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Una Broadcaster... made in Florence
di [user #393] - pubblicato il

Da molti anni sognavo di poter avere tutta per me almeno una copia della prima solidbody commerciale mai prodotta: la Fender Broadcaster. Avevo provato ad "accontentarmi" di una Tele "52 USA: venduta poi per disperazione. Non che fosse una cattiva chitarra, ma il profilo del manico non era neppure parente di un maple neck prima generazione. Il manico, inteso come sezione, profilo, forma e profilo della paletta, nonché posizione dei dots, era il mio grande cruccio. Se per il resto del materiale il mercato abbondava di opportunità, il manico "come si deve" non si trovava. Le repliche commerciali avevano, e hanno, tutte gli stessi difetti:...

...quando anche la sezione è a "V", sono privi di "spalla" e quindi non hanno feeling; inoltre il profilo della paletta è troppo smussato nella parte posteriore sul lato dei cantini. Per non parlare dei dots, che puntualmente al 12° tasto appaiono posizionati ad una distanza post 1953.

Le Tele "50 reissue Japan hanno dei manici molto buoni e realistici: se non fosse per il problema dei dots, sarebbero perfetti. Nulla da fare. Per molti anni ho rinunciato all"idea. Recentemente, le reissue USA della Tele"52 hanno rincominciato a caratterizzarsi di un manico più panciuto. L"opzione era acquistare una Tele"52 reissue nuova o una delle prime del periodo CBS, molto difficili da reperire. In ogni caso, una spesa notevole ed il pensiero di dover poi praticamente disfare e rifare uno strumento comunque di valore. I fatti poi dimostreranno che la questione della spesa non sussisteva: alla fine la cifra è stata quella, se non di più.

Nel 1999 cominciano ad essere commercializzate le reissue fatte in Messico. Un giorno mi capita a tiro una Tele"50 reissue: i dots sono nella posizione giusta!!!! Guardo, analizzo, provo: il manico è panciuto; la sezione non è molto regolare (tende a diventare un C oltre il 7° tasto). La paletta va bene; c"è da lavorare per ridurre l"apparenza del walnut plug, ma va bene. Era nel conto.

Prendo tempo. Voglio vederne altre. Nel 2000 comincio a meditare di fare la cosa. Ne provo alcune, mano mano che le vedo in giro. Alla fine trovo quella che secondo me ha il manico migliore... poi la prendo anche per un altro fatto: hai visto mai che smettono di farle, così come sono? Non sarebbe la prima volta.

Tutto via. Tengo solo il manico e la base del ponte. Mentre comincia l"opera di sverniciatura del manico (definirla tale non è un eufemismo: la chiamano nitrolacquer ma l"unico sverniciatore che funziona è la carta 40 e l"olio di gomito), mi attivo per avere il resto delle parti. Le sellette di ottone le ho (originali, della Tele"52 USA): sono di quelle con la base livellata (le primissime avevano la sezione interamente rotonda). Bisogna accontentarsi. Il ponte va benissimo, perché ha inciso solo le scritte Fender Pat.Pend. in obliquo accanto al foro del pickup. Devo solo portarlo dall"incisore per il numero di serie.

Anche il battipenna ce l"ho: per un brevissimo periodo di tempo, un noto rivenditore di parti americano aveva avuto in catalogo i battipenna neri per Tele ed Esquire in Bakelite verniciata, ed io, da brava formichina, me ne ero fatto mandare un esemplare. Per accentuare il realismo, provvedo a ripassare la laccatura con un paio di mani di nitro invecchiante, naturalmente appoggiando il pezzo su una latta da un quarto di gallone!!!

broad-back.jpg Poi vediamo: piastra dei controlli in ferro cromato, potenziometri CTS di quelli buoni, con l"anima in ottone, switch CRL originale, condensatore cartaolio, Switchtip Dakaware originale dell"epoca in bakelite (comprato da Steve Malkisethian di Angela Instruments quando ancora si trovavano ad una cifra ragionevole), meccaniche tipo Kluson originali Fender (quelle delle reissue USA: sono nichelate), tassativamente senza alcuna scritta, perché le primissime Kluson "chiuse" non avevano alcun brand name. E poi neckplate, strap buttons, jackplate originale, string tree originale,... ho tutto!

Non ho tutto, maledizione!

Le viti devono essere tutte a taglio! Vediamo che cosa ho: quelle delle meccaniche sono nel set del ricambio. Quelle per fissare il ponte e gli strap buttons ne ho un paio (trovate anni fa quando mi feci la replica del Precision "51) ma complessivamente me ne servono sei; anche quelle per il battipenna, control plate e string tree le ho per merito della mia visione della vita "...non si sa mai...". Quelle che proprio non ho, e che non ho neppure la speranza di trovare, sono le neck bolts: troppo lunghe per gli standard in commercio.

