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Scelta delle cuffie - La parola al fonico
Scelta delle cuffie - La parola al fonico
di [user #116] - pubblicato il

Tale è la vastità dell’offerta e delle tipologie di prodotti presenti sul mercato, che redigere un sintetico vademecum per la scelta consapevole delle cuffie non è esattamente un compito immediato. Ciò nonostante, proviamo ugualmente ad aggiungere altre informazioni che andranno ad affiancare quanto detto sin'ora.
Tale è la vastità dell’offerta e delle tipologie di prodotti presenti sul mercato, che redigere un sintetico “vademecum” per la scelta consapevole delle cuffie non è esattamente un compito immediato. Ciò nonostante, proviamo ugualmente ad aggiungere altre informazioni che andranno ad affiancare quanto detto sin'ora.

Lasciamo quindi la parola a Fabio Marazzi.
Fabio Marazzi è tecnico del suono residente presso Music Secrets di Gavirate (Varese). Diplomato al SAE Institute di Milano, ha arricchito il suo bagaglio tecnico lavorando per il teatro (sua fra le altre la regia della tournée "60 Anni in una Grande Rivista" de I Legnanesi) e per il video, curando la presa diretta e la sonorizzazione di diversi cortometraggi indipendenti. Da alcuni anni segue gli spettacoli teatrali prodotti da Emergency "Farmageddon" e "Stupidorisiko".

Da sempre appassionato di musica e collezionista di cd e vinili di ogni genere, ha studiato canto con Tommaso Ferrandina e Paola Fernandez Dell'Erba, partecipando a diversi musical e sviluppando ulteriormente la propria attenzione per la registrazione e la produzione delle voci. Oltre ai fader e alle lucette, ama pentole, mestoli, racchette da tennis, scrittori irlandesi e quarti d'ora accademici.


Come detto esistono differenti tipologie di prodotto, La divisione più visibile è senza dubbio quella fra cuffie propriamente dette (headphones) e auricolari (earphones).
Queste ultime per l’utilizzo, necessitano di essere posizionate nella cavità auricolare, esternamente nel padiglione (i classici “earbuds” dell’iPod) o direttamente nel condotto uditivo (i modelli cosiddetti in-ear o intra-auricolari).
Gli in-ear, concettualmente simili a dei tappi, offrono prestazioni eccellenti a livello di isolamento del rumore esterno e questo fattore, combinato al loro posizionamento, esalta la riproduzione (in particolare dei bassi) e rende necessario un minore volume per poter udire chiaramente. Di contro, per alcuni possono risultare scomodi, poco pratici (richiedono un minimo di pulizia) o poco sicuri per strada a causa dell’isolamento acustico.

Quello su cui voglio soffermarmi in questo momento, sono però le cuffie di tipo sovraurale o circumaurale, destinate sia allo svago che all’utilizzo professionale.

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Le cuffie sovraurali sono progettate per appoggiarsi sopra al padiglione dell’orecchio, mentre le circumaurali, più grandi e più pesanti, lo avvolgono appoggiandosi sulla testa con l’imbottitura.
La differenza fra l’una e l’altra sta principalmente nel peso (più portatili e leggere le sovraurali) e nell’isolamento da e verso l’esterno (maggiore nelle circumaurali).

Esiste anche una ulteriore suddivisione, cioè fra cuffie aperte e cuffie chiuse.
Le prime hanno il retro dei padiglioni aperto, consentendo così al suono dell’ambiente di passare e a quello prodotto dai driver di uscire, con il risultato di una sensazione di maggior naturalezza, più simile a quella dell’ascolto tramite altoparlanti. Le cuffie chiuse invece isolano le orecchie dall’esterno e limitano fortemente la fuoriuscita in senso opposto. Questa caratteristica le rende particolarmente adatte all’utilizzo in sala di ripresa, in ambienti rumorosi e in situazioni in cui è necessario non disturbare. Di contro, a orecchie non abituate potrebbero sembrare un po’ innaturali e “scatolose” (termine tecnico), oltre a essere più stancanti rispetto alla versione aperta.

