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La scala di una chitarra
La scala di una chitarra
di [user #19371] - pubblicato il

La principale preoccupazione dei chitarristi alle prime armi (e non solo) è quella di studiare il maggior numero di scale possibili, attratti da nomi esotici e intriganti, dalle sonorità più particolari e da tutti i miti e legende che i chitarristi più esperti raccontano. Purtroppo però la tendenza comune è quella di trascurare la scala più importante: quella del proprio strumento!

La lunghezza della scala di una chitarra, da non confondere con la scalatura delle corde, viene espressa sia in pollici sia in millimetri e prende il nome di diapason. Equivale alla lunghezza della corda vibrante, dal punto in cui si appoggia al capotasto fino alla selletta del ponte. Un concetto estremamente semplice ma essenziale per capire le peculiarità e differenze tra le varie chitarre. Grazie alle due lunghezze standard del diapason così si classificano gli strumenti:

A scala lunga, come la Fender Stratocaster, con un diapason di 25.50", pari a 647,70 mm.
A scala corta, come la Gibson Les Paul, con un diapason di 24.75", pari a 628,65 mm.

Accanto a questi due standard da qualche hanno si sono ritagliate uno spazio interessante le PRS con una misura di diapason a metà tra il mondo Fender e quello Gibson: 25.00", pari a 635,00 mm.

Ecco un riquadro con i principali diapason di chitarre e bassi:

Fender Duo-Sonic/Jazzmaster/Jaguar - 24.00" / 609.60 mm
Gibson/Rickenbacker - 24.75" / 628.65 mm
Paul Red Smith - 25.00" / 635.00 mm
Martin - 25.40" / 645.16 mm
Fender Stratocaster/Telecaster - 25.50" / 647.70 mm
Chitarra Classica - 25.60" / 650.00 mm
Chitarra baritona - 27.67" / 702.82 mm
Basso a scala corta - 30.00" / 762.00 mm
Basso a scala media (stile Rickenbacker) - 32.50" / 825.50 mm
Basso a scala Lunga (stile Fender) - 34.00" / 863.60 mm

Bene, fin qui è tutto chiaro e semplice, si tratta di numeri, misure. Ma dietro a questo concetto cosa si nasconde? Come influenza il suono di uno strumento e la sua suonabilità? Perché scegliere di acquistare una chitarra con un diapason piuttosto che con un altro?
La lunghezza del diapason influenza direttamente la tensione delle corde, il suono e il feeling con la tastiera. Analizziamo il perché di questi effetti.

La tensione delle corde è direttamente proporzionale alla lunghezza del diapason: ciò significa che, a parità di diametro della corda e di accordatura, più lunga è la scala più tesa risulterà la corda.

Ripetiamo il concetto e memorizziamolo: scala corta = tensione minore, scala lunga = tensione maggiore.

Per rendersi conto fisicamente di questo fenomeno basta alternarsi tra una Les Paul e una Stratocaster e noteremo che intonare lo stesso bending su una Les Paul è più semplice, serve meno forza rispetto alla Stratocaster. Così i gibsoniani convinti che incontrano per la prima volta una Stratocaster si ritrovano automaticamente con i bending tutti calanti, perché abituati a utilizzare meno forza per ottenere lo stesso effetto. Viceversa gli stratocasteristi incalliti si trovano a tirare troppo le morbide corde di una Les Paul. Ovviamente anche il vibrato, che è pur sempre una variazione d'intonazione, risente del diapason dello strumento: è praticamente impossibile ottenere un vibrato selvaggio, ampio e veloce come quello di Zakk Wylde su una chitarra a scala lunga. In generale le chitarre con scala corta danno una sensazione di maggiore semplicità di utilizzo, sembrano meno rigide delle colleghe a scala lunga, quindi la scala di uno strumento influenza anche la sua suonabilità.