Mi rassegno all"idea di ricorrere nuovamente al supporto di Steve Malkesthian: il verbo rassegnazione è brevemente spiegato: 4 viti nichelate per ponte Tele e 4 neck bolts. Totale: USD 10,00, sì, avete capito bene: 10 verdoni.

Da Steve mi doto anche dei pickups: la fedeltà al dettaglio mi impone la scelta dello standard vintage "52 Tele al manico e del Relic No-Caster alnico III al ponte; quello con la piastra in zinco. In proporzione, i pickups costano meno della viti.

Ma le spese non sono finite. L"analisi della documentazione in mio possesso sulla Broadcaster e sulle prime Telecaster evidenziava una particolare forma, dimensione e disegno delle manopole di controllo tono/volume. E in giro non c"è nulla che sia soddisfacentemente accettabile per un maniaco del dettaglio come me. Inoltre, avevo visto da vicino la Broadcaster che anni fa transitò in Toscana, e ricordavo perfettamente che i knobs erano più alti del normale e con un disegno della zigrinatura più aperto.

Vintique! Vintique! Jay Monterose è l"unico che mi può aiutare! E lo sa, maledizione! I knobs da lui disegnati con la consulenza di Danny Gatton sono quelli che si avvicinano di più a ciò che fa per me, ma il salasso è inquietante! 45 verdoni comprese le spese di invio e il pagamento tramite assegno certificato, che si fa fare in banca e che costa, tra spese e lucri sul cambio, un altro patrimonio! Però sono loro! I knobs sono quelli giusti!

Contestualmente, ordino negli USA il corpo in swamp ash. E dagli a snocciolare $$$$$$! Quando mi arriva il plico, il peso che gravita sulle mie mani richiama alla mente il famoso "pacco" di napoletana memoria! Dannazione! Adesso mi sentono: che cavolo mi hanno mandato? Adesso i corpi Tele li fanno in polistirolo???? Invece non è polistirolo, accidenti! Quello che si apre ai miei occhi è un bellissimo corpo Tele in frassino, regolarmente e finemente venato, e soprattutto di una leggerezza assolutamente incredibile. Ma non è finita qua: è in pezzo unico!!!! E non ha neppure il canale di raccordo in vista tra lo scasso del pickup al manico con quello dei controlli, proprio come sulle Broadcaster!

Perdonate la volgarità, ma viene proprio da dire: che culo! L"opera comincia a prendere corpo, appunto.

Dopo aver ripulito il manico dalla crosta di vernice "factory", provvedo a accentuare lo scavo nell"area dove la paletta si raccorda al manico, sotto il capotasto. Il walnut plug adesso appare dimensionato in prospettiva: dopo aver mascherato i tasti ed il capotasto, mi accorgo che il guidacorde è posizionato più in alto sulla paletta, molto vicino al pirolo del sol. Non è proprio così che erano sulle Broad/tele/Esq, erano quasi sotto il re. Ma lascio correre: chiudere e mascherare il foro poteva non risultare un lavoro completamente invisibile: inoltre, è un fatto che i guidacorde, così come altri dettagli sugli strumenti Fender, erano installati senza un criterio di similitudine standard. Molto di quello che veniva fatto a Fullerton in quegli anni era suscettibile delle variazioni di umore, coscienza, nonché grado di alcool nel sangue dei "workers".

Il manico viene completamente riverniciato in nitrocellulosa, appositamente addizionata di aniline di vario colore, allo scopo di dare un look ambrato ed "aged".

Il corpo segue destino simile. Dopo un paio di mani di turapori ad acqua (che comunque non riesce completamente a levigare la superficie"meglio così!), si passa ad un abbondante strato di gommalacca pazientemente proferita a tampone. Non mi dilungo sulla fase di finitura della chitarra. Il colore è il classico Butterscotch Blonde, leggermente più giallo e più coprente che sulle chitarre della attuale produzione Fender. Il processo di essiccazione avviene in inverno pieno, ed entrambe le parti in legno vengono ripetutamente trasferite repentinamente più volte attraverso condizioni estreme di temperature: caldo/freddo/caldo/luce artificiale/sole/ecc.

Il risultato sono abbondanti crepe nella finitura, che soprattutto sul manico all"inizio stentano ma che dopo qualche mese si evidenziano notevolmente, e tutt"ora proseguono a proliferare. Sul corpo invece la vernice, di spessore molto fine, è stata letteralmente succhiata dal legno, evidenziandone la porosità delle venature.

