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Esercizi. Roba da schiappe?
Esercizi. Roba da schiappe?
di [user #17404] - pubblicato il

In un commento alla lezione di Carl Verheyen, l'Accordiamo Oliver scrive: "Mi ha divertito molto la questione dell'esercizio: leggere cose del tipo che non ha senso starsene lì a fare scale; che è meglio suonare brani di senso compiuto. Illumina per un attimo lo sguardo della maggior parte di noi, buzzurri ed incolti strimpellatori, dandoci l'illusione che allora si può anche così! Invece no. Si può, ma solo dopo anni ed anni di serio studio ed esercizio."
Domenica è per molti il giorno ideale per ritagliarsi qualche ora in più da dedicare alla musica, alla chitarra e allo studio. Proprio riguardo allo studio, nella lezione di Carl Verheyen pubblicata un paio di giorni fa, il nostro diceva di detestare gli esercizi sulla chitarra, di considerarli una perdita di tempo e di preferire concentrarsi nel suonare esclusivamente materiale che avrebbe poi effettivamente potuto proporre sul palco. Quindi niente esercizi cromatici, scioglidita, pattern geometrici, sequenze ma esclusivamente frasi, linee melodiche, ritmiche, canzoni. In un commento alla lezione l'Accordiamo Oliver scrive:
"Mi ha divertito molto la questione dell'esercizio: leggere cose del tipo che non ha senso starsene lì a fare scale, meglio suonare brani di senso compiuto. Illumina per un attimo lo sguardo della maggior parte di noi, buzzurri ed incolti strimpellatori, dandoci l'illusione che allora si può anche così! Invece no. Si può, ma solo dopo anni ed anni di serio studio ed esercizio."
L'argomento è interessante. Perché in effetti Verheyen non è il primo big che spiazza con affermazioni tipo questa. Marty Friedman, in una recente intervista che gli abbiamo fatto, dice di non aver mai studiato o fatto esercizi, ma solo imparato, provato e suonato canzoni. Lo stesso Paul Gilbert rivendica l'importanza di imparare e suonare canzoni come l'unico vero banco di prova per testare l'efficacia del proprio playing.
Diranno la verità? Con un pizzico di malizia, è indubbio che per un chitarrista famoso sia molto più fico dire che è diventato bravo imparando i pezzi di Hendrix, suonandoli con lo sguardo languido rivolto al tramonto, una birra ghiacciata sulla destra e una bionda che lo ascolta rapita sulla sinistra, piuttosto che confessare anni da nerd, chiuso in cameretta, con il metronomo e le VHS di Petrucci e Scott Henderson. In ogni caso, a volte il dubbio è che fare esercizi sia un alibi. Una maniera per continuare - con la coscenza a posto - a prendere tempo piuttosto che affrontare effettivamente lo stato di salute e la maturità del proprio modo di suonare. Cosa che magari va fatta proprio suonando canzoni piuttosto che scale con il metronomo. Voi che pensate? Fateci sapere la vostra ma non perdeteci troppo tempo.
Perché tra la lezione di Gilbert e quella di Verheyen pubblicate questa settimana c'è il bendiddio da studiare… Rock!
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Secondo mè è una pu*****ta ...
di enricofusaroli [user #32152]
commento del 22/04/2012 ore 10:43:04
Secondo mè è una pu*****ta dire che tutti gli esercizi su scale col metronomo o con libri appositi non servano perchè poi non si suonano nei brani.... Ad esempio per quanto mi riguarda da quando ho iniziato il libro "speed mechanics for lead guitar" sono visibilmente migliorato nella velocità di esecuzione e nella qualità di esecuzione(finalmente i pull off vengono sempre) e riesco a fare cose che prima avrei pensato ci volessero anni di studio per ottenerle...
Comunque ammetto si molto più intrigante suonare bold as love al mare con la birra che stare gobbi su una sedia con il metronomo, ma per poter permettersi Hendrix e la birra anche la parte di noioso studio credo sia inevitabile, salvo rare eccezioni... e poi comunque io mi diverto anche a fare esercizi a 160 di metronomo!!!
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Il libro di Stetina?...quel metodo ...
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 22/04/2012 ore 10:49:08
Il libro di Stetina?...quel metodo è un capolavoro. Credo da ragazzino di aver letto più quello che Topolino.
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Quel libro è un mito... ...
di powerfuran utente non più registrato
commento del 24/04/2012 ore 17:08:10
Quel libro è un mito... di quel filone, gli unici testi che studi pagina per pagina sono i suoi. E basta apportare piccole variazioni a ogni esercizio (come lui consiglia) per aggiungere roba e INVENTARE frasi. E' o non è quello che vogliamo? ;)
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Io lo posso ben dire...
di jotler [user #32545]
commento del 22/04/2012 ore 10:43:16
Hai voglia a dire che fare esercizi non serve... Se sei una pippa come il sottoscritto e ti metti a suonare pezzi di gente che ti piace tentando di imitarne il playing il risultato sarà così scadente e lontano dall'originale che ti viene voglia di scaraventare lo strumento contro la parete e dedicarti al tennis o altra attività ricreativa.

La mia piccola esperienza personale mi dice invece che dopo varie tornate di prove ed esercitazioni fatte a 10 minuti alla volta, di sera dopo il lavoro oppure al mattino prima di uscire, riuscire ad eseguire anche solo una frase o un breve riff o mettere insieme un solo sopra una jamtrack (non troppo veloce per carità) è di una soddisfazione che ti apre il cuore e ti spinge ad insistere.

