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Brunetti Rockit, un finale alternativo.
di [user #11557] - pubblicato il

Salve a tutti, spero di fare cosa gradita a tutti proponendo una recensione estesa del Brunetti Rockit! L'ho promessa, nell'altro thread pubblicato, quindi diamoci da fare!

HISTORY

Qualche tempo fa, per motivi di comodita', ho deciso di acquistare un setup per lo studio casalingo. Ero ormai stufo di collegare ogni volta testata, effetti e quant'altro, aspettare il riscaldamento delle valvole prima di suonare, poi alla fine staccare di nuovo tutto.

Insomma, mi ero deciso: equipaggiamento a rack, cosi' e' tutto collegato e basta accendere l'interruttore generale, e soprattutto, un finale a transistor da una singola unita', utilizzabile in mono (ho una cassa mono, Engl 2x10").

Volevo anche, nei limiti di una spesa ragionevole (600-650 euro tra pre e finale), acquistare qualcosa che mi permettesse di avere una qualita' sonora tale da poter eventualmente vendere la testata senza ritrovarmi poi senza equipaggiamento nel caso avessi trovato un nuovo gruppo. I candidati naturali, per il finale, erano il Marshall Valvestate da 80 watt, il Rocktron Velocity, e il fantomatico finale di Brunetti, il Rockit, di cui si trovavano cosi' poche notizie.

Ero quasi rassegnato ad acquistare il Valvestate, che non mi soddisfaceva "ma tanto e' per studiare in casa", quando sul sito di un negozio dalle mie parti trovo l'annuncio di vendita di un Rockit usato, a 350 euro.

Parto, lo provo con un ADA MP1, lo prendo.



DESCRIZIONE

Il finale e' una singola unita' rack, pesante poco piu' di una chitarra (e meno della Les Paul), con 4,5 kg dichiarati.

Sul frontale i controlli (con 4 bellissime manopole in metallo blu) sono per ciascuno dei due canali un volume e il controllo "spectral response", che modifica la risposta del finale incrementando i bassi e diminuendo gli acuti man mano che si procede nella sua corsa.

Infine, I controlli a levetta di standby e accensione.

Sul retro le uscite stereo (minimo 8 ohm) e l'uscita mono, per me fondamentale, 120 watt@16 ohm.

Due parole sulla robustezza. Ho avuto la sventura di lasciarlo appoggiato, fuori da qualsiasi case, in un posto inopportuno, per cui l'ho trovato con appoggiata sopra una borsa bella pesante. Forse e' anche caduto, in mia assenza, ma questo non l'ho appurato.

Fatto sta che lo trovo con l'aletta del montaggio a rack piegata, e temo il peggio.

Lo apro. All'interno e' tutto a posto, campeggiano le due valvole 12AU7 (che sono valvole preamplificatrici), e un bel trasformatore toroidale. Peccato non averlo fotografato, sarebbe stato un bel corredo alla recensione.

Per raddrizzare l'aletta ci siamo dovuti mettere in due a tirare.

Ancora e' un mistero come diavolo si fosse piegata, ma tant'e', tutto e' sopravvissuto senza problemi. La robustezza e' approvata.







PROVE

Memore della bella impressione fattami con l'MP1, lo provo appena a casa.

Lo provo prima col pre della testata, uscendo dal send. Un po' mi delude, ma e' meglio del Marshall. Il suono tuttavia mi sembra sempre un pochino piatto, il volume un po' scarso rispetto alla buona impressione fattami in negozio.

Forse e' l'uscita della testa che non ha un volume adeguato, penso, e tiro fuori la pedaliera con pre a modelli fisici.

La situazione migliora sensibilmente: il suono e' corposo, il volume buono e ben gestibile.

Alla fine, dopo un po' di ricerche, trovo il preamplificatore guisto, un ADA MP1 in versione Classic.

Eccolo, finalmente IL suono e' quello giusto.

Corpo e dinamica non mancano, il volume e' piu' che sufficiente anche per un eventuale concerto. Alzando il master la risposta e' ben diversa dalle valvole: il suono non si ingrossa, ma ti viene proiettato addosso con una prontezza quasi disarmante, non sembra ammorbidirsi ma venir schiaffato fuori dagli speaker, con soprattutto le frequenze acute molto "ferme" piu' che arrotondate.

Bisogna far attenzione con il controllo di spectral response, altrimenti il suono si ingolfa un po', ma l'acquisto si rivela estremamente soddisfacente.

Per riassumere, quindi:



PRO

  • Un bel finale, con un ottimo suono, personale e diverso dalle valvole, con un volume paragonabile alla modalita' "low power" della JCM900.
  • Leggero e compatto.
  • Robusto e affidabile, sopravvive anche agli incidenti domestici piu' imprevedibili.
  • Il controllo spectral response e' utile per bilanciare la risposta del finale con la cassa, la stanza dove si suona o la chitarra usata. Eccellente, ma da usare con moderazione.
  • Il prezzo dell'usato si aggira tra 300 e 400 (secondo me, tantini) euro, in linea con altri finali di fascia secondo me inferiore, certamente alla portata di moltissimi.

CONTRO

  • Non a tutti il suono puo' piacere, ad alcuni potrebbe sembrare troppo diretto, forse anche un po' "secco". Di certo NON suona come un valvolare, quindi se si spera di avere il suono delle valvole in un formato piu' leggero e compatto non e' al rockit che bisogna rivolgersi.
  • Il pre guisto e' fondamentale. Il Rockit vuole un alto segnale in ingresso, non gradisce assolutamente pre con segnale di uscita scarso. Con il pre sbagliato si perde gran parte del volume, ma anche il suono si sfina e perde di "pacca" in modo spesso sconfortante. Brunetti stesso, sul suo forum, lo consiglia per preamplificatori dall'output robusto (anche se altrove sostiene che sia equivalente dare poco segnale dal pre e alzare il volume...dalla mia esperienza mi sento di smentirlo).
  • Le ventole di raffreddamento sono piuttosto rumorose, producono un lieve soffio ben udibile, assolutamente ininfluente quando si suona ma che potrebbe essere fastidioso per registrare.
  • Il controllo spectral response va usato con cautela, al massimo della corsa rende il suono impastato, ma a meta' corsa, come dicevo prima, si rivela decisivo.
  • L'uscita mono a soli 16 ohm, scelta peraltro obbligata, limita un po' la scelta se si possiede gia' una cassa di impedenza inferiore (ma molti vorranno usarlo in stereo).
  • Da nuovo costa parecchio, se non ricordo male circa 800 euro. A quel prezzo la concorrenza, in questo caso a valvole, si fa agguerrita molto piu' che sul mercato dell'usato.

Spero di avervi fatto piacere con questa recensione, ringrazio soprattutto la redazione se vorra' pubblicarlo, che si trovera' a lottare con un pezzo scritto su una tastiera senza lettere accentate!

Grazie a tutti



Lorenzo

 

amplificatori brunetti rockit
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