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First Wife, una questione di cuori
di [user #393] - pubblicato il

La storia ebbe inizio quando il vecchio Johnny Gelli mi rivogò una serie di pezzi con i quali aveva inutilmente cercato di assemblarsi l'ennesima Stratocaster. Tra questi un manico slaboard, probabilmente proveniente da una Vintage Japan, molto vissuto e con un urgente necessità di refretting. "e con questo che ci faccio??". Sbirciando tra la roba che mi era recentemente arrivata dagli USA, scoprì l'ingonbrante presenza di un body ontano in 3 pezzi. "...e se?..." L'idea mi stuzzicava da tempo. Ma mancava lo stimolo. Replicare la N.1 di SRV sarebbe stato il degno coronamento di 10 anni di tramestio in casa Fender, e adesso avevo sottomano un manico che,dato lo stato generale, si prestava per l'iniziativa.

numberone_4.jpgCominciai proprio dal manico. Via tutti i tasti e rettifica della tastiera a 9,5-10": contestuale estirpazione degli orrendi whitish dots e sostituzione con clay dots. Sverniciatura totale e riverniciatura con nitrocellulosa molto ambrata, solo intorno alla paletta e nel "tacco". Il refretting è stato fatto con Dunlop Jumbo 6150.

Contestualmente, mi attivai per predisporre il body standard "destro" ad ospitare un tremolo mancino; operazione non troppo complessa. Ciò che invece necessita scrupolo è la sutura della parte dello scasso originale che non viene utilizzata e quindi rimarrebbe in vista. Mi procurai pertanto un pezzetto di listello di ontano: non è proprio della stessa densità,ma bisogna accontentarsi. Nel frattempo mi era arrivato dagli USA il resto del materiale, compreso il ponte vintage style mancino. Così, una volta verificata la sua posizionatura di ancoraggio al corpo, ho provveduto a sagomare il tassello di ontano e ad inserirlo nella fessura: alla fine il risultato, funzionalmente perfetto, era anche esteticamente accettabile. Il lavoro di finitura cominciò con la stesura di una abbondante mano di gommalacca a tampone. Una base di ingiallente opaco e via con il sunburst a 3 toni. Le ultime 3 mani di clear coat nitro anticiparono la fase di lucidatura. Nonostante il destino della vernice sul corpo fosse segnato, non mi risparmiai nel cercare di conferire al body della chitarra un look "da nuova di fabbrica".

 

Per l'elettronica sono andato sul sicuro: Fender C.S. Fat'50, potenziometri CTS, switch CRL a 5 posizioni, condensatore ceramico. Il tutto tenuto insieme dall'immancabile cloth wire juventino. Contrariamente alla SRV del custum shop, scelsi di montare hardware cromato; per 2 ragioni. Prima di tutto perchè l'hardware dorato lo considero molto kitch sulle solid body Fender, e poi perchè....insomma chi ha mai visto HD dorato su First Wife? Di certo il ponte, perchè SRV lo reperì così (anche se poi la doratura andò progressivamente sparendo, e le sellette originali furono più volte sostituite con delle normali "aftermarket" nichelate), mentre il resto era tutto chiaramente cromato. E' altresì vero che per un certo periodo First Wife ospitò un manico diverso (probabilmente un '60 slaboard), che montava meccaniche tipo Sperzel Deluxe dorate con bottoni in similmadreperla.

 

numberone_7.jpgCon il battipenna nero anni'70 si presentò la necessità di riprodurre le famose iniziali SRV in materiale prismatico. E pensavo fosse una sciocchezza! Alla fine si è trattato del problema più grosso da affrontare. Ricordo che 15-17 anni fa numeri e lettere prismatiche imperversavano, soprattutto nei diari delle adolescenti e sulle fiancate di piccoli motoveicoli dalla dubbia cilindrata. Bene; oggi numeri e letterine sono introvabili. E non parliamo del materiale sfuso! Un giorno, quasi per caso, frugando nel retrobottega di un garage del centro di Firenze, recuperai delle ingiallite bustine di cuoricini adesivi in carta prismatica argentata. Erano assortiti nelle dimensioni, e abbastanza piccoli. Tuttavia almeno uno per confezione sarebbe potuto essere adeguato per realizzare una lettera! Contrattai il prezzo di tre confezioni di cuori e mi accinsi alla delicata operazione di trasformarli in lettere! Alla fine il risultato non fu male, anche se come altezza non potei fare meglio.

 

Il lavoro di montaggio fu routine; feci un paio di foto alla Chitarra in versione "clean". Optai per montare la stessa scalatura (13-56) di Srv, ma la corda più grossa che trovai era una 54 che poi era da basso! Infine, il divertimento: l'allestimento "cosmetico". Avevo precedentemente svolto un elaborato e faticoso lavoro di ricerca e analisi di fotografie di First Wife, e quindi non mi restava che ridurla nello stesso stato. All'inizio non é stato facile; la vernice era comunque robusta. mano mano che le botte aumentavano e il legno si scopriva, l'operazione si velocizzò. numberone_5.jpg Un po' di alcool distribuito sul legno vivo contribuì a farlo "spelare", poi qualche agente sporcante, un po' di cera per dare l'aspetto di "assorbito"; quello che restava del sunburst ha poi cominciato a crepare vistosamente. La finitura della schiena del manico venne completamente asportata.

 

La chitarra risultava abbastanza leggera: la resa sonora apparve ottima, complici anche le corde non proprio sottili. I pickups sono abbastanza bilanciati. Naturalmente le prime note furono "Cold Shot".... Nel genn.2001 misi la chitarra in vendita su Ebay.com. Orde di yankees malati di SRV si precipitarono, ma nonostante le 28 offerte e i quasi 1550 $ di offerta finale, non venne venduta. E' stata venduta più tardi quell'anno, ed è rimasta in Italia. Rimarrà un pezzo unico? Chissà. E' anche molto una questione di Cuori.

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