Le affermazioni di alcune superstar quindi per me hanno un valore relativo. Dopodiche se Verheyen o altri guru mi piazzano insieme all'intervista un bel video dove mi spiegano delle cose, io sono ben felice di prendere e provare. Con l'aiuto di Accordo si intende.
Rispondi
Secondo me il senso delle ...
di slash82 [user #3691]
commento del 22/04/2012 ore 12:23:46
Secondo me il senso delle loro affermazioni è di fare esercizi ke puoi usare nelle canzoni dove ci son delle frasi con un senso,e non son la solita salita e discesa di scala,ke magari se gli togli 2 note o ci metti bending manco riconosci...poi logicamente ci son generi o comunque stili dove se guardi una tablatura vedi ke le diteggiature son sempre le stesse perchè son basate sulla velocità (in primis il Paul Gilbert di anni fa).Poi comunque è gente che si è creata uno stile personale,E' più semplice lavorrare su una cosa ke ti viene in automatico che copiare un altro.Questo è il mio pensiero.
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Giusta osservazione Slash, però lasciami ...
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 22/04/2012 ore 14:16:34
Giusta osservazione Slash, però lasciami spezzare una lancia a favore di Gilbert: nemmeno agli esordi era solo velocità: c'era in realtà sempre un'articolazione ritmica, una varietà di sfumature straordinariamente complessa...
Prova ad analizzare le tab del suo disco d'esordio con i RacerX, Street Lethal: c'è da mettersi le mani nei capelli!
Rispondi
Io parlavo di diteggiature della ...
di slash82 [user #3691]
commento del 22/04/2012 ore 17:47:1
Io parlavo di diteggiature della mano sinistra non di articolazione ritmica della mano destra :)))!La pentatonica a tre note per corda per intenderci!Ho visto la clinic mesi fa e personalemnte lo trovo molto maturato e molto più vario rispetto agli esordi!Guardati su You tube qualche clinc magari quando suona Riders On The storm!Mi pice anche molto il suono ke ha ultimamente!Ma cmq il mio non era di certo un attacco a Paul Gilbert per intenderci!Lo usato come esempio per speigarmi meglio!
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Ma io mi riferivo proprio ...
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 22/04/2012 ore 18:12:17
Ma io mi riferivo proprio ai pattern ritmici con cui scomponeva le frasi, quindi alla sinistra.
In ogni caso la tua puntualizzazione è chiarissima e sono assolutamente d'accordo con te sull'evoluzione di Paul Gilbert!
ROCK! ;-)
Rispondi
Forze speciali
di Lunar [user #7786]
commento del 22/04/2012 ore 14:01:43
Io sono dell'idea che i movimenti che le dita della mano compiono per suonare la chitarra non siano del tutto naturali, quindi per poter suonare come si deve la "palestra" serve. Ma deve esserci la parallela applicazione pratica di quello che si è studiato. Quindi, esercizi cromatici, pattern, scale, arpeggi e compagnia bella servono tantissimo, anche per conoscere al meglio la tastiera. Servono anche per capire cosa si stà facendo quando si suona una canzone, sia essa la canzone del sole o Erotomania. Ma appunto è necessario suonare anche canzoni vere dove invece, nella pratica, di norma, si ha un'alternanza più o meno varia di note singole, accordi, pause e arpeggi (ricordiamoci che le canzoni non sono fatte di sole scale suonate in maniera ascendente e discendente). Dunque, sempre secondo la mia personale opinione, gli esercizi sono la palestra ideale che può portare all'esecuzione, lo studio delle canzoni vere serve a prendere la musicalità e le idee. Provate a far suonare a un neofita anche solo una semplice Is there anybody out there dei Pink Floyd, tratta da The Wall (tralasciando l'aspetto interpretativo): nonostante il brano sia basato sulle semplicissime posizioni di La- Do magg il risultato potrebbe essere molto scoraggiante, perchè la mano del nostro neofita non è abituata a certi movimenti. Faccio un altro esempio parallelo: se un soldato delle forze speciali fosse solamente palestrato ma totalmente a digiuno delle tecniche di combattimento, sarebbe completamente inutile allo scopo per il quale è stato addestrato: sarebbe solo un mulo con la capacità di portare grossi pesi, al limite sarebbe capace di correre veloce. Se invece oltre al sollevamento pesi gli vengono insegnate tecniche di mimetizzazione, combattimento corpo a corpo, uso delle armi e altre amenità del genere, ecco che ci troviamo di fronte a una macchina letale dalla quale è meglio tenersi alla larga. Ergo, un chitarrista che sà solo fare le scale non serve a nessuno perchè non ha la musicalità data dall'ascolto e dalla pratica sul campo. Concludo: le due attività vanno affrontate inmaniera più o meno parallela e biunivoca, cioè: lo studio di una determinata tecnica può servivre per affrontare un determinato brano, lo studio di un determinato brano può magari servivre per rendere più comprensibile/piacevole lo studio di una determinata tecnica.
Rispondi
Ottima analisi. E il paragone ...
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 22/04/2012 ore 14:12:22
Ottima analisi.
E il paragone tra un guitar hero e Commando è micidiale! :-)
Rispondi
Piccola riflessione... cos'è un esercizio? ...
di alessioshy [user #12445]
commento del 22/04/2012 ore 23:20:11
Piccola riflessione... cos'è un esercizio? qualcosa che serve a perfezionare -alla fine dei conti- il proprio tocco.
Oggettivamente l'esercizio duine-terzine-sedicesimi su una sequenza di note è molto tipico (e' l'approccio alla scale o arpeggi che normalmente si pratica..) e serve ad essere agili sulla tastiera con qualsiasi scomposizione ritmica.
Quindi il buon Carl...fa un esercizio, o meglio si esercita ad essere sempre nitido e preciso, in modo da poter ben snocciolare le sue strepitose frasi, spesso particolarmente intricate a causa degli ampi intervalli usati...frasi che vengono esercitate accuratamente.

Proprio Stetina, come qualunque didatta, sostiene che la velocità sia un "by-product" un sottoprodotto dell'accuratezza...ma l'unico metodo per ottenere accuratezza...è esercitarsi:-)
Quindi anche Verheyen, oggettivamente si esercita, no?

L'esercizio fisico sullo strumento quindi, da qualsiasi punto lo si prenda, è tutto ciò che porta alla miglior coordinazione possibile fra le due mani e la mente, per essere così abili da trasformare prontamente in musica le proprie idee.

Sono poi d'accordo che sia molto più interessante studiare sequenze musicali (scale, arpeggi..triadi aperte..) che non sequenze che pevedano 4note cromatiche per corda...esteticamente molto poco godibili all'ascolto e troppo random per essere suonate come studiate.

Studiamo i bendings e le frasi blues, tanto quanto "intense rock" di Gilbert, pieno di gusto e grinta, perchè la chitarra è uno strumento sanguigno e le corde sono fatte per vibrare.
Studiamo il suono che ascoltiamo provenire dalle nostre dita.

Ottima la lezione di Verheyen e un plauso al suo gusto (intervallic rock è a dir poco micidiale), ma attenzione alla sua affermazione, che rischia di essere riduttiva:
credo che ognuno dovrebbe studiare ed esercitarsi nella direzione che più sente vicino alla musica che ha dentro.