Nel frattempo sottopongo tutte le parti metalliche ad un processo di ossidazione e logoramento da usura. Non tralascio neppure le parti metalliche in vista dei pickups. Anche il battipenna viene curato nello stesso modo.

L"assemblaggio è il processo più rapido e semplice: reperito lo schema della circuitazione originale, in un"ora la chitarra è montata e settata. broad-body.jpgA questo punto si rende necessaria un"accurata opera di logoramento della chitarra: le parti interessate sono le solite. Intorno ai controlli, ponte e presa jack, la zona dove poggia l"avambraccio, la parte posteriore che si appoggia al ventre, la parte posteriore del manico, il fronte e il bordo della tastiera. La fase di "relicatura" avviene a chitarra montata: non disdegno di suonarla in maniera "estrema", botte e bottarelle si sprecano.

Questa fase sembra in apparenza semplice: in realtà è la più complessa. Si deve partire da un attento studio degli originali, dei quali assai spesso è già tanto ottenere foto nitide dei dettagli. Poi si deve stare attenti a non calcare troppo la mano laddove la cosa apparirebbe troppo "voluta". Bisogna altresì scegliere ed applicare con cura gli agenti "sporcanti", che cioè devono simulare la sporcizia accumulata negli anni. Infine, la simulazione dell"usura della tastiera è lavoro da vero certosino: ci vuole tanta attenzione e tanto, tanto tempo.

Ma anche una volta completata, a vederla così mi pare sempre che manchi qualcosa. Poi la prima volta che la devo spostare da casa capisco: il mio astuccio in tweed non è proprio intonato con la chitarra. Eppure con la Tele"52 non mi aveva fatto così impressione, questo dettaglio. Ci vuole un astuccio: ma non un astuccio qualsiasi. Ci vuole il "suo" astuccio. Ad aiutarmi questa volta interviene un amico che mi fa notare la pubblicità di un mercante di vintage su Vintage Guitar Magazine. Questo tale Cohn Rude, che nella lontana Portland tramesta con le chitarre "frankestein", e che non ha un indirizzo E-mail e neppure un numero di fax, esordisce nel suo spaziettino con la seguente per me magica frase: "Early "50 Telecaster Thermometer case reissue: only few to sell. $ 139.00". Non ci penso due volte: non ha il fax né l"e-mail? "Portasega! Gli si scrive! Anche se è dalla parte opposta del mondo, Mr Rude mi risponde velocemente confermandomi la possibilità di acquistare il case (spedizione: 35 US$. Pagamento: assegno certificato in USD) ed inviandomi una foto e una breve descrizione. Volo in banca, mi faccio fare l"assegno (e comincio a meditare circa la possibilità di aprire un Conto negli States) e lo spedisco. Passa un mesetto e finalmente arriva l"astuccio: lo confronto con le foto e la documentazione. E" perfetto: anche il colore del lining è il suo! La mia Broadcaster ci fa un figurone dentro. Ora sì! Mi voglio superare: ordino anche l"ashtray e compro uno strap in cuoio di quelli originali della Tele"52, che provvedo a maltrattare all"inverosimile.

broad-full.jpgL"astuccio no. Lo so: me lo dicono tutti. "dovresti relicare anche l"astuccio", ma io non ce la faccio. La fatica che ho dovuto fare per averlo mi impedisce di commettere questo strazio. Comunque quando la chitarra va in giro lo fa sempre con il suo astuccio, e quindi piano piano la cosa accadrà da sola.

Il suono? Bisogna tenere conto che la circuitazione è quella originale, laddove in posizione "forward" il suono è solo quello del pickup al manico con un tono grave presettato, non regolabile (ci suonavano le linee di basso quando ancora il Precision era solo un embrione"); nella posizione "middle" è lo stesso pickup con la regolazione del tono, mentre in "rear" risponde il bridge, sempre con la regolazione del tono. Inoltre anche il valore del condensatore non è quello che risulta montato sulle Tele con la circuitazione ormai standard neck-neck/bridge-bridge con controllo di tono in comune. Quindi diciamo che applicare un criterio di similitudine sarebbe sbagliato: tuttavia, soprattutto il bridge completamente liberato dal tono è veramente una lametta di rasoio. Si consiglia di provarlo con Champ, o in mancanza, con un Pro Junior (sì, avete capito bene: solo tono e volume) per riuscire a sentire il sound "ignorante" di un pickup veramente preistorico, ma proprio per questo, affascinante: le note escono come pallottole da una canna incandescente, definite ma decisamente sovraccariche di energia.

Finito! Ora sono appagato. La mia Broadcaster fa un figurone tra le mie signorine d"annata. E non ha mancato di farla in alcune fiere da un anno a questa parte, dove viene puntualmente presa per originale, anche dai più acclamati esperti di Vintage.

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