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La stragrande maggioranza delle cuffie in commercio sono dinamiche, vale a dire che utilizzano una tecnologia a bobina mobile. In breve, il diaframma (cioè la membrana che, muovendosi, genera il suono) è collegato a un avvolgimento di materiale conduttore immerso in un campo magnetico.: Quando una corrente (cioè il segnale audio da riprodurre) viene fatta passare nel conduttore, si genera un campo che va a interagire con quello del magnete fissato alla struttura della cuffia, causando forze attrattive o repulsive che fanno muovere l’avvolgimento e con esso il diaframma.
Le cuffie dinamiche non sono, per caratteristiche costruttive, particolarmente lineari: la maggior parte dei modelli ha una risposta in frequenza piuttosto irregolare, ma esistono tuttavia anche modelli professionali relativamente flat e neutrali.

Esistono poi cuffie cosiddette elettrostatiche. Il diaframma in questo caso è caricato elettricamente e sospeso fra due armature perforate (per consentire il passaggio dell’aria), che quando attraversate da una corrente generano un campo elettrico. L’interazione fra i due, dipendente dalla polarità del campo (cioè dal segnale audio) causa il continuo movimento in una direzione o nell’altra del diaframma che può così generare un suono.
Le cuffie elettrostatiche, come per esempio le celebri STAX, offrono una fedeltà altissima, superiore a qualsiasi cuffia dinamica, sebbene abbiano dei limiti in quanto a volume massimo e a riproduzione delle basse frequenze. Inoltre richiedono un preamplificatore specifico, sono abbastanza delicate e il prezzo del setup è spesso proibitivo per la maggior parte delle tasche, considerata anche l’alternativa di molte cuffie dinamiche più che ottime.

Una interessante variante è quella ad armatura bilanciata. In sostanza un perno con avvolgimento conduttore, collegato al diaframma e capace di ruotare attorno al suo punto centrale è sospeso in un campo generato da un magnete fisso. Fornendo corrente, il perno ruota leggermente in una direzione o nell’altra (controbilanciato da sospensioni) muovendo quindi il diaframma. Questo tipo di tecnologia permette di ottimizzare il rendimento elettrico, le dimensioni e l’impedenza del sistema, tuttavia viene generalmente utilizzata solo per gli in-ear.

Scelta delle cuffie - La parola al fonico

Ciascuna di queste principali tecnologie ha perciò determinati pro e contro. Non è tuttavia l’unico parametro da tenere in considerazione per la scelta.

Anche l’impedenza e la sensitivity sono importanti, entrambe vanno a influenzare il volume (pressione sonora) che le cuffie sono in grado di generare.
La sensitivity è per definizione l’SPL (sound pressure level) generato da 1mW di potenza in ingresso. L’impedenza determina quanto voltaggio è necessario per generare quella potenza.

In altre parole, le cuffie con minore impedenza e maggiore sensitivity saranno quelle dal volume più alto, rispetto alle altre a parità di segnale.
Una impedenza bassa (non più di 150 Ohm) è inoltre necessaria per l’utilizzo con apparecchiature di tipo consumer che lavorano a basso voltaggio.
Tuttavia, anche le cuffie ad alta impedenza (attorno ai 600 Ohm) hanno dei vantaggi. Lavorano meglio con alcune apparecchiature professionali (es. amplificatori, specialmente valvolari) progettate per lavorare con determinate impedenze e sono tendenzialmente meno soggette all’usura.

Le cuffie spesso sono commercializzate come ideali per un utilizzo o per un altro.
Esistono cuffie da dj, da studio, da casa, da sport e via dicendo. Aammettendo che il produttore sappia il fatto suo e non venda fumo, ciò che cambia da un modello all’altro sono la forma e la costruzione ma soprattutto la risposta in frequenza, modellata per venire incontro a diverse esigenze.

Scelta delle cuffie - La parola al fonico

Le cuffie per l’ascolto disimpegnato e soprattutto quelle da Dj, presentano spesso una risposta in frequenza irregolare, enormemente enfatizzata sulle basse e dalla linearità variabile sul resto dello spettro, a seconda dell’effetto desiderato.
Una cuffia di questo tipo può risultare particolarmente appagante per chi gradisce ascoltare musica con bassi massicci e prepotenti o vuole avere un’idea di come un pezzo suonerà in un dance club: in ogni caso un’utenza che non ha particolarmente a cuore la fedeltà.

Le cuffie monitor o da studio invece - teoricamente - dovrebbero essere quelle con la risposta il più possibile lineare in modo da garantire la massima traducibilità dei mix su altri sistemi. In realtà, ogni cuffia suona in modo diverso e non ne esiste una totalmente priva di colorazione. Come con i monitor, l’unico sistema per lavorare efficacemente è imparare a conoscere il proprio ascolto, nei suoi pregi e difetti.
Esistono in ogni caso, nella moltitudine, diversi modelli che particolarmente si prestano a un utilizzo professionale e sono spesso in cima alle preferenze degli addetti ai lavori.
Per citarne una manciata, Beyerdynamic DT770 e DT880, Denon AH-D2000, Shure SRH840 e Audio Technica ATH-M50, le mie personali preferite per rapporto qualità/prezzo.