W il blues, W le video didattiche e W gli anni 80 dello shred...tutti quei "ragazzacci" ci proponevano di esercitarci per poi fare musica, non di certo il guinness dei primati in fatto di velocità.
Rispondi
Grandissimo Alessio! Grazie... ;-) ...
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 23/04/2012 ore 10:42:45
Grandissimo Alessio!
Grazie... ;-)
Rispondi
Verheyen non è un chitarrista comune
di cicciospider [user #16989]
commento del 22/04/2012 ore 23:51:49
Ciao Gianni,
Secondo me ha ragione Verheyen, così come anche Friedman, Haynes, Vaughan (RIP). Quello che vogliono dire, secondo me, è che l'esercizio tecnico deve essere sempre pensato come facente parte di una composizione. Molti dei grandi chitarristi avevano preso pochissime lezioni all'inizio della loro carriera (Stef Burns) e magari non sapevano neanche leggere la musica (Vaughan, Hendrix).
Certo che il mondo è anche pieno di bravissimi professionisti che hanno dedicato la vita ad imparare ad eseguire i brani degli altri oppure a studiare la musica per poi insegnarla. Niente di sbagliato, credo che siano solo due approci diversi. La verità è che se per essere "Verheyen" bastasse dedicare ore agli esercizi (in tutte le salse), il mondo sarebbe pieno di "Verheyen"... Certa gente nasce con una marcia in più!
Il solo di Comforably Numb rimane nella testa e nel cuore dopo il primo ascolto. Quanti esercizi coi pattern "geometrici" avrà eseguito Gilmour prima di comporre quel capolavoro?
Ciao
Timur
Rispondi
Se esistono dei pattern geometrici ...
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 23/04/2012 ore 10:39:29
Se esistono dei pattern geometrici sui quali fare pratica e che poi ti fanno comporre un assolo di Comfortably Numb e li hai, scannerizzameli e mandameli...te li pago a peso d'oro!
Scherzi a parte è vero quello che scrivi.
Viceversa potrebbe anche essere lecito pensare che magari per suonare alla Verheyen basterebbe suonare 7 ore al giorno. Ma chi ha davvero voglia, possibilità e disciplina per farlo per anni, sacrificando, studio, lavoro e altre passioni?
Rispondi
Esatto!
di gigius [user #32013]
commento del 23/04/2012 ore 12:09:02
Secondo me più si suona più si impara! non importa cosa, non importa come, se uno suonasse davvero per 7-8 ore al giorno tutti i giorni prima o poi diventerebbe bravo!
D'altro canto non avrebbe la minima idea di cosa sta suonando...
Credo che ogni hobbista come il sottoscritto (un niubbo che più niubbo non c'hai manco i calli...) voglia trovare nello strumento uno sfogo e un divertimento, quindi forse l'intestarsi sulla tecnica perfetta, sugli esercizi fini a loro stessi, ecc. sia un buon modo per perdere la voglia di suonare.
Poi va tutto molto in base alla personalità... ci sono i tecnici, felici quando padroneggiano il legato perfetto (malmsteem...) e gli emotivi, che fanno dell'inventiva e del suono una bandiera (hendrix), a ogniuno il suo...
Rispondi
Sta cosa me la diceva ...
di Foglio [user #19480]
commento del 23/04/2012 ore 09:56:12
Sta cosa me la diceva sempre anche il mio maestro Simone Guiducci, jazzista mantovano...
Boh, io ho fatto sempre tutti e due, ma mi sono sempre limitato alle pentatoniche per fare da sciogli dita e i vari licks pigliati dalle canzoni per imparare il resto...

Secondo me la verità sta nel mezzo... Come al solito...
Rispondi
Amen!!!! ...
di ultrariky [user #23869]
commento del 13/05/2012 ore 22:19:5
Amen!!!!
Rispondi
Cazzeggio
di gigius [user #32013]
commento del 23/04/2012 ore 10:37:5
Io per difetto di tempo e di voglia (sono onesto...) spesso cazzeggio sulla tastiera...
Lo so, chi suona "davvero" mi vedrà come un poser, ma a me piace... loop station, creo una ritmica, un giro di basso... e poi via! tutto quel che mi viene in mente... niente schemi, solo esperimenti per ricreare un certo suono, non seguo tonalità, scale... giusto qualche riferimento alla tonica e alle penta. Basta.
Vi dirò che i veri miglioramenti a livello tecnico e di impostazione li ho solo quando ho il periodo "invasato" nel quale mi dedico ad esercizi seri, ma il mio fraseggio e la mia inventiva si ampliano parecchio quando vado "a braccio".
Insomma... tutto fa anche se è poco... L'importante è suonare e divertirsi... :-)
Rispondi
Concordo pienamente.
di andre49 [user #27016]
commento del 23/04/2012 ore 23:31:17
Secondo me i casi sono due, o uno lo fa per lavoro e allora ci sta la scuola, gli esercizi il tempo perso, si fa per dire, a fare le scale e quant'altro, oppure lo fai per passatempo e allora lo fai nella maniera e misura che ti si addice.
Io, per esempio, ho poco tempo da dedicare alla chitarra, che peraltro è attualmente il mio passatempo preferito. Se dovessi dedicarmi solo allo studio mi annoierei ancor prima di cominciare, e poi in sala prove col mio gruppo ( una volta alla settimana ) che farei ??
Io, preferisco dedicarmi ad un brano, impararlo al meglio delle mie possibilità e riproporlo agli amici, sempre in base a dove riesco ad arrivare. Certo che fare un brano degli Stones è ben diverso che uno di Van Hallen, quello lo lascio fare a chi ha studiato, ma a me va bene così, basta poco, che ce vò ??!!
Rispondi
Questo connubbio tra periodo "invasato" ...
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 23/04/2012 ore 10:52:53
Questo connubbio tra periodo "invasato" di esercizi che ampliano la tecnica e periodo di pura improvvisazione dove si suona a braccio e si cresce nell'inventiva del fraseggio direi che è perfetto.
Magari è proprio questa la ricetta dello studio perfetto.
Rispondi
Io come al solito credo ...
di sepp [user #10489]
commento del 23/04/2012 ore 11:41:01
Io come al solito credo che la verità stia nel mezzo!!!
Dopo aver imparato un minimo di teoria sto trovando molto divertente provare a "scarabocchiare" qualcosa di mio, e per forza di cose bisogna utilizzare il metronomo, cercare di capire in chè tonalità si è (magari dopo aver trovato un riff che ci piace) ecc.
Ma alterno con qualche pezzo da imparare, qualche buon metodo...gli esercizi di pura meccanica li trovo molto noiosi, ma forse necessari!
Ma io sono ancora una pippa, quindi! ; )
Rispondi
Allora .. facciamo un 'paragone' ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 23/04/2012 ore 13:15:38
Allora .. facciamo un 'paragone' ?!

Diciamo che: NON serve imparare a scrivere prima le lettere delle parole, NON serve apprendere la grammatica, la sintassi PRIMA di scrivere frasi !!!
;)) AJJAJA

Verheyen ha detto quello che ha detto DOPO 30 e passa anni di attività intensa ! DOPO aver macinatochissà quante MIGLIAIA di ORE sullo strumento facendo .. esercizi, suonando brani, componendo, imparando tutto quello che sà.