La lunghezza del diapason influenza in modo determinante il timbro. La corda con più tensione di una chitarra a scala lunga restituisce un suono più teso, più presente e veloce nell'attacco. Il caratteristico suono di una Stratocaster dipende anche dalla sua scala.
Inoltre la scala lunga migliora il sustain dello strumento: le corde sono più lunghe e quindi vibrano di più.

La scelta della scala determina anche la distanza tra i tasti. La scala lunga è 647,70 mm mentre la scala corta è 628,65 mm, tra le due c'è una differenza di circa due centimetri che influenzano il posizionamento dei frets sulla tastiera: così più la scala è corta più i tasti sono vicini, più la scala è lunga più i tasti sono lontani. Anche se la differenza è di soli due centimetri, che diventano millimetri sui tasti più alti, non è assolutamente da trascurare. Gli accordi alla Holdsworth risultano più semplici su una chitarra a scala corta mentre i solo al ventesimo tasto saranno agevolati da una chitarra a scala lunga, specie se abbiamo le mani grandi.

In concusione non si può certo generalizzare dicendo che una scala è migliore dell'altra, ma una consapevolezza del diapason e dei suoi effetti sul suono e sulla suonabilità ci sarà sicuramente utile per non andare alla cieca nella ricerca dello strumento per noi ideale.

Nota della Redazione: questo articolo fa parte della rubrica Entry Level. Cerca gli altri articoli contrassegnati con questo tag inserendo "#entry level" nel motore di ricerca del sito.