È da tener presente, leggendo le specifiche tecniche di una cuffia, che un grafico cartesiano frequenza-ampiezza perfettamente piatto, non è da considerarsi ideale. Una cuffia deve porre rimedio ad alcuni problemi contingenti, quali la vicinanza dei driver alle orecchie e l’incapacità di creare impatto a bassa frequenza così come farebbe uno speaker.

Scelta delle cuffie - La parola al fonico

Per questo è normale che si trovi qualche dB in più sulle basse, attenuazione progressiva salendo verso le medio-alte e qualche picco positivo o negativo in alta frequenza per ovviare alle interferenze e alle cancellazioni causate dalla struttura della cuffia e dal padiglione dell’orecchio.

In commercio si trovano anche diverse cuffie cosiddette “con cancellazione del rumore”.
Questi prodotti, che sono attivi e quindi necessitano di batterie, utilizzano un microfono nei padiglioni per captare il rumore proveniente dall’esterno e riprodurlo, invertito di fase, mescolato alla musica. In questo modo il rumore proveniente dall’esterno e la sua copia in controfase si cancellano nell’orecchio, svanendo.
Bisogna però prestare attenzione. Questo tipo di tecnologia è adatto a cancellare i rumori continui, come quello del motore di un aereo, di un treno, di un macchinario, mentre risulta ben poco efficace nel caso di rumori variabili e improvvisi, come ad esempio voci umane o altri rumori non continui.

In conclusione, meritano una menzione i sistemi di cuffie wireless. In questo caso è bene prestare attenzione alla tecnologia utilizzata per la trasmissione dell’audio. Molti modelli economici utilizzano ancora gli infrarossi, cioè raggi di luce rossa invisibile che limitano l’utilizzo all’area in vista del trasmettitore e generalmente hanno una qualità audio scarsa.
Meglio va con le onde radio analogiche (RF), con le quali si può cambiare stanza senza perdere il segnale. La qualità di quest’ultimo tuttavia peggiora all’aumentare della distanza, causando il tipico “soffio”.

I sistemi più recenti, utilizzano tecniche di trasmissione digitali, dalle onde FM digitali al Bluetooth. Con questi metodi l’audio rimane essenzialmente perfetto finché si rimane nel raggio di azione, ma andando oltre il segnale inizia a “staccare” fino a sparire del tutto.
cuffie
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Commenti
===Le cuffie monitor o da ...
di yasodanandana [user #699] - commento del 05/12/2012 ore 09:54:22
===Le cuffie monitor o da studio invece - teoricamente - dovrebbero essere quelle con la risposta il più possibile lineare in modo da garantire la massima traducibilità dei mix su altri sistemi. In realtà, ogni cuffia suona in modo diverso e non ne esiste una totalmente priva di colorazione. Come con i monitor, l’unico sistema per lavorare efficacemente è imparare a conoscere il proprio ascolto, nei suoi pregi e difetti.===

molto saggio...

aggiungendo che non e' possibile, se si vuol lavorare bene in registrazione, mix (o addirittura) mastering, fare a meno dell'uso delle casse... e che, un po' come succede con i monitor nearfield, non e' detto che una cuffia ottima "sulla carta" e di prezzo alto, batta, nell'efficacia d'uso, una economica...

personalmente, per esempio, ho sempre avuto, in studio, per fare "scena", cuffie abbastanza prestigiose e costose... ma nell'uso personale, considerando cio' che mi e' passato fra le mani, mi sono trovato a mio agio con cuffie di prezzo inferiore ai 100 euro...
Rispondi
Re: ===Le cuffie monitor o da ...
di Zangolaccio utente non più registrato - commento del 05/12/2012 ore 11:41:04
Ciao Yaso.

Scusa la domanda forse stupida ma dettata più dalla mia ignoranza in materia che da altro: ma 100€ per un paio di cuffie non sono già sufficienti a prendere un prodotto più che buono?

Ho visto in commercio cuffie da 6-700€ e anche più ma un orecchio non allenato (diciamo uno che non le usa per mestiere) può apprezzare realmente la differenza?

