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Aiutare le nostre chitarre ad invecchiare bene ?

di [user #33434] - pubblicato il
Non dovrebbe essere troppo difficile …… basta non fargli subire schock termici, non farle cadere, e soprattutto suonarle ed attendere una cinquantina d’anni …… già una cinquantina di anni ! E chi non li ha piu cinquant'anni davanti da vivere ? Può sempre tentare una scorciatoia, ho letto in molte occasioni su riviste specializzate che la chitarra va lasciata possibilmente in un ambiente dove si ascolta musica, dove in pratica ci sia qualcosa che la faccia vibrare anche quando non la suoniamo, le fibre del legno in questo modo si asciugano e imparano a vibrare meglio. Qualche giorno fa mi vibra il telefono e un’idea mi si ficca nella testa! E se facessi vibrare la chitarra con questo sistema quando la ripongo ? L’idea col trascorrere del tempo anziché andarsene si fa sempre più insistente. Fino a quando stamattina decido di metterla in pratica. Con dei pezzi di compensato costruisco il poggia chitarra, da un vecchio telefono in disuso tolgo il vibr…… pardon il motorino funzionante a (2 Vcc) per ultimo, l’interruttore ricavato da un PC anch’esso in disuso, che aziona lo stesso quando si appoggia la chitarra, e lo fermi quando la si imbraccia un piccolo alimentatore ed ecco fatto. Ora basterà qualche mese, invece di cinquant’anni ? e chi lo sa ? Speriamo che la mia famiglia non richieda un ricovero coatto a mio nome, “non so se la capiranno” !!!!! Altrimenti non lo saprò mai.
Senza fare tutta sta fatica si può semplicemente fissare sulla paletta il motorino con una pinza per capire come la chitarra si comporti e se abbia la giusta vibrazione, infatti io ho inserito una resistenza per far girare meno il motore ed evitare che le corde vibrando toccassero i tasti producendo rumori molesti. Vi prego non pensate che sia pazzo..... è solo un esperimento, ciao a tutti. 

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Ottima idea e non del ...
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 19/11/2012 ore 19:32:19
Ottima idea e non del tutto infondata!
Il ToneRite è un aggeggio vibrante che si fissa alle corde degli strumenti acustici proprio con lo scopo di far "slegare" i legni. L'ho provato e devo dire che delle differenze le ho notate. Sicuramente in buona parte si tratta di suggestione, ma mi è parso di avvertire un aumento di volume nella chitarra e mi sembrava di suonarla anche più agevolmente, come se rispondesse meglio o fosse più morbida sotto le mani (suppongo che anche le corde, vibrando costantemente, si sciolgano un po').
Facci sapere come procede l'esperimento!
Rispondi
Re: Ottima idea e non del ...
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 20/11/2012 ore 11:48:1
Ti ringrazio ! Prima di trovare la giusta velocità sostituendo la resistenza, ho tenuto il motorino a contatto della paletta con una pinza per una settimana e le sensazioni che descrivi le ho provate anch'io. Solo che era scomodissimo posizionarlo e toglierlo ogni volta che imbracciavo la chitarra, così mi son studiato un sistema più pratico anche se molto spartano. Per sapere se erano solo suggestioni bisognava sperimentarlo, altrimenti rimangono solo "fiumi di parole" e poi più nulla :-)))))
Rispondi
Esiste già....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 19/11/2012 ore 19:32:33
.....qualcosa del genere: è raccomandato per gli strumenti acustici, pare che aiuti il piano armonico a maturare.