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Commenti
Molto interessante, grazie!
di angeletto [user #21395] - commento del 14/09/2011 ore 08:1
Molto interessante, grazie!
Rispondi
Precisazioni
di Matteo Barducci [user #29] - commento del 14/09/2011 ore 08:1
- La Duo Sonic/ Musicmaster originale aveva una scala di 22.5" - I bassi Rickenbacker hanno una scala di 33.25" - La Rickenbacker 325 di John Lennon aveva(ha) una scala di 20.75" - normalmente i bassi a scala media(Alembic Series I e II, Fender "The Urge", Kubicki Ex-Factor) hanno una scala di 32" Ciao!
Rispondi
Bell'articolo, è una cosa che tengo ben ...
di Strato2006 [user #13781] - commento del 14/09/2011 ore 08:2
Bell'articolo, è una cosa che tengo ben presente essendo un appassionato "doppiogiochista" (alterno con piacere Strato e Les Paul); però le tue riflessioni in termini di spaziatura dei tasti, sustain, suonabilità nelle zone alte della tastiera, sono molto utili e interessanti...
Rispondi
Ben fatto, ma ricordiamo che ci sono sempre ...
di Sykk [user #21196] - commento del 14/09/2011 ore 08:2
Ben fatto, ma ricordiamo che ci sono sempre altri fattori nel suono. Ad esempio accordando una Les Paul mezzo tono più su ottenendo una tensione anche superiore a quella di una Strato, non avremo comunque lo stesso attacco (prova eseguita con lo stesso pickup, il classico JB), l'acero del manico la fa da padrone.
Rispondi
Perfetto, davvero eccezionale questo articolo, ...
di Alex94 [user #29404] - commento del 14/09/2011 ore 08:5
Perfetto, davvero eccezionale questo articolo, cade proprio a fagiolo poiché proprio ieri sera mi domandavo la differenza fra i vari diapason delle chitarra, dalla classica alle varie elettriche fino ai bassi elettrici! Grazie Simone! Un saluto accordiano, Alessio :-)
Rispondi
Scusa ma devo correggerti: la Jazzmaster ha la ...
di hansimuller [user #9420] - commento del 14/09/2011 ore 09:0
Scusa ma devo correggerti: la Jazzmaster ha la scala lunga da 25.5 mentre la Jaguar ha la scala più corta da 24.
Rispondi
Per quanto riguarda le Martin, la scala di ...
di pieroc58 [user #30177] - commento del 14/09/2011 ore 09:3
Per quanto riguarda le Martin, la scala di 25,4 è usata nelle dreadnought, mentre le serie più votate al fingerpicking, come la 000, hanno scala di 24,9 e anche nut più largo. Nelle acustiche in generale la scala di 25.5 è la più diffusa, ma ci sono eccezioni, per esempio le Seagull hanno tutte scala corta. Saluti :-)
Rispondi
articolo molto interessante
di maxventu [user #4785] - commento del 14/09/2011 ore 10:0
credo che tra i fattori che differenziano scala lunga e scala corta vada annoverata anche l'intonazione. E' vero che le recenti produzioni a controllo numerico sono in grado di posizionare i tasti con precisione micrometrica, ma se prendiamo in considerazione chitarre di produzione vintage o semiartigianali, le probabilità di ottenere uno strumento ben intonato su tutta la tastiera dovrebbero essere leggermente migliori su strumenti a scala lunga, vista la maggior precisione nel posizionamento dei fret resa possibile dal maggior spazio tra un tasto e l'altro. Questa però è solo una mia deduzione. ciao Max
Rispondi
Una cosa vorrei capire:
