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Aria FA-65
Aria FA-65
di [user #32554] - pubblicato il

A meno di 400 euro è davvero difficile trovare una chitarra semiacustica che possa vantare un buon timbro, ma a volte un brand noto può rappresentare una valida garanzia. Può essere questo il caso della Aria FA-65.
A meno di 400 euro è davvero difficile trovare una chitarra semiacustica che possa vantare un buon timbro, ma a volte un brand noto può rappresentare una valida garanzia. Può essere questo il caso della Aria FA-65. L'azienda produttrice, nata nel lontano 1956, riceve ora il controllo qualità da parte di D'Aquisto, un marchio che non ha bisogno di presentazioni in quanto a esperienza nella liuteria archtop.

Appena tolta dalla scatola, la FA-65 si presenta davvero bene: finiture semplici e nel contempo classiche come il binding che contorna il body e la tastiera, segnatasti quadrati che vanno a scalare fino a diventare rettangolari, il tutto racchiuso nella classica verniciatura sunburst che dallo scuro passa a lasciare a vista una venatura semplice, calda e piacevole per gli occhi.

Osservandola, è inevitabile il confronto con Gibson. La chitarra si pone a cavallo tra la L5 CT e la Super 400 CES: il body, le dimensioni, la colorazione e l’hardware confezionano una sorta di cover dello storico marchio.

La tastiera in palissandro, dotata di venti tasti con un buon livello di precisione. Il manico confortevole trasmette la sensazione di sentire bene lo strumento e risulta, nell'insieme, comodo e scorrevole.
I pickup, su specifiche Duncan e marchiati HB-103, suonano pieni e rotondi con la giusta dinamica. Il selettore è a tre posizioni e, a chiudere la parte elettronica, ci sono due volumi e due toni per regolare separatamente l'output di ognuno dei due pickup.
Il ponte è completamente in legno e appoggiato alla tavola, un semplice ed economico elemento che aiuta a conferire rotondità al suono. È dotato di due piccole rotelle zigrinate che permettono la regolazione dell'action.
La paletta ospita tre meccaniche chiuse e auto lubrificanti per lato. Qui si trova anche la classica regolazione del truss rod, ma noto con piacere che tolto dalla scatola lo strumento è già regolato con un'azione media, scorrevole e non faticosa.

Aria FA-65

Lo strumento, da spento, suona sufficientemente bilanciato, manca un po' sulle basse frequenze come è ovvio che sia su uno strumento acustico di fascia economica, ma senza pregiudicare la sensazione di un bel suono.
Di fatto, il pregio può essere semplicemente un’aggiunta al bello. E questa Aria, di bello, ha che suona bene, trasmettendomi un buon feeling tra le mani e nelle orecchie.
Attaccata all'amplificatore, si avverte una leggerissima vetrosità nel suono. Viene a mancare un po’ di acusticità a discapito del suono più elettrico, ma tale fattore non è necessariamente un segno di scarsa qualità ed è comunque riscontrabile anche su strumenti da migliaia di euro.
Il pickup al manico suona subito pieno e con il suono giusto. Nella posizione centrale, che prevede tutti e due in funzione, il suono non cambia radicalmente e si sente ancora la predominanza di quello al manico. Passando a quello al ponte, la sferzata sulle medio acute è quasi esagerata e incontenibile, fa comunque il suo dovere e richiede maggior controllo nelle dinamiche a plettro e con le dita o unghie.


Da segnalare è che la chitarra è fornita di serie con corde .010, che ho volutamente tenuto per fare questa prova rispettando il setup di fabbrica: sicuramente con una buona .012 può soltanto guadagnare in presenza, dimensione e calore del suono.
L'Aria FA-65 si è dimostrata uno strumento valido sotto tutti gli aspetti sonori e costruttivi, consigliato al chitarrista entry level o neofita del genere, ma altrettanto valida alternativa da battaglia per il professionista che non si porta la 175 in spiaggia con l'amplificatore a pile.
aria chitarre semiacustiche fa65
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Le ARIA
di nick74 [user #15609]
commento del 23/02/2013 ore 10:22:09
Sono delle straordinarie chitarre.
Suono però da 21 anni e pur avendo potuto ascoltarle decine di volte diventa difficilissimo trovarle.
Chi si occupa adesso della loro distribuzione, per favore?