Io ho avuto l'occasione di provare cuffie da studio (Shure, non ricordo il modello purtroppo) e non sono riuscito a sentire tutta questa differenza con le mie AKG K240 studio da 80€.

Quindi queste differenze sono davvero minimali oppure sono le mie orecchie ad essere turate? :-)
Rispondi
Re: ===Le cuffie monitor o da ...
di ILPIXEL [user #34494] - commento del 05/12/2012 ore 13:18:42
si, le differenze sono minime, per 100 euro prendetevi le alessandro's ms1, valgono ogni centesimo
Rispondi
Re: ===Le cuffie monitor o da ...
di yasodanandana [user #699] - commento del 06/12/2012 ore 03:31:28
concordo con te...
Rispondi
di rollo5100 [user #28890] - commento del 05/08/2016 ore 11:05:13
Condivido pienamente Yasodanandana. Parli delle HD681?
Rispondi
Ottimo articolo! Mi sarebbe stato ...
di Adrianovanta [user #25268] - commento del 06/12/2012 ore 01:17:59
Ottimo articolo! Mi sarebbe stato utile tempo fa prima dell'acquisto delle mie. Sono passato dalle Akg alle Beyerdynamic Dt770 da 80ohm... Una favola, sono le mie preferite di sempre(tralasciando le varie cuffie elettrostatiche e quelle con prezzi esorbitanti) le trovo molto comode ergonomicamente anche perchè molto più "aderenti" di altre; odio quando mi scivolavano... Le ho prese a 110€ e le consiglio vivamente a chi vuole qualcosa di durevole, professionale e fedele. Non stò facendo pubblicità al prodotto ma solo un commento a suo favore :-)
Ancora complimenti per l'articolo! ;-)
Rispondi
Re: Ottimo articolo! Mi sarebbe stato ...
di clodiodesign [user #39349] - commento del 06/12/2013 ore 12:27:46
ciao dove hai comprato le Beyerdynamic Dt770 da 80ohm a 110 euro? vorrei acquistarle anche io!
Rispondi
di auleia [user #47332] - commento del 29/09/2017 ore 07:32:23
Sono fuori da questo mondo. Ho avuto in regalo uno schiit fulla 2. Vorrei comprare delle cuffie, le collegherò al PC. Ho letto un interessante articolo qui, su impedenza, sorgente, ricevitore. Ho fatto qualche ricerca, solo su un sito sono riuscito ad inserire i parametri della cuffia, vai al link, ma non capisco come interpretare i dati riferiti allo schiit. Non posso provare delle cuffie, nella mia zona non c'è nessuno. grazie.
Rispondi
....la differenza qualitativa c'è...
di ParanoidAndrea [user #27343] - commento del 06/12/2012 ore 12:40:59
fra cuffie da € 100 e cuffie da € 500,
ma anche fra cuffie da € 20 e cuffie da € 100...
c'è eccome!
Non è detto che la differenza di qualità sia proporzionale al prezzo, e soprattutto non è detto che quelle più costose siano sempre meglio per tutte le applicazioni.
Come per l'ascolto in ambiente con i monitor, l'ascolto in cuffia dipende dall'intera catena di amplificazione del segnale...nella quale l'amplificazione ha spesso più incidenza del trasdottore (le cuffie, le casse), quindi la qualità dipende molto dall'apparecchio cui sono collegate.
Inoltre, se per l'ascolto "hi-fi" una maggiore trasparenza, o una maggiore fedeltà dinamica, sono sempre gradite....nell'utilizzo "professionale" questo non è sempre vero (come anche per i monitor...vedi Yamaha ns10..)
In generale, l'ascolto in cuffia non è mai molto "oggettivo"....orecchie diverse sentono cose diverse, molto più che con le "casse".