E qui finisce la 'storia' ;))

SaluTOneS
Rispondi
Allora facciamo un altro paragone, ...
di andre49 [user #27016]
commento del 23/04/2012 ore 23:38:54
Allora facciamo un altro paragone,
io posso essere un traduttore simultaneista favoloso avendo vissuto per anni in papuasia senza saper ne leggere ne scrivere il papuanese. All'atto pratico, cosa mi diversifica da chi è stato all'università e lo ha studiato per anni chino sui libri se devo solamente esprimermi in quella lingua ?? ...... Ma in Papuasia che lingua parlano ??? :-DD
Rispondi
Interessante riflessione "papuanese" - LOL ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 24/04/2012 ore 10:22:27
Interessante riflessione "papuanese" - LOL

E l'ho pure capita AHAHAHAHH

All'atto pratico quelli che hanno studiato il papuanese APPUNTO sanno ANCHE scriverlo e molto probabilmente sanno PURE perchè si scrive in una certo modo mentre chi lo ha solo appreso 'on the road' può si utilizzarlo tranquillamente ma in realtà è consapevole che NON sà 'perchè' dice certe cose in certe maniere anzicchè altre - eh eh eh

Comuqnue ripeto, ognuno ha la 'propria strada' ;M)
WiWa!
Rispondi
la musica e' .. ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 24/04/2012 ore 10:48:17
la musica e' .. estetica... ovvero qualcosa che ha a che vedere col piacere, non con i concetti, con la consapevolezza, con la comunicazione di dati concreti...

per cui il fatto che uno, mentre suona, sia consapevole o meno di cio' che fa, conta zero .. conta solo se cio' che fa gli piace e/o piace ai suoi ascoltatori...
Rispondi
ammazza OCCHIO YAso !!! ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 24/04/2012 ore 14:04:33
ammazza OCCHIO YAso !!!

SE leggerà questo commento un jazzista .... ti seguirà fino in capo al mondo per "strapparti la lingua" e cercherà di farti "rimangiare" TUTTO HAHAHAHAHAHHHAH

Io NON sono jazzista percui ... mi faccio solo una risata e mi diverto a leggere certe cose ! LOL

La musica è ANCHE 'come dici tu, la prova VIVENTE, e non solo!, sono i musicisti autodidatti che hanno fatto più o meno successo studiando RELATIVAMENTE poco * ma le BASI sempre e comunque la hanno studiate.

Nelle interviste non lo dicono, "figheggiano" alla grande ;oP - ma .... le hanno studiate, stai tranquillo che le hanno studiate ehehheheh

Già solo il fatto di 'fare accordi' IMPLICA necessariamente uno STUDIO - altrimenti col caxxo che li suoni ( e stò parlando di Do maggiore, Mi m, Rem, La m e La M ... tutti quelli in prima posizione . fai te - non posizioni estese o altri arrangiamenti !)


SaluTOneS
Rispondi
===ma le BASI sempre e ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 24/04/2012 ore 16:17:01
===ma le BASI sempre e comunque la hanno studiate===

cio' non e' assolutamente vero.. nel senso che la stragrande maggioranza della musica rock, blues, etnica, popolare, folk, pop, soul, funky, dance, techno, electro, hip hop, rap ecc. ecc. anche di successo e' fatta da gente che ha cominciato senza darsi pena di farsi alcuna "base"...

ma stavamo parlando di altro... ovvero, se la consapevolezza dei propri mezzi compositivi o esecutivi e' determinante per la riuscita delle nostre composizioni o esecuzioni..

ovviamente no.. :-) ..

il tutto non vuol dire che chi, invece, vuole sviluppare nel suonare i generi di cui sopra un approccio "consapevole", "studiato", "razionale", simile a quello che si ha con la classica e col jazz fa male... vuol dire che non si possono dare ricette di sicura riuscita...

o anche.. nessun insegnante, io compreso, puo' permettersi di esprimersi per portare acqua al proprio mulino, perche'? perche' bisogna umilmente riconoscere che molti, per diventare bravi, e' meglio se a scuola non ci vanno... men che meno alla nostra...

;-)
Rispondi
di fatto non esistono ricette ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 23/04/2012 ore 13:35:2
di fatto non esistono ricette per diventare buoni musicisti o strumentisti.. quindi uno puo' funzionargli bene non studiare, studiare solo brani, studiare anche sulla base di esercizi specifici..detto questo... gli esercizi e i brani non sono la stessa cosa.. i primi sono fatti apposta perche' chi ne fa uso sviluppi una certa tecnica strumentale, i brani no.. i brani possono essere bellissimi e divertenti da eseguire, ma di utilita' zero come esercizio...quindi che ognuno faccia quel che vuole, ma le due pratiche non sono intercambiabili
Rispondi
GIUSTO !!!!!!!!!!!!! ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 23/04/2012 ore 20:53:31
GIUSTO !!!!!!!!!!!!!

..... e basta ;))) ahahaa

SaluTOneS
Rispondi
sono dubbioso....
di theedge [user #1079]
commento del 23/04/2012 ore 22:53:44
perchè dici che un brano non può essere utile come esercizio? studiare un riff, eseguirlo "BENE" (ovvero con criterio, utilizzando la giusta pennata, dinamiche ecc), farlo proprio, elaborarne eventuale varianti, spostarlo su varie tonalità, varie posizioni sul manico ecc, ecc...tutto questo non serve a migliorare esecuzione e musicalità????

fare lo stesso anche con un assolo o fraseggio, scomporlo una o due battute alla volta vuol dire analizzarlo ed assimilarlo (studiando anche quindi il fraseggio in funzione dell'accordo sulla quale sta suonando e non limitarsi a memorizzarlo meccanicamente allora si che è di utilità minima) ed avere sempre piu' assi nella manica da giocarsi durante improvvisazioni o composizioni varie.

Personalmente io faccio molti esercizi ma costituiscono il 15-20% del tempo che dedico allo studio, il resto si concentra sullo studio di brani o parti di essi.
In ogni caso son d'accordo con te sul fatto che le due cose non sono intercambiabili ma complementari!
Spero di non aver frainteso il tuo commento! :)



Rispondi
===perchè dici che un brano ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 23/04/2012 ore 23:58:15
===perchè dici che un brano non può essere utile come esercizio?====
hai presente la differenza fra giocare al calcio e fare allenamenti per giocare a calcio?

===In ogni caso son d'accordo con te sul fatto che le due cose non sono intercambiabili ===
appunto...