ps. la chitarra è bellissima, peccato per il tocco del chitarrista! :DDDDDDDDD
PAOLO SPAKKI!!!
Rispondi
"A meno di 400 euro ...
di katori utente non più registrato
commento del 23/02/2013 ore 11:10:06
"A meno di 400 euro è davvero difficile trovare una chitarra semiacustica che possa vantare un buon timbro"

non condivido assolutamente questa affermazione tant'è che se ci si mette a fare un blindtest con ibanez cineserie e gibson super blasonate voglio vedere quanta gente casca dal pero....

Tempo fa vidi il video di that's it! (mi sembra si chiami così) di Michael jackson...beh in un immagine si vede chiaramente il chitarrista suonare con una ibba semiacustica da scarsi 300€....
sul palco del Re del Pop.
Cioè, penso che ci sia poco altro da dire... ;)
Rispondi
sicuramente meglio delle Epiphone...... ...
di Peterpanico utente non più registrato
commento del 23/02/2013 ore 12:30:19
sicuramente meglio delle Epiphone...... ;-)
Io però ho preferito spendere un pò di più,circa il doppio,e sono strafelice della mia Peerless Monarch!
@Katori
Il blindtest va bene fino ad un certo punto,quando le prendi in mano le chitarre,lo "senti" come sono fatte e cosa "tirano fuori"...Paolo sono sicuro farebbe suonare anche un manico di scopa,io no...
quindi per chi è "meno dotato" uno strumento fatto bene aiuta,sicuramente!
Detto questo non comprerei mai una 175 al prezzo a cui la vendono...sono soldi "rubati"!
Sempre Imho naturalmente ;-)
Paolo complimenti,mi sono divorato il libro,ed anche il "libretto" del corso...cavolo...ottimo davvero!!
Rispondi
La solita regola.
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 23/02/2013 ore 23:00:28
La solita regola: con il 10% dei denari (400 euro) porti a casa il 90%, il rimanente 10% lo paghi nove volte tanto (i 3.600, che ancora non bastano, per portare a casa una L-5 usata). Così funziona il mondo, no?
Rispondi
Re: La solita regola.
di angusnoodles [user #13408]
commento del 24/02/2013 ore 00:46:1
Tutte le donne hanno due occhi, due orecchie, una bocca, due gambe, un cuore e un cervello... Si può dire che hanno ben più del 90% che serve per essere considerate donne... Forse anche il 99%... Ma poi c'è quel 1% che le donne favolose hanno in più che fa la differenza e come... La diferenza tra una bella donna ed una donna comune... Più ci si avvicina alla perfezione, più si alza il tiro e più le differenze sono minime... Ma ogni minima differenza a parer mio vale tutti i soldi che costa...
Rispondi
Re: La solita regola.
di Peterpanico utente non più registrato
commento del 25/02/2013 ore 14:32:30
Esatto...sennò sarebbe tutto facile,stessa "pappa" uguale per tutti....ci sono naturalmente gli estremi sia in un senso che nell'altro,però le differenze esistono,bisogna vedere quanto è giusto il differenziale di prezzo,quanto si è disposti a spendere per avere ciò che si desidera ( a volte è anche questo che ci spinge ) sono tanti i fattori in campo,è anche vero che al giorno d'oggi,rispetto a qualche decina di anni fa,si può avere un ottimo strumento a prezzo decente,ossia alla portata di tutti.
Rispondi
Re: La solita regola.
di redfiesta utente non più registrato
commento del 25/02/2013 ore 14:58:33
Che io mi ricordi anche 20 anni fa c'erano strumenti decenti alla portata di tutti, ricordo in particolare una washburn del tutto simile alla aria in questione in un negozio della mia città, l'ho provata diverse volte e mi piaceva ma ero giovane e davo più importanza alle griffe, era tempo di passare a qualcosa di "importante", col senno di poi la ricordo come una buona chitarra da jazz dal prezzo abbordabile.
Rispondi
Re: La solita regola.
di nicolapax [user #27042]
commento del 25/02/2013 ore 22:24:43
Anche 30 anni fa c'erano strumenti decenti alla portata di tutti!!! Le lawsuit che (diciamolo sottovoce) a volte erano meglio degli originali che copiavano!Aria era tra quelle, mi ricordo una simil 335 che era una bomba (poi però ho preso una Greco LP). Oltre ai cloni sapeva però fare strumenti ottimi originali come per esempio la Aria pro II con i DiMarzio.
Rispondi
Re: La solita regola.
di redfiesta utente non più registrato
commento del 26/02/2013 ore 11:15:53
Vero, a parte l'essere di parte, ho una fernandes the revival modello strato 62, leggevo elogi da parte di un famoso liutaio riguardo alla aria pro II modello 335 di quegli anni, c'è da dire che allora, almeno i più superficiali, quale potevo essere io a 20 anni o giù di lì, le vedevano come copie a basso costo e basta, insomma il tutto per dire che non è cambiato nulla, a volte sembra che oggi si trovino buone cose economiche mentre in passato no, secondo me sono i tempi che cambiano.
La washburn di cui parlavo era una copia L-5 CES, se japan non ricordo.
Rispondi
Re: La solita regola.
di angusnoodles [user #13408]
commento del 25/02/2013 ore 14:58:5
Un'opera d'arte vale più del materiale di cui è fatta... Poi se non hai i soldi per un quadro originale puoi sempre comprare una copia economica o attaccare un poster alla parete... Dipende dai gusti, dalle esigenze e dalla disponibilità economica... Oltre che dalla pura e semplice passione...
Rispondi
Re: La solita regola.
di Claes [user #29011]
commento del 01/03/2013 ore 19:01:41
Hai ragione. Penso che una chitarra come questa sarà nel tempo stagionata, migliorando e pure "pervertita" al sound di chi la suona. Ben venga dunque una chitarra al 10% portando a casa il 90%. L-5 usata? Sarebbe in ogni caso prima da provare e non da comperare su eBay a scatola chiusa.
Rispondi
importatore
di LukeLuke [user #755]
commento del 25/02/2013 ore 12:42:00
vai al link
le ho trovate qui, ma non vedo quel modello... magari basta chiederlo direttamente a loro.
:)
Rispondi
Bravo Paolo! ma...
di nicolapax [user #27042]
commento del 25/02/2013 ore 22:46:59
... mi hai messo dei bei dubbi. Ero convinto di prendere un'altra semiacustica rispetto alla Aria (la Vintage vsa575) per avvicinarmi a "quel" mondo chitarristico. Suono spesso bossa nova con la mia Godin multiac nylon e voglio proseguire nella ricerca avvicinandomi al jazz elettrico classico. Ora però finalmente un altro strumento con il quale confrontarmi rispetto alle solite e oneste ibanez Artcore e alle Epi.