Essendo le cuffie un apparecchio "da indossare", anche la comodità, il peso e la forma incidono sull'opinione dell'ascoltatore.
Per ascoltare musica, le mie cuffie preferite sono delle vecchie SONY di plastica, comprate 8/9 anni fa a € 30 o poco più, dal suono piacevolmente "addolcito"...ma che ascolto più volentieri delle mie vecchie e blasonate Grado, perfette per equalizzare un mix, ma troppo dettagiate per apprezzare la musica "nel suo insieme".
Adoro le cuffie....Grazie per l'articolo!
A.
Rispondi
Koss uber alles.....
di FBASS [user #22255] - commento del 06/12/2012 ore 22:58:29
Sono anni che lavoro nel campo delle riparazioni e messa a punto, sia in HI-FI che su amplificatori e strumenti musicali, cioè dal 1966, e le uniche cuffie che mi hanno soddisfatto sono state le Koss, ho sia le HV/2A che le piccole ad archetto, che uso ancora oggi, ma anni fa ne avevo quelle quadrifoniche, andate disperse in tempi lontani; ho provato di tutto e salvo le Sennheiser, le altre non mi hanno mai soddisfatto, sarà forse per un gusto mio personale, ma , come per le casse che compro sempre JBL o Bose, salvo le Tannoy Mercury che uso per il piccolo valvolare Synthesis, le altre case non le prendo nemmeno in considerazione. Nel 1973 ho acquistato le Studio Monitor JBL a due vie e da allora non cambio più, vado sicuro, oggi lavoro ed ascolto con le XE 4 e le Control 1, entrambo JBL, mentre amplificate ho le Bose Monitor TV con aggiunto un Subwoofer Acusticmass 8, pertanto prossimi acquisti anche quì JBL e Bose, salvo a trovare le Altec Barcellona o le Voice of Teater usate, mentre ho avuto le Quad elettrostatiche, ciao da Franco50.
Rispondi
di rollo5100 [user #28890] - commento del 05/08/2016 ore 11:07:45
JBL 4301,4302,4312 le mie preferite.
Rispondi
interessantissimo articolo, grazie mille :-D ...
di Bustio [user #24438] - commento del 06/12/2012 ore 23:26:50
interessantissimo articolo, grazie mille :-D
Rispondi
Consiglio per regalo di Natale
di clodiodesign [user #39349] - commento del 06/12/2013 ore 10:21:54
Innanzi tutto complimenti e grazie a chi a scritto l'articolo...molto interessante anche per i profani come me!
Vorrei chiedere a voi esperti un consiglio per un regalo di natale.
La mia ragazza è un soprano leggero e vorrei regalarle un paio di cuffie "ottimizzate" per i cantanti, quindi penso che sia più importante la "pulizia" del suono rispetto ai bassi performanti.
Purtroppo il mio budget è intorno ai 100 euro (max 120 euro), so che non è molto ma è il max a cui posso arrivare...mi potete dare qualche consiglio?
Rispondi
Re: Consiglio per regalo di Natale
di clodiodesign [user #39349] - commento del 06/12/2013 ore 10:24:0
Un dettaglio in più...la mia ragazza è alta 1.60 e pesa 45 kg...quindi è piuttosto minuta...immagino che non vadano bene cuffie troppo voluminose...vi ringrazio!
Rispondi
Re: Consiglio per regalo di Natale
di Claes [user #29011] - commento del 06/12/2013 ore 14:30:
Apporti un elemento extra ai commenti su questo davvero esauriente e favoloso articolo!!! Parte dall'uso e tipo di musica - nel tuo caso è appunto "ottimizzare" la cuffia per il canto. E trovarla a un prezzo ragionevole. Cuffia aperta o chiusa? Cosa ne dite, voi Accordiani?