vai al link
Rispondi
Re: Esiste già....
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 20/11/2012 ore 11:31:22
Senz'altro in una chitarra acustica sarebbe più indicato, in un'elettrica il piano armonico e spesso 4,5 cm ci vorrà molto più tempo, comunque sapere che esisteva già una cosa simile mi fa sentire meno "folle" prima di scriverlo nel diario pensavo....... mamma quante me ne diranno ! Ho corso il rischio e siete stati tutti molto disponibili, ho messo anche le foto per timore che non mi credeste che l'avessi fatta davvero sta "cosa"
Rispondi
Re: Esiste già....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 20/11/2012 ore 23:28:2
Se non ci fossero stati dei folli in passato saremmo ancora all'età della pietra.
Rispondi
dio santo !
di Zakk Fuckin' Wylde [user #5690]
commento del 19/11/2012 ore 20:03:34
tu sei un genio un folle stai avanti !!!!
complimenti
Rispondi
Re: dio santo !
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 20/11/2012 ore 11:20:01
Grazie mille...... ma spesso passo più per folle che per genio, la maggior parte di noi le idee se le tiene in testa non condividendole e questo lo trovo sbagliato. Esternandola qualcun altro potrebbe trarne spunto e perfezionarla così che una piccola idea insignificante diventi una grande cosa.
Rispondi
SEI.UN.GENIO
di Acorn [user #33188]
commento del 19/11/2012 ore 20:04:12
Sei un genio :D
Prima cosa che ho pensato, non so quanto sia realmente utile peró effettivamente se lo fanno anche altri e in molti lo dicono puo avere una base questa teoria....
Ancora complimenti per l'inventiva, ti invidio :D
Rispondi
Re: SEI.UN.GENIO
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 20/11/2012 ore 11:13:03
Genio è una parola troppo grande per me, ma ti ringrazio moltissimo perché fa molto piacere sapere che non sei solo a pensare che certe cose possano avere una qualche verità.
Rispondi
Per me sono tutte sciocchezze, ...
di dale [user #2255]
commento del 20/11/2012 ore 08:48:12
Per me sono tutte sciocchezze, le chitarre vanno tenute nelle custodie rigide, suonate sistematicamente e fatta sempre la manutenzione, con un occhio di riguardo a corde, setup, umidità e sbalzi termici ecc...Almeno io faccio così.
Le chitarre possono solo migliorare suonando, ma soprattutto......miglioriamo noi!
;-)))
Rispondi
Re: Per me sono tutte sciocchezze, ...
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 20/11/2012 ore 10:51:12
Comunque per sapere se sono sciocchezze bisogna provarle, le conferme si hanno con la sperimentazione, altrimenti rimangono solo idee contrapposte. Le chitarre sono fatte per suonare e quindi vibrare, ma non abbiamo tutto il tempo che vorremmo per suonarle, da questa considerazione mi è venuta quest'idea, sinceramente mi aspettavo una valanga di critiche ........ E invece sapere come conferma RozzoAristocratico e gibsonmaniac, che esisteva già un aggeggio per tale scopo, mi fa ben sperare in una mattinata spesa per qualcosa e al buon esito dell'esperimento, che durerà per diversi mesi prima di poter smentire o confermare la sua utilità.
Rispondi
L'unica obiezione è
di luvi [user #3191]
commento del 20/11/2012 ore 11:56:25
che il ragionamento e l'intelligente idea sono applicabili soltanto alla versione acustica dello strumento: non per la personale opinione mia o di qualcun'altro, ma per la fisica che governa il comportamento delle solidbodies.
La chitarra a corpo solido non "matura" vibrando, perché funziona secondo un principio fisico opposto a quello della chitarra acustica, secondo il quale lo strumento (che è appunto solido) svolge un ruolo passivo anziché attivo: diversamente da quello della cugina il corpo della solidbody non è un amplificatore di onde sonore, ma al contrario un supporto rigido (il più rigido e stabile possibile) per le corde che al movimento di esse può soltanto sottrarre energia meccanica (e che in ogni caso, dato lo spessore, vibra di un'entità infinitesimale).
Quello della solidbody che vibra tanto e "quindi" suona bene è soltanto uno dei luoghi comuni privi di logica dai quale pare difficile liberarsi, ma tant'è... la fisica resta la stessa anche quando non ci pare ricca di fascino!
In ogni caso, bell'idea: applicata all'acustica è senz'altro da collaudare e verificare!

Resta da capire quale possa essere l'effetto (sia dal punto di vista meccanico che per i tempi necessari per ricavarne eventuali modificazioni del suono) di una vibrazione costante su una frequenza unica, opposta alla contemporanea vibrazione ad ampiezze diverse alle frequenze alle quali solitamente vibrano le corde, cioè un mix continuamente variabile (per restare a livello di fondamentali, perché temo siano da considerare anche le armoniche) tra 80 e 1200Hz almeno.
Rispondi
La chitarra elettrica solid body ...
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 20/11/2012 ore 12:50:47
La chitarra elettrica solid body è nata per amplificarne il suono tramite i pickup che lo inviano all'amplificatore, ed in teoria il legno passa in secondo piano rispetto ad un'acustica, ma secondo me non viene escluso del tutto dalla creazione del suono finale. Quante volte abbiamo letto e sentito dire che la prima prova su una chitarra elettrica va fatta ad ampli spento ? E se suona bene è già un buon segno ! D'accordo la fisica è una scienza che lascia poco spazio al "fascino" ma se la applichiamo, il risultato è che tutte le chitarre dello stesso modello e marca equipaggiate con i medesimi pickup suoneranno tutte alla stessa maniera, così sappiamo che non è. Io stesso provai una trentina di Fernandes RST-50 constatando che non ce n'era una che suonasse uguale all'altra, non può dipendere tutto solo dall'assemblaggio fatto meglio o peggio. La realtà "almeno per me" è che il legno conti ancora, e che quello che dicono sulle chitarre elettriche sia valido solo per quelle costruite in fibra di carbonio oppure alluminio ecc. Per la frequenza delle vibrazioni hai ragione..... ma si risolve con un capotasto mobile o un variatore di corrente o un reostato stiamo parlando di 2 V.
Rispondi
Re: La chitarra elettrica solid body ...
di luvi [user #3191]
commento del 21/11/2012 ore 02:59:02
Perdonami, non so come mai quando si entra in questo ambito l'obiezione che si fa non è spesso in relazione diretta con quel che si è scritto, per cui ci ritorno su...