P.s. Conoscerti (anche se solo in chat per Sanremo, è stato un vero piacere!)
Rispondi
palettone!
di mattconfusion [user #13306]
commento del 26/02/2013 ore 11:42:00
sono un fan e un suonatore ibanez (artcore as 73, stile es 335) e sarei curioso di provare sia la aria sia i nuovi modelli jazz ibanez a cassa alta full hollow ... tipo le AFJ o le AKJ... una cosa però non mi piace... han tutti una palettona esagerata rispetto al disegno più smilzo di gibson ( o yamaha)....
Rispondi
Re: palettone!
di Peterpanico utente non più registrato
commento del 27/02/2013 ore 11:58:25
C'era un tizio che si chiamava D'Angelico,faceva delle bellissime archtop in quel di New York...sembra abbia influenzto un pò di gente .... :-)
Rispondi
Re: palettone!
di mattconfusion [user #13306]
commento del 27/02/2013 ore 12:06:05
si in effetti le palettone d'angelico non le amo per niente ahah...
e tra le citate, peerless mi pare quella che più si rifà alla tradizione, con tanto di puntalino dorato nel mezzo....
Rispondi
Re: palettone!
di mattconfusion [user #13306]
commento del 27/02/2013 ore 12:08:44
però aspetta. Le pallettone d'angelico sembrano grandi, ma sono comunque più oblunghe che tozze alla ibanez....anche la forma delle semiacustiche ibanez a cassa bassa e double cut sono abbastanza tozze rispetto alla forma più arrotondata delle concorrenti
Rispondi
Beh ognuno ha "interpretato" la ...
di Peterpanico utente non più registrato
commento del 27/02/2013 ore 13:11:10
Beh ognuno ha "interpretato" la paletta D'Angelico alla sua maniera,io ho sia una Peerless Monarch,quindi palettona al 100% con tanto di pomellino di ottone,bellissima,molto Art Deco,
che una Ibanez PM 100 ( la Pat Metheny dei primi 90) che ha la paletta "leggermente" più piccola :-)
ottime chitarre entrambe,"molto ottime" direi!
Rispondi
E la regolazione delle ottave ?
di teodorom [user #19903]
commento del 28/02/2013 ore 01:30:50
Molto bello il ponte in legno. Però mi sono sempre chiesto: e la regolazione delle ottave ?
L'inclinazione da sola basta ?
Rispondi
Parola del liutaio!
di paoloanessi [user #32554]
commento del 28/02/2013 ore 09:50:13
Ciao Teodorom,