di gibsonmaniac [user #21617] - commento del 14/09/2011 ore 10:2
per una corretta intonazione della chitarra si va ad agire sulle sellette del ponte e, normalmente, ci si ritrova con il mi cantino sensibilmente più corto del mi basso.....Fatte queste premesse, qual è la posizione giusta di una selletta come punto di partenza per la misurazione del diapason, sia il ponte tipo Fender o TOM?...teniamo pure conto che il TOM è inclinato e non perpendicolare all'asse longitudinale della chitarra.
Rispondi
Re: Una cosa vorrei capire:
di Ocram [user #19962] - commento del 14/09/2011 ore 20:3
è da un pò che mi sto facendo la stessa domanda...se qualcuno sa la risposta ci fa un piacere!
Rispondi
Re: Una cosa vorrei capire:
di marco_k utente non più registrato - commento del 15/09/2011 ore 08:4
...si misura fino al 12mo tasto e si moltiplica per due.
Rispondi
Re: Una cosa vorrei capire:
di Ocram [user #19962] - commento del 15/09/2011 ore 17:0
hmmm,la domanda era un pò più specifica,nel senso che: una volta che ho misurato la distanza capotasto-12tasto e ho moltiplicato per due trovo la scala ma non la posizione esatta del ponte.cioè,se mi voglio costruire una chitarra segno sul body la posizione che ho trovato con la misurazione in questione,ma poi il ponte come lo devo relazionare a questa misura?le sellette come devono stare perchè la misura sia effettivamennte quella?
Rispondi
Re: Una cosa vorrei capire:
di marco_k utente non più registrato - commento del 16/09/2011 ore 11:2
Il ponte va posto un po' più lontano dalla misura ottenuta. Per sapere di quanto, sicuramente ci sono delle formule, che però dipendono anche dall'action voluta e dal tipo di corde, da qui la possibilità di spostare le sellette. Probabilmente Googolando in internet si trova qualcosa da dare in pasto alla calcolatrice. Ma se dovessi costruirmi una chitarra, credo che metro alla mano copierei da una già fatta!
Rispondi
Proprio un bel articolo. Non sapevo che la ...
di RichardGuitar [user #30911] - commento del 14/09/2011 ore 13:5
Proprio un bel articolo. Non sapevo che la lunghezza della tastiera fosse così inportante
Rispondi
Jazzmaster
di From Under [user #7913] - commento del 14/09/2011 ore 14:1
Non vorrei dire assurdità ma mi sembra che la Jazzmaster sia a scala lunga.
Rispondi
Re: Jazzmaster
di rockbottom [user #14725] - commento del 14/09/2011 ore 15:4
Non è un'assurdità :-)
Rispondi
Re: Jazzmaster
di From Under [user #7913] - commento del 14/09/2011 ore 17:1
Meno male! Visto che la suono da almeno 8 anni... :)
Rispondi
Re: Jazzmaster
di rockbottom [user #14725] - commento del 14/09/2011 ore 17:1
Ahahahah ma infatti mi pareva che ce l'avessi!
Rispondi
scusate l'ignoranza...
di GiuLon [user #13481] - commento del 14/09/2011 ore 14:4
Innanzitutto grazie per queste informazioni che ci permettono di conoscere sempre meglio le nostre guitars..... La mia domanda è se lo stesso ragionamento sul diapason si può applicare anche alle chitarre acustiche, con le stesse ricadute sul suono quindi, specie se amplificate... ?!? GRAZIE MILLE, cari Accordiani
Rispondi
Re: scusate l'ignoranza...
di accademico [user #19611] - commento del 17/06/2014 ore 12:08:48
sintetizzando: scala lunga: più attacco, più adatte per lo strumming anche pesante