=== l’unico sistema per lavorare efficacemente è imparare a conoscere il proprio ascolto ===

Vi è il sound da Deutsche Grammophon e cuffie che cercavano di riprodurre il sound delle casse Neumann. L'ondata JBL è poi stata da tsunami! È la referenza per sound da allora in poi. L'equazione ha un fattore uso/musica. Ho il vantaggio di aver usato K240 da più di 10 anni nel mio micro-studio (ma quel che passava lo studio se registrando una chitarra (poco male, no problem).
Rispondi
Re: Consiglio per regalo di Natale
di clodiodesign [user #39349] - commento del 06/12/2013 ore 15:05:20
Grazie Claes!
già, aperta o chiusa?

da quanto ho capito leggendo in giro le Beyerdynamic Dt770 sono ottime, ma sono purtroppo fuori budget, non riesco a trovarle a meno di 150 euro.

Cosa ne pensate delle akg k121 o delle sennheiser hd 380 pro??

La mia ragazza dopotutto non ascolta musica da discoteca, apprezza di più le cantanti jazz o blues con la voce pulita...vorrei trovare un modello di cuffie che restituisca bei suoni con quel tipo frequenze.
Penso che in questo caso i bassi da dj siano inutili, no?

Non avrei mai immaginato fosse così complicata la scelta!!
Rispondi
Re: Consiglio per regalo di Natale
di Claes [user #29011] - commento del 06/12/2013 ore 16:28:4
===Non avrei mai immaginato fosse così complicata la scelta!!===

Penso che devi darci info: cantare provando, esercitarsi a casa? Direi una cuffia aperta - ci si sente anche l'audio naturale della voce. Per registrare: ai tempi della Sennheiser si è passato a cuffie chiuse e meno "rietro" in un microfono. Per il sound generale di una cuffia chiusa opterei per un sound da JBL per Jazz/Blues.
Rispondi
Re: Consiglio per regalo di Natale
di clodiodesign [user #39349] - commento del 07/12/2013 ore 22:03:03
Con grande fatica sono riuscito ad avere qualche news in più...
cuffia chiusa per esercizio a casa e per non disturbare i familiari con eventuali suoni uscenti dalle cuffie...quando vorrà ascoltare anche l'audio naturale della voce allora solleverà uno dei due altoparlanti...
non ho capito il discorso Sennheiser...
Rispondi
Re: Consiglio per regalo di Natale
di Claes [user #29011] - commento del 08/12/2013 ore 11:34:52
Sennheiser: la loro cuffia aperta era quella che si usava per registrare in studio in tutta Europa anni 60-inizi 70. Sono andato sulla rete per scovarne una foto... senza fortuna. Non vi è un tipo 2013 neanche lontanamente simile! Vi sono però dei modelli Sennheiser chiusi a prezzi accessibili.
Rispondi
di Izzy73 [user #12413] - commento del 04/02/2016 ore 13:00:26
Puoi andare sul sicuro sulle Shure srh440, ottime in tutto (sono la versione più economica delle 840 citate nell'articolo) e per 90 euro sono perfette.
Rispondi
di scarface1977 [user #37995] - commento del 24/07/2015 ore 02:23:34
le mie che uso tutto il giorno sono da 20 euro e ho provato anche cuffie da 300 euro ,non sento una grande differenza !! a questo punto non so se devo ringraziare madre natura che mi fa sentire bene con entrambe a maledirla perchè non mi ha fatto l'udito cosi sofisticato...eppure dagli esami sembra buono... cmq visto il mio portafoglio per il momento ringrazio
Rispondi
di FernandoFornaro64 [user #42275] - commento del 17/11/2015 ore 12:23:16
Ciao, sono un chitarrista e mi diverto a registrare in casa sul mio PC.
Ho avuto, negli anni, diverse Sennheiser di media qualità, tra cui la famosa HD40 che ancora posseggo. negli ultimi anni ho acquistato una leggerissima sovraurale Sennheiser PX100, con la quale ho lavorato molto bene sia in fase di missaggio che per l'ascolto in genere.
causa rottura delle PX100, ho acquistato una circumaurale Audio Technica ATH M30X (cuffie monitor) sperando di migliorare ma, con mia grande sorpresa, ho notato che collegate al mio stereo casalingo sono molto dettagliate sulle medio alte e ben bilanciate sulle basse senza distorsioni anche ad alti volumi, invece, collegate al PC hanno un volume nettamente inferiore, tendono a distorcere e sono completamente prive di bassi... Una delusione che mi ha indotto a ricomprare le Sennheiser px100, con le quali mi trovo benissimo.. Terminato il noioso preambolo chiedo: ma le Audio Technica avranno mica bisogno di un preamplificatore da collegare al PC? Grazie a chiunque possa darmi una risposta.
(p.s. le citate cuffie costano da 45,00 a 70,00 €)
Rispondi
di rollo5100 [user #28890] - commento del 05/08/2016 ore 11:09:11
Un buon pre per cuffia è sempre consigliato. Molte hanno bisogno di potenza per rendere bene.
Rispondi
di SoundsGood [user #46165] - commento del 11/01/2017 ore 02:11:06
Le ATH-M50 sono ottime cuffie, le uso da 2 anni e come rapporto qualità prezzo non le batte nessuno! Le Shure le ho provate perché ce l'ha un amico ma nulla di speciale per me, utilizzo le cuffie con l'amplificatore ed il PC (giusto per mixare o ascoltarmi nelle ore notturne quando non posso fare troppo rumore, eh già :D ). Per il resto sono molto soddisfatto delle ATH-M50, anche se mi stanno per abbandonare perché il rivestimento si sta rovinando. Ho trovato le AKG K701 (recensite quì: vai al link), qualcuno le ha provate? Qualche esperienza positva o negativa? Sembrano cuffie da studio ma non vorrei sbagliarmi.
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