Come da titolo, il liutaio mi riferisce quanto segue:

In teoria ci vorrebbe una regolazione fine separata delle ottave per ogni corda, concretamente è l'abilità e la conoscenza dello strumento in costruzione che permette di modellare il ponte.
In laboratorio si monta e si smonta il ponte grezzo sotto le corde lavorandolo con diversi passaggi fino ad ottenere la giusta regolazione.
A livello industriale è calcolato precedentemente.

Inoltre la semiacustica difficilmente passa da un assetto da corde 0,9 a 0,13 da un action da Shred a un centimetro da slide e bottleneck. Quindi in teoria è un ponte per la "vita" della chitarra ... Poi ad un costo decisamente inferiore di uno con le sellette separate, è piuttosto semplice cambiare solo la parte superiore del ponte.

Spero di essere stato esaustivo :-)

Aggiungo per gli amici Accordiani del thread, per chi non lo sapesse che la dimensione della paletta sulle chitarre Archtop, è di grande contributo sonoro in termini di dimensione e qualità.
E comunque sulle chitarre in generale, ad esempio per le solid body esistono piastre di bronzo da attaccare posteriormente alla paletta per aggiungere massa ... e in teoria "suono" anche se non sempre è vero, avendolo provato su diverse chitarre, non sempre è così evidente questo fattore.

Infine sono d'accordo che uno strumento per suonare bene non deve costare per forza un sacco di soldi, è quest'Aria ne è un bell'esempio... Poi forse l'ego, la pura gioia per gli occhi o per il tatto, comunque la finezza sonora e le rifiniture che permettono pasagi piu precisi e non da meno la possibilità economica puo portare domanda e offerta nel mondo degli strumenti a livelli di costo più da collezionisti che da musicisti... ma questo nel bene o nel male vale anche tra la Panda e una BMW o tra un paio di buone scarpe da 30€ o da 300€.....

Il mondo è bello perché è vario!....?

Buona Musicosa e Chitarrosa giornata a tutti!

PaoloAnx
JazzRock



Rispondi
Re: Parola del liutaio!
di teodorom [user #19903]
commento del 28/02/2013 ore 23:18:21
Quindi, per esempio, passando da uno 0.10 a un 0.11 (il minimo potabile), non dovrebbe cambiare niente ...
Grazie
Teodoro
Rispondi
Re: Parola del liutaio!
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 04/03/2013 ore 10:01:28
Ricordo di aver letto che la faccenda del ponte fu una delle questioni che il giovane James D'Aquisto (!!!) pose a John D'Angelico: Gibson costruiva ponti "a scalini" e il giovane D'A pensava potessero essere più precise. Il fatto che si convinse della bontà del ponte a sagoma diritta ed inclinata lo dimostra la sua produzione che fu, appunto, tutta in quell'impostazione.
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