:-)

Rispondi
===hai presente la differenza fra ...
di theedge [user #1079]
commento del 24/04/2012 ore 12:22:14
===hai presente la differenza fra giocare al calcio e fare allenamenti per giocare a calcio?===

ahhaha..si ma dato che ero una sega mi son dato alla chitarra....
.....anche se non con migliori risultati :)
Rispondi
Concordo con Yaso (!) perchè, ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 23/04/2012 ore 13:54:15
Concordo con Yaso (!) perchè, morale della favola: quel che conta è il risultato, non come ci si è arrivati...
Ma se è vero che conta il risultato, a questo "risultato" ci devi pur arrivare e allora l'unica maniera conosciuta è studiare, non c'è alternativa perchè nessuno nasce imparato...
E' però altrettanto vero che il modo o metodo con cui si studia influisce pesantemente con i tempi necessari al raggiungimento del risultato. Ergo se studio adottando un metodo PER ME VALIDO impiegherò meno tempo a raggiungere quello che mi sono prefissato, se invece uso un metodo sbagliato, ci metterò di più ad arrivare o al limite non arriverò mai dove volevo.
Quindi dire che gli esercizzi non servono o dire che servono è un'emerica cazzata, perchè è una visione estremamente limitata del problema. Se per esempio io non ho mai preso una chitarra in mano è inutile che proviu a fare Jimi Hendrix, non ci riuscirò mai e perderò solo del tempo nel tentativo. Quindi il principiante è meglio che si dedichi ai suoi noiosissimi esercizi di tecnica, perchè solo così potrà in breve tempo imitare i grandi. Superato il primo gradino, ogniuno è libero di scegliere cosa è meglio per se, io concordo con chi sostiene che suonare è meglio che fare e rifare le scale, ma tanto lo sappiamo tutti che l'unica risposta certa è la più semplice: suonare e studiare, suonare e studiare, suonare e studiare, suonare e...
Rispondi
grazie per il tuo concordare, ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 23/04/2012 ore 17:22:
grazie per il tuo concordare, ma io parlavo di risultato artistico, musicale... non di tecnica....

per fare buona arte o buona musica non ci sono ricette...

per ottenere una certa tecnica (se ci sembra piacevole, divertente o necessario) occorre un approccio tecnico....

la cosa piu' interessante (si fa per dire) che mi e' sembrato di dire nel mio intervento e' che, se lo scopo e' crescere tecnicamente, non si puo' dire che suonare brani concepiti come esercizi sia la stessa cosa di suonare brani musicali...

perche?

perche' i primi sono, appunto, concepiti in modo da far sviluppare, attraverso difficolta' calibrate, la tecnica di chi li pratica...
Rispondi
Concordo, non fa una piega...;-) ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 23/04/2012 ore 17:39:17
Concordo, non fa una piega...;-)
Rispondi
Hai ragione al 90%...
di Julca85 [user #17129]
commento del 24/04/2012 ore 00:02:19
...L'altro dieci è fatto di composizioni musicalmente validissime che tuttavia sono state concepite come esercizio per lo sviluppo della tecnica. Vedi i "12 Studi" per chitarra classica di H.Villa-Lobos (dedicati a Segovia e regolarmente eseguiti in concerto dalla maggiorparte dei chitarristi classici) o anche gli "Studi semplici" di Leo Brower - sempre per classica (stesso discorso per quanto riguarda le esecuzioni in concerto). Dagli un ascolto, se non li conosci, sono pezzi meravigliosi e contemporaneamente utilissimi esercizi.
Rispondi
hai ragione... gli esercizi ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 24/04/2012 ore 00:07:50
hai ragione... gli esercizi talvolta sono bei brani... (per quanto mi ripugni dare giudizi di bellezza oggettivi dato che, per me, il gusto e' il re) ...
Rispondi
Per questo t'ho suggerito di ...
di Julca85 [user #17129]
commento del 24/04/2012 ore 00:11:00
Per questo t'ho suggerito di ascoltarli. Magari non ti piaceranno, ma il messaggio che mi premeva far passare è che sono pezzi da studiare con duplice scopo: arricchire la tecnica e ampliare il repertorio concertistico. ;-)
Rispondi
Tutti questi grandi big hanno ...
di diaul [user #33456]
commento del 23/04/2012 ore 14:08:18
Tutti questi grandi big hanno storie molto diverse tra di loro per quanto riguarda l'evoluzione chitarristica (e musicale), pertanto le loro affermazioni vanno collocate in contesti ben precisi, e non fatte "nostre" generalizzandole.
Inoltre spesso (o forse addirittura sempre) sono persone dotate, pertanto quello che riescono a fare, gli viene "abbastanza" semplice. Dico abbastanza perchè comunque secondo me è il risultato di un faticoso e meticoloso lavoro mirato all'ottenimento di un risultato che rasenta la perfezione, e questo si chiama esercizio.
Nel momento in cui un artista ha una qualche idea, qualche passaggio, fraseggio, ecc si ritroverà a doverlo analizzare per capire come eseguirlo, farlo rendere al meglio, e anche questo si chiama esercizio.
Magari uniscono l'utile al dilettevole (beati loro che se lo possono permettere), ma io li vorrei vedere dopo un anno che non toccano una sei corde cosa succede....
Son d'accordo con quanto dice Il buon Jana: "In ogni caso, a volte il dubbio è che fare esercizi sia un alibi. Una maniera per continuare - con la coscenza a posto - a prendere tempo piuttosto che affrontare effettivamente lo stato di salute e la maturità del proprio modo di suonare."
Ciao
Rispondi
Ma....
di xstrings utente non più registrato
commento del 23/04/2012 ore 15:26:45
Ciao Gianni, forse avrò capito male io ma vorrei dire la mia opinione.
Se voglio imparare un assolo che tecnicamente fatico ad eseguire, io lo suddivido in pattern, ne studio un pezzo alla volta partendo con il metronomo a bassa velocità per poi pian piano progredire fino ad arrivare alla velocità originale.
Questo non è fare esercizio? spiegatemi che differenza c'è tra fare tecnica con una pentatonica cacofonica ( nel senso che fonicamnte fa cacare ;)))) ) e farlo con un insieme di 3/4 battute alla volta del solo di un brano.
Sono certo che anche il signor verheyen ha utilizzato lo stesso mio metodo per imparare i brani quindi forse qualcuno dovrebbe spiegargli che anche lui ha fatto esercizi di tecnica per arrivare al livello in cui si trova adesso. No?
Rispondi
Per esempio è impossibile o ...
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 24/04/2012 ore 11:39:49
Per esempio è impossibile o comunque difficilissimo curare il tocco, l'espressione su qualcosa di cacofonico e non musicale. Puoi servirtene per la muscolatura, la finamica ma per l'espressività e senz'altro più facile fare pratica su lick, frasi, scale. E in tal caso sembrerebbe di prendere due piccioni con una fava.
Rispondi
Hai ragione, sono d'accordo, mi ...
di xstrings utente non più registrato
commento del 24/04/2012 ore 12:30:39
Hai ragione, sono d'accordo, mi sa che in questo senso il Sig. Verheyen non ha proprio tutti i torti ;P

Ciao Jana, Rock 'n' Roll!
Rispondi
Non capisco...cosa cambia studiare a ...
di Axel - Sixstrings [user #14274]
commento del 23/04/2012 ore 17:29:05
Non capisco...cosa cambia studiare a menadito pattern di canzoni (seguendo video didattici degli artisti ovviamente, non cose tirate giù ad orecchio alla buona), a differenza di scale su scale?

I brani che andiamo a studiare contengono, appunto, le scale e le diteggiature che dobbiamo sapere. Sicuramente è più interessante, più piacevole e da più senso a quello che si fa, io personalmente lo preferisco. Ma è nerd anche chi passa le ore in cameretta a suonare solo i brani preferiti.... insomma senza la ripetizione meccanica, la mano non si scioglie e non si esercita la memoria della muscolatura.