Ho affermato che il legno delle solidbody non migliora la prestazione dello strumento invecchiando (come accade nelle chitarre acustiche) ed ho dato a questo fenomeno una motivazione ben precisa che deriva dalla fisica: lo strumento a corpo solido lavora "sottraendo energia alle corde", anziché amplificandone acusticamente la forma d'onda generata.
Quindi non ho affermato che il legno non abbia alcuna influenza sul comportamento dello strumento, ma semmai che non opera nel modo tipico delle chitarre acustiche, che fin troppo spesso si trasla erroneamente in un campo (le solidbody) al quale non appartiene.
Fatta salva l'evidenza che il corpo solido ha un'influenza infinitamente minore che una cassa di risonanza (cosa che dovrebbe essere evidente a chiunque, a dire il vero...), quell'azione sottrattiva causa inevitabilmente un effetto di inibizione nei confronti di alcune armoniche presenti nella vibrazione delle corde (coincidenti per lo più con le frequenze di risonanza del manico ed i loro multipli) e di conseguenza determina alcune colorazioni nel segnale generato dai pickup, con modalità variabili da strumento a strumento.
In ogni caso, vi sono molte altre differenze che attengono al circuito, al valore effettivo dei potenziometri e dei condensatori impiegati, alla lunghezza e capacità dei cavi utilizzati, alla massa del ponte e della paletta, alla regolazione del truss rod, ecc. la cui somma può determinare una differente risposta dello strumento.

Praticamente nulla di tutto questo si può però rilevare provando una solidbody da spenta e questo è un altro proverbiale luogo comune.
Nella prova da spenta puoi valutare indubbiamente il sustain, la suonabilità, il bilanciamento dei pesi, la comodità di una tastiera o l'ergonomia dello strumento, ma se pensi di comprendere qualcosa del suono che essa avrà una volta amplificata, sei fuori strada...
Tempo addietro, su un altro sito, pubblicai delle analisi a confronto (corredate da samples audio e misure elettriche) che mostrano varie solidbody a confronto, registrate acusticamente e poi amplificate. L'evidenza dei risultati mostra come si possa partire da suoni acustici completamente diversi e pervenire a suoni amplificati praticamente indistinguibili, così come viceversa, oppure che la casistica può variare in ogni direzione, con lo strumento che suona più brillante da acustico che si rivela poi il più caldo da amplificato, o viceversa... ogni coerenza e contrraddizione si rivela all'ordine del giorno, man mano che il confronto si allarga a più strumenti dello stesso tipo, marca e modello.
Tra suono acustico ed amplificato, insomma, non esiste un rapporto causa-effetto diretto e prevedibile, se non a grandissime linee (lunghezza del diapason e posizionamento dei pickup, ad esempio, così come manici troppo teneri o cedevoli che inficiano la risposta dinamica e l'attacco), determinato in larga parte da fattori casuali fuori dal nostro controllo. ;-)
Rispondi
Intanto ti ringrazio per aver ...
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 21/11/2012 ore 16:11:4
Intanto ti ringrazio per aver dato seguito a questo argomento intrigante quanto complesso, quindi non semplice da assimilare da parte di chi per una quarantina d’anni ha visto trasformarsi in leggenda svariate Fender pre-cbs toccate con mano quando ancora vecchie signore non erano (erano solamente chitarre a buon mercato perché usate e ammaccate) comperate da altri e solo provate da parte mia “una addirittura rifiutata da me” un ragazzo la vendeva, ricordo che non la comperai per il colore, un arancione inguardabile, ma ero poco più di un ragazzino, e ricordo anche lo spaghetti logo, guardato in maniera sospetta. Era diverso dalle Fender in vendita negli anni 70 da sembrare un falso, senza nemmeno l’ombra di vernice sopra, ma torniamo a noi ; Ho visionato alcune cose che hai scritto e mi sono imbattuto in questo video vai al link T-Special/P90 first test by Luca Villani/I-Spira dove suoni in maniera ineguagliabile una “tele con corpo in alluminio” amplificata da un ampli artigianale dal suono stupendo, e ho capito con chi avevo a che fare. Mi sembra più che ovvio che mentre io cerco di fare supposizioni e piccole cose per trovarne dei riscontri, tu le hai già studiate e sperimentate in maniera professionale. Al tuo confronto sto ancora sulle palafitte “infatti sto a Venezia” ma da quello che hai scritto…….. che non è facilissimo da capire da parte mia, ammetto i miei limiti. Le conclusioni che ne traggo volendo sintetizzare all'osso, è che chi paga una chitarra 35000 € perché “vintage” lo fa per collezionismo e non per il suono, e che il legno delle solid-body deve vibrare il meno possibile (qui sono andato nel pallone e non sono sicuro di aver compreso esattamente) perché vibrando toglie vibrazioni alle corde, a questo punto mi viene da pensare che le acustiche e semiacustiche da Jazz, avendo la cassa tolgano vibrazioni alla corda peggiorandone il suono elettrico ? Chi meglio di te può dircelo, io manco ne ho mai suonata una.
Concludo con una frase di Albert Einstain che mi pare appropriata “a mio monito ovvio”

