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Steve Vai live a Milano
Steve Vai live a Milano
di [user #31686] - pubblicato il

Lo scorso lunedì si è concluso il tour in Italia (sabato 10 a Padova, l'11 a Roma e il 12 a Milano) del celeberrimo virtuoso della chitarra Steve Vai, il quale sta promuovendo il suo nuovo CD The Story of Light. L'evento è stato all'Alcatraz, discoteca milanese.
Lo scorso lunedì si è concluso il tour in Italia (sabato 10 a Padova, l'11 a Roma e il 12 a Milano) del celeberrimo virtuoso della chitarra Steve Vai, il quale sta promuovendo il suo nuovo CD The Story of Light.
L'evento è stato all'Alcatraz, discoteca milanese. Anche se lo show iniziava alle nove, sono arrivato a fare la fila alle cinque e mezza. Grande idea, in quanto ho così avuto modo di conoscere il gentilissimo accordiano vanhandren.
Entrati alle 19:30 circa dentro l'Alcatraz, ci siamo affrettati tutti ad arrivare davanti al palco. Per mia fortuna ero in terza fila, quindi lo spettacolo era assicurato.

La scaletta era questa:
Racing the World
Velorum
Building the Church
Tender Surrender
Gravity Storm
Dave Weiner Acoustic Guitar Solo
Weeping China Doll
The Moon and I
??????????
The Animal
Whispering a Prayer
The Audience Is Listening
Harp Solo
Rescue Me or Bury Me
Sisters
Pusa Road
Salamanders in the Sun
Angel Food
Drum Solo
The Ultra Zone
Frank
Build Me a Song
For the Love of God
Taurus Bulba

Alle 21:10 circa il concerto ha inizio. Non si spengono le luci o roba del genere, ma Steve gratta il plettro sulle corde della chitarra facendosi sentire. Dopo questo, un fremito corre lungo le schiene delle persone, urla e grida si alzano potenti dal pubblico mentre i musicisti del gruppo di Steve raggiungono le loro postazioni e una coltre di fumo si alza dalla pedaliera di Steve. Eccolo! Vai esce dal backstage.


Il primo impatto è devastante, devo dire che di persona sembra molto più vecchio. Arriva, ferma la musica e si mette immobile con la mano sinistra al cielo con il simbolo di Spock. L'alieno è arrivato.
Parte subito con la prima canzone della lista e poi la seconda. Si ferma e allora con la base che gli fa da sottofondo si presenta al pubblico (come se ce ne fosse il bisogno) iniziando il discorso con delle frasi in italiano con cui saluta gli abitanti di Duomo, la città natale del padre.
Sentirlo parlare in italiano fa sorridere perché pensare che una persona del genere abbia origini italiane non può far altro che renderci orgogliosi. Dopo questa parentesi Steve introduce uno dei suoi capolavori: "Building the Church".

Degne di nota sono le chitarre portante in Tour da Steve:
EVO (la sua prima Jem bianca)
XAVIA (una normale Jem con Sustainer)
Jem 77BRM (modificata con LED e Sustainer)
Ibanez Jem DNA (chitarra anniversario prodotta in 300 pezzi con il sangue di Vai nello swirl, prima volta che la vedo in un concerto di Steve)


Universe "For the Love of God" (una vecchia Ibanez a sette corde di Steve con lo swirl che ha modificato lui stesso)
The "Ultra Zone" guitar (custom baritona con la grafica disegnata da Steve, ha la tastiera in palissandro e monta una configurazione a tre pickup con un humbucker al ponte, un singolo centrale e il sustainer al manico).


Le più usate erano EVO e XAVIA, la Jem77BRM è stata usata solo per "Building the Church", la Jem DNA è stata usata solo per una canzone (sfortunatamente non ricordo quale), la sette corde è stata usata per "Weeping China Doll" e la custom per "Gravity Storm".

La pedaliera di Steve non era visibile, ma in rilievo c'erano le sue quattro testate Carvin (due Legacy 1 e due Legacy 3) con due casse 4x4. Solo un Legacy 1 era collegato alla chitarra, gli altri erano usati come spare (o per fare scena?).

Se ho parlato di Vai finora, voglio fare un piccolo cenno alla sua band.
Seconda chitarra: Dave Weiner
Basso: Philip Bynoe
Batteria: Jeremy Colson
Arpa elettrica: Deborah Henson-Conant.

Dave Weiner ha stupito il pubblico con un suo assolo di chitarra acustica in cui usava una PRS SE Angelus. Endorser PRS, portava in tour anche altre tre PRS: una sette corde custom, e altre due (purtroppo non sono esperto in PRS).
Philip Bynoe ha estasiato me e mio padre, bassista di grandissimo livello, con una tecnica sublime e un gran gusto. Portava un basso sei corde Yamaha, un cinque corde fretless sempre Yamaha e uno Stingray a sei corde Music Man.
Jeremy è l'altro componente che ha impressionato sia me sia mio padre per la capacità di tenere dei ritmi assurdi e per la velocità e la perfezione del suo drumming.
Deborah all'arpa faceva un lavoro egregio e, anche se dalla terza fila non si sentiva molto (davanti a Steve avevo il suo suono sparato nelle orecchie), sia nel suo brano solista sia durante un'improvvisazione all'inizio di "Whispering a Prayer" ha dato prova di grande maestria.

Un momento di ilarità è stato quando Steve ha invitato due persone del pubblico a salire sul palco per "comporre una canzone". Ha fatto salire due simpatiche e belle ragazze e a turno ha fatto cantare un ritmo di batteria, poi un groove di basso, un ritmo funky per la chitarra un arpeggio per l'arpa e alla fine una melodia per la chitarra solista. Dopo averle fatte scendere ha riarrangiato il pezzo "Because you know, he's Steve Vai!" e ha improvvisato per due minuti buoni. Il concerto si è concluso con con "For the Love of God" e infine con "Taurus Bulba".

Concerto emozionante, Vai era in piena forma e, nonostante abbia sbagliato qualche nota, è sempre risultato melodico e grandioso. Guardandolo muoversi e suonare in quella maniera, ci fa pensare che ci sia veramente qualcosa di alieno in lui. La sua mano era padrona assoluta della strumento e, oltre a dominarlo, lo faceva cantare o ruggire a seconda delle situazioni. Un gran bel concerto.
concerti steve vai
Link utili
Recensione di The Story Of Light
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