Oder nicht?

: )
Rispondi
Hai ragione Axel ma, come ...
di xstrings utente non più registrato
commento del 24/04/2012 ore 13:46:54
Hai ragione Axel ma, come mi ha risposto Gianni Rojatti sopra, con lo studio di assoli presi dai brani approfondisci anche il fattore dinamica e tocco mentre eseguendo i classici schemi che trovi su molti metodi sleghi si le dita ma non lavori sul resto.
Io in tutta onestà di esercizi nudi e crudi ne ho fatti ma la maggior parte della tecnica l'ho sviluppata studiano brani di altri.
Rispondi
Appunto....sei in linea con il ...
di Axel - Sixstrings [user #14274]
commento del 24/04/2012 ore 16:43:25
Appunto....sei in linea con il mio pensiero: intendevo proprio questo. Era un commento rivolto a chi studia solo scale ed esercizi fini a se stessi.

Ciao!!!!
Rispondi
C'è solo un modo per ...
di joerocker [user #11075]
commento del 23/04/2012 ore 21:46:20
C'è solo un modo per migliorare, ed è studiare. Anche io cerco anche quando mi esercito, di fare esercizi "musicali", ovvero di fare pratica su frasi, lick, arpeggi, accordi, ritmi, che poi potrò in qualche modo utilizzare concretamente. Ma si tratta pur sempre di esercizi. Non si migliora su certi aspetti solo prendendo lo strumento in mano e improvvisando o suonando canzoni.
Gli esercizi cromatici li ho sempre detestati, ma ho dovuto prendere atto che mi aiutavano a migliorare alcuni movimenti, per cui li evito il più possibile ma ogni tanto...
Rispondi
Non si può generalizzare
di beppeferra [user #29294]
commento del 24/04/2012 ore 00:16:54
1) ognuno ha doti naturali diverse: c'è chi ha una naturale agilità-indipendenza-coordinazione delle dita per cui affronta senza grande fatica passaggi ostici, c'è chi ha un innato senso ritmico e il groove gli esce naturale, c'è chi anche solo suonando poche note riesce (con un bending, un vibrato, con le pause e gli accenti giusti, eccheccazzo ne so!) a trasmetterti emozioni infinte, e c'è chi non ha niente di tutto questo e, anche se sa che farebbe meglio ad andare a pescare, si incaponisce a studiare e a furia di esercizi ottiene anche qualche risultato ...
2) gli esercizi comunque portano a dei miglioramenti, questo è indubbio, infatti tutti i musicisti classici passano ore e ore a "muovere le dita"
3) gli esercizi sono terribilmente noiosi e più sono meccanici e ripetitivi più ti annoiano (sfido chiunque a sostenere che si diverte molto di più a fare piegamenti e scatti da fermo per ore piuttosto che giocare una partitella di allenamento ...)
4) la tecnica da sola passa in secondo piano rispetto musicalità, gusto, inventiva ... ma questo è anche un ottimo alibi per giustificare che non hai voglia di romperti il c... a fare esercizi
5) ...

Detto questo ognuno deve trovare il giusto equilibrio (ovvero deve capire che tipo di studio deve fare per ottenere più rapidamente dei miglioramenti, senza annoiarsi troppo ed in base ai risultati che si è prefisso), ma ritengo che questo sia un percorso strettamente personale ed individuale.
Rispondi
Mah, Verheyen può dire quello ...
di Strato2006 [user #13781]
commento del 24/04/2012 ore 09:17:35
Mah, Verheyen può dire quello che vuole, bisogna considerare che COME LUI non ce n'è così tanti! Insomma per lui che ha tonnellate di talento il discorso può anche andare bene, per la media dei comuni mortali come me, decisamente no! E perfino per tanti big, lo stesso Pat Metheny diceva che quando non può allenarsi tutti i giorni perde subito qualcosa. Poi senz'altro c'è anche del vero, trovo che abbia senso abbinare l'esercizio "tecnico-geometrico" alla musicalità. Non vedo una separazione così netta tra "esercizio tecnico" e "musica", in fondo la tecnica si dovrebbe affinare... per fare musica. Quindi anche suonare frasi musicali e lick utilizzabili in un'improvvisazione, è "esercizio tecnico", probabilmente per il chitarrista medio ci vogliono entrambe le cose. Come al solito, "in medio stat virtus", e nel caso di Carl Verheyen non siamo certo "nella media" (ma molto, molto più in alto...)
Rispondi
bah io non sarò un ...
di Perseven [user #18696]
commento del 24/04/2012 ore 12:15:25
bah io non sarò un virtuoso però sono autodidatta la chitarra la so suonare e non ho mai fatto mezzo esercizio, non perchè non voglia ma perchè non riesco mi stanco dopo 5 minuti! preferisco mettermi a imprare un nuovo pezzo oppure cercare di imparare a fare la musica che scrivo (si scrivo cose che non so suonare) dove comunque si incontrano le stesse difficoltà che si possono incontrare in un esercizio ma piazzate in modo musicale. Il punto dolente di questo approccio è che non hai nessuno che ti dice stai attento a questo o a quello qui fai così qui fai cosà eccccc devi avere molto senso autocritico...io credo molto presuntuosamente di averlo e di non aver buttato via 10 anni della mia vita a non fare esercizi.
Rispondi
Non dimentichiamoci dell'insegnante!
di Blackmama [user #27591]
commento del 24/04/2012 ore 19:39:56
Dopo anni da autodidatta ero convinto di essere arrivato al mio limite, oltre non pensavo di poter andare e davo la colpa di tutto al mio scarso talento. Di esercizi ne facevo ben pochi e non ne trovavo utilitá. Mi piacevano da morire gli assoli di Clapton Page e compagni ma mi sembravano mostruosi e non ne venivo a capo. Ora invece ho ben chiaro dove sono, dove voglio andare e che mezzi ho a disposizione. Assoli che un anno fa sembravano impossibili ora sono lí registrati e belli da riascoltare, il vibrato nel bending viene quando dico io e come dico io ecc.
Non ho fatto un patto col diavolo ma semplicemente è da un anno che vado a lezione 1 ora la settimana. A casa faccio i miei esercizi e poi il mio insegnante verifica se ci sono errori e mi indica la strada giusta da percorrere. Anche io sto studiando con i metodi di Stetina come base ma da solo non avrei ottenuto nulla, certi difetti di esecuzione io proprio non li sentivo e finché non li senti non li puoi eliminare. Altra cosa importante é che certi trucchetti non te li insegna nessuno! Per concludere consiglio a tutti quelli che si sentono come mi sentivo io di fare una prova con un bravo maestro, non ve ne pentirete!
Rispondi
Grazie Blackmama, testimonianza preziosa. io ...
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 25/04/2012 ore 10:48:47
Grazie Blackmama, testimonianza preziosa.
io posso confermare la cosa dall'altro lato, quello dell'insegnante.
Alcuni dei risultati e miglioramenti più sorprendenti li ho visti realizzare da chitarristi già maturi, diciamo tra i 25 e i 35, ma anche 40 anni. Autodidatti incalliti, totalmente a digiuno di tutto (teoria, impostazione, diteggiature) ma che suonavano da anni, tanto e con passione, esattamente e solo quello che volevano loro. Queste persone hanno affinato un senso della musicalità pazzesco, hanno le mani che già viaggiano: non appena scoprono il perchè teorico delle cose che magari fanno ad orecchio da sempre, coordinano e organizzano in diteggiature sensate quello che hanno apppreso scopiazzandolo da dischi, colleghi e cd e apprendono gli strumenti tecnici per suonare con meno fatica, letteralmente sbocciano!
Rispondi
Mi sono divorato in più ...
di Carrera [user #31493]
commento del 25/04/2012 ore 11:04:42
Mi sono divorato in più buttate tutti questi commenti. A leggerli in una volta sola, soprattutto per uno come me ke con la teoria e gli esercizi, ci ha sempre litigato, facevo indigestione!
Direi che ne sono uscito con un sacco di idee e stimoli per esercitari...rubacchiando le cose che mi sono piaciute di più a tutti...quindi: thanks raga! ;-)
Dico la mia. No agli esercizi fine a se stessi.
Si a imparare le canzoni e isolarme le parti più difficili ripetendole da sole come esercizi.
Per esempio nella lezione di batteria pubblicata ieri qui su Didattica Accordo fanno esattamente così!
vai al link
Ciaooo!
Rispondi
Autodidatta....una vita a strimpellare...poi poche lezioni e si cambia musica!
di Michele di una volta [user #34209]
commento del 25/04/2012 ore 20:58:58
Ciao a tutti!
Ho anche io quasi una quarantina d'anni, ho "suonato" a caso per una vita e poi...quasi per scherzo ho preso la mia prima lezione di chitarra.
Ti si apre un mondo nuovo, quello che prima era oscuro ti diventa via via sempre più chiaro, limpido!
Ma se solo avessi preso il maestro di chitarra prima....
Poi esercizi, teoria e le canzoni che hai ascoltato una vita.... quelle si che possono diventare un' ottimo trampolino didattico.
Ola.
Rispondi
Seccondo me Verboten... Verstanden... Verbania ...
di diumafe [user #17831]
commento del 25/04/2012 ore 22:55:49
Seccondo me Verboten... Verstanden... Verbania (o come si chiamasse) avrebbe raggione.
Io o imparrato li tagliano sensa libbri e hora l'oparlo alla perfezzione. :-)))
Rispondi
ALE' !!!!!!!!!!!!! mi ti ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 01/05/2012 ore 19:01:39
ALE' !!!!!!!!!!!!!