«La logica ti può portare da A a B. L’immaginazione invece ti può portare ovunque.»

E io con l'immaginazione credo di avermi fatto tutto l'alfabeto. Ciao e complimenti per la tua attività, competenza e infinita pazienza.
Rispondi
:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 25/11/2012 ore 11:40:03
Le disquisizioni tecniche non riesco a seguirle, perché sono decisamente ignorante.
Ma non posso che complimentarmi con la genialità :-)
Rispondi
Re: :-)
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 25/11/2012 ore 12:10:17
E io non posso che ringraziarti e dirti che in fin dei conti ne esco più ricco da questa chiacchierata e che se non funziona sulle solid Body, sul poggia chitarra ci posso sempre appoggiare l'acustica !!!
Rispondi
Ecco !!! ci risiamo prendo ...
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 25/11/2012 ore 18:19:00
Ecco !!! ci risiamo prendo in mano una vecchia rivista del dicembre 1981 e cosa trovo ? Un'intervista di Maurizio Piccoli al signor DI MARZIO che risponde così alla domanda :
Come si spiega la bontà delle vecchie chitarre ?
Semplice! Le cattive sono state distrutte e quello che rimane è davvero la crema della vecchia produzione. Ciò sta anche a significare che non tutte erano buone. C'è dell'altro però. Quelle sopravvissute sono state suonate per vent'anni o più e questo è davvero importante. La struttura del legno cambia .... anche se in tono minore, succede la stessa cosa che accade alle acustiche. Un consiglio che sembra ridicolo: lasciate le vostre chitarre nel posto dove ascoltate il vostro impianto ad alta fedeltà. Saranno investite dalle vibrazioni e quindi costrette a vibrare come se fossero suonate. È un buon consiglio, mi creda! Per quanto riguarda le Di Marzio sono sicuro che invecchieranno bene!
A chi interessa gli mando il PDF integrale dell'intervista se mi lascia un recapito di posta elettronica. Insomma la pensavamo nel modo sbagliato io e il Signor DI MARZIO....... un'ottima compagnia tutto sommato.
Rispondi
di losquarto [user #25961]
commento del 02/03/2017 ore 11:35:12
buongiorno a tutti, riapro questo vecchio post perchè mi sono imbattutto nel problema del far suonare bene una chitarra nuova; nella mia esperienza, ho visto che non basta che la chitarra vibri in modo artificiale, ma deve proprio suonare; mi sembra che il Top dello strumento migliori se produce onde sonore. che ne pensaste?
Rispondi
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 04/03/2017 ore 19:06:29
Penso che sia verissimo quello che dici, ma che difficilmente si trovi il tempo di suonare 24 ore al giorno lo strumento in questione, ecco il perché di questo esperimento. Io personalmente ho notato dei benefici in termini di suono regolando la tensione che alimenta il motore fino a far entrare in vibrazione le corde, così facendo le note suonate sono solo 5 (MI-LA-RE-SOL-SI) ma è sempre meglio di niente, nel caso di una solid body sono solo sfumature , ma nel caso di una acustica sono ben più di semplici sensazioni e si sentono nel giro di qualche settimana.
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