scala corta: suono un po' più dolce, adatto per il fingerpicking perché più morbide (a parità di settaggio corde ecc.)

Ovviamente il suono è fatto da molti altri fattori, legni, bracing e ...ah ci sono anche le dita, pare che il suono stia proprio lì.
Rispondi
Sempre molto interessanti questi articoli, ...
di kirk76 [user #10549] - commento del 14/09/2011 ore 14:5
Sempre molto interessanti questi articoli, anche per un "non neofita" servono comunque a confermare o confutare delle tesi apprese negli anni.
Rispondi
beh
di Demo [user #30043] - commento del 14/09/2011 ore 22:4
"è praticamente impossibile ottenere un vibrato selvaggio, ampio e veloce come quello di Zakk Wylde su una chitarra a scala lunga" e Malmsteen che fa dei vibrati larghi come un'autostrada con la scala da 25.5... a sì,lui fa parte di quelli che fanno cose impossibili! "Inoltre la scala lunga migliora il sustain dello strumento: le corde sono più lunghe e quindi vibrano di più." Com'è allora che un les Paul e/o una Custom 22 Prs hanno più sustain di una strato?Secondo me contano più i legni e i pickup per far risuonare a lungo una nota.
Rispondi
Re: beh
di Gianlorenzi [user #19371] - commento del 15/09/2011 ore 09:5
E' vero, Malmsteen è uno di quelli che fa cose impossibili, però devi considerare anche il fatto che lui utilizza la tastiera scalloped e fa i vibrati sia in modo tradizionale, che premendo più forte sulla tastiera. Quindi c'è il trucco!:-) Riguardo al sustain ho scritto che il diapason lo migliora, non che dipende solo dalla scala dello strumento. Ovviamente incindono moltissimi altri fattori, non si possono paragonare Chitarre completamente diverse (tra l'altro una con i single coil e una con gli humbucker). Bisognerebbe paragonate la versione a scala lunga e scala corta dello stesso strumento...si lo si, un'utopia! Spero di essere stato utile, ciao!
Rispondi
Re: beh
di powerfuran [user #30637] - commento del 15/09/2011 ore 10:0
Oltre alla tastiera scalloppata, Yngwie usa corde sottilissime (.008) ed è sempre accordato in Eb, quindi ha delle corde morbidissime che di certo aiutano a fare quei vibrati "da mal di mare" tipici del suo stile. Per il sustain, bisogna tenere conto anche del diverso ponte e di... tutto il resto, legni, costruzione, ecc. :) Ottima discussione comunque, molto interessante.
Rispondi
Re: beh
di Gianlorenzi [user #19371] - commento del 15/09/2011 ore 10:3
Giustissimo! Non avevo considerato anche l'accordatura e la scalatura che usa Malmsteen.....come riprova proviamo a montare su una stratocaster la scalatura di corde che usa Wylde sulla Les Paul! Povere dita.....:-)
Rispondi
Re: beh
di crunchyvox [user #33355] - commento del 17/06/2014 ore 10:59:23
... infatti la Les Paul ha il manico con il "tenone" che entra nel corpo, questo tipo di costruzione trasmette molto meglio le vibrazioni delle corde ed il sustain è mantenuto più a lungo decadendo in maniera più uniforme e graduale. Nelle chitarre con corpo avvitato (come tutte le Fender) il sustain è meno prolungato e soprattutto c'è un decadimento rapido e deciso del suono.
La vicinanza dei pickup dalle corde influisce, così come i legni, le sellette, ed altri particolari, ma lo spartiacque principale è il tipo di fissaggio manico-corpo.
saluti
Rispondi
Molto interessante
di andreaibanez1 [user #25183] - commento del 14/09/2011 ore 23:1
Articolo molto interessante,qualcuno sa il diapason di una ibanez rg 550?
Rispondi
Re: Molto interessante
di yasodanandana [user #699] - commento del 15/09/2011 ore 01:1
25.5
Rispondi
Re: Molto interessante
di andreaibanez1 [user #25183] - commento del 15/09/2011 ore 19:5
Grazie molto gentile ciao.
Rispondi
W le chitarre qualsiasi scala abbiano avranno ...
di sidale [user #29948] - commento del 15/09/2011 ore 06:0
W le chitarre qualsiasi scala abbiano avranno sempre e comunque l'amore di noi accordiani che le vorremmo avere tutte per amarne la differenza.
Rispondi
illuminante.
di NewWorldOrder [user #30071] - commento del 15/09/2011 ore 09:1
illuminante.
Rispondi
grande sidale...
di GiuLon [user #13481] - commento del 15/09/2011 ore 09:4
Parole sante, sidale...così come per le donne, aggiungerei io!! ; - ))
Rispondi
Grazie a tutti per aver apprezzato l'articolo ...
di Gianlorenzi [user #19371] - commento del 15/09/2011 ore 09:5
Grazie a tutti per aver apprezzato l'articolo e per la correzione di alcune imprecisioni sui vari diapason! SimoNe
Rispondi
Ma la Jazzmaster ha scala 25,5" mentre è la sola Jaguar con la Mustang ad averla 24"
di FBASS [user #22255] - commento del 15/09/2011 ore 11:3
C'è un errore, la Jaguar e la Mustang più la Duo Sonic II hanno si la scala da 24 pollici, ma la Jazzmaster ha quella da 25,5 pollici, mentre la Musicmaster e la Duo Sonic I avevano la scala 22,5 pollici, ragazzi è storia, anche la Rickenbacker 325 aveva una scala corta da 20, 75 pollici, per i bassi è stata usata prevalentemente la 34 pollici e la 30 pollici, le baritone hanno adottato la 27,5", Franco50.
Rispondi
spiegazione semplice e chiara
di VITOHARD [user #27827] - commento del 15/09/2011 ore 17:5
Mi piace questo articolo! Spiegazione semplice e chiara dei pregi/difetti e vantaggi/svantaggi sulla scelta di una chitarra con un determinato diapason. Rivolto a chi non era ancora afferrato su questo argomento,sara' utile a molti.
Rispondi
Re: spiegazione semplice e chiara
di Claes [user #29011] - commento del 17/06/2014 ore 11:12:14
È utile per me ma dovrò adesso misurare tutte le mie in pollici!!!
Rispondi
complimenti...molto interessante, a me risulta ...
di Frank72 utente non più registrato - commento del 15/09/2011 ore 23:3
complimenti...molto interessante, a me risulta che la mia tele sia più duretta della strato.
Rispondi
OK
di giamguel [user #30928] - commento del 16/09/2011 ore 22:3
Mi gusta molto questo articolo. Interessante e ben articolato. Dal canto mio preferisco acustiche a scala corta ed elettriche a scala lunga.
Rispondi
però con i ponti mobili su una 25.5
di cydonshred [user #9701] - commento del 17/09/2011 ore 14:3
regolando la quantità e la disposizione nonchè la tensione si può avere un approccio più "morbido" rispetto ad una hard tail
Rispondi
di gabbahey [user #23550] - commento del 11/10/2015 ore 17:54:12
Articolo bellissimo...una domanda: a parità di regolazione la lunghezza del diapason influenza anche l'action (altezza delle corde) ?
grazie
Rispondi
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