mi ti avere càpitò ;)

tSaluDOneS
Rispondi
STUDIARE é INUTILE!!!!! No ...
di Salvog [user #26748]
commento del 26/04/2012 ore 08:24:08
STUDIARE é INUTILE!!!!!
No grazie, per nessuna cosa al mondo me la sarei bevuta, sarei caduto in questo tranello, le canzoni, i pezzi, riff a ripetizione e niente altro?, pura illusione di chi s'annoia e vuole andare al sodo. E' solo un illusione, un buon maestro, gli esercizi su scale, arpeggi, accordi a più voci, studio del senso armonico e chi ne ha più ne metta ti creeranno un bagaglio tecnico prezioso fondamentale che poi in seguito potrai utilizzare grazie alla tua innata musicalità (se c'è l'hai) e senza problemi di sorta ti permetteranno di suonare qualsiasi cosa anche la Quadriglia volendo.
Il tutto per non rimanere ancorato ai soliti 4, 8, 0 perché no anche 16 pattern roccheggianti, che ti danno la sensazione di un superfico musicale, quanti ne ho visti di questi tali transitare alla fine mesti presso lo stesso maestro.

BYE.
Rispondi
Se provo un brano 100 ...
di powerfuran utente non più registrato
commento del 26/04/2012 ore 14:57:46
Se provo un brano 100 volte prima di eseguirlo dal vivo non è come fare esercizio? :)
E non è forse come allenarsi in vista di una partita di calcio? :) O ti butti in campo direttamente, senza scaldarti, senza conoscere le regole?

Smettiamola di vergognarci dicendo che studiamo, siamo nel 2012. Liberi tutti di pensare quel che si vuole, quindi io sono libero di pensare e di credere che la tecnica aiuta a creare musicalità, che l'espressività può essere insegnata, che il feeling ci può essere in quattro note lentissime come in un lick molto veloce, che si può diventare musicali.
Rispondi
La verità sta nel mezzo..
di s_nikkio79 [user #18779]
commento del 27/04/2012 ore 23:38:57
Anche io sono di quelli che da anni alternano esercizi a canzoni ma nel senso che faccio due mesi di esercizi poi mi rompo i cosiddetti e quindi faccio due mesi di canzoni per poi ricominciare tutto daccapo.. il tutto senza una logica precisa all'apparenza, ma con il senno di poi abbastanza regolare nella sua ciclicità ora che mi ci fate pensare... cavolate a parte, non so se sia un bene o un male, se il mio approccio sia corretto o meno.. so solo che in questo modo sono riuscito ad imparare alcuni dei brani che mi piacciono ma da questo a dire di saper "suonare" ce ne vuole (e lo dico con rammarico e con lucida autocritica).. certo che passare da ore in 4/4 a 100bpm avanti e indietro per la tastiera ad una canzone magari molto più lenta ma dove le figure ritmiche cambiano di continuo e i vari fraseggi non hanno sempre la stessa cadenza credo sia comunque molto utile se non altro anche per evitare di ridurre il tutto solo ad un esclusivo esercizio fisico di potenziamento delle dita e ridare al gesto tecnico la sua valenza più importante, ovvero quella artistica! In definitiva, tutto questo discorso a tratti delirante (ed incomprensibile anche allo stesso autore) serviva per dire che IMHO la verità sta nel mezzo.. la teoria e gli esercizi sono come lo studio della grammatica, l'imparare i brani è come analizzare (e quindi gustare) una poesia.. uno non potrebbe esistere senza l'altro!

