tipo di impostazione dei controlli (ecco cosa intendevo quando dicevo di avere chiaro tutto fin dall'inizio). Quando mi sono reso conto di come sarebbe venuto bello il top in ulivo, lo scasso sul fronte era già fatto e da li non si poteva tornare più indietro. Ogni volta che lo guardo lo vedo come una cicatrice e immagino il top illibato...

Attaccacinghie
Ho fatto i fori per la tracolla a strumento praticamente finito ma senza simulare la postura in piedi. Di fatto l'attacco sul corno è troppo verticale e la cinghia rischia di scivolarne fuori, dovrò usare delle cinghie di sicurezza o spostare leggermente l'attacco verso l'interno della spalla, ma in quel caso rimane il buco.

Spessore della tastiera
Generalmente una tastiera in palissandro è spessa circa cinque millimetri al centro. Io avevo un pezzo spesso 7,5mm e al momento non avevo a disposizione una calibratrice. Per la fretta di finire mi sono detto: ok, lavorerò un po' di più assottigliando il manico sul retro per ottenere lo spessore finale desiderato. Lo spessore c'è, però la differenza di livello tra la tastiera (e il capotasto) e il piano della paletta (e quindi le meccaniche) è comunque di 2 millimetri superiore. Questo causa un angolo di incidenza eccessivo delle corde tra meccaniche e capotasto. Avevo previsto delle meccaniche Kluson vintage con la fessura e il foro assiale ma ho dovuto sostituirle con altre a perno chiuso perché due corde basse tendevano a scivolare fuori dalla meccanica a causa dell'angolo eccessivo.

Fori per le boccole passa-corde
Li ho fatti sul corpo grezzo. Dopo la verniciatura erano stati parzialmente ostruiti dalla vernice e ho dovuto ripassarli rovinando la vernice, in quanto non si capiva bene dove fosse il centro. Per ora ho stuccato le magagne, ma in futuro dovrò cambiare le boccole con un tipo più grosso e con la battuta che copra il difetto. Conviene farli a chitarra finita.
Questi sono solo tre o quattro esempi ma rendono l'idea di quante variabili occorra prevedere per non incorrere in risultati deludenti. L'unico aspetto positivo è che, una volta fatti, state sicuri che non li ripeterete più.
I sample
Ecco la prova del nove. A prescindere dall'abilità del player, danno un'idea di come la chitarra suoni, anche se sarebbe più indicativo sentirla all'interno di un pezzo, dal vivo.
Li ho divisi in due parti. Il primo è tutto di suoni puliti, è suonato su un VC30 attraverso il Dynabox del quale ho usato il compressore e il tremolo, più un chorus esterno (Sanox fine anni '70, credo una sottomarca Arion), dopo qualche lick iniziale si sentono degli accordi e dei riff uno per posizione del selettore. Nell'ordine ponte, ponte più manico in parallelo, manico, ponte più manico in serie. Poi un po' di suoni vari utilizzando il compressore per un bello snap sui bassi e il tremolo per un'effetto psichedelico pseudo-delay chopped.
Il secondo è con suoni overdrive, sempre con il Laney, canale distorto nudo e crudo e poi sul finale, sul riff di "Black Night", ho usato prima il Fuzz Face del Dynabox e poi un Rat sul canale pulito. E' possibile in qualche punto sentire in sottofondo qualche omelia ma la chitarra non c'entra, non riesco a esorcizzare Radio Maria che è vicina a casa mia e inonda l'etere con onde radio sicuramente fuori dai canoni di legge.
Arrivare al termine di un lavoro del genere dà una soddisfazione immensa, sicuramente più che terminare un clone di una Stratocaster (che inoltre offre il fianco a impietosi paragoni e alla sindrome dell'erba del vicino). Consiglio a tutti quelli che si siano già cimentati in lavori "a ricalco" di osare un po' e buttarsi in un progetto del genere. Diamo sfogo alla fantasia e all'inventiva!