Jason Becker nasce a Richmond nel ormai lontano 22 Luglio 1969.
La sua carriera musicale inizia in età adolescenziale, in parte anche spinto dalla sua famiglia nella quale erano presenti molti chitarristi, tra cui suo padre.
A16 anni già è un bravissimo chitarrista con delle ottime potenzialità per diventare uno dei migliori al mondo. Quando conosce Marty Friedman, i due danno vita al progetto Cacophony.
Con Friedman ha una crescita musicale che lo porta a livelli di bravura eccezionali, e riescono a produrre insieme ben due dischi che resteranno nella storia del chitarrismo, in cui dà dimostrazione della sua bravura rivoluzionando la concezione delle scale pentatoniche giapponesi e sopratutto dando un saggio della sua capacità di esecuzione.
Così Becker decide che è ora di incidere un disco solista, dove può dar sfogo a tutto il pontenziale che ha dentro. Nel 1988, con la rara compagnia dell'ormai amico Friedman, incide Perpetual Burn, un disco dal sapore orientale che richiama a tratti anche la musica classica e jazz, riuscendo a trasmettere tecnica e sentimento.
Più tardi viene chiamato da David Lee Roth a sostituire Steve Vai nel disco A Little Ain't Enough, con il quale riesce a raggiungere molta fama appunto per la storica sostituzione.
Nel 1990 viene eletto miglior chitarrista dell'anno dai lettori della famosa rivista chitarristica Guitar Magazine.
Molto presto però gli sarà diagnosticata Sclerosi Multipla Amiotrofica che piano piano gli farà perdere la capacità di movimento e di conseguenza di suonare fino a renderlo capace di muovere solo gli occhi, privandolo anche della parola.
Quando la malattia avanza, molti pensano che la carriera del chitarrista sia ormai volta al termine, ma Becker non si arrende, così scrive e fa incidere l'album Perspective con grande sorpresa di tutti, nel 1995.
Riesce a comporre il disco grazie a dei computer che lo aiutano nella scrittura e grazie alla sua buona volontà e a quella della sua famiglia con cui comunica solo con gli occhi.
Sceglie di far eseguire i brani composti a Michael Lee Firkins con cui ormai ha stretto amicizia. Il disco inizialmente viene pubblicato in esclusiva per il Giappone ma poi viene pubblicato da Warner Bros Record grazie all'aiuto di Van Halen, che vuole divulgare il duro lavoro fatto da Becker.
Altri tre album si susseguono: The Raspberry Jams (1999), The Blackberry Jams (2003) e Collection (2008).
Un documentario intitolato Jason Becker NOT DEAD YET! è attualmente in produzione (per la precisione solo metà è stato prodotto) e parla della vita artistica e quotidiana del chitarrista. Purtroppo, per il poco tempo e il denaro a disposizione da parte della famiglia, il lavoro è attualmente in fase di stallo.
Il chitarrista lotta ancora insieme alla famiglia da più di 20 anni contro le statistiche mediche che gli avevano dato massimo tre anni di vita, Jason è un esempio per tutti i musicisti che hanno una malattia simile o comunque un handicap, con la sua voglia di combattere riesce ancora a comporre musica e dimostra alla gente che anche avendo una malattia del genere si può vivere in tutta dignità e continuare a coltivare le proprie passioni.