PS. Il commento/testimonianza dell'accordiano Blackmama mi pare il più vicino a quello che ho fatto io finora chitarristicamente parlando.. e se tanto mi da tanto, corroborato anche dal commento successivo di Jana sullo "sbocciare" dei chitarristi autodidatti incalliti una volta che gli si spiega il perchè delle cose, prima o poi anche io (dopo 18 anni da autoerot.. ops.. autodidatta) mi prenderò qualche lezione.. :-)
Rispondi
prima o poi anche io ...
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 28/04/2012 ore 08:04:26
prima o poi anche io (dopo 18 anni da autoerot.. ops.. autodidatta) mi prenderò qualche lezione.. :-)

...ben fatta! ;-)
Ottima decisione.
ROCK!
Rispondi
guarda qua quello che ho appena letto
di s_nikkio79 [user #18779]
commento del 30/04/2012 ore 12:14:55
Jana guarda cosa ho appena letto sul corriere a proposito di quel che dicevi tu?

vai al link ca4e-904f-11e1-803b-373c4ae603d3.shtml
Rispondi
La mia interpretazione di quanto ...
di paolinux [user #14508]
commento del 28/04/2012 ore 15:50:34
La mia interpretazione di quanto dice Carl è che l'esercizio tecnico privo di una applicazione diretta porti il musicista a distrarsi dalle emozioni che dovremmo essere capaci di tradurre in ritmo e note. Detto questo il ruolo di un insegnante è proprio quello di ascoltare l'allievo e trasformare in musica tutto quello che l'allievo percepisce come esercizio, così da stimolarlo e aprire nuovi orizzonti e confini.
E' normale comunque che per analizzare tecniche complesse si arrivi al punto che si debba suonare (con molta disciplina) con metronomo anche a tempi molto lenti ed innaturali o studiare teoria / lettura musicale per stimolare il rapporto con lo strumento stesso o con altri strumenti.
Rispondi
studiare non è per tutti
di pietrolangiu [user #19243]
commento del 28/04/2012 ore 20:51:33
conosco molti fabbri boscaioli che dicono di amare suonare la loro ascia, poi senti il loro suono da ciofenca e ti chiedi perchè una chitarra dovrebbe farsi abbraciare.......
Non hanno mai studiato 6 ore al giorno, non sanno che il tocco viene prima nel sogno poi nell'onda che spinge la tavola sul mare -
Ho avuto la fortuna di sentire tanti musicisti - tutti mi hanno detto che prima studi tanto e non guardi le fighe - poi devi pensare e trovare il tuo suono - dopo avrai l'onda perfetta e ai molti sembreà tutto facile.
Rispondi
Chi ha voglia fa bene a studiare.
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 30/04/2012 ore 14:01:02
Ma non tutto si può insegnare.

Io nemmeno nella mia descrizione ho scritto "sono un chitarrista" perché non ho gli stessi obbiettivi.

Io sono un appssionato di musica che suona la chitarra.

Trovo che ci sia uno scollamento tra i "chitarristi" e la musica di oggi, ma anche di ieri e dell'altro ieri.

C'è un affanno smisurato alla ricerca di virtuosità non richieste, a meno che uno non voglia fare il turnista allora tutto ha più senso.

La musica e la maggioranza degli eroi dei chitarristi non piacciono alla gente di oggi, ma anche di ieri...tutta musica "scacciafiga", ne è la prova che qui ci sono pochissime donne.

Io non vedo tutta questa richiesta di musica strumentale e nelle canzoni l'assolo dura pochi secondi.
Il tempo degli assoli lunghissimi è finito negli anni 70, non piacciono più da tempo immemorabile.

Quanti utenti ci sono qui ora? più di 30.000 credo...ecco ci sono almeno 29.980 chitarristi solisti.

Invece di pensare a fare assoli infiniti in musica per 4 gatti non sarebbe meglio fare musica più popolare migliore di quella che c'è in giro oggi?

Non c'è bisogno di grandi chitarristi, c'è bisogno disperato di grandi canzoni.

La fantasia non si insegna, l'ispirazione non si insegna, si può insegnare solo la tecnica.
Rispondi
La verità sta sempre nel mezzo
di Boma [user #33900]
commento del 18/05/2012 ore 01:17:41
Negli anni di 'crescita' sullo strumento ho vissuto entrambi i tipi di approccio, ovvero quello dell'autodidatta che impara tutto a orecchio utilizzando le canzoni (snobbando quindi cromatismi e esercizi utili allo sviluppo della tecnica) e quello del nerd innamorato del metronomo e dei lick 'ciclici' ripetuti 100 volte alla shawn lane :).
Io trovo che servano entrambi, e che nessuno dei 2 prevarichi sull'altro. Quando suonavo i miei amati pezzi metal con lo sguardo rivolto al tramonto e la bionda come dice il Jana :), affinavo il feeling nei pezzi, mettendoci il cuore e facendoli suonare come Dio comanda. Mentre passavo le ore a fare plettrata alternata invece, rafforzavo enormemente la rilassatezza del playing e la sicurezza di quel che facevo. Eccedendo nel primo approccio mi capitava di trascurare la tecnica, irrigidendomi e suonando tutto 'uguale alla registrazione'ma con un sacco di fatica inutile, impedendomi di essere proprio 'padrone' del pezzo, rimamendo sempre sul filo del rasoio. Eccedendo con il secondo approccio, invece, capitava di eseguire i pezzi in maniera precisa, sicura, rilassata ma molto fredda e accademica.

Quindi in conclusione non penso che tutti si possano permettere di suonare i pezzi ad orecchio non curandosi degli esercizi dedicati alla tecnica, perchè non tutti riescono a plettrare in downpicking a velocità folli con la mano al contrario come Friedman (per fare un esempio). Serve un occhio su come metti le mani e su come ti comporti sugli esercizi. Così come non ci si può permettere di fare cromatismi 8 ore al giorno per poi passare ad un blues strappalacrime ... in 32esimi XD.

Io trovo che SERVANO entrambi i modi di vedere lo studio e la pratica sullo strumento. Che poi, una volta passati gli anni da 'nerd', si voglia dire che 'ho fatto tutto ad orecchio e sono figo' ... ci credo :)
Rispondi
Quando ho preso in mano ...
di gaotto [user #26066]
commento del 10/06/2012 ore 08:34:48
Quando ho preso in mano la mia prima chitarra avevo sempre lo sguardo al tramonto, la birra e... solo ogni tanto... una bionda (o bruna) che mi guardava... ho trovato un modo tutto mio di fraseggiare come solista ma poi ho scoperto che quelle geometrie che pensavo di aver inventato io altro non erano che la scala pentatonica... dopo anni mi sono reso conto che se avessi studiato sarei andato molto più avanti mentre invece sono rimasto più o meno al punto di partenza... Se la musica ce l'hai nel sangue e ti metti a studiare andrai lontano... se non ce l'hai e ti metti a studiare oppure se ce l'hai ma non studi andrai avanti di poco...
Rispondi
Ma è la stessa cosa....
di mrdap [user #40367]
commento del 09/07/2014 ore 10:02:16
Esercitarsi con gli esercizi o con le canzoni è la stessisima cosa!!!!
Dipende sempre dal metodo, dal livello dell'"esercizio-canzone".

Sono sempre note no???? Sono sempre corde no???

Ciaooo